Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 6871
Cronologia Allo scopo di ritrovare altri frammenti dei Fasti delle ferie latine, la Direzione dell'Istituto di corrispondenza archeologica dell'Impero Germanico intraprese il 20 settembre alcuni scavi nell'orto dei pp. Passionisti in Monte Cavo, essendo affidate le ricerche alla diretta sorveglianza del ch. Michele de Rossi.
Utilizzando le opere per fissare alcuni dati relativi alla topografia di quel punto importantissimo nella storia, si fecero vari tasti vicino al luogo, ove la strada antica si nasconde sotto una maceria. E si vide che la strada non continuava in linea retta verso il convento, secondo che si era creduto, ma piegava a dr. con un angolo ottuso.
Si scoprì poi alla profondità di met. 5,00 dalla superficie del suolo una cisterna, e verificato che in fondo ad essa esistevano pezzi di marmo, fu deciso di spurgarla. Vi si rinvennero due piccoli fammenti d'iscrizioni, che facevano probabilmente parte dei fasti ricercati, e che saranno editi dall’ Istituto. Vi si raccolsero pure pezzi di tubi di piombo con iscrizioni, mattoni con bolli, e frammenti di terrecotte.
Presso il piano della cisterna ricomparve poi un cunicolo transitabile per circa met. 15,00, più stretto all’imbocco nella cisterna di quello che nel suo corso, al di là del quale stava la cassetta per la distribuzione delle acque.
Giuseppe Fiorelli.
Allo scopo di ritrovare altri frammenti dei Fasti delle ferie latine, la Direzione dell'Istituto di corrispondenza archeologica dell'Impero Germanico intraprese il 20 settembre alcuni scavi nell’orto dei pp. Passionisti in Monte Cavo, essendo affidate le ricerche alla diretta sorveglianza del ch. Michele de Rossi.
Utilizzando le opere per fissare alcuni dati relativi alla topografia di quel punto importantissimo nella storia, si fecero vari tasti vicino al luogo, ove la strada antica si nasconde sotto una maceria. E si vide che la strada non continuava in linea retta verso il convento, secondo che si era creduto, ma piegava a dr. con un angolo ottuso.
Si scoprì poi alla profondità di met. 5,00 dalla superficie del suolo una cisterna, e verificato che in fondo ad essa esistevano pezzi di marmo, fu deciso di spurgarla. Vi si rinvennero due piccoli fammenti d'iscrizioni, che facevano probabilmente parte dei fasti ricercati, e che saranno editi dall’ Istituto. Vi si raccolsero pure pezzi di tubi di piombo con iscrizioni, mattoni con bolli, e frammenti di terrecotte.
Presso il piano della cisterna ricomparve poi un cunicolo transitabile per circa met. 15,00, più stretto all’imbocco nella cisterna di quello che nel suo corso, al di là del quale stava la cassetta per la distribuzione delle acque.
Giuseppe Fiorelli.
In continuazione di quanto ebbi a riferire nelle Notizie del passato settembre (p. 143), circa gli scavi eseguiti in Monte Cavo per conto della Direzione dell'Instituto di corrispondenza archeologica dell'Impero germanico, do conto dei successivi rapporti, spediti al Ministero dal ch. collega Henzen:
Sgombrata la cisterna di cui fu parlato, non vi si trovarono antichità importanti, ma solamente alcuni bolli di mattoni più o meno frammentati, un resto del basamento e del piede sinistro di una statua togata, ed una parte di capitello corinzio. Fatto un nuovo tasto il 7 di ottobre, si pervenne di bel nuovo al vacuo della cisterna, di cui si riconobbe l'eccessiva grandezza, alla quale poteva benissimo convenire una cassetta per la distribuzione delle acque, siccome prima fu congetturato.
Visitata poi la grotta scavata dai religiosi per uso di cantina, si vide essersi essa incontrata colla tromba di un antico pozzo, dal quale parte un cunicolo aperto nella viva roccia, praticabile per lungo tratto, ed in direzione della cisterna, accennando di incontrarla in un punto più avanzato dal luogo ove ora si scava, il che servirebbe ad attestare proporzioni sempre maggiori nel grande serbatoio d'acqua. E poichè al fondo della cisterna nel nuovo punto di esplorazione si trovò tutto il terreno già rifrugato, furono trasferiti gli scavi altrove verso la metà del mese.
Un ultimo esame nel cunicolo scoperto non fruttò alcuna fistula di piombo, quantunque tali condotti non avrebbero dovuto mancarvi, essendo il piano non lastricato a stagno ma con ciottolato, e quindi non potendo l'acqua scorrere sul piano medesimo. Le proporzioni del cunicolo sono met. 1.95 di altezza, e met. 0.85 di larghezza; esso è costruito di buona opera laterizia con volta, e nell'imboccatura verso la cisterna si vede l'incasso in cui doveva essere fissata la cassetta, della quale non mancarono i frammenti.
Eseguiti alcuni tasti in vari punti dell'orto dal 14 al 18 ottobre, riapparvero muri diversi, fra i quali una chiavica, posta in comunicazione con una stanza col pavimento a musaico, e che doveva raccogliere le acque del tetto per versarle ove il monte declina, il che indica che la camera non è interna ma esterna dell'edifizio cui apparteneva. Vi si trovarono mattoni con vari bolli.
Un altro saggio fu fatto dal 19 al 20 ottobre, sopra una linea parallela alla maceria odierna dell'orto verso sud ovest, ove secondo le informazioni avute dovevano essere stati trovati i frammenti dei fasti, che ultimi furono conosciuti; ma s° incontrò soltanto terra vegetale, che serbava un frammentino di aes rude, una valva di ostrica, ed una mano di terracotta.
Furono poi trasferiti i lavori il 21 ottobre nella sezione dell'orto tenuta a prato, ove confrontando il risultato degli scavi finora fatti colla pianta del codice Barberiniano (Ann. Inst. 1873), si poteva supporre la parte centrale del tempio, ed ove negli anni 1869 e 1870 i religiosi trovarono costruzioni a grandi massi, ed avanzi di una stipe (cfr. Bull. del Vulcan. ital. An. I. fasc. VIII). Ivi fra le terre ricomparvero due monete medioevali ed una romana di bronzo, un frammento di aes rude, e vari avanzi di ex voto in terracotta. Si trovarono poi molti rottami di marmo, e fra essi un pezzo d'iscrizione, che senza dubbio faceva parte dei fasti ricercati, e che a suo tempo sarà pubblicato dall'Instituto.
Giuseppe Fiorelli.
Stampe antiche