Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 63
CronologiaPasquale II dispone la demolizione delle roccaforte dei Corsi, erette sulle rovine del Tabularium.
Le spinte autonomistiche cittadine guidate da Giordano Pierleoni, portano alla Renovatio Sacri Senatus e all'istituzione del libero Comune di Roma. Il documento che viene siglato dalla formula Senatus Populusque Romanus, fa decadere definitivamente il pontefice Lucio II da qualsiasi funzione di natura temporale. Viene abolita la carica di prefetto (che era appannaggio di un incaricato pontificio) e viene istituita la carica di patrizio rappresentante della città e della repubblica che aveva il compito di presiedere il senato. La città viene suddivisa in 16 rioni (non è compresa l'Isola Tiberina, né alcuna area sulla sponda occidentale del fiume). Ciascun rione potrà scegliere 10 elettori che eleggeranno a loro volta, i 56 senatori che costituiranno la nuova assemblea. Alla carica principale di patrizio, viene eletto Giordano Pierleoni, artefice della rivolta popolare.
Papa Lucio II, insieme alle milizie rimastegli fedeli, attacca il Campidoglio, sede del nuovo Senato. La reazione del popolo impedisce l'assalto. Alcuni cardinali sono uccisi e lo stesso papa viene ferito gravemente alla testa da una pietra tirata dalla rocca. Ferito gravemente, e trasportato al convento di San Gregorio al clivo scauro.
Ludovico il Bavaro riunisce in Campidoglio i nobili romani, che gli conferiscono, per solenne plebiscito, la Corona Imperiale ed i titoli di Senatore e Capitano del Popolo.
Partendo dalla chiesa di Sant'Angelo, con 100 uomini armati e una gran folla al seguito, Cola di Rienzo occupa il palazzo del governo comunale al Campidoglio. L'assemblea popolare, elegge due tribuni: Raimondo d'Orvieto, vicario del pontefice, e Cola di Rienzo, con maggiori poteri.
II Barone Giovanni Pipinosi muove alla testa delle milizie dei Colonna, verso il Campidoglio per vendicarsi con Cola di Rienzo. Il tribuno pronuncia un discorso appassionato per convincere i romani a combattere e respingerli, ma il popolo gli si rivolge contro e fugge a Civitavecchia.
I Quattro rioni Sant'Angelo, Ripa, Colonna e Trevi (zone che sottostavano all'influenza dei Savelli e dei Colonna) insorgono contro Cola di Rienzo. La folla viene guidata al Campidoglio da un suo ex capitano. Il tribuno, abbandonato da tutti i suoi fedeli, tenta per l'ultima volta di arringare i romani, che però rispondono dando fuoco alle porte. Tenta allora la fuga, uscendo travestito da popolano pezzente e alterando la voce gridando "suso, suso a gliu tradetore!". Viene però riconosciuto dai braccialetti (che non si era tolto) e condotto a forza sulla sommità della scalinata, vicino al leone, dove resta un'ora prima che un certo Francesco de Vecchio gli assestasse il primo colpo: «Là addutto, fu fatto uno silenzio. Nullo uomo era ardito toccarelo», finché un popolano «impuinao mano ad uno stocco e deoli nello ventre.». Il cadavere viene trascinato a San Marcello in via Lata, di fronte alle casetorri dei Colonna, dove resta appeso per due giorni e una notte.
I fratelli Niccolò e Giovanni Colonna, intenzionati a detronizzare Bonifacio IX in favore dell’antipapa Benedetto XIII, entra a Roma con 400 cavalieri e altrettanti fanti, ponendo l'assedio al Campidoglio e alla chiesa di Santa Maria in Aracoeli. Ma la decisa opposizione del senatore Zaccaria Trevisan e del fratello del papa, Giovannello Tomacelli, lo costringono a ritirarsi nelle sue fortificazioni al Quirinale e poi ripiegare presso le sue fortificqazioni a Palestrina. Paolo Orsini, corso in difesa del pontefice, attacca con 2000 cavalli, uscendo vittorioso dalla battaglia.
Durante il conclave, i fratelli Niccolò e Giovanni Colonna insieme agli alleati Battista Savelli e Adinolfa Conti, si accordano per assalta con le loro milizie il Campidoglio. Sconfitto, i Colonna torna a barricarsi nelle roccaforti al Quirinale.
Giovanni Cenci, convocato in Campidoglio dal Senatore Alidosi, viene decapitato nella Sala Maggiore e la sua testa gettata dalla finestra. La punizione per aver preso parte alle sommosse organizzate da Niccolò e Giovanni Colonna.
Durante dei lavori sulla via Appia, circa 5 miglia fuori Porta Appia (in una fattoria di Santa Maria Nova, nella Campagna, nei pressi del Casale Rotondo) viene trovata un antica tomba romana con dentro un semplice sarcofago. Dentro c'è il corpo incorrotto di una fanciulla, immerso in un liquido bluastro profumato (forse il Natron, usato per le imbalsamazioni), con una reticella di seta e oro fra i capelli. L'umanista fiorentino Bartolomeo Forte scrive: "I lunghi capelli neri aderivano ancora al cranio, erano spartiti e annodati come si conviene a una giovane e raccolti in una reticella di seta e oro". Il corpo viene portato in Campidoglio e migliaia di Romani andarono a vederla, ma dopo pochi giorni il corpo imputridì. Si decise di seppellirla al cimitero del Muro Torto.
L'ammiraglio Marcantonio II Colonna celebra il trionfo dopo la vittoria sui turchi ottenuta a Lepanto dalla Flotta della Lega Santa. Il corteo si muove da Porta San Sebastiano a San Pietro, con tappe all'arco di Costantino, di Tito, di Settimio Severo e dal Campidoglio al Vaticano. La porta era adorna di festoni e della rappresentazione "di varie spoglie tolte ai nemici; si scorgevano timoni, remi, antenne, galee fracassate, artiglierie ed altre cose relative alla battaglia navale". Sulla grande arcata della predetta porta, così come sui tre antichi archi di trionfo ch'egli avrebbe attraversato lungo la Via Trionfale e la Via Sacra, erano state affisse delle grandi iscrizioni in latino inneggianti alla vittoria navale ed ai suoi artefici. La prima di esse, in particolare, recava la dedica del Senato e del Popolo Romano a "Marco Antonio Colonna, ammiraglio della flotta pontificia, altamente benemerito della s. Sede, della salute degli alleati e della dignità del popolo romano". I festeggiamenti proseguono per sette giorni.
Il conservatore Paolo Lancellotti impedisce, con un appassionato discorso in Campidoglio, la revoca del decreto di demolizione dei marmi del mausoleo di Cecilia Metella.
L'orologio posto sulla facciata della basilica di Santa Maria in Aracoeli viene spostato sulla Torre di Palazzo Senatorio. Durante i lavori viene installato un nuovo meccanismo, realizzato dall'orologiaio romano Raffaele Fiorelli.
Prima Adunanza dell'Accademia dei lincei nelle nuova sede al Campidoglio. Papa Leone XII, con tremila scudi, ha sostenuto i lavori per il trasferimento dell'Accademia da Palazzo Ginnasi al Palazzo Senatorio, dove il senatore principe Altieri gli ha concesso l'uso del secondo piano.
Inaugurazione del nuovo osservatorio Astronomico dell'Archiginnasio presso la Torrre di Niccolo V al Palazzo Senatorio, gestito dall'Accademia dei Lincei.
Prima esposizione della Società degli Amatori e Cultori delle Belle Arti, svoltasi fino a giugno ed ospitata nelle sale concesse dal senatore di Roma, il principe Altieri, nel palazzo Senatorio al Campidoglio.
Seconda mostra della Società degli Amatori e Cultori delle Belle Arti protratta fino a giugno nelle sale del Palazzo Senatorio.
Vengono sospese le riunioni dell'Accademia dei Lincei e le attività dell'Osservatorio astronomico. Il Senatore di Roma vuole tornare in possesso delle sue stanze. La Segreteria di Stato, sorda alle richieste accademiche, ed il ministero degli Interni ordinano che per "decisa volontà di S. S. Nostro Signore Gregorio XVI, che l'Accademia dei Lincei non avesse più residenza e sede nel palazzo senatorio in Campidoglio, e che fino a nuovo ordine della stessa Sua Santità restasse sospesa qualunque adunanza dell'Accademia.
Papa Pio IX restituì all’Accademia dei Lincei la sua sede in Campidoglio e ad Ignazio Calandrelli l'appartamento dello Scarpellini, con il titolo di astronomo dell’Accademia e con il compito di riorganizzare un osservatorio universitario ed arricchirlo di nuovi strumenti più moderni: viene acquistato il Circolo Meridiano di 94 mm di apertura fabbricato nella famosa officina degli Ertel di Monaco, collocato su due grosse colonne di marmo di Carrara; ampliata e abbellita con una cupola la sala maggiore che contiene il circolo e il quadrante murario; viene aggiunte una biblioteca ed una sala per le osservazione meteorologiche; il principe Torlonia dona un grande telescopio catodiottrico, con il riflettore di marmo nero antico di 9 piedi di lunghezza focale e 8 pollici di apertura, costruito dall'ottico Gatti. L'Osservatorio Pontificio del Campidoglio diventa così il più moderno d'Europa.
Cantata in onore del sommo pontefice Pio IX eseguita nell'Aula Massima del Palazzo Senatorio sul Campidoglio la sera dai dilettanti romani dell'Accademia Filarmonica.
Papa Pio IX, con il motu proprio sull'Organizzazione del Consiglio e Senato di Roma e sue attribuzioni, crea a Roma il moderno Comune, organo di potere locale, con proprie attribuzioni e forme di rappresentanza. Al vertice dell'amministrazione vi è ora un Consiglio deliberante, formato da cento consiglieri (sessantaquattro scelti tra i possidenti e trentadue tra professionisti e artisti e quattro nel clero) e una magistratura esecutiva, quest'ultima composta da un Senatore e otto Conservatori. Vengono trasferìti alla municipalità romana anche le essenziali funzioni del governo del territorio: la tutela dell’“ornato cittadino”, il controllo dell’edilizia privata, la cura degli acquedotti e delle strade e in generale dei lavori pubblici. Con la nuova organizzazione degli uffici comunali, queste funzioni sono accorpate nella Divisione III, articolata in due servizi: “Acque e strade, Misure di sicurezza, Nettezza e decenza” (Sezione I) e “Libertà di passaggio, Ornato e comodo” (Sezione II) sotto la direzione del “Corpo artistico” comunale, la cui dotazione organica è costituita da 5 ingegneri (3 “di riparto” per le vie urbane e 2 per gli acquedotti e le fontane) oltre a 3 architetti. Professionisti principalmente trasferiti dalla soppressa Prefettura di Acque e Strade governativa.
Papa Pio IX rifonda l'Accademia dei Lincei. La prima riunione della Pontificia Accademia Nuovi Lincei si tiene nelle stanze del Cardinale Riario Sforza, mentre le successive continueranno a tenersi nelle sale del Campidoglio, precedentemente occupate prima del trasferimento imposto da Gregorio XVI.
