Informazioni storicheData: 1886 / 1891
Codice identificativo monumento: 687
CronologiaIl Consiglio Comunale delibera sulla Toponomastica di Roma approvando il nome del Ponte Umberto I (già proposto nel Consiglio Comunale del 28 Ottobre) e decidendo sui Ponte Regina Margherita e Ponte Garibaldi.
Con il progresso nella costruzione dei muraglioni del Tevere, nel tratto urbano centrale, si avvia anche la realizzazione dei nuovi ponti di collegamento tra le due sponde:
"Nella presente trasformazione edilizia di Roma il piano regolatore dei lavori prevede la costruzione di otto nuovi ponti sul Tevere, i quali serviranno a rendere più agevoli le comunicazioni fra le due rive della città ingrandita ed abbellita.
È sperabile che i nuovi ponti sorgano spaziosi e comodi come esige l'aumentato transito d'oggigiorno, senza tralasciare la bellezza architettonica e la solidità degli antichi, giunti dopo tante vicende fino a noi.
Questi nuovi ponti, risalendo la corrente del fiume, si presentano nell'ordine seguente:
Nuovo Ponte presso la Porta Portese. Progetto non definito.
Ponte Garibaldi, alla Regola, del quale diamo in questo numero il disegno. Esso è già in avanzata costruzione. Sarà composto di due grandi arcate in ferro di 55 metri di apertura ognuna. Le arcate poggeranno su due spal loni ed una pila centrale di pietra; ciascuna arcata corrisponde ad uno dei due bracci del Tevere che lambiscono l'Isola Tiberina. La larghezza del piano del ponte contato da un parapetto all'altro è di metri 20; la lunghezza del ponte da sponda a sponda di 135 metri. Le fondazioni di questo ponte già compiute furono spinte di metri quattordici sotto il livello magro del Tevere, usando grandi cassoni di lamiera di ferro. Questi cassoni furono discesi a tale profondità mediante l'aria compressa che veniva mandata dai compressori a vapore posti sulle sponde del Tevere. Nelle camere di lavoro poste entro i cassoni quaranta e più operai scavarono il terreno che veniva estratto per mezzo di alti tubi di ferro. Nelle fondazioni del ponte furono impiegati più di ventimila metri cubi di muramento, e per la costruzione delle spalle e delle pile se ne impiegheranno undicimila. Il peso delle due grandi arcate sarà di circa duemila tonnellate. Il ponte completamente finito costerà tre milioni.
Ponte alla Lungara. È destinato a stabilire una comunicazione con la nuova passeggiata del Gianicolo; il progetto non fu ancora definitivamente stabilito; sarà composto di una e più arcate in ferro con piloni di pietra.
Ponte Vittorio Emanuele. Sarà in prolungamento della via Nazionale. Il disegno definitivo non fu ancora stabilito, ma sarà però uno dei più grandi.
Ponte Umberto I, in prosecuzione della nuova via che incomincia dalla Piazza Agonale per andare al Palazzo di Giustizia nel nuovo quartiere de' Prati di Castello. Questo ponte la cui costruzione è già avanzata, sarà monumentale perché costruito intieramente in pietra. Consterà di tre arcate di 31 metri ciascuna di apertura. Il piano del ponte avrà la larghezza di 20 metri tra i due parapetti, e la lunghezza sarà di metri 105. Le fondazioni del ponte sono state eseguite parimente col sistema de' grandi cassoni in lamiera di ferro affondati con l'aiuto dell'aria compressa. Queste fondazioni sono così state portate alla profondità di quindici metri sotto il livello magro del Tevere, occupandovi un volume di circa 18 mila metri cubi di muramento. Per la costruzione delle arcate e dei piloni s'impiegherà un volume di circa duemila metri cubi di pietra. Il ponte completamente finito costerà circa quattro milioni di lire.
Ponte a Ripetta. Non ne fu ancora stabilito il progetto. Presentemente esiste quello fatto provvisoriamente dove sorgeva l'antico porto, del quale si deplora la distruzione. Esso è in ferro e poggia sopra otto colossali colonne di ferro ripiene di materiale murario.
Ponte Margherita. Questo ponte è il primo che incontrerà il Tevere al suo entrare in città; avrà comunicazione con la Piazza del Popolo, mediante i due ingressi laterali a quelli della passeggiata del Pincio.
Senza enumerar qui le tante cose sbagliate, o per lo meno poco indovinate dai diversi Edili che han presieduto alla trasformazione di Roma dal settanta in poi, diremo che il progetto di questo ponte è indovinatissimo. Basta affacciarsi alla piattaforma del Pincio per vederne non solo l'utilità, ma pregustarne le bellezze. Quasi si può credere che il Valadier, l'architetto della passeggiata romana e che sistemò la Piazza del Popolo, ne intuisse il bisogno e ne vedesse la bellezza lasciando all'uopo, e non per sola simmetria, i due passaggi pronti ad essere aperti al pubblico. Ed è sperabile che le piante, che ora ornano il contraporto del Pincio, vengano mantenute per l'effetto scenico di chi entra ed esce dal ponte, come per chi ammira la vasta e bella piazza. Anche questo ponte è dichiarato monumentale e perciò in pietra. Il disegno di questo, come di tutti i nuovi ponti è del comm. Vescovali architetto ingegnere idraulico municipale, che con tanta alacrità e sapere ne spinge l'esecuzione. Del Ponte Margherita già in costruzione daremo quanto prima il disegno. Le fondazioni già fatte si sono dovute spingere ad una grande profondità essendosi trovati alti strati di sabbia. Le linee del ponte, sebbene in pietra, sono più eleganti del Ponte Umberto, ma è comune desiderio, per il nome che porta e per la località dove è posto, che esso riesca uno dei più belli della nuova Roma, come Ponte S. Angelo lo è dell'antica. Non si potrebbe dunque aggiungergli degli abbellimenti straordinari?
Un altro ponte verrà eretto fuori la Porta del Popolo, tra il Milvio ed il Margherita, ma ancora non è stabilito il progetto.
Di otto ponti, tre sono finora in costruzione. Quando assieme agli altri collegheranno le due sponde, rialzate ed abbellite dai Lungo Tevere, Roma potrà dire d'aver fatto un gran passo in quella via di abbellimento utile, nella quale da tanti anni, non badando a sacrifici, si è incamminata.
Ipsilonne."
Inaugurazione del Ponte Margherita: "Inaugurato sul tevere questo nuovo ponte, lungo 111 metri, largo 20, a tre arcate, al quale si accede dalla parte di piazza del Popolo. L'innugurazione è stata fatta coll'intervento dei Sovrani. Il ponte poi è stato battezzato.... sin troppo, con pioggia, tuoni lampi e fulmini. Molti coraggiosi cogli ombrelli aperti; due sole signore.
Sua Maestà la Regina, dal cui nome si chiama il ponte, intervenne accompagnata da Re Umberto e dal seguito della Corte, al suono della marcia reale eseguita dalla banda municipale, fra gli applausi. Portaya un cappellino di velluto con piccola penna nera e paletot di vellito. TI ponte che, comprese le fondamenta, costa 2900 000 lire, è costruito dei seguenti materiali: Pietra di Rezzato, motri cubi 1500; travertino, metri cubi 3700; tufo e selce, metri cubì 9500; mattoni, oltre un milione; cemento, quintali 7200.
Le grandiose arcate sono state costruite con l'aiuto di robuste armature di sistema a sbalzo; ogni arcata era sorretta durante la costruzione da sedici cavalletti solidamente collegati fra di loro, e appoggiato ognuno sn due scatole a sabbia, mediante le quali il disarmo si operò con tutta facilità in venti minutie cirea; e ad operazione compiuta si potò verificare che Je volte non avevano fatto nessun calo."
Dopo che è stato inaugurato il Traforo del Quirinale, la linea San Pietro - via Due Macelli viene prolungata fino a via Nazionale. La nuova linea, partendo da San Pietro, raggiunge piazza Cola di Rienzo, passa sul ponte Margherita e attraverso piazza del Popolo, via del Babuino, piazza di Spagna, via della Mercede e via Due Macelli giunge al Traforo; immettendosi poi in via Nazionale, fa capolinea alla stazione Termini
Progetto
Stampe antiche