Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 666
Cronologia I censori Spurio Servilio Prisco e Quinto Clelio Siculola, avviano la costruzione delle nuove mura difensive. La costruzione durò oltre 25 anni.
La nuova cinta, estesa circa 11 km, include circa 426 ettari di territorio. Al Campidoglio (già protetto da una fortificazione propria, l'arx capitolina), furono collegati Quirinale, Viminale, Esquilino, Celio, Palatino, Aventino e parte del Foro Boario, sfruttando, dove possibile, le difese naturali dei colli.
Le mura sono alte circa 10 metri e spesse circa 4 metri, in alcuni tratti ulteriormente protette da un fossato largo mediamente più di 30 metri e profondo 9.
Il tratto pianeggiante (e più indifeso) tra Quirinale ed Esquilino, lungo un chilometro, viene rafforzato con un aggere (agger), un terrapieno largo più di 30 metri.
Scavi del comune di Roma a Piazza Fanti portano alla scoperta di un tratto delle mura serviane e di alcuni ambienti in opus reticolatum di una domus repubblicana.
Le mura sono in blocchi di tufo di Grotta Oscura, che presentano una struttura semicircolare, costituita da blocchi disposti in maniera radiale. La funzione di questa struttura sono interpretati come torre di fortificazione o bastione difensivo. L'alzato superstite è costituito da tre filari di blocchi per un'altezza totale di 1.80 metri ed una larghezza di 4.00 metri.
Nella piazza Manfredo Fanti, fra gli sbocchi della via Principe Umberto e Principe Amadeo, sono stati ritrovati gli spechi di tre acquedotti, tutti paralleli al terrapieno e mura serviano, ma posti a diverso livello. Due di essi, l'inferiore e il medio, pendono dalla porta Viminale verso l'Esqnilino, il superiore è inclinato in senso opposto.
Nell'inferiore, che ha di luce met. 2,36 x 0,72 si deve riconoscere lo speco dell'Anio Vetere. Conserva, nella parte più bassa, la costruzione primitiva di cubi di tufa; nella parte più alta è risarcito con opera reticolata, mista a tratti di laterizio. L' alveo è quasi interamente otturato dalle deposizioni calcari. L'acquedotto medio misura in luce met. 1,45 x 6,75, ed ha le sponde reticolate, con intonaco di signino. Il più alto ha di luce met. 0,35 x 1,00, ed è ripieno di argilla candida e finissima.
Nell'istesso luogo è stato ritrovato il fondamento del muragliene Serviano, grosso circa met. 4,00. Gli fa seguito, nella parte estramuranea, una banchina di suolo vergine, larga circa met. 7,00, e quindi la fossa profonda sotto il piano attuale della piazza met. 18,00, e ripiena di rottami.
Rodolfo Lanciani.
Nella piazza Manfredo Fanti, sulle linea d'intersecamento della fortificazione serviana, è stata scoperta la fossa che proteggeva esternamente il muro di sostruzione dell'aggere.
Sulla via Principe Amedeo il fondo della fossa, coperta da un banco di melma, è stato ritrovato alla profondità di met. 19,60 sotto il marciapiede; e sulla via Principe Umberto invece alla profondità di met. 18,90.
Rodolfo Lanciani.
Stampe antiche