Con una solenne cerimonia in Campidoglio, viene inaugurato il nuovo Consiglio Comunale.
I deputati dell'Assemblea Costituente, riuniti nel Palazzo della Cancelleria, approvano (con 120 voti favorevoli, 10 contrari e 12 astenuti) l'ordine del giorno in quattro articoli denominato «Decreto Fondamentale», che costituisce il primo nucleo della Costituzione della Repubblica Romana. Il presidente dell'Assemblea, Giuseppe Galletti, legge il Decreto Fondamentale in forma solenne, affacciato dalla loggia del Palazzo Senatorio in Campidoglio, proclamando ufficialmente la nascita della nuova Repubblica romana.
Il ministro della Repubblica Romana Montecchi scrive al Presidente dei Lincei, esortandolo a trovare altri locali per l'Accademia "esser necessario che di quel palazzo fossero intieramente sgombri tutti gli ambienti, e che ciò seguisse prontissimamente. Non potendovi quindi restarvi codesta Accademia dei Lincei, che vi ha stanza, e la specola, che anche minaccia rovina. I Lincei vengono accolti provvisoriamente in alcune stanze del Collegio romano.
Il triumvirato stanzia 10.000 lire per la creazione di busti marmorei di grandi personaggi italiani da esporre nei giardini del Pincio. I primi cinquantadue realizzati, resterano però nei magazzini del Campidoglio.
L'Assemblea Costituente ed i nuovi triumviri Alessandro Calandrelli, Livio Mariani e Aurelio Saliceti, riunita in Campidoglio per evitare le cannonate francesi, emette il decreto di resa all'invasione. La sera Garibaldi lascia Roma, uscendo da Porta San Giovanni con un seguito di 4.000 uomini, la moglie Anita, Ciceruacchio e il cappellano Ugo Bassi.
Alle ore sette pomeridiane, dal Balcone del Palazzo Senatorio viene letta al popolo la nuova costituzione appena approvata, ultimo atto dell'Assemblea Costituente prima dell'ingresso delle truppe di invasione francese.
Papa Pio IX fa una breve sosta nella Piazza del Campidoglio, dopo la visita alla Basilica dell’Ara Coeli.
Plebiscito per sancire l'annessione al Regno d'Italia del territorio di Roma e del Lazio dopo la presa di Roma. A Roma i risultati mostrano una schiacciante vittoria dei sì, 40.785, a fronte di 46 voti per il no, considerando però la spinta delle schiere cattoliche all'astensionismo. La Proclamazione dei risultati avviene dalla Gran Loggia del Palazzo Senatorio al Campidoglio.
Alla riunione dell'Accademia dei Lincei, non tutti i soci riconoscono la legittimità del nuovo governo. La discussione sulle sorti dell'Accademia è particolarmente accesa tanto che il presidente cardinale Viale-Prel rinuncia alla carica e abbandona la seduta, seguito da undici soci (su venticinque), che decidono di continuare la tradizione della Pontificia Accademia insediandosi nella Casina di Pio IV al Vaticano.
Nel suo discorso di insediamento Quintino Sella alla presidenza dell'Accademia dei Lincei, espone alla presenza del presidente del consiglio Marco Minghetti, le linee guida del suo programma per lo sviluppo dell'Accademia, proponendo la riforma dello statuto accademico, l'istituzione di una Classe di scienze morali e la suddivisione dei soci in nazionali, corrispondenti e stranieri. L'apertura a questi ultimi sottolinea il desiderio di Sella di far conseguire ai Lincei un forte e riconosciuto carattere internazionale.
Il Comune di Roma riceve in dono la Spada e ed altre memorie di Garibaldi:
"Appena saputasi la notizia della morte di Garibaldi, il sindaco di Roma chiese alla famiglia che dessero in dono al Museo Capitolino la spada dell'eroe. Non c'era più. Garibaldi ne avea fatto dono ad un inglese, al colonnello Chambers, che con la sua signora avea fatto la campagna del 1866 nel Trentino.
Il colonnello Chambers, senza aspettare neanche la richiesta, si presentò al nostro ambasciatore in Londra e si dichiarò pronto a rendere alla nazione italiana la spada ed altre memorie che aveva avute in dono dal generale. E fu veramente un tratto di generosità straordinaria, lo spogliarsi di tali memorie, ricevute da tal uomo, e in tale momento. Tratto ancor più ammirabile in un inglese, poichè tutti sanno il pregio in cui gli inglesi tengono questo genere di rarità, che in questo caso erano anche memorie personali.
La consegna al municipio di Roma ebbe luogo nell'aula massima capitolina il 5 luglio, con molta solennità. Un delegato del ministero degli esteri consegnò al ff. di sindaco, duca Torlonia, i seguenti oggetti:
1.º Una sciabola con dragona, fodero di acciaio con iniziali nella lama G. G. (è quella che gli servì nella campagna del 1859, a Marsala e nel 1866);
2.º Un cinturino d'argento, antico modello, con placca di ottone portante la croce di Savoia e lo stemma reale;
3.º Bandiera in tela tricolore, con frangia tricolore, portante scritta sul campo bianco con parole in oro: Faenza al prode di Montevideo; cravatta tricolore appartenente alla detta bandiera;
4.º Coperta di lana bianca con la quale fu involto il generale, quando fu ferito ad Aspromonte, con scritta inglese: coperta del generale Garibaldi nella quale quando fu ferito ad Aspromonte fu portato via dal campo.
Il Re diede al colonnello Chambers, il grado e le insegne di commendatore della Corona d'Italia. È una ricompensa più che meritata."
In Piazza del Campidoglio, si svolge l'estrazione della Tombola Nazionale, organizzata a beneficio degli inondati del veneto.
La gran tombola nazionale a benefizio de' danneggiati dalle inondazioni è stata estratta nelle due domeniche passate 10 e 17 dicembre a Roma. Era stato eretto un gran palco nella piazza del Campidoglio, addossato allo scalone esterno del palazzo senatorio, fra le due statue colossali del Tevere e del Nilo fattevi mettere da Sisto V.
I numeri estratti venivano mano a mano annunziati al pubblico dai banditori comunali, poi trasmessi agli impiegati telegrafici che avevano impiantato il loro ufficio provvisorio nel gran salone del palazzo, detto delle bandiere, perchè vi sono raccolte le bandiere regalate da varie provincie e comuni d'Italia a quello di Roma.
Oltre che nel cartellone di piazza del Campidoglio i numeri erano esposti al pubblico nella piazza d'Ara Coeli, ai piedi della cordonata per la quale si sale in Campidoglio, in un altro cartellone a quattro faccie in forma di dado.
Gli stessi numeri telegraficamente annunciati comparivano telegraficamente in 134 città italiane indicate preventivamente dal comitato. La prima tombola di L. 20,000 in oro, fu vinta da un tal Giors ricco agricoltore di Pinerolo dopo estratti 18 numeri, ogni cartella contenendone 10. La seconda di 5000 lire, fu vinta da varii possessori di cartelle, fra i quali il pittore ritrattista Ugolini, conosciuto a Milano ed ora residente in Roma.
Durante la prima esposizione internazionale d'Arte a Palazzo dell'Esposizioni, il comune di Roma acquista dall’artista Ettore Roesler Franz, i primi 40 acquerelli della prima serie di Roma Sparita. Inizialmente sono conservati nel Palazzo Senatorio in Campidoglio.
Inaugurato nell'aula del consiglio del Palazzo Senatorio del Campidoglio, un busto in memoria di Giuseppe Garibaldi:
Nella grande sala del Consiglio municipale di Roma, la mattina del 2 giugno, s'inaugurò solennemente un busto dell'Eroe dei due mondi, opera di un consigliere comunale di Roma, ch'è anche deputato repubblicano e artista di grido, Ettore Ferrari.
Un nostro disegno rappresenta la patriotica cerimonia. Il Baccelli e il Baccarini, i veterani, e altri patrioti v'intervennero. Al busto, dopo i discorsi di rigore, e fra le musiche dei vigili, si appesero corone di quercia e di lauro.
Inaugurato in Campidoglio il busto di Luciano Manata che i Veterani Lombardi han regalato a Roma, dove il prode milanese moriva, combattendo, or sono trentaquattro anni.
Congresso geodetico nell'Aula massima Capitolina al Palazzo dei Conservatori.
In Roma, nel Salone dei Conservatori, s'è riunita, il 15 ottobre, l'Associazione geodetica internazionale per tenervi la sua settima conferenza. Sono intervenuti i rappresentanti di tutte le nazioni d'Europa, — dalla Francia alla Norvegia, dall'Inghilterra alla Russia, — e quelli ancora degli Stati Uniti d'America e della Repubblica argentina; sicchè può dirsi che i più illustri fra gli astronomi, gli ingegneri e i matematici del mondo, presero parte ai lavori del Congresso.
L'Associazione geodetica internazionale conta quasi vent'anni di vita; ma nella sua breve esistenza ha compiuto opere della massima importanza. Essa è sorta con modesti intendimenti. — Fino dal 1861 si era concepita l'idea di determinare con tutta esattezza la forma della terra, allora considerata come un elissoide di rotazione.
Si voleva verificare se questa credenza era giusta, e perciò interessava di ottenere la più rigorosa misura del grado che fosse possibile.
Le triangolazioni e le altre grandi operazioni geodetiche, compiute nei diversi Stati, non erano sufficienti a questo scopo; il campo delle osservazioni doveva essere allargato, e soprattutto i singoli lavori impressi dalle varie nazioni dovevano essere coordinati secondo un principio comune.
Il generale Baeyer, prussiano, propose pel primo di raccogliere e di coordinare questi sparsi materiali, i quali offrivano l'opportunità di misurare un arco di meridiano di quasi 22 gradi, dalla Sicilia alla Norvegia. Il nostro professor Celoria in un suo recente scritto riporta alcuni brani della proposta del Baeyer....
Per attuare il suo grandioso progetto il Baeyer si rivolse a tutti i Governi d'Europa, i quali ne deferirono lo studio alla Commissione di scienziati. Ma non conveniva di procedere isolatamente; perciò nel 1864, i rappresentanti delle varie nazioni tennero a Berlino una Conferenza generale, e stabilirono identiche adunanze ogni tre anni, costituendo l'attuale Associazione.
Questa, estesa a poco a poco la cerchia delle sue operazioni, abolì i limiti proposti in sulle prime dal Baeyer nel verso delle longitudini, chiamò a far parte della Società gli Stati del nuovo mondo; si occupò di altre ricerche di geografia fisica e di fisica, come la determinazione della gravità in diversi punti della terra.
L'Associazione geodetica si propone dunque degli scopi essenzialmente utili e pratici; e pratico oltre ogni dire è il problema che ha impresso a trattare nella conferenza di Roma. Qui ha voluto discutere la scelta d'un primo meridiano comune e dell'ora universale.
È noto che attualmente ogni nazione nel computo dell'ora prende come punto di partenza il proprio meridiano. Ne risultano altrettante ore locali, differenti da un paese all'altro. Gli affari, le relazioni tra città e città, le comunicazioni da un punto all'altro della terra soffrono, con questo sistema, dei gravi inconvenienti.
L'ora di Parigi non è quella di Roma, quella di Roma non è quella di Greenwich, e così via. Queste ore locali non rappresentano il tempo vero, indicato dai quadranti solari, ma il tempo medio calcolato secondo un sole fittizio. A togliere tutti questi inconvenienti occorre fissare un meridiano comune contando da esso le longitudini sempre nello stesso senso da 0° fino a 360°.
L'Associazione geodetica internazionale non potrà emettere che un voto consultivo: il suo parere ad ogni modo è di immenso valore; anche per il fatto che alla conferenza erano presenti le persone incaricate di presiedere nei vari paesi alla pubblicazione delle effemeridi astronomiche e degli almanacchi nautici.
Al momento che scriviamo, il Congresso continua le sue discussioni e nulla ha deliberato; riferiremo il suo parere un'altra volta, e diremo ancora se i rappresentanti dell'Inghilterra e degli Stati Uniti accettarono per i loro Governi l'uso del sistema metrico decimale.
Il Principe Imperiale di Germania Federico Guglielmo, in visita a Roma. La sera dopo il pranzo di gala al Quirinale viene organizzata una visita e al Campidoglio dove viene effettuata una spettacolare illuminazione con i bengala del Foro Romano:
"La sera stessa, dopo il pranzo di famiglia al Quirinale, il principe Federico Guglielmo, col Re, il duca d'Aosta, ed il figlio secondogenito del granduca di Baden, giunto quello stesso giorno a Roma, recaronsi al Campidoglio e scesi ai piedi dello scalone del palazzo Senatorio, ricevuti dal sindaco duca Leopoldo Torlonia e dalla Giunta municipale, recaronsi direttamente al Tabularium, da dove si scorge l'ampia veduta del Foro Romano, del Colosseo e del palazzo de' Cesari, che quella sera furono illuminati da fuochi del Bengala di varii colori.
Fu una serata impareggiabile, scrisse il signor di Keudell. "Il Tabulario ed il Foro illuminato (aggiunge la lettera dell'ambasciatore germanico al sindaco di Roma) destarono in Sua Altezza tale piacevole incanto da non poterlo dimenticare per tutta la sua vita, e nessuno poteva godere di quel meraviglioso spettacolo, come anche del museo illuminato, con animo più riconoscente che l'Augusto Principe avvezzo a dedicarsi allo studio dei monumenti stupendi di questo nobilissimo paese."
Terminata l'illuminazione, Federico Guglielmo, Umberto, i principi e gli altri invitati passarono, per mezzo di un cavalcavia provvisorio, nel palazzo del museo Capitolino, dove il quartetto diretto dal maestro Pinelli eseguì alcuni bellissimi pezzi d'autori tedeschi nella sala detta di Bacco fanciullo.
« Benedetto Cairoli, reduce appena dalle solennità siciliane in commemorazione dello sbarco di Marsala, ha trovato qui in Roma imbandito il pranzo dei veterani e pronto per lui il posto d'onore. Nella sala dei concerti al Costanzi, il banchetto riuscì numeroso per le commissioni mandate da' vari comizi di veterani delle città d'Italia. La recente commemorazione dei Mille, i nostri soldati delle Termopili, animava più che mai l'agape patriottica.
La mattina dello stesso giorno, alle 10, nell'aula massima del Campidoglio, si distribuirono le medaglie donate dal re ai veterani per il servizio di onore alla tomba di Vittorio Emanuele. Gli stalli dei consiglieri erano occupati dai veterani, e, con felice contrapposto, il sindaco aveva radunati intorno a loro i fanciulli di queste scuole. Alla prima premiazione, seguì quella per le ricompense al valor civile. »
Matrimonio del prosindaco Leopoldo Torlonia con la principessa Eleonora Monroy di Belmonte nella chiesa dei Santa Maria degli Angeli. La cerimonia del rito civile, si svolge due giorni dopo, nella Sala Rossa di Palazzo Senatorio.
"Assai più che delle elezioni generali politiche la città di Roma si è occupata, durante una buona settimana, delle nozze del suo prosindaco e deputato duca Leopoldo Torlonia con donna Eleonora Monroy di Belmonte, figlia di Gaetano Monroy principe di Belmonte e di una principessa Lanza di Trabia.
Del duca Leopoldo Torlonia è stato più volte parlato in queste pagine e si può dire ch'egli è un'antica conoscenza dei nostri lettori. Donna Eleonora di Belmonte, che ha passato appena i vent'anni, è una leggiadrissima signorina, alta di statura, di forme slanciate, simpaticissima, buona, squisitamente gentile. I Romani non avrebbero saputo desiderare una più amabile e cara prosindachessa. Essa è nata a Palermo, ma ha vissuto molto tempo sul continente e particolarmente a Firenze.
Il contratto nuziale fu firmato all'albergo del Quirinale, dove abita la famiglia Belmonte, alla presenza dell'avo della sposa, principe di Pandolfina, dei fratelli e cugini dello sposo. Circa quattrocento invitati intervennero più tardi ad un sontuoso ricevimento e poterono ammirare i numerosi e splendidi doni fatti alla sposa dai suoi parenti, da molti amici e conoscenti. Il Consiglio comunale di Roma le presentò una bellissima cista nuziale etrusca contenente un diadema in oro uscito dalle officine del Castellani.
Giovedì 3 fu celebrato il matrimonio religioso nella chiesa di Santa Maria degli Angeli. Dette la benedizione nuziale il cardinale Hohenlohe che, come amico della famiglia, aveva assistito anche alla cerimonia del contratto.
Sabato, 5, gli sposi andarono al Campidoglio dove l'assessore Bastianelli li unì col nodo ancora indissolubile del matrimonio civile, regalando a donna Eleonora di Belmonte divenuta duchessa Torlonia la penna d'oro colla quale ella, lo sposo ed i testimoni avevano posto la loro firma nei registri dello stato civile.
Il giorno stesso gli sposi partirono per Frascati dove la villa Torlonia, già Conti, li aspettava tutta elegantemente rinnovata nell'interno, con molto gusto, per la fortunata occasione.
I novelli sposi passeranno lì la loro luna di miele rinunciando per ora al solito viaggio che i doveri di prosindaco e di deputato non permetterebbero al duca Torlonia.
I giornali hanno annunziato che giorni or sono i due sposi, essendo soli a fare una passeggiata in carrozza, furono rovesciati. Fortunatamente quella caduta non fu causa di nessun danno."
Eseguendosi alcuni lavori murarii nel palazzo senatorio in Campidoglio, dal lato che è volto a mezzogiorno, in prossimità del cancello d'ingresso agli ufficî comunali, si è trovato un tratto di antico muraglione, costruito con parallelepipedi di tufo.
Sterrando poi nel medesimo luogo, ad un metro in circa dal piano attuale, sì sono rinvenuti gli avanzi di uno scheletro, la cui sepoltura risale certamente all’età medioevale.
Discussione in Consiglio Comunale, in un'aula gremita di pubblico, la mozione dei Consiglieri Alfredo Baccarini (esponente della Sinistra) e Onorato Caetani (esponente della Destra) per concedere l'area di Campo de’Fiori per il monumento a Bruno.
Il Sindaco Guiccioli dichiara di essere contrario alla trattazione dell'argomento perché avrebbe provocato ‘acerbe discussioni di ordine filosofico-religioso’ mentre il Consiglio Comunale era una ‘assemblea di carattere puramente amministrativo’.
Poiché il pubblico presente è sempre più tumultuoso, il Sindaco ordina di sgomberare l'aula. Poiché molti avevano rifiutato di uscire, la seduta del Consiglio viene sospesa.
Il consiglio comunale di Roma respinge la proposta per il monumento a Giordano Bruno in Campo de' Fiori. La mozione Baccarini – Caetani viene respinta con 29 voti a favore e 36 contrari. Il Sindaco Guiccioli vota a favore per opportunismo politico. Si scatenano accese proteste liberali e tensioni politiche in vista delle elezioni:
Il Campidoglio, ingelosito della nomea che va prendendo l'antica curia Innocenziana, ha voluto far valere la sua reputazione storica. Rimessa in discussione la domanda dell'area per il monumento a Giordano Bruno in Campo dei Fiori, il consiglio comunale di Roma l'ha respinta con 36 voti contro 29. Non bisogna credere per questo che la maggioranza del consiglio comunale sia clericale. Le condizioni speciali della discussione, il momento e il modo poco opportuno nel quale la proposta per l'area del monumento è stata nuovamente tirata in ballo, hanno fatto votare con i clericali anche parecchi consiglieri che non lo sono, non lo sono stati e non lo saranno.
Questa del monumento in Campo de' Fiori è una di quelle tali questioni nelle quali, quando sono giunte allo stato acuto d'inasprimento, non si sa davvero chi abbia ragione. Probabilmente non l'ha più nessuno. Il paradosso si sostituisce troppo facilmente al ragionamento.
L'onorevole Baccarini rammentò, per esempio, che in Campo Varano sorge ancora rispettato il monumento eretto da Pio IX agli zuavi pontifici caduti per la difesa del potere temporale nel 1867, e ne dedusse che i liberali sono fin troppo buoni, troppo condiscendenti, permettendo che sia conservato tale abominio... che ha fatto fin qui molto onore alla civiltà ed alla tolleranza della nuova Roma.
Di molta tolleranza non dettero certamente prova coloro che assistevano alla seduta del Consiglio comunale la sera dell'11. In nome della libertà del pensiero personificata dal frate Nolano salutarono la maggioranza del consiglio comunale con un'infinità di fischi. La dimostrazione andò a finire, come tutte le dimostrazioni romane, in piazza Colonna, dopo aver ripetuto le fischiate sotto le abitazioni di alcuni fra i più noti consiglieri contrarii al monumento, o per lo meno all'idea di erigerlo in Campo di Fiori.
Poi vi sono state altre dimostrazioni di studenti e adunanze d'impiegati e tutti ripetono che ci rivedremo alle elezioni parziali amministrative. Può essere che la lezione abbia giovato, ma non lo credo. Le solite ambizioncelle, le rivalità personali produrranno alla vigilia delle elezioni le consuete discordie più o meno palesi nel partito liberale."
Preparativi per la visita di Stato dell'Imperatore di Germania Guglielmo II:
Il Consiglio comunale istituisce un plotone di guardie municipali a cavallo da "adibire per i servizi di sorveglianza nelle feste pubbliche e per le comunicazioni fra i vari punti della città e del suburbio, dove la distanza è enorme".
L'architetto comunale Giocchino Ersoch è stato incaricato di realizzare un palco in stile eclettico intorno all'obelisco di piazza del Popolo e un quinta scenica al fondo di piazza del Campiglio (in vista del ricevimento in suo onore), collegando Palazzo Senatorio e Palazzo Nuovo con una costruzione effimera in stile.
Viene inoltre completato il monumento dedicato ai Caduti di Dogali alla Stazione Termini. L'obelisco viene innalzato di due metri, installando il piedistallo in granito di Baveno (appartenente all'obelisco Sallustiano) regalato dai Boncompagni Ludovisi al Municipio nel 1883.
A Piazza Esedra, agli angoli della nuova fontana, vengono sistemati quattro leoni di gesso accucciati.
Davanti agli appartamenti per gli ospiti (nella manica lunga del Palazzo del Quirinale) sono demolite tutte le fabbriche, per realizzare una vista su nuovi giardini. Tra queste la chiesa della Maddalena e di Santa Chiara.
"Al Quirinale si lavora alacremente sotto la direzione del marchese di Villamarina che, per quest'occasione, ha riunito qui molti tesori ch'erano sparsi nelle diverse Reggie d'Italia. Il marchese di Villamarina sa a memoria l'inventario di tutti i palazzi reali. A lui pertanto è riuscita facile, assai più che a qualunque altro, la scelta degli oggetti da far trasportare a Roma per accrescere ornamento e lustro al Quirinale. Nè vi prenda timore ch'egli non li disponga in bell'ordine, per modo che ne risulti un complesso armonico. Diamine! Il marchese di Villamarina è anche Presidente dell'Accademia di Santa Cecilia dove si dettano le leggi dell'armonia. L'appartamento dell’ Imperatore sarà una meraviglia."
Grande ricevimento al Campidoglio, in onore di Guglielmo II. I sovrani, ricevuti dal sindaco e dalla Giunta alla porta dei Musei Capitolini, li visitarono prima di entrare nel palazzo Senatorio..
"La sera, dopo un pranzo di gala a Corte, Guglielmo II andava al Campidoglio, accettando l'invito fattogli in nome della città di Roma.
I Sovrani giunsero alle 10,50 pomeridiane sulla piazza del Campidoglio illuminata a luce elettrica. L'aspetto dei tre palazzi Capitolini, riuniti insieme da solide costruzioni provvisorie, era veramente imponente e fantastico.
I Sovrani e i principi scesero all'ingresso dei Musei Capitolini dove attendevali il pro sindaco con la marchesa Guiccioli e la Giunta Municipale. L'Imperatore, dando braccio alla regina Margherita, visitò i musei soffermandosi davanti ai principali fra i capolavori dell'arte antica che vi si conservano. Otto staffieri precedevano il corteo de' Sovrani e principi, che dai Musei passò nel palazzo Senatorio e nella sala delle Bandiere trovò il Consiglio Comunale adunato a rendere omaggio all'augusto ospite.
Dalla sala delle Bandiere il corteggio passò nell'aula Massima, ed in questo momento è preso dal vero il disegno di Dante Paolocci che pubblichiamo. Al suono dell'inno prussiano — v'era nell'aula la Società orchestrale Romana diretta dal maestro Ettore Pinelli — fu subito scoperta la lapide commemorativa della visita imperiale, deliberata dal Consiglio comunale. La iscrizione dice:
GVILLELMVS · II GERMANORVM · IMP · AVG · BORVSSIAE · REX HVMBERTI · I · REGIS · ITALORVM IN · VRBE · HOSPES PRO · FIRMANDA · SOCIETATE · ATQ · AMICITIA INTER · GERMANOS · ET · ITALOS QVI · PARI · NISV · AC · SVCCESSV MAGNITVDINEM · PATRIAE · ADSERVERE IN · AVLAM · MAXIMAM · CAPITOLINAM CIVITATE · VNIVERSA · ADCLAMANTE · GESTIENTE SOLEMNITER · RECEPTVS · EST A · D · III · IDVS · OCTOBRIS · MDCCCLXXXVIII RESTITVTAE · LIBERTATIS · XVIII
Cominciò subito dopo un breve concerto. Dopo avere udita la sinfonia del Fernando Cortes di Spontini e la prima parte d'un inno sinfonico del Pinelli, i Sovrani si avviarono verso il palazzo dei Conservatori in una sala del quale furono loro serviti i rinfreschi.
L'Imperatore vestiva l'uniforme rossa di colonnello degli ussari della guardia.
A mezzanotte la Corte si ritirò accompagnata fino alla porta principale del palazzo dei Conservatori dal sindaco e dalla Giunta. Più di 2600 persone assistevano al ricevimento per il quale erano stati spediti 3500 inviti."
Il Consiglio Comunale esamina la nuova proposta della Giunta, per condere la piazza di Campo dei Fiori all'erezione del monumento dedicato a Giordano Bruno. La proposta viene finalmente approvata con 36 voti favorevoli e 13 contrari.
Il folto pubblico presente nell'aula accoglie l'esito della votazione con un boato di giubilo. Segue una manifestazione in Campo de’ Fiori, da dove parte un corteo spontaneo che percorse la città.
III Congresso e Conferenza interparlamentare per la pace e l'arbitrato nazionale:
"Il III congresso interparlamentare per la pace e l'arbitrato nazionale fu inaugurato con solennità il 3 novembre a Roma nell'aula magna del Campidoglio adorna delle bandiere dei diciassette Stati rappresentati al Congresso. Assisterono circa duecento fra deputati e senatori. I valletti municipali, in abito di gala, facevano ala al passaggio dei congressisti, fra cui il ministro guardasigilli senatore Ferraris. Alla presidenza sedevano l'on. Biancheri, il duca Caetani di Sermoneta sindaco di Roma e gli onorevoli Bonghi, Ruspoli e Pandolfi.
Aprì la serie dei discorsi il Biancheri, che fu assai applaudito; quindi parlò il sindaco Caetani di Sermoneta. Gli oratori stranieri parlarono uno per nazione. Notevole fu il deputato francese Donville Maillefeu, pieno di entusiasmo per Roma capitale, per l'Italia. Il giorno dopo vi fu seduta pubblica al palazzo delle Belle Arti. L'ultima seduta fu sabato 7 novembre, in cui si scelse Berna a sede del futuro Congresso, e si votò ad unanimità la seguente proposta, ch'è la più importante:
«La Conferenza istituisce il suo ufficio annuo in Comitato parlamentare internazionale, coll'incarico di prendere misure utili per cercare di sciogliere pacificamente ogni eventuale conflitto».
Il Biancheri pronunciò il discorso di chiusura salutando gli ospiti che si sciolsero al grido di «Viva l'umanità!».
Rammentiamo di volo che la prima idea di queste Conferenze rimonta all'anno 1887, in cui una deputazione dei membri del Parlamento inglese presentò al presidente e al Congresso degli Stati Uniti d'America un indirizzo firmato da 234 membri della Camera dei Comuni, ai quali avevano fatto adesione 36 membri della Camera dei Lordi. L'esempio dato dai deputati inglesi fu tosto seguito in Francia. Anzi, fu in Francia che ebbe luogo la prima conferenza interparlamentare, nel 29 e 30 giugno. La seconda conferenza seguì a Londra nei giorni 22 e 23 luglio dell'anno scorso; la terza l'avemmo a Roma.
Il nostro disegno rappresenta l'aula del Campidoglio coi congressisti. Si distingue il banco presidenziale coll'on. Biancheri. Nella parte inferiore del disegno c'è la folla spettatrice."
"A Roma, il Congresso interparlamentare per la pace e l'arbitrato internazionale, fece seguito alla Conferenza tenuta, pure a Roma, nei giorni scorsi per lo stesso scopo.
Il Congresso, a cui presero parte numerosi apostoli e apostolesse della pace venute d'ogni dove, si aperse nell'11 in Campidoglio, sotto la presidenza dell'on. Bonghi; e si chiuse il 16. Il Congresso ebbe minor importanza della Conferenza. Il pubblico intervenne (al palazzo delle Belle Arti) in scarso numero alle riunioni, in cui notavasi lo sforzo d'accomunare il movimento per la pace col movimento operaio cooperativo e col movimento religioso.
In conclusione, si approvò la proposta di invitare i governi e i popoli a sottoporre all'arbitrato la soluzione delle questioni."
Nella Sala Capitolina si inaugura il terzo congresso universale della pace, sotto la presidenza di R. Bonghi, con la partecipazione dei delegati di oltre cento società pacifiste e dei rappresentanti di altre istituzioni favorevoli all'intro- duzione dell'arbitrato internazionale.
In occasione dell'anniversario del Natale di Roma, s'inangurava nell'aula del palazzo senatorio in Campidoglio, la V conferenza della Croce Rossa, costituitasi a Ginevra nel 1864.
Feteggiamenti per il Cinquantenario dello Statuto. "Alla mattina, grande rivista al Macao. Alle 14, sfilano le berline di gala colle rappresentanze del Senato e della Camera: vanno al Campidoglio, dove la festa toccherà l'apice della solennità. Grandi orifiamme sventolano in piazza del Quirinale a pennoni che portan gli stemmi delle città italiane e corone d'alloro. La gradinata della chiesa di Ara Coli nereggia d'una folla compatta che, all'apparie dei Sovrani, lancia all'aria un evviva fragoroso.
Nella sala del Campidoglio, un'altra scena. Tutto intorno, pendono le bandiere regalate dai municipii italiani per la liberazione di Roma. Il trono è eretto all'ombra del gonfalone rosso e arancio della città eterna. Folla di senatori, di deputati e di trecento sindaci. Fra gli abiti neri brillano le uniformi militari, ma, caso strano, non vi sono signore.
Il ritorno dei Sovrani al Quirinale fu un'altra scena. Le associazioni popolari erano là, ad attendere i Reali. Le loro cento venti bandiere s'agitavano in festa. Immense le ovazioni ai Sovrani, che comparvero al balcone; il Re, austero, agitando l'elmo, la Regina; sorridente, agitando il fazzoletto bianco.
Alla sera, illuminazione fantastica con quelle grandi palme laminose in Piazza Colonna col Colosseo e col Foro Romano illuminati a bengala."
Al Palazzo Capitolino, il sindaco principe Colonna conferisce la Cittadinanza Romana al Duca degli Abruzzi, a seguito della sua recente impresa nell'esplorazione polare: "Nella grand'aula delle sedute, attorno al banco della Giunta, quattordici vigili sostengono i gonfaloni dei rioni della città. Al suon della marcia reale, arrivano il Duca degli Abruzzi e il capitano Umberto Cagni, suo aiutante di campo, al quale sarà consegnata una medaglia d'oro. Il Duca veste l'alta uniforme. Il sindaco di Roma, principe Colonna, attorniato dagli assessori, va all'ingresso a ricevere l'augusto esploratore ; ed, entrando, questi volge lo sguardo sulla fiorita di signore belle ed eleganti, che s'aggruppano nello spazio riservato, per solito, alla stampa. Tutti si alzano in piedi, e prorompono in un applauso fragoroso, serrato, lungo."
Inaugurazione in Campidoglio del Congresso storico internazionale a Roma: "L'inaugurazione riuscì solenne, coll'intervento del Re in alta uniforme di generale, e della Regina, che vestiva un abito cremiso. I sovrani presero posto sul trono nell'aula del Consiglio, fra i ministri e il sindaco Colonna, che pronunciò un discorso.
Le Loro maestà, passando per la costruzione provvisoria che unisce il Palazzo Senatorio a quello dei Conservatorii, si recarono a un'altra inaugurazione: a quella della Forma Urbis, chi la più antica pianti di Roma, parzialmente ricomposta su di una parete del giardino del Palazzo dei Conservatori.
Pittoresca la sfilata, il passaggio per le scale fatte coetruire dal sindaco Colonna per ingrandire e migliorare i locali dalla Pinacoteca Capitolina e costruzioni magnifiche. Toccò al prof. Lanciani, il noto studioso di topografia romana antica, fare la spiegazione della Formo Urbis, pazientemente ricostruita. Nel giardino del palazzo dei Conservatori in Canipido gli fu fabbricata infatti apposta una parete di metri 14 per 18, sopra la quale, in rosso, fu dipinta, nelle sue linee principali, la pianta di Roma Moderna. Sopra questa pianta vennero collocati, al loro posto, con iscrizione in nero, i frammenti dell'antica pianta di Roma, limitatamente però alla zona monumentale. I frammenti di questa antica pianta, messi a posto, sono circa ducento. Ne rimangono ancora mille circa; ma questi non si possono collocare perché non offrono alcuna indicazione che permetta d'identificarli e di collocarli con esattezza."
Apoteosi di Guglielmo Marconi al Campidoglio. Giunto alle ore 10, il sindaco Colonna gli conferisce la cittadinanza Onoraria nella sala delle Bandiere. Alle 16 pronuncia una conferenza sulla sua scoperta: "Immensa, fitta la folla, che s'addensa al Campidoglio, ansiosa di vedere il trionfatore, desiosa di porgergli un saluto. Essa non Potrà penetrare nell'aula della conferenza; lo sa; ma vuol dimostrare al suo muovo eccelso concittadino ammirazione. Quando al Colle, inondato di luce, arriva il Marconi, la moltitudine applaude, acelama. È il Marconi vien ricevuto dal sindaco. Quindi arriva il Duca di Genova, che si ferma ad aspettare i Sovrani. E, alle 16 precise, salutati dall'inno reale e dagli evviva, il Re e la Regina giungono col Duca d'Aosta, col Conte di Torino, col Duca degli Abruzzi, in carrozza scortata dai cotazzieri." Conclude la giornata partecipando ad un banchetto organizzato in suo onore, nella sala maggiore del Grand hotel (trasformato in serra fiorente).
Nell'ambito dei festeggiamenti per i cinquant'anni dell'Unità d'Italia, il Re Vittorio Emanuele II, partecipa alla cerimonia di inaugurazione delle Mostre programmate per l'Esposizione Universale a Roma.
La cerimonia iniziana alle ore 10.30, con la solenne seduta reale, dove intervengono S. M. il Re, alte cariche di Corte, i ministri e sottosegretari di Stato, le presidenze e le rappresentanze ufficiali del Senato e della Camera, i senatori e deputati, gli ambasciatori e ministri plenipotenziari esteri, le rappresentanze dell’esercito e della marina, con i comandanti dei corpi di stato maggiore, le alte cariche dello Stato, i sindaci e segretari generali de’ capoluoghi di Provincia, invitati dal sindaco di Roma, il prefetto, le presidenze del Consiglio e della Deputazione provinciali e, naturalmente, i consiglieri comunali.
I festeggiamenti giubilari proseguono alle 14.30 a Villa Cartoni, dove si inaugura la Mostre internazionali di Belle Arti.
Alle 22, il Municipio organizza un grande ricevimento nei Palazzi Capitolini. Da piazza del Popolo, dalla torre capitolina e da Monte Mario, vengono illuminati con riflettori elettrici i principali monumenti, e nelle maggiori piazze, straordinariamente illuminate, hanno luogo concerti musicali oltre ai trattenimenti organizzati dai diversi Comitati. La data gloriosa viene salutata a mezzanotte da un colpo di cannone sparato dall'alto del Gianicolo:
"La prima giornata di codeste teste e commemorazioni è stata quella che si dice una giornata campale. Una seduta reale assolutamente straordinaria nella mattinata, l'inaugurazione di una esposizione internazionale nel pomeriggio, un grande ricevimento la sera in Campidoglio hanno fatto si che tutti gl'invitati a queste feste e cerimonie si siano dovuti trovare mobilizzati ed in perfetta tenuta per quindici ore, almeno, dalle nove del mattino alla mezzanotte. Si fa dunque qualche cosa per la Patria anche ai giorni nostri
Tutti, tutti si sono buttati con fervore, con entusiasmo a rendere grandiose queste giornate solenni; tutti, dai venditori ambulanti ai principi romani, cominciando col profondere per ogni dove ed in ogni forma i colori nazionali su tutta la superfìcie di Roma. Dalle colossali cravatte tricolori svolazzanti del limonaro girovago, alle bandierine tricolori sventolanti dall'alto dei traileys dei trams o dai frontini dei cavalli dei hottari ; dalle banderuole delle finestrino degli ammezzati delle piti umili case, alle bandierone delle sedi principesche e delle ambasciate, è stata una inebriante festa di colori, infiammata dallo splendore del sole primaverile, che è entrato come elemento essenziale a creare quell’entusiasmo patologico a pressione elevata, che tutti abbiamo qui respirato specialmente dall’alba del 27 alla mezzanotte del 28 marzo, anzi dalla mezzanotte del 27, giacché a quell'ora, dal Gianicolo, dove tanto latin sangue gentile cadde in difesa dell'italianità contro i francesi invasori e pallisti, nel ’49, dal Gianicolo, su cui grandeggia il superbo monumento di Garibaldi, e dove Passo soffrì e morì, dal Gianicolo tuonò su Roma il primo colpo di cannone a salutare l’alba festiva!
Un altro colpo di cannone, alle dieci un quarto del mattino del 27, annunciava l'uscita dall'alto Quirinale del corteo reale che per la salita di Magnanapoli, via Nazionale, piazza Venezia, piazza dell'Ara Coeli portava il Re, la Regina, i personaggi della Corte al Campidoglio, il cui campanone spandeva su Roma le sue onde sonore festose.
Tutta Roma era nelle vie e nelle piazze: La festa ufficiale era attorniata da una vera, grande festa di popolo acclamante; così che nel glorioso recinto chiuso di Campidoglio, sulla classica piazzi fatta sgombare dalla folla, nel magnifico salone degli Orazii e Curiazii, riservato agl'invitati di qualità, si aveva quasi, malgrado la solennità, una sensazione di vuoto, in confronto con la ressa popolare delle vie e piazze, a stento attravessate, ed invase da un entusiasmo irrefrenabile.
Nella grande aula capitolina era tutto quanto Roma accoglie e può offrire di solenne: le cavalieresse dell'Annunziata, da donna Elena Cairoli Sizzo a donna Ra: Itele Marcora; i presidenti delle due Camere, i ministri, ormai in partibus, i sindaci di Roma e delle grandi città, ufficiali generali, diplomatici in splendide uniformi, dame e cavalieri in aggruppamenti accidentali pittoreschi per la varietà delle toilettes primaverili ed il luccichio delle decorate uniformi, uomini della politica, della scienza, dell’arte, compreso Ermete Novelli, col petto e la marsina cosparsi di decorazioni, e Tommaso Salvini, appoggiarne, sotto il peso di stelle, croci e crachats i suoi ottanta anni di gloria al piedestallo del busto di Garibaldi. Non mancava Matilde Serao, intenta, col lorgnon , ad analizzare le toilettes delle dame, e pronta a fissare la figura alta e severa della Regina Elena nel momento in cui al braccio del Re, e nel cospetto di tutto quel magnifico uditorio in piedi ed acclamante, entravano a prendere posto sul trono, seguiti dal Duca d'Aosta dal Conte di Torino e dal Duca di Genova.
Dei discorsi non vi parlo: tutti li hanno letti nei giornali. Il momento solenne fu per il discorso del Re, il primo, — discorso breve, ma intenzionalmente significativo, riunente le idee e la forma del primo ministro che se ne va, Luzzatti, dedicate, quasi, al primo ministro che viene, Gioì itti. Al discorso, detto con voce ferma, sonora, ma calma, gli applausi risposero, quasi ogni volta, per segnale di Tommaso Salvini, ad ogni frase toccante i sentimenti dei convenuti. Fu esso il grande numero della seduta capitolina. Gli altri tre discorsi, cioè gl’indirizzi del Senato e della Camera, già noti, ed il discorso del Sindaco di Roma, Ernesto Nathan, sproporzionatamente lungo, furono accolti da un silenzio rispettoso, ma rassegnato.
Due ore, appena, di tregua rimasero libere per tutto il mondo di cerimonia; e in quelle due ore c’era da rifarsi un poco dalla stanchezza, rinfrescarsi, rifocillarsi; poi in marcia tutti al lato opposto di Roma, da Sud a Nord, dall’Arce capitolina, alla Valle Giulia, alla vigna Cartoni, all'inaugurazione formale — non sostanziale — della grande Esposizione internazionale di arte. Sulla scalea del palazzo felicemente ideato dal Bazzani e nel salone d'onore si raggruppava lo stesso pubblico decorato, militare, diplomatico, parlamentare che raccoglievasi due ore prima in Campidoglio. I ministri dimissionari erano li, in tutta la solennità delle loro uniformi, sotto il cui splendore nascondonsi gl’intimi sentimenti inesplicabili di chi si sa designato al sagrifìcio dell’andarsene o a quello, non meno grave, del rimanere.
11 palazzo delle belle arti c’è, l'esposizione non c'è ancora, ma ci sarà, man mano, nei giorni venturi. Tutti ammirano dell' edificio la arandiosità e l’armonia. Fra gli ammiratori è il miliardario americano, Pierpont Morgan, ammirato alla sua volta per la fioritura del suo naso solenne non meno che per la rinomanza dei suoi milioni e del suo mecenatismo. L’ambiente è delizioso. Valle Giulia, solcata dall’ampio viale lungo il quale sorgono eleganti e festosi i padiglioni stranieri, belli nelle loro decorazioni boreali, ed ornati da grandi orifiammi multicolori agitati dall’aura primaverile, è di effetto incantevole.
Le trombe squillano, la folla si move; è il corteo reale che si avanza, nell’ordine e nell’insieme medesimo che abbiamo visto in Campidoglio. Il Re, la Regina, i principi sono sotto il trono; gli inchini, gli ossequi si susseguono rapidamente, e cominciano i discorsi — quattro discorsi; quattro come nella mattinata in Campidoglio, quattro e quattro otto, aprendo la nuova serie" il conte di San Martino, imperturbabile; poi, col suo bel vocione, la sua faccia serena e contenta, il senatore Secondo Frola, che, presidente del Comitato generale dell'Esposizione di Torino, reca a Roma il saluto, applaudito, dcU’operoso Piemonte; quindi il ministro per gli affari esteri di ieri e di domani, marchese Di San Giuliano; ed infine l'ambasciatore francese, signor Barrère, decano del corpo diplomatico, giacché questa esposizione internazionale di arte ha anche il suo contenuto diplomatico.
