Informazioni storicheData: 1896 / 1901
Codice identificativo monumento: 679
CronologiaIl Consiglio Comunale adotta il Piano regolatore redatto dall'ing. Viviani, sostanzialmente identico a quello del 1873 con alcune modifiche.
Vengono redatti i piani esecutivi, da sottoporre all'approvazione governativa per una serie di opere pubbliche considerate assolutamente necessarie, da realizzarsi con il concorso finanziario dello Stato: Palazzo di Giustizia in Prati; Palazzo dell'Accademia delle Scienze; Piazza d’Armi; Caserme in viale delle Milizie (due reggimenti di fanteria) e a Castro Pretorio (reggimento di artiglieria), nuovo Ospedale Militare al Celio; Ministero della Guerra in via XX Settembre; Palazzo delle Belle Arti in via Nazionale; Policlinico (inizialmente previsto dal Comune a Porta Maggiore, ma mai realizzato in quella sede)
Vengono inoltre pianificati: Traforo Umberto I (per collegare piazza di Spagna a via Nazionale); Stazione ferroviaria a Trastevere (più a nord, all'interno delle mura di come venne poi realizzata); Magazzini Generali sulla via Ostiense; Mattatoio a Testaccio; nuovi ponti sul Tevere.
Le principali opere urbanistiche sono: trasformazione dell'area tra la stazione Termini e via Nazionale come nuovo ingresso monumentale (con la realizzazione della fontana delle Naiadi e dell'emiciclo porticato di piazza Esedra); una serie di opere “per la riforma della fognatura della città e per il risanamento del sottosuolo”.
Definiti vari allargamenti: piazza Venezia e piazza di Trevi; via del Corso (parzialmente su Piazza Colonna); via di Monserrato; da Via dei Giubonari a ponte Sisto (non realizzato); Via dei Delfini - Tribuna Campitelli; Piazza Montanara fino a Piazza Campitelli (per liberare la visuale sul Teatro di Marcello).
Definite nuove strade di collegamento: prosecuzione della via Nazionale fino a Ponte Sant'Angelo (con larghezza di 20 metri); Via del Tritone (Piazza Barberini Corso); via Zanardelli (Piazza Navona Prati); Via Arenula Largo Argentina (Via Nazionale Trastevere); Piazza Venezia Fori Colosseo; via Cavour e via Giovanni Lanza (per collgeare il nuovo quartiere Esquilino);
Risanamento igienico-sanitario delle aree insalubri e la destinazione a verde pubblico di oltre 200 ettari (sistemazione del Colle Oppio e Gianicolo); ampliamento di Testaccio; edificazione di una parte di Trastevere (nei pressi di piazza San Cosimato), Colle Aventino e Celio; completo rinnovamento urbano del Ghetto (con demolizioni, rialzamento del suolo e nuove abitazioni).
Viene inoltre programmata la realizzazione di un nuovo quartiere a maglia ortogonale fuori Porta del Popolo: il Flaminio, “di estensione di circa 18 ettari e che potrebbe contenere 9mila abitanti”, con una monumentale strada circondata da parchi che portava da Porta del Popolo a Ponte Milvio, poi lambiva i Parioli e giungeva fino all'Acqua Acetosa, la Passeggiata Flaminia.
Con il progresso nella costruzione dei muraglioni del Tevere, nel tratto urbano centrale, si avvia anche la realizzazione dei nuovi ponti di collegamento tra le due sponde:
"Nella presente trasformazione edilizia di Roma il piano regolatore dei lavori prevede la costruzione di otto nuovi ponti sul Tevere, i quali serviranno a rendere più agevoli le comunicazioni fra le due rive della città ingrandita ed abbellita.
È sperabile che i nuovi ponti sorgano spaziosi e comodi come esige l'aumentato transito d'oggigiorno, senza tralasciare la bellezza architettonica e la solidità degli antichi, giunti dopo tante vicende fino a noi.
Questi nuovi ponti, risalendo la corrente del fiume, si presentano nell'ordine seguente:
Nuovo Ponte presso la Porta Portese. Progetto non definito.
Ponte Garibaldi, alla Regola, del quale diamo in questo numero il disegno. Esso è già in avanzata costruzione. Sarà composto di due grandi arcate in ferro di 55 metri di apertura ognuna. Le arcate poggeranno su due spal loni ed una pila centrale di pietra; ciascuna arcata corrisponde ad uno dei due bracci del Tevere che lambiscono l'Isola Tiberina. La larghezza del piano del ponte contato da un parapetto all'altro è di metri 20; la lunghezza del ponte da sponda a sponda di 135 metri. Le fondazioni di questo ponte già compiute furono spinte di metri quattordici sotto il livello magro del Tevere, usando grandi cassoni di lamiera di ferro. Questi cassoni furono discesi a tale profondità mediante l'aria compressa che veniva mandata dai compressori a vapore posti sulle sponde del Tevere. Nelle camere di lavoro poste entro i cassoni quaranta e più operai scavarono il terreno che veniva estratto per mezzo di alti tubi di ferro. Nelle fondazioni del ponte furono impiegati più di ventimila metri cubi di muramento, e per la costruzione delle spalle e delle pile se ne impiegheranno undicimila. Il peso delle due grandi arcate sarà di circa duemila tonnellate. Il ponte completamente finito costerà tre milioni.
Ponte alla Lungara. È destinato a stabilire una comunicazione con la nuova passeggiata del Gianicolo; il progetto non fu ancora definitivamente stabilito; sarà composto di una e più arcate in ferro con piloni di pietra.
Ponte Vittorio Emanuele. Sarà in prolungamento della via Nazionale. Il disegno definitivo non fu ancora stabilito, ma sarà però uno dei più grandi.
