Informazioni storicheData: 20 / 23
Codice identificativo monumento: 674
CronologiaL'imperatore Eliogabalo si presenta al campo dei pretoriani assieme al cugino e alla propria madre Giulia Soemia; al suo arrivo i pretoriani iniziano ad acclamare il loro favorito Alessandro, ignorando Eliogabalo, che ordina allora l'arresto e l'esecuzione sommaria di coloro che sostenevano Alessandro, con l'accusa di ribellione. In risposta i pretoriani assalgono l'imperatore e poi sua madre: «Fece un tentativo di fuggire, e sarebbe riuscito a raggiungere un qualche luogo nascosto in una latrina, se non fosse stato scoperto e ucciso, all'età di diciotto anni. La madre, che lo abbracciò e lo strinse fortemente, morì con lui; le loro teste furono spiccate dal busto e i loro corpi, dopo essere stati denudati, furono prima trascinati per tutta la città, e poi il corpo della madre fu gettato in un posto o in un altro, mentre il suo venne gettato nel fiume.
A seguito del pericolo per un'ennesima invasione di Alemanni e Goti, l'imperatore Aureliano commissiona la costruzione di una nuova cinta difensiva della città. Il progetto, improntato alla massima velocità di realizzazione e semplicità strutturale, ingloba moltissime strutture preesistenti, tra cui i Bastioni del Pincio, la piramide Cestia, l'Anfiteatro Castrenze, il muro del Castro Pretorio e ampi tratti dell'Acquedotto Claudio e Marcio, dove sono trasformati gli archi monumentali in porte difensive.
Monsignor de Merode, Proministro delle armi della Santa Sede, acquista i terreni del Castro Pretorio del noviziato dei Gesuiti per edificare la Caserma Pio IX in cui alloggiare le truppe pontificie.
Un frammento di cinerario in marmo bianco con mascherone scolpito all'angolo, e con lettere: I R B fu raccolto presso il Castro Pretorio al Viminale, e con esso una testa marmorea minore del vero e molto consunta.
Inoltre nella via Montebello, unitamente a nove monete di bronzo, a pezzi di specchi, e ad una lancia di ferro si trovò una lastra marmorea lunga met. 0,50, alta met. 0,45, scritta da due parti, in cui resta da un lato: PROPAGATORI.IN REIQVE-ROMAI NOSTRO M AVR PIO FELICIINV TRIRP, mentre dall'altro lato si legge: FELICI M AVR LIO TRIB
In varî sterri eseguiti nella detta via e nella via Cernaia si ebbero: una testa di marmo grande al vero, forse ritratto di una imperatrice, due stipiti di marmo bianco, ed i frammenti d'iscrizioni 1. CL TVRDVSZI SIABIS P...; 2. PAPIR; Fu pure distaccata una parte di pavimento a musaico bianco e nero con figure geometriche, per la lunghezza di met. 0,70 per met. 0,80.
Giuseppe Fiorelli.
Essendosi incominciati i lavori di fondazione per una nuova fabbrica nella villa Telfener, al Maccao, sulla fronte della via S. Martino, si è ritrovata, fra terre di scarico, una bella testa virile in marmo, con barba giovanile; la -quale presenta una certa rassomiglianza col tipo dell'imperatore Geta.
Lungo la linea dei predetti lavori per fondamento, si è incontrato un grande muro, della buona epoca imperiale, in opera laterizia (lato ovest del recinto dei Castra pretoria).
Costruendosi un nuovo fabbricato sull'angolo delle vie s. Martino e Castro Pretorio, si è trovato un frammento di grande base marmorea, sul quale rimangono avanzi di due epigrafi onorarie, chiuse da grandi cornici, e separate fra loro da un pilastro scanalato.
SSIMO | ...AVG | ...H PRAETT
IMP C | AVG P M... | P... | SEPTIMIVS... | EEM...