Finiti i discorsi, l'entusiasmo prorompe invadendo tutta vigna Cartoni, e di là rovesciandosi di nuovo in Roma, mentre gli studenti fanno attorno al Corteo Reale una dimostrazione clamorosa, illuminata dal sole ridente, che nascondesi dietro la gran mole della cupola di San Pietro.
Roma si accinge ai tripudi della sera: la luce del crepuscolo si tramuta, per oggi, in alba sorprendente di una nuova giornata luminosa; ogni finestra, ogni piano, ogni facciata di casa diventa, a poco a poco, risplendente per migliaia e migliaia di ondeggianti fiammelle ; una miriade di fiaccole danno bagliori ed ombre inconsuete ai monumenti; due riflettori del genio incrociano su Roma, dal Campidoglio al Monte Mario, i loro fasci raggianti; tutta l'urbe è ài nuovo formicolante nelle vie e nelle piazze; mentre la folla dei decorati e degli uniformati sale, per la seconda volta nella giornata, il Colle Capitolino, ad ammirare le bellezze dei tre palazzi classici, riuniti col tanto discusso porticato intercomunicante, e raccoglienti in una pompa di luce e di fiori i sovrani e i dignitari dello Stato e del mondo ufficiale ad un trattenimento artistico — epilogo delle fatiche di questa prima giornata commemorativa."
Il Discorso del Re in Campidoglio per il cinquantennario dell'Unità d'Italia.
"Sul Campidoglio, vaticinato dal sommo Poeta latino, eterno come Roma, stanno oggi attorno al Re i liberi rappresentanti del Parlamento, dei Municipi, simboli viventi dell'unità politica indissolubile e delle franchigie locali. Io Vi saluto, evocando la memoria dei pensatori, degli eroi e dei martiri, ai quali dobbiamo la Patria!
In questo convegno nazionale, irresistibile e fervido, esce dai nostri petti il giuramento di rendere l'Italia sempre più libera, più felice, più rispettata nel mondo (applausi). Nelle legittime impazienze, aspiranti a migliori fortune, giova riconoscere che non si riparano in breve tempo gli effetti di lunghi secoli vissuti nella divisione e nel servaggio (applausi).
Per il nostro paese corse un’età anche più miseranda di quella dipinta dal Segretario fiorentino quando, mancata la concordia dei cuori e delle armi, la disciplina del carattere, l'obbedienza spontanea a quelle leggi che sono sostanza di vita e di salute, all'Italia vinta e doma si tolse ogni virtù di pensiero, ogni potere militare e civile.
E occorre figgere lo sguardo in quelle calamitose profondità a misurare di quale sforzo titanico fu capace l’animo della Nazione per rivolgere le sorti di un volgo avvilito in quelle di un popolo libero e geloso dei suoi diritti. Nella nostra virile modestia non si dimentichi l’ufficio che la storia ha assegnato all’Italia. Esso esprime con il ricongiungersi di sparse genti infelici il diritto intangibile delle nazioni a vivere indipendenti (grandi applausi). Grida di: Viva il Re!) Con Roma capitale, l'Italia rappresenta la tranquilla convivenza della Chiesa con lo Stato, che garantisce piena e feconda libertà alla religione come alla scienza (applausi).
Quest'opera dei padri, dei redentori della patria, non può apparire meno elevata delle due precedenti civiltà di Roma.
Il Padre mio di venerata memoria, in un discorso solenne, diceva: "Fra i maestosi avanzi della grandezza antica non ci sembri modesta la grandezza nuova. L'antica per lo spirito del tempo fu universale, la nuova è nazionale. Dalla prima si ebbe un’Italia romana, si ha dall’altra una Roma italiana. Quella fu l'espressione della forza, questa è l'espressione del diritto e, come ogni diritto, Roma italiana è inviolabile (applausi).
Devota all’indipendenza di ogni popolo, l'Italia saprà custodire la propria che è il retaggio di tutta la sua storia antica e recente e contribuirà con le opere della pace al progresso universale in una ascensione continua verso ideali sempre più alti.
Ed è fatidico che di tanti imperatori sul Colle aperto ai fasti consolari e alle istituzioni romane, resti solo il simulacro di Marco Aurelio, salutante il trionfo, illuminato dalla luce austera della virtù stoica (applausi); immagine sacra e propiziatrice di quel culto della legge morale e civile che la Patria nostra vuol osservare fidente in un sicuro avvenire di prosperità e di gloria (lunga ovazione)».
Dopo il discorso reale, lessero degl'indirizzi di occasione il presidente del Senato, Manfredi; il presidente della Camera, Marcora; poi pronunziò un discorso — ahi! troppo lungo — il sindaco di Roma, Ernesto Nathan. La cerimonia, veramente solenne, aveva durato meno di tre quarti d’ora e alle 11 e un quarto, fra le acclamazioni incessanti della folla, i sovrani e tutto il corteggio rientrarono al Quirinale, dal cui grande balcone il Re e la Regina dovettero presentarsi alla folla plaudente sulla Piazza.
Tre ore dopo il corteo reale, attraversando ancora tutta la città festante, moveva dal Quirinale a Villa Cartoni, fuori di Porta del Popolo, atteso dai ministri, dal corpo diplomatico, da una collana fiorita e splendente di dame e di personaggi, ad inaugurarvi l’Esposizione di Belle Arti internazionale. Anche questa, naturalmente, è stata una cerimonia di discorsi: hanno parlato il conte di San Martino, presidente dell'Esposizione di Torino; il ministro per gli affari esteri, marchese di San Giuliano, e l'ambasciatore di Francia, signor Barrère, decano del corpo diplomatico.
Dopo i discorsi sono passati davanti ai sovrani tutti i rappresentanti, ad uno ad uno, dei vari governi esteri, ed il Re ha accolto da ciascuno simpatiche parole d'augurio, ricambiate con ringraziamenti cortesi e vigorose strette di mano. Per le Esposizioni, l'importante è inaugurarle; il resto viene poi; ed anche per l’Esposizione di Roma tutto si è limitato all'inaugurazione esteriore ed al godimento della folla nell’ammirare il corteo, gl’invitati, se stessa, le bellezze dell’ampio pronao del palazzo e dell’ingresso trionfale, e le facciate dei padiglioni esteri ancora chiusi.
Tutta Roma era nelle vie, affollate, imbandierate, risonanti di evviva; e la sera tutta Roma fu ravvolta in un vero mare di luce, mentre in Campidoglio i sovrani assistevano ad uno spettacolo artistico e ad un ricevimento fastoso."
Il Comune di Roma bandisce un concorso per il congiungimento stabile dei tre Palazzi Capitolini. Il concorso viene vinto da Marcello e Pio Piacentini:
"Poichè, scaduto il termine concesso all'Amministrazione bloccarda per demolire le braccia di cartapesta alzate ad allacciare al Palazzo dei Senatori le gallerie dei Musei ed i saloni gloriosi del Palazzo dei Conservatori, le mascherature burlesche non cadevano, l’atitorità governativa alzò la sua voce di comando. Il Comune allora, disposto a non cedere nemmeno di fronte alla forza, bandì un concorso pel congiungimento definitivo dei tre edifici superibi."
Il progetto che la reca e nasconde il nome dei suoi autori sotto il motto simbolico di Noli me tangere considera la questione del congiungimento in rapporto alla sistemazione stradale, al definitivo assetto degli uffici capitolini, a problemi severi di Arte e di Archeologia. Move da un progetto della Commissione direttiva del Monumento a Vittorio Emanuele che considerava l’accesso alla mole sacconiana dalla parte posteriore e prevedeva una rampa svolgentesi nelle aree di demolizione chiuse tra il Monumento, l'Ara Coeli, e le chiese di Santa Marina e di San Pietro in Carcere.
Nella planimetria dei Piacentini, questa rampa, dopo aver lasciato alla sua destra una via parallela, che alla quota del Tabularium conduce all'ingresso monumentale ideato per la sede delle Rappresentanze, sale fino alla Piazza del Campidoglio aprendo a sinistra del Palazzo Senatorio una superba terrazza adorna di balaustre e di statue e protesa sul suggestivo panorama dei Fori balzati completi dalla liberazione sapiente del contorno. Così invece di accecare la piazza, si darebbe ad essa una vista ampia quanto mai, lasciando al sole ed all'azzurro un trionfale varco.
"P.S: ll Consiglio superiore per le antichità e le Belle Arti aveva dovuto, con ripetuti pareri, in quale si rispettava l'apparenza della piazza del Campidoglio, ma si lasciava ai concorrenti piena libertà di trovare il passaggio pel congiungimento dei tre palazzi in qualunque parte eva qualunque livello del colle. Intanto il Consiglio superiore si è pronunciato in senso sfavorevole al concorso."
Discorso interventista di Gabriele D'Annunzio alla folla riunita a Piazza del Campidoglio. Al termine alcuni cittadini penetrano nella torre e suonano la campana.
Orazione di Gabriele D'Annunzio davanti una grande folla radunata a piazza del Campidoglio. Dalla loggia del Palazzo Senatorio, spiega la bandiera che il maggiore Randaccio spiegò nel 1917 alla foce del Timavo., "perché Roma la consacri e "dia mandato al poeta di portarla, quale pegno di amore e di fede, a Fiume ricongiuntasi alla Patria".
La Giunta comunale riunita nell'aula massima di Palazzo Senatorio, con delibera n.20 prende provvedimenti d'urgenza in vista del VI Censimento della popolazione. Si stabilisce di completare la nomenclatura delle strade, decidendo anche di dar corso alla proposta dell'Associazione fra i Romani, che a seguito del notevolissimo ampliamento della città avvenuto nell’ultimo trentennio propongono l'istituzione di nuovi rioni e quartieri. La Giunta Municipale dispone di aggiungere ai quindici già esistenti sette nuovi Rioni: XVI Ludovisi, XVII Sallustiano, XVIII Castro Pretorio (Macao Terme), XIX Celio, XX Testaccio, XXI S. Saba, XXII Prati. La Giunta decide inoltre di istituire come altrettante unità organiche suburbane i quartieri creati nel 1911 per i soli effetti statistici ed anagrafici. I Flaminio, II Parioli, III Pinciano, IV Salario, V Nomentano, VI Tiburtino, VII Prenestino-Labicano, VIII Tuscolano, IX Appio-Latino, X Ostiense, XI Portuense, XII Gianicolense, XIII Aurelio, XIV Trionfale, XV Milvio. .
L'Osservatorio Astronomico del Collegio Romano e quello dell'Archiginnasio al Campidoglio si fondono dando origine all'Osservatorio di Roma.
Cinquanta decorati di Medaglia doro, ospiti al Quirinale, offrono al Principe Umberto le insegne ufficiali alla presenza del gen, Diaz, dell'ammiraglio Tharon di Revel e del Capo di tato maggiore gen. Vaccari. Dopo la cerimonia il Re saluta i gloriosi decorati offrendoli una colazione. I decorati vengono poi celebrati con un brindisi del sindaco Cremonesi in Campidoglio e ricevuti dal Capo di Governo Mussolini a palazzo Chigi.
Il Sindacato Nazionale dei Giornalisti è sorto (tenuto a battesimo dal Presidente del Consiglio), dal Convegno del 26 gennaio u. s. nell'aula consiliare del Campidoglio. Un Convegno di circa 500 giornalisti partecipanti, confortato da oltre un migliaio di aderenti, e all'inaugurazione del quale volle assistere il Presidente on. Mussolini.
ll Sindacato dei giornalisti ha un programma chiaro e limpido, fuori da ogni equivoco: esso si propone di saldare ordinatamente le file di tutti quei giornalisti che, avendo promosso, assecondato e accettato i valori nazionali scaturiti dalla guerra vittoriosa e difesi e restaurati dal fascismo, intendono il dovere di eccitare una collaborazione seimpre più gagliarda a quest'opera e allo sviluppo ulteriore della stessa; di trattare tutte le questioni riguardanti la professione del giornalista e perciò di patrocinare le legittime aspirazioni e di tutelare i diritti dei proprii Soci, sia nel campo delle rivendicazioni morali sia in quello degli interessi economici.
Naturalmente il Sindacato è aderente alla Confederazione delle Corporazioni Sindacali Fasciste. pure non richiedendo ai suoi Soci la tessera del Partito: basterà che il giornalista abbia della sua professione un concetto squisitamente a fini nazionali
Celebrazioni del VI aniversario della Vittoria. In accordo tra Governo e Municipio, viene di nuovo innalzare la croce sulla torre del Campidoglio. Dopo essere andati a recare portato omaggio al Milite ignoto. il Re e il capo del Governo l'on Mussolini, passano in rivista le forze aeree italiane al Pratone di Centocelle.
Il demanio dello stato cede al comune la Villa Mellini a Monte Mario destinandola alla costituzione del nuovo Osservatorio astronomico.
Durante una cerimonia nella Sala degli Orazi e Curiazi a Palazzo Senatorio, l'on. Mussolini insedia il primo Governatore di Roma, Filippo Cremonesi. Durante il discorso afferma di voler dare case, scuole, bagni, giardini e terreni per lo sport al popolo fascista.
Con una cerimonia in Campidoglio, si insedia il primo governatore: Filippo Cremonesi, già sindaco e commissario straordinario del Comune di Roma. Il governatorato entra in funzione il 1º gennaio 1926 ed è alle dirette dipendenze del capo del governo.
L'on Mussolini insedia in Campidoglio il Consiglio nazionale delle Ricerche, presieduto dal Senatore Marconi.
Nella sala Giulio Cesare in Campidoglio, il Duce Mussolini presiede all'insediamento della commissione nominata dal Governatorato di Roma, nata per la redazione del nuovo Piano regolatore di Roma. Tra i membri della commissione: l'ingegner Del Bufalo, l'archeologo Paribeni, l'architetto Piacentini, l'accademico d'Italia C. Bazzani, A. Munoz; l'architetto A. Calza Bini; l'architetto A. Brasini ed il governatore di Roma Boncompagni Ludovisi.
Gran rapporto del Duce in Campidoglio per l'E42. Presente il commissario per l'E42 Cini.
Nella sala Giulio Cesare al Campidoglio, L'on. Mussolini tiene un discorso per l'insediamento del Consiglio Nazionale delle Corporazioni.
Italo Balbo e gli aviatori della Crociera aerea transatlantica Italia-Brasile, giungono a Roma per celebrare l'impresa. Solenne ricevimento in Campidoglio, dove il Governatore di Roma consegna a Balbo la pergamena che lo consacra cittadino dell'Urbe. Ricevimenti a palazzo Venezia alla presenza del Duce Mussolini, al Palazzo Littorio (Vidoni) e nel Circolo della Stampa, dove il gruppo viene acclamato dai romani stipati in Piazza Colonna.
In occasione del centenario della morte di Goethe, si svolge una solenne commemorazione in Campidoglio. Discorso dell'Accademico d'Italia Arturo Farinelli. Presenti S. E. Balbino Giuliano, il Governatore di Roma Principe Boncompagni e i Senatori Marconi e Gentile.
II Convegno internazionale Volta. Il Duce Mussolini inaugura nella sala Giulio Cesare al Campidoglio, con la presenza di Guglielmo Marconi, il Governatore Francesco Boncompagni Ludovisi, e il Presidente del Senato Luigi Federzoni. L'idea di fondo dell'incontro è quella di analizzare, storicamente e politicamente, il periodo, assai critico, per l'Europa, tra la fine della prima guerra mondiale e la crisi economica. I lavori proseguono a Villa Farnesina, sede dell'Accademia. Presidente del convegno il senatore Vittorio Scialoja, Ministro di Stato e Presidente della Reale Accademia dei Lincei.
Centinaia di studiosi di ogni parte d'Italia e d'Europa sono convenuti per il Congresso Internazionale di Diritto Romano e per il III Congresso Nazionale di Studi Romani. Il Duce Mussolini e il Governatore di Roma principe Boncompaggni, presenziano all'inaugurazione al Palazzo Senatorio al Campidoglio. I lavori del congresso si svolgono (fino al 28) al Palazzo dei Filippini.
III Convegno internazionale Volta, organizzato dalla classe di scienze fisiche, matematiche e naturali dell'Accademia d'Italia, dedicato al tema de L’Immunologia. Il Duce Mussolini inaugura il convegno nella sala Giulio Cesare al Campidoglio. I lavori proseguono a Villa Farnesina, sede dell'Accademia. Presidente del convegno viene nominato il Prof. Dante De Blasi, accademico d’Italia, ordinario della cattedra di Igiene alla Regia Università di Napoli.
Il commissario degli affari esteri sovietico Litvinov, viene ricevuto dal Duce Mussolini nella sala del Mappamondo di palazzo Venezia e omaggiato con un ricevimento nella Sala Giulio Cesare al Campidoglio.
Il Duce Mussolini pronuncia in Campidoglio il discorso per l'insediamento delle ventidue Corporazioni.
L'Osservatorio atronomico del Campidoglio viene chiuso e demolito per dare una nuova sistemazione al palazzo senatorio.
III giorno di visita di Adolf Hitler a Roma. Di ritorno dopo il viaggio a Napoli, arriva in treno alla stazione Termini, ricoperta da una scenografia posticci a causa dei lavori in corso.
Dopo una visita alla Mostra Augustea della Romanità, il Duce Mussolini, Hitler e il Re Vittorio Emanuele III partecipamo ad una rivista militare alla presenza in via dei Trionfi.
Segue un solenne ricevimento in Campidoglio ha offerto all'Ospite il Governatore di Roma, dor Piero Colonna ed una festa folcroristica popolare a piazza di Siena.
Nella Sala Giulio Cesare del Palazzo Senatorio, il governatore di Roma principe Colonna conferisce a Rodolfo Graziani la cittadinanza onoraria, consegnando la littera civitatis e il bastone di maresciallo.
Il Duce Mussolini, insieme al Govarnatore Piero Colonna, inaugura nella Sala Giulio Cesare del Campidoglio, il III Congresso mondiale del dopolavoro.
Dopo il saluto ai congressisti, il Duce su affaccia sulla piazza del Campidoglio gremita di rappresentanze del Dopolavoro. Tra i diversi festeggiamenti che il Dopolavoro ha organizzato in onore dei convenuti nell'Urbe per il Congresso, una sfilata di imbarcazioni sul Tevere.
Cerimonia di inaugurazione dei gagliardetti delle scuole elementari: "Cinquemila alunni erano presenti ed hanno entusiasticamente acclamato il Duce Mussolini quando S. E. Starace, minsitro segretario del partito e S. E. Bottai, ministro dell'educazione nazionale, sono giunti al Palazzo Capitolino."
In occasione del Natale di Roma, il Duce Mussolini inaugura il nuovo pavimento di Piazza del Campidoglio, che sostituisce la precedente sistemazione, costituita da semplici guide radiali in travertino che, partendo dalla statua imperiale suddividevano l'ovato in otto settori. La nuova pavimentazione stellare è realizzata, su iniziativa di Antonio Munoz, in base a un'incisione del 1567.
Viene inoltre inaugurato il nuovo collegamento tra Palazzo Senatorio e quello dei Conservatori.
In occasione del Natale di Roma, il Duce Mussolini inaugura il nuovo pavimento di Piazza del Campidoglio, che sostituisce la precedente sistemazione, costituita da semplici guide radiali in travertino che, partendo dalla statua imperiale suddividevano l'ovato in otto settori. La nuova pavimentazione stellare è realizzata, su iniziativa di Antonio Munoz, in base a un'incisione del 1567.
Viene inoltre inaugurato il nuovo collegamento tra Palazzo Senatorio e quello dei Conservatori.
Verso le ore 21, arriva sul Campidoglio l'ultimo tedoforo della staffetta olimpica. Il tripode viene posto sulla scalinata di Palazzo Senatorio, e rimane acceso tutta la notte.
Papa Paolo VI in visita al Campidoglio.
Nella Sala Protomoteca capitolina presentazione del TAT5 (Trans Atlantic Telephone 5 - Mediterraneo Atlantico Telefonico 1), nuovo sistema di collegamento per cavo sottomarino tra Italia e Stati Uniti. Presenti il ministro delle Poste e Telecomunicazioni Franco Maria Malfatti e gli ambasciatori statunitense, spagnolo e portoghese in Italia.
Papa Giovanni Paolo II in visita al Campidoglio. Affacciato al balcone verso la piazza ricorda ai molti presenti che Roma letto al contrario si legge amor!
Monica Vitti sposa in Campidoglio il regista Roberto Russo.
Papa Papa Benedetto XVI in visita al Campidoglio.
Papa francesco in visita agli uffici del Campidoglio. Il pontefice si affacciato dal balcone sui Fori insieme alla sindaca. Segue un discorso in Aula Giulio Cesare e dalla Loggia di Palazzo Senatorio.
L'attore Carlo Verdone diventa "Sindaco per un giorno". Arriva a Palazzo Senatorio intorno alle 10.30, accolto da Gualtieri, per prendere parte alla Giunta capitolina nella Sala delle Bandiere.
Intorno alle 11.15 Gualtieri e Verdone lasciano Palazzo Senatorio. La prima tappa, intorno alle 11.45, in zona Villa Gordiani, dove inaugurerano un'area ludica per bambini in via Olevano Romano.
A seguire, verso le 12.20 effettueranno un sopralluogo al cantiere per la messa in sicurezza e la riqualificazione della scuola primaria di via Romolo Balzani.
Alle 13.30 i due saranno al pranzo organizzato presso il Centro Sociale per anziani "Cassia", al civico 1686, in zona "La Storta".
Dopo il tour delle periferie, i due sindaci insieme all'assessore alla Cultura, visitano i lavori al teatro Valle.
La giornata si conclude in Sala Giulio Cesare a Palazzo Senatorio dove Carlo Verdone, dallo scranno del Sindaco, partecipa ad una seduta straordinaria dell'Assemblea capitolina con un suo intervento.
Al termine della seduta, il "Sindaco per un giorno" Verdone restitisce la fascia tricolore al Sindaco Gualtieri che gli consegna la Lupa Capitolina, la massima onorificenza cittadina.
