Informazioni storicheData: 1451 / 1564
Codice identificativo monumento: 72
CronologiaIl Cardinale Pietrp Barbo fa prelevare una vasca ovale in granito rosa dalla piazza antistante la chiesa di San Giacomo al Colosseo. Originariamente scoperta nelle Terme di Carcalla, collocandola di fronte al suo Palazzo a piazza della Concha (oggi piazza venezia).
Papa Paolo II Barbo sposta i Ludi del Carnevale da testaccio alla via Lata, presso il suo nuovo palazzo.
Il Papa riforma gli statuti confermando l'esborso richiesto alla comunità ebraica per l'organizzazione dei giochi, quantifìcato in 1130 fiorini, aggiungono come nuovo obbligo, di correre il palio «die Lune ante Dominicam Carnis privii», essendo i giorni di Carnevale destinati anche ad altri spettacoli buffi dello stesso tipo: le corse dei fanciulli cristiani, dei vecchi, delle asine, dei bufali. Sono inoltre organizzati banchetti pubblici offerti al popolo e ai magistrati.
Papa Paolo II, per abbellire piazza San Marco (limitrofa al suo palazzo cardinalizio), fa trasportare dalle Terme di Carcalla una vasca di granito identica a quella già trasferita nella vicina piazza della Concha.
Carlo VