Informazioni storicheData: 1904 / 1908
Codice identificativo monumento: 684
CronologiaIl Consiglio Comunale adotta il Piano regolatore redatto dall'ing. Viviani, sostanzialmente identico a quello del 1873 con alcune modifiche.
Vengono redatti i piani esecutivi, da sottoporre all'approvazione governativa per una serie di opere pubbliche considerate assolutamente necessarie, da realizzarsi con il concorso finanziario dello Stato: Palazzo di Giustizia in Prati; Palazzo dell'Accademia delle Scienze; Piazza d’Armi; Caserme in viale delle Milizie (due reggimenti di fanteria) e a Castro Pretorio (reggimento di artiglieria), nuovo Ospedale Militare al Celio; Ministero della Guerra in via XX Settembre; Palazzo delle Belle Arti in via Nazionale; Policlinico (inizialmente previsto dal Comune a Porta Maggiore, ma mai realizzato in quella sede)
Vengono inoltre pianificati: Traforo Umberto I (per collegare piazza di Spagna a via Nazionale); Stazione ferroviaria a Trastevere (più a nord, all'interno delle mura di come venne poi realizzata); Magazzini Generali sulla via Ostiense; Mattatoio a Testaccio; nuovi ponti sul Tevere.
Le principali opere urbanistiche sono: trasformazione dell'area tra la stazione Termini e via Nazionale come nuovo ingresso monumentale (con la realizzazione della fontana delle Naiadi e dell'emiciclo porticato di piazza Esedra); una serie di opere “per la riforma della fognatura della città e per il risanamento del sottosuolo”.
Definiti vari allargamenti: piazza Venezia e piazza di Trevi; via del Corso (parzialmente su Piazza Colonna); via di Monserrato; da Via dei Giubonari a ponte Sisto (non realizzato); Via dei Delfini - Tribuna Campitelli; Piazza Montanara fino a Piazza Campitelli (per liberare la visuale sul Teatro di Marcello).
Definite nuove strade di collegamento: prosecuzione della via Nazionale fino a Ponte Sant'Angelo (con larghezza di 20 metri); Via del Tritone (Piazza Barberini Corso); via Zanardelli (Piazza Navona Prati); Via Arenula Largo Argentina (Via Nazionale Trastevere); Piazza Venezia Fori Colosseo; via Cavour e via Giovanni Lanza (per collgeare il nuovo quartiere Esquilino);
Risanamento igienico-sanitario delle aree insalubri e la destinazione a verde pubblico di oltre 200 ettari (sistemazione del Colle Oppio e Gianicolo); ampliamento di Testaccio; edificazione di una parte di Trastevere (nei pressi di piazza San Cosimato), Colle Aventino e Celio; completo rinnovamento urbano del Ghetto (con demolizioni, rialzamento del suolo e nuove abitazioni).
Viene inoltre programmata la realizzazione di un nuovo quartiere a maglia ortogonale fuori Porta del Popolo: il Flaminio, “di estensione di circa 18 ettari e che potrebbe contenere 9mila abitanti”, con una monumentale strada circondata da parchi che portava da Porta del Popolo a Ponte Milvio, poi lambiva i Parioli e giungeva fino all'Acqua Acetosa, la Passeggiata Flaminia.
Con il progresso nella costruzione dei muraglioni del Tevere, nel tratto urbano centrale, si avvia anche la realizzazione dei nuovi ponti di collegamento tra le due sponde:
"Nella presente trasformazione edilizia di Roma il piano regolatore dei lavori prevede la costruzione di otto nuovi ponti sul Tevere, i quali serviranno a rendere più agevoli le comunicazioni fra le due rive della città ingrandita ed abbellita.
È sperabile che i nuovi ponti sorgano spaziosi e comodi come esige l'aumentato transito d'oggigiorno, senza tralasciare la bellezza architettonica e la solidità degli antichi, giunti dopo tante vicende fino a noi.
Questi nuovi ponti, risalendo la corrente del fiume, si presentano nell'ordine seguente:
Nuovo Ponte presso la Porta Portese. Progetto non definito.
Ponte Garibaldi, alla Regola, del quale diamo in questo numero il disegno. Esso è già in avanzata costruzione. Sarà composto di due grandi arcate in ferro di 55 metri di apertura ognuna. Le arcate poggeranno su due spal loni ed una pila centrale di pietra; ciascuna arcata corrisponde ad uno dei due bracci del Tevere che lambiscono l'Isola Tiberina. La larghezza del piano del ponte contato da un parapetto all'altro è di metri 20; la lunghezza del ponte da sponda a sponda di 135 metri. Le fondazioni di questo ponte già compiute furono spinte di metri quattordici sotto il livello magro del Tevere, usando grandi cassoni di lamiera di ferro. Questi cassoni furono discesi a tale profondità mediante l'aria compressa che veniva mandata dai compressori a vapore posti sulle sponde del Tevere. Nelle camere di lavoro poste entro i cassoni quaranta e più operai scavarono il terreno che veniva estratto per mezzo di alti tubi di ferro. Nelle fondazioni del ponte furono impiegati più di ventimila metri cubi di muramento, e per la costruzione delle spalle e delle pile se ne impiegheranno undicimila. Il peso delle due grandi arcate sarà di circa duemila tonnellate. Il ponte completamente finito costerà tre milioni.
Ponte alla Lungara. È destinato a stabilire una comunicazione con la nuova passeggiata del Gianicolo; il progetto non fu ancora definitivamente stabilito; sarà composto di una e più arcate in ferro con piloni di pietra.
Ponte Vittorio Emanuele. Sarà in prolungamento della via Nazionale. Il disegno definitivo non fu ancora stabilito, ma sarà però uno dei più grandi.
Ponte Umberto I, in prosecuzione della nuova via che incomincia dalla Piazza Agonale per andare al Palazzo di Giustizia nel nuovo quartiere de' Prati di Castello. Questo ponte la cui costruzione è già avanzata, sarà monumentale perché costruito intieramente in pietra. Consterà di tre arcate di 31 metri ciascuna di apertura. Il piano del ponte avrà la larghezza di 20 metri tra i due parapetti, e la lunghezza sarà di metri 105. Le fondazioni del ponte sono state eseguite parimente col sistema de' grandi cassoni in lamiera di ferro affondati con l'aiuto dell'aria compressa. Queste fondazioni sono così state portate alla profondità di quindici metri sotto il livello magro del Tevere, occupandovi un volume di circa 18 mila metri cubi di muramento. Per la costruzione delle arcate e dei piloni s'impiegherà un volume di circa duemila metri cubi di pietra. Il ponte completamente finito costerà circa quattro milioni di lire.
Ponte a Ripetta. Non ne fu ancora stabilito il progetto. Presentemente esiste quello fatto provvisoriamente dove sorgeva l'antico porto, del quale si deplora la distruzione. Esso è in ferro e poggia sopra otto colossali colonne di ferro ripiene di materiale murario.
Ponte Margherita. Questo ponte è il primo che incontrerà il Tevere al suo entrare in città; avrà comunicazione con la Piazza del Popolo, mediante i due ingressi laterali a quelli della passeggiata del Pincio.
Senza enumerar qui le tante cose sbagliate, o per lo meno poco indovinate dai diversi Edili che han presieduto alla trasformazione di Roma dal settanta in poi, diremo che il progetto di questo ponte è indovinatissimo. Basta affacciarsi alla piattaforma del Pincio per vederne non solo l'utilità, ma pregustarne le bellezze. Quasi si può credere che il Valadier, l'architetto della passeggiata romana e che sistemò la Piazza del Popolo, ne intuisse il bisogno e ne vedesse la bellezza lasciando all'uopo, e non per sola simmetria, i due passaggi pronti ad essere aperti al pubblico. Ed è sperabile che le piante, che ora ornano il contraporto del Pincio, vengano mantenute per l'effetto scenico di chi entra ed esce dal ponte, come per chi ammira la vasta e bella piazza. Anche questo ponte è dichiarato monumentale e perciò in pietra. Il disegno di questo, come di tutti i nuovi ponti è del comm. Vescovali architetto ingegnere idraulico municipale, che con tanta alacrità e sapere ne spinge l'esecuzione. Del Ponte Margherita già in costruzione daremo quanto prima il disegno. Le fondazioni già fatte si sono dovute spingere ad una grande profondità essendosi trovati alti strati di sabbia. Le linee del ponte, sebbene in pietra, sono più eleganti del Ponte Umberto, ma è comune desiderio, per il nome che porta e per la località dove è posto, che esso riesca uno dei più belli della nuova Roma, come Ponte S. Angelo lo è dell'antica. Non si potrebbe dunque aggiungergli degli abbellimenti straordinari?
Un altro ponte verrà eretto fuori la Porta del Popolo, tra il Milvio ed il Margherita, ma ancora non è stabilito il progetto.
Di otto ponti, tre sono finora in costruzione. Quando assieme agli altri collegheranno le due sponde, rialzate ed abbellite dai Lungo Tevere, Roma potrà dire d'aver fatto un gran passo in quella via di abbellimento utile, nella quale da tanti anni, non badando a sacrifici, si è incamminata.
Ipsilonne."
Inaugurazione del Ponte Mazzini.
Presentazione al Duce Mussolini e al Governatore Gian Giacomo Borghese, del progetto definitivo per la grandiosa sistemazione dell'area della Farnesina e delle falde del Gianicolo, in conformità del Piano regolatore generale dell'Urbe:
"...in occasione di un'adunanza della Classe delle Arti all'Accademia d'Italia, alla presenza del Governatore di Roma, di un gran numero di Accademici e di una rapresentanza della stampa, il Presidente Luigi Federzoni ha posto in rilievo le ragioni dell'iniziativa ed i caratteri salienti della sistemazione della zona in parola, plaudendo în modo particolare all'opera di Marcello Piacentini, il quale è riuscito a dare (come ha detto il Presidente) la prova più alta e convincente del suo eccezionale talento nel campo dell'urbanistica.
Ed ha anche ricordato e lodato, il lungo e intelligente lavoro compiuto dalla Commissione presieduta da Ugo Ojetti e composta degli Accademici Giovannoni, Marangoni e Pession. È giusto accennare che al progetto Piacentini hanno collaborato l'ing. Fuselli del Governatorato di Roma e gli ingegneri Jacopini e Massari dell'ufficio tecnico dell'Accademia d'Italia.
Dopo il breve discorso del Presidente dell'Accademia, Marcello Piacentini ha fatto un'ampia lucida e colorita illustrazione del progetto di sistemazione della zona, con l'ausilio di fotografie, di piante topografiche e di un grande plastico.
Da piazza della Chiesa Nuova si dipartirà un grande rettifilo che, attraverso il ponte Mazzini, salirà fino alla terrazza belvedere aperta in cima al colle Gianicolense, in mezzo a un succedersi di scenari architettonici che avranno una cornice e un fondale di verde, mentre l'accesso al Gianicolo assumerà un'aspetto imponente che ricorderà quanto Valadier fece in Piazza del Papolo e sul Pincio. Roma si arriechirà così di una nuova magnifica prospettiva.
Subito dopo il ponte Mazzini si snoderà sul declivio del colle, un ampio viale inquadrato da nuovi edifici. La caratteristica via della Lungara sarà mantenuta nella sua attuale direttrice, ma rialzata nel piano stradale. Ancora più in alto, dipartendosi dal grande viale di accesso, si biforcheranno due rampe, una delle quali sì inserirà nella nuova strada dal Gianicolo a San Paolo e alla zona dell'E. 42, e l'altra discenderà verso le poetiche pendici di Sant'Onofrio.
La nuova sistemazione impone la demolizione di case di poco conto e dell'edificio del carcere giudiziario di Regina Coeli, mette in valore gli edifici monumentali della Farnesina e di Palazzo Corsini, la cui facciata verso il colle ha un aspetto elegante e severo ad un tempo, e dà un nuovo accesso alla R. Accademia d'Italia da un viale di alberi dell'Orto Botanico.
Il progetto di massima comprende edifici per il Conservatorio di Santa Cecilia, per l'Istituto dell'Arte Drammatica, per la Sala dei grandi concerti sinfonici, per un Teatro all'aperto e forse per la Biblioteca Nazionale. Comprenderà anche un edificio per la Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte, l'istituto fondato, da Corrado Ricci già a Palazzo Venezia e da poco trasferito in questa zona.
Attorno alla più importante istituzione della cultura quale è la R. Accademia d'Italia, dovrebbero sorgere quando il progetto sarà diventato realtà, enti culturali e artistici tali da formare di questo settore dell'Urbe la zona accademica per eccellenza.
In luogo adatto, quale sfondo al complesso architettonico, verrà collocata la fontana del Mosè, che per ragioni urbanistiche verrà spostata da Piazza S. Bernardo dove attualmente si trova e che nella nuova sede, verrà sistemata con opportuni, ampliamenti alle parti laterali in modo da renderla più proporzionata alla vastità dell'ambiente.
Ma la parte architettonica ed edilizia del progetto in discorso è subordinata all'importanza e alla vastità della zona arborea che deliberatimente si vuol lasciare protagonista di tutto il nuovo ordinamento, facendo assurgere la zona alla magnificenza delle ville tuscolane e tiburtine.
Parte essenziale del progetto è quindi l'utilizzazione, come parco pubblico, dell'Orto Botanico [...] di Villa Corsini, fatto risorgere a nuova Vita dal Pirotta nel 1885, ed ora affidato alle vigili cure dell'illustre prof. Enrico Carano, che l'insegnamento della botanica impartisce con l'ausilio anche del «giardino didattico» annesso alla Città Unversitaria, con la sistemazione ideata dal Piacentini potrà essere valorizzato e aperto al pubblico, mentre attualmento è si può dire, sconosciuto alla cittadinanza romana.
Il visitatore della zona, quando questa sarà opportunamente sistemata resa accessibile non soltanto a pochi privilegiati, sostando all'ombra delle palme e al murmure delle fontane e di cadute d'acqua, salendo la scalea cosiddetta garibaldina centro di uno degli episodi della gloriosa resistenza del '49, inoltrandosi poi lungo il viale che porta all’aerea terrazza da cui il monumento di Garibaldi e il monumento’ di Anita dominano il panorama dell'Urbe, respirerà il clima eroico di fasti memorabili, in cui Italia, nel brivido di un'ora sacra, ritrovava a Roma il suo cuore pulsante.
GIOVANNI BIADENE
Progetto
Stampe antiche