Progetto
Committenti e finanziatori
Opere d'arte e decorazioni
Gruppi e Istituzioni
Stampe antiche1923
Pianta del Progetto Venturi per la sistemazione del Campidoglio
Notizie degli scavi di antichità
1913
Marcello Piacentini
Progetto per congiungimento dei palazzi Capitolini
L'Illustrazione Italiana 1913
1903
Dante Paolocci
Inaugurazione del Congresso storico internazionale
L'Illustrazione Italiana 1903
1903
Dante Paolocci
Apoteosi di Guglielmo Marconi al Campidoglio
L'Illustrazione Italiana 1903
1901
Dante Paolocci
Conferimento della Cittadinanza Romana al Duca degli Abruzzi
L'Illustrazione Italiana 1901
1899
Avanzi dell'antico palazzo comunale sul Campidoglio
Bullettino della Commissione archeologica comunale di Roma
1899
Affreschi dell'antico palazzo comunale sul Campidoglio
Bullettino della Commissione archeologica comunale di Roma
1898
Dante Paolocci
Seduta reale al Campidoglio per il Cinquantenario dello Statuto
L'Illustrazione Italiana 1898
1892
Dante Paolocci
Conferenza della Croce Rossa al Campidoglio
L'Illustrazione Italiana 1892
1891
Dante Paolocci
Congresso universale della Pace nella Sala Capitolina
L'Illustrazione Italiana 1891
1888
Dante Paolocci
Guglielmo II a Roma: Gran ricevimento al Campidoglio
L'Illustrazione Italiana 1888
1886
Dante Paolocci
Matrimonio di Leopoldo Torlonia
L'Illustrazione Italiana 1886
1885
Dante Paolocci
Festa dello Statuto
L'Illustrazione Italiana 1885
1884
Ricevimento per Guglielmo II al Campidoglio
L'Illustrazione popolare
1883
Dante Paolocci
Inaugurazione del busto di Garibaldi nell'Aula Massima Capitolina
L'Illustrazione Italiana 1883
1883
Dante Paolocci
Congresso geodetico nell'Aula massima Capitolina
L'Illustrazione Italiana 1883
1883
Dante Paolocci
Veterani alla Commemorazione di Vittorio Emanuele
L'Illustrazione Italiana 1883
1882
L'aporeosi Di Giuseppe Garibaldi al Campidoglio
L'Illustrazione Italiana 1882
1882
Dante Paolocci
Consegna al Comune delle Reliquie di Garibaldi
L'Illustrazione Italiana 1882
1882
Dante Paolocci
Estrazione della Tombola telegrafica per gli Inondati
L'Illustrazione Italiana 1882
1880
Dante Paolocci
Commemorazione del 20 Settembre
L'Illustrazione Italiana 1880
1880
Dante Paolocci
Distribuzione delle medaglie ai veterani del 1848-49
L'Illustrazione Italiana 1880
1878
Dante Paolocci
Dimostrazioni la sera dell'Attentato al Re
L'Illustrazione Italiana 1878
1878
Dimostrazioni dopo l'Attentato al Re
L'Illustrazione Italiana 1878
1874
John Henry Parker
Capitolium Municipium
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Capitolium Municipium
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Capitolium Municipium
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Capitolium Municipium
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Capitolium Municipium
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Capitolium Municipium
The Archeology of Rome
1866
Ippolito Caffi
Veduta del Foro Romano
1865
Paolo Cacchiatelli
Osservatorio astronomico dell'Archiginnasio al Campidoglio
Le Scienze e le Arti sotto il pontificato di Pio IX
1865
Paolo Cacchiatelli
Osservatorio astronomico dell'Arciginnasio sul Campidoglio
Le Scienze e le Arti sotto il pontificato di Pio IX
1851
Tempio di Giove Statore
Principali monumenti di Roma e sue vicinanze
1850
Luigi Rossini
Veduta laterale di piazza del Campidoglio
Scenografia di Roma moderna
1850
Luigi Rossini
Vista del Foro verso il Campidoglio
I principali Fori di Roma Antica
1850
Luigi Rossini
Avanzi del tempio della Fortuna
I principali Fori di Roma Antica
1850
Luigi Rossini
Portico e celle della Schola Xantha
I principali Fori di Roma Antica
1850
Luigi Rossini
Taberne sotto la Schola Xantha
I principali Fori di Roma Antica
1850
Luigi Rossini
Fianchi dei Templi di Giove Tonante e della Concordia
I principali Fori di Roma Antica
1848
Luigi Canina
Sezione per lungo del Tabulario
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1848
Luigi Canina
Veduta dello stato attuale del Foro Romano
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1843
Ippolito Caffi
Veduta del Foro Romano
1840
Paul Marie Letarouilly
Vista degli edifici del Campidoglio
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Vista generale del Campidoglio
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Pianta generale del Campidoglio
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Pianta generale del Campidoglio
Edifices Modernes de Rome
1835
Domenico Amici
Veduta del Campidoglio
Raccolta delle principali vedute di Roma
1835
Giovanni Battista Cipriani
Campidoglio
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1835
Giovanni Battista Cipriani
Pianta del Campidoglio
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1833
Domenico Amici
Tempio di Giove Tonante
Raccolta delle principali vedute di Roma
1833
Domenico Amici
Colonna di Foca
Raccolta delle principali vedute di Roma
1833
Domenico Amici
Tempio di Giove Statore
Raccolta delle principali vedute di Roma
1833
Giacomo Fontana
Veduta di S. Maria in Araceli
Raccolta delle migliori Chiese di Roma
1830
Antonio Acquaroni
Veduta Laterale del Campidoglio
Nuova raccolta di vedute antiche della città di Roma
1830
Antonio Acquaroni
Avanzi del tempio di Giove Tonante
Nuova raccolta di vedute antiche della città di Roma
1830
Agostino Penna
Tempio di Castore e Polluce
Vedute pittoriche de monumenti antichi e moderni di Roma
1830
Agostino Penna
Veduta della Piazza del Campidoglio
Vedute pittoriche de monumenti antichi e moderni di Roma
1828
Luigi Rossini
Palazzo Senatorio sul Campidoglio
I monumenti più interessanti di Roma
1828
Luigi Rossini
Veduta del Campidoglio
I monumenti più interessanti di Roma
1828
Luigi Rossini
Veduta del Colle Campidoglio dal Palatino
I sette colli di Roma antica e moderna
1824
Bartolomeo Pinelli
Premiazione del Concorso Clementino
1823
Luigi Rossini
Veduta del Foro Romano e del Campidoglio
Raccolta delle più interessanti vedute di Roma antica
1823
Luigi Rossini
Clivo Capitolino
Raccolta delle più interessanti vedute di Roma antica
1823
Luigi Rossini
Scavo della Colonna di Foca
Raccolta delle più interessanti vedute di Roma antica
1823
Luigi Rossini
Tempio dei Castori
Raccolta delle più interessanti vedute di Roma antica
1822
Luigi Rossini
Parte del Foro Romano e del Monte Capitolino
1821
George Ledwell Taylor
Arc of Septimivs Severvs
Architectural Antiquities of Rome
1820
Senatore
Costumi religiosi e militari della corte pontificia
1818
Luigi Rossini
Tempio di Vespasiano nel Foro Romano
Raccolta di Cinquanta Principali Vedute di Antichità
1814
Christoffer Wilhelm Eckersberg
Campo Vaccino
1804
Facciata del palazzo Senatorio
Giornate pittoriche degli edifici di Roma Antica e de suoi contorni
1799
Giovanni Battista Cipriani
Pianta dell'Arco di Settimio Severo
Vedute principali e più interessanti di Roma
1799
Giovanni Battista Cipriani
Campidoglio
Vedute principali e più interessanti di Roma
1787
Victor Jean Nicolle
Campo Vaccino
1765
Francesco Panini
Veduta di Piazza del Gesù
Vedute delle quattro principali basiliche e monumenti di Roma nel XVIII secolo
1761
Domenico Montaigù
Veduta del Campidoglio
Nuova raccolta delle più belle Vedute di Roma
1754
Giuseppe Vasi
Palazzi del Campidoglio
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro IV
1747
Giovan Battista Piranesi
Veduta del Romano Campidoglio
Vedute di Roma
1747
Giovan Battista Piranesi
Veduta della Piazza del Campidoglio
Vedute di Roma
1742
Rovine del Foro Romano
1708
Bonaventura van Overbeek
Tabularium
Les restes de L'Ancienne Rome
1707
Francesco Posterla
Veduta del Campidoglio
Roma, sacra e moderna
1705
Pieter Schenk
Arcus Severiani
Roma aeterna
1705
Pieter Schenk
Templum Concordiae
Roma aeterna
1697
Lievin Cruyl
Veduta del Campidoglio
Theasurus antiquitatum romanarum
1697
Giovan Battista Falda
Fontana del Campidoglio
Theasurus antiquitatum romanarum
1691
Giovan Battista Falda
Fontana su la piazza del Campidoglio
Le fontane di Roma nelle piazze, e luoghi publici della città
1690
Tiburzio Vergelli
Fontana nella Piazza del Campidoglio
Le fontane publiche delle piazze di Roma
1686
Tiburzio Vergelli
Il Famoso Campidoglio
Il Nuovo splendore delle fabriche in prospettiva di Roma moderna
1665
Giovan Battista Falda
Altra veduta del Campidoglio
Nuovo Teatro delle Fabbriche, et edificii sotto Papa Alessandro VII
1665
Giovan Battista Falda
Campidoglio
Nuovo Teatro delle Fabbriche, et edificii sotto Papa Alessandro VII
1655
Pietro Ferrerio
Palazzo dell' Illmo. et Eccmo. Sig. Senatore di Roma
Palazzi di Roma de Piv Celebri Architetti
1641
Israel Silvestre
Veduta del Campidoglio
Antiche e Moderne Vedute di Romae
1638
Pompilio Totti
Campidoglio
Ritratto di Roma moderna
1625
Giacomo Crulli
Capitolivm
Grandezze della città di Roma antiche e moderne
1615
Aloisio Giovannoli
Templu Iovis Tonatis
Vedute degli antichi vestigj di Roma
1613
Giacomo Lauro
Capitolii Novi Descriptio
Antiquae Urbis Splendor
1600
Giovanni Maggi
Campidoglio moderno
Ornamenti di fabriche antichi et moderni dell'Alma Citta di Roma
1589
Capitolii Romani Vera Imago
1588
Girolamo Francino
Capitolivm
L'antichità di Roma
1575
Étienne Dupérac
Vista di una parte del Campidoglio
I vestigi dell'antichita di Roma
1575
Nicolas Beatrizet
Campidoglio
Speculum Romanae Magnificentiae
1569
Étienne Dupérac
Capitolii sciographia
Speculum Romanae Magnificentiae
1565
Bernardo Gamucci
Campidoglio
Libri qvattro dell'antichita della città di Roma
1550
Philip Galle
Piazza del Campidoglio
Ruinarum varii prospectus, ruriumque aliquot delineationes
1536
Maarten van Heemskerck
Veduta del Campidoglio
1536
Maarten van Heemskerck
Veduta del Campo Vaccino