Ponte Umberto I, in prosecuzione della nuova via che incomincia dalla Piazza Agonale per andare al Palazzo di Giustizia nel nuovo quartiere de' Prati di Castello. Questo ponte la cui costruzione è già avanzata, sarà monumentale perché costruito intieramente in pietra. Consterà di tre arcate di 31 metri ciascuna di apertura. Il piano del ponte avrà la larghezza di 20 metri tra i due parapetti, e la lunghezza sarà di metri 105. Le fondazioni del ponte sono state eseguite parimente col sistema de' grandi cassoni in lamiera di ferro affondati con l'aiuto dell'aria compressa. Queste fondazioni sono così state portate alla profondità di quindici metri sotto il livello magro del Tevere, occupandovi un volume di circa 18 mila metri cubi di muramento. Per la costruzione delle arcate e dei piloni s'impiegherà un volume di circa duemila metri cubi di pietra. Il ponte completamente finito costerà circa quattro milioni di lire.
Ponte a Ripetta. Non ne fu ancora stabilito il progetto. Presentemente esiste quello fatto provvisoriamente dove sorgeva l'antico porto, del quale si deplora la distruzione. Esso è in ferro e poggia sopra otto colossali colonne di ferro ripiene di materiale murario.
Ponte Margherita. Questo ponte è il primo che incontrerà il Tevere al suo entrare in città; avrà comunicazione con la Piazza del Popolo, mediante i due ingressi laterali a quelli della passeggiata del Pincio.
Senza enumerar qui le tante cose sbagliate, o per lo meno poco indovinate dai diversi Edili che han presieduto alla trasformazione di Roma dal settanta in poi, diremo che il progetto di questo ponte è indovinatissimo. Basta affacciarsi alla piattaforma del Pincio per vederne non solo l'utilità, ma pregustarne le bellezze. Quasi si può credere che il Valadier, l'architetto della passeggiata romana e che sistemò la Piazza del Popolo, ne intuisse il bisogno e ne vedesse la bellezza lasciando all'uopo, e non per sola simmetria, i due passaggi pronti ad essere aperti al pubblico. Ed è sperabile che le piante, che ora ornano il contraporto del Pincio, vengano mantenute per l'effetto scenico di chi entra ed esce dal ponte, come per chi ammira la vasta e bella piazza. Anche questo ponte è dichiarato monumentale e perciò in pietra. Il disegno di questo, come di tutti i nuovi ponti è del comm. Vescovali architetto ingegnere idraulico municipale, che con tanta alacrità e sapere ne spinge l'esecuzione. Del Ponte Margherita già in costruzione daremo quanto prima il disegno. Le fondazioni già fatte si sono dovute spingere ad una grande profondità essendosi trovati alti strati di sabbia. Le linee del ponte, sebbene in pietra, sono più eleganti del Ponte Umberto, ma è comune desiderio, per il nome che porta e per la località dove è posto, che esso riesca uno dei più belli della nuova Roma, come Ponte S. Angelo lo è dell'antica. Non si potrebbe dunque aggiungergli degli abbellimenti straordinari?
Un altro ponte verrà eretto fuori la Porta del Popolo, tra il Milvio ed il Margherita, ma ancora non è stabilito il progetto.
Di otto ponti, tre sono finora in costruzione. Quando assieme agli altri collegheranno le due sponde, rialzate ed abbellite dai Lungo Tevere, Roma potrà dire d'aver fatto un gran passo in quella via di abbellimento utile, nella quale da tanti anni, non badando a sacrifici, si è incamminata.
Ipsilonne."
Lavori per allargare gli argini presso il porto di Ripetta, in vista della costruzione di un ponte e dei muraglioni. Il porto viene smantellato definitivamente. La fontana con le due colonne, viene smontata e riposta in magazzino per essere in futuro riassemblata. Quattro sezioni dell'idrometro vengono invece distrutte.
Inaugurato il Ponte Cavour. Il Comune di Roma riscatta la vicina passerella di Ripetta, ormai inutile e decise di trasferire la struttura in ferro alla Magliana. Essendo lunga 100 metri (troppo corta per congiungere le due sponde del fiume che in quel tratto è largo 130 metri), viene divisa in due tronconi, lasciando al centro un ponte levatoio ad azionamento elettrico per consentire il transito anche dei vaporetti più alti.
"I lavori procedettero così chie condussero in breve tempo a termine un'opera grandiosa. Tutta quella parte della capitale sarà fra le più invidiate, per gli abbellimenti... e per questo ponte; senza contare la rapidità di comunicazioni ora ottenuta. Infatti, il palazzo di giustizia, l'Adriano e î Prati si congiungono direttamente col corso Umberto I per la via Tomacelli allargata, è la cui prospettiva è notevole e piace. Non ci fu inaugurazione ufficiale. Si chiuse il vecchio ponte di Ripetta destinato a sparire, e, alla mattina della domenica dopo, gli abitanti di Roma si trovarono con un nuovo passaggio, e con un nuovo bel manufatto dî più, come dicono gl'ingegneri. Autore del ponte è l'ingegnere capo del municipio di Roma, Alessandro Viviani. Il ponte ha cinque arcate. Fra i muraglioni di sponda, è lungo 118 metri ed è largo 16."
Rick De Sonay, un eccentrico signore Belga soprannominato Mister Ok, per festeggiare il suo compleanno allo scoccare del mezzogiorno si tuffa nel Tevere da ponte Cavour. Inizia la tradizione del tuffo del primo dell'anno.
Maurizio Palmulli, ex bagnino dello stabilimento Kursaal, effettua il suo primo tuffo da Ponte Cavour. Proseguirà per molti anni la tradizione del salto nel Tevere del primo dell'anno.
Progetto