Notò il prof. Gatti appartenere questo frammento alla serie dei titoli dedicati agli imperatori dai soldati delle coorti pretorie, coi latercoli dei loro nomi, dei quali già più volte si ebbero avanzi provenienti dagli alloggiamenti dei pretoriani (cfr. C.I.L. VI, 2375c, 2378, 2383, 2385 ecc.; Ephem. epigr. IV, 896). Il pezzo ora recuperato portava nel lato destro una dedicazione a Settimio Severo.
Nell'area del Castro pretorio si è posto mano alla costruzione di nuove casermette, in continuazione di quelle che già esistono lungo il lato settentrionale dell’antico recinto.
Cavandosi per i fondamenti, a circa m. 70 dal predetto lato settentrionale, e ad eguale distanza dal lato occidentale, è stato messo allo scoperto un avanzo di antico pavimento a musaico, di fattura grossolana, formato a grandi scacchi bianchi e neri. Esso trovasi a m. 4,00 di profondità dal suolo attuale; e doveva appartenere ad un atrio scoperto, essendovi ancora al posto i frammenti di un chiusino marmoreo traforato per lo scolo delle acque. *
Su questo pavimento si è trovato in posizione obliqua, fuori del suo luogo primitivo e mancante della base o zoccolo, un piedistallo di marmo, alto m. 0,95, largo m. 0,58, profondo m. 0,44. Vi si legge, entro cornice, l'iscrizione: DEAE FORTVNE sic | RESTITVTRICI | CVRANTE | ... | .TRIB COH VI PR P V | ...NAE
Le linee 4 e 6 furono scarpellate in antico, cancellando tanto i nomi del tribuno, che aveva curato la dedicazione del monumento votivo, quanto il soprannome impe‘riale che portava la coorte. In quest'ultimo verso però rimangono qua e là alcune poche tracce di lettere, le quali attentamente esaminate fanno riconoscere che vi fu scritto ANTONINIANAE. L'appellativo Restilutrix, dato su questo marmo alla dea Fortuna, non si era finora incontrato in verun altro monumento nè letterario, nè epigrafico.
Al descritto piedistallo è sovrapposto un lastrone marmoreo, grosso m. 0,24, sagomato, e posto come cornice di coronamento: misura nel piano superiore m. 0,82 in lunghezza, e m. 0,58 in larghezza. Era congiunto al cippo medesimo con due grossi perni metallici; dei quali vi rimangono i fori quadrati, perfettamente corrispondenti ad altri due, che si veggono nel piano superiore del piedistallo.
Alla estremità della villa Patrizi, sul confine del Policlinico, continuando i disterri per il viale parallelo al lato nord del Castro Pretorio, sono stati scoperti due pavimenti: il primo di mosaico fine, bianco con fascia nera; il secondo di rettangoli di alabastro. Su quest'ultimo giaceva una testa di statua, abbozzata in alcune parti, finita in altre, che offre una certa rassomiglianza con la Vesta del Museo Torlonia.
Presso l'angolo nord-est del recinto del castro Pretorio, e presso il cancello posteriore di villa Patrizi, sono tornati in luce avanzi di un fabbricato dell'epoca dioclezianea, conforme può dedursi dal noto sigillo OF SOFDomdeCEMB impresso sui mattoni. Il fabbricato è orientato col vicino castro, e dista dal recinto m. 10,50.
Questa scoperta non manca d'importanza. È noto che quando furono costruiti gli alloggiamenti dei pretoriani, il suolo lungo i lati nord ed est del loro perimetro, era assai piè alto che non apparisce ora. Infatti la risega delle fondamenta, e le fondamenta stesse sono messe a nudo per una altezza massima di m. 3,50. Ora siccome la legge costante per le zone pianeggianti di Roma antica è il sopraelevamento e non l'abbassamento del suolo, non v'ha dubbio che se attorno il Castro il livello è disceso uniformemente di 8",50, ciò devesi attribuire alla mano dell'uomo.
Giuseppe Gatti.
Continuando i disterri per l'apertura di uno dei viali di accesso al Policlinico, vicino all'angolo nord-est del Castro Pretorio ed alla linea di confine tra le ville già Patrizi e Berardi, è stato scoperto un pavimento marmoreo, singolare per la ampiezza, la conservazione, la bontà del disegno, e la ricchezza e colorito dei marmi. L'aula è chiusa da pareti laterizie per due lati, reticolate per gli altri, e misura m. 12,34 in lunghezza, m. 10,61 in larghezza, m. quad. 130,92 in superficie.
Il centro del pavimento è spartito in sedici rettangoli di m. 1,56 X 1,56, divisi l'uno dall'altro da fasce a mostaccioli, larghe m. 0,22. I rettangoli sono chiusi da doppie riquadratura di giallo e di africano, ed hanno nel mezzo o un disco o un ottagono di giallo brecciato, o di pavonazzetto. Questo partito centrale è concordato per due soli lati da un largo fascione a squame, con mirabili macchie di verde ranocchia, granito della sedia, bigio africano, e granito di s. Prassede.
L'ignoranza dei terrazzieri, e l'avanzarsi della fronte di scavo con taglio verticale, hanno danneggiato una parte del pavimento: forse un quarto della superficie totale. Il resto è stato distaccato per mia cura, e trasportato su tavole a disposizione di chi di ragione.
A nord della grande aula s'incomincia a scoprire un secondo ambiente, il cui piano, perfettamente conservato, è composto di parallelogrammi di bigio, divisi ed incorniciati da listellini di giallo.
Tutti i particolari della costruzione e della decorazione di questo edifizio, presentano il tipo gentile ed elegante del secol d'oro.
Rodolfo Lanciani.
In via s. Martino al Castro Pretorio, cavandosi per le fondamenta di una nuova fabbrica, è stato recuperato un frammento marmoreo, che conserva le poche lettere:
TRA ...|... NONAPR ...|... OCITATV ...|... ARVSCA ...|...VS CAES ...|... GRAI ...|...CEDI
Quantunque la disposizione della scrittura abbia una qualche somiglianza con quella delle tavole arvaliche, il frammento non appartiene affatto a quella serie d'insigni monumenti scritti. Sembra piuttosto avanzo di un latercolo, spettante forse a memorie relative al prossimo alloggiamento dei pretoriani.
Giuseppe Gatti
Appianandosi il suolo per la formazione di un maneggio scoperto nel piazzale della caserma del Castro Pretorio, presso l'ingresso ed a sinistra di chi entra, è stato messo in luce, a m. 1,40 di profondità dal piano moderno, un frammento di pavimento a mosaico bianco e nero, di m. 3,60 X 2,00.
Entro riquadratura, formata da una fascia di-tasselli neri, vedesi rappresentata una pantera tra due domatori, vestiti di corta tunica e con bastone in mano. La fiera ha un collare dal quale pende un oggetto rotondo, certamente un sonaglio. Le figure sono alte m. 0,84 circa. In alto, sulla destra della riquadratura, è la leggenda seguente, pnre a tasselli neri sul fondo bianco: EX VICEN F L VE
Attorno alla scena descritta, sono degli ornati riproducenti vilucchi e caulicoli, tra i quali è effigiata una civetta. Ma di questi ornati non ne rimane che piccola parte. Questo pavimento doveva in origine essere assai vasto, poichè, a detta dei lavoranti, numerosi tasselli bianchi e neri, furono trovati anche a non breve distanza dal punto in cui il mosaico figurato è tornato in luce. Il frammento è stato distaccato ed aggiunto ai mosaici delle raccolte pubbliche, nel museo nazionale alle Terme di Diocleziano.
Luigi Borsari
Nell'area annessa all'Istituto scolastico dei pp. Maristi, in fondo alla via Montebello, presso l'angolo nord-ovest del recinto del Castro pretorio, è tornato in luce un frammento di lastra marmorea, che conserva questo avanzo d'iscrizione, certamente spettante ad una memoria posta da un soldato pretoriano.
Intrapreso uno sterro per sistemare l'ultimo tratto della predetta via Montebello, è stato scoperto il pavimento di un'antica strada romana, a poligoni di selce, larga m. 2,30, che attraversa perpendicolarmente l’asse della nuova via.
Giuseppe Gatti.
Due piccole basi marmoree con iscrizione votiva, delle quali non si conosce la esatta provenienza, ma che senza dubbio sono d'origine urbana, vennero recentemente aggiunte alle collezioni antiquarie del Comune di Roma, ed esposte nel Museo all'Orto botanico. La prima è alta m. 0,23 X 0,13 X 0,05 con iscrizione in greco. Non è improbabile che questo monumento votivo ad Esculapio, e portante il simulacro argenteo di una milza, dal cui tumore era stato guarito il dedicante fosse stato posto nel celebre santuario di quel dio nell'sola tiberina. L'altra base è alta m. 0,27 X 0,18 X 0,11, e vi si legge: CESETAVIN DI ENIVS PRIMVS MIL COH X PR LATINI MAR HERC GENIO CEN TVR DONVM POSVIT
Fra i monumenti dedicati dai pretoriani nei loro alloggiamenti ve n'ha uno che ricorda un collegio di Marte ed Ercole, e perciò attesta l'esistenza di un santuario ivi eretto a quelle due divinità (C.I.L. VI, 2819). Essendo dedicato alle medesime ed al Genio della centuria il donario, di cui ora conosciamo la base inscritta, si può ragionevolmente supporre che questa provenga egualmente dal Castro pretorio.
Giuseppe Gatti.
Giuseppe Gatti.
Scavi della Soprintendenza Archeologica di Roma nel sito dei Castra praetoria, scoprono muri perimetrali delle caserme destinate all'alloggio dei pretoriani all’interno. Gli ambienti, in precario stato di conservazione, riguardano otto edifici orientati E-O, lunghi oltre 76 metri e larghi 12. Disposti su due file; sono realizzati in opus vittatum ed in opus vittatum mixtum e presentano pavimenti in mosaico bianco e nero, talvolta sovrapposti, alcuni dei quali sono strappati e lasciati su supporti di cemento presso il deposito della Biblioteca Nazionale Centrale.
Inaugurazione della Biblioteca Nazionale a Castro Pretorio
Committenti e finanziatori
DescrizioneIl campo misurava m 440 x 380 metri. Le mura del castra sono in opera laterizia e presentano addossate sul lato interno, una serie continua di celle in opera reticolata coperte con volta a botte, sopra le quali correva il cammino di ronda. Il muro originario all'epoca di Tiberio era alto 4,75 metri, poi rialzato di 2,50 metri da Aureliano, quando lo incluse nelle mura.
Al centro dei lati si aprivano quattro porte (la praetoria, la decumana, la principalis sinistra e la principalis dextera), resti delle quali sono ancora visibili sui lati settentrionale e orientale.
La parte centrale era occupata da due lunghe file di edifici, originariamente su due piani, tra cui correvano strade interne. Un gruppo di questi edifici sono stati rinvenuto alla fine del XIX secolo nei lavori di viale Castro Pretorio, altri durante i lavori alla Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, costruita sul sito dell'antica caserma.
Stampe antiche1908
Pianta della zona archeologica del Palazzo delle Ferrovie
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Castro Pretorio
The Archeology of Rome
1874
John Henry Parker
Mura Aureliane con Castro Pretorio
The Archeology of Rome
1873
Scoperte nel nuovo quartiere del Castro Pretorio
Bullettino della Commissione archeologica comunale di Roma
1848
Luigi Canina
Pianta generale del Catro Pretorio
Gli edifizj di Roma antica - Volume II
1820
Pietro Parboni
Castra Prætoria
Le mura di Roma
1817
Giovanni Battista Cipriani
Castro Pretorio
Degli Edifici Antichi e Moderni di Roma
1756
Giovan Battista Piranesi
Castro di Tiberio
Le Antichità Romane - Tomo I
1747
Giuseppe Vasi
Mura di Castro Pretorio
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro I
1607
Giovanni Maggi
Castrum Pretorium
Aedificiorum et ruinarum romae ex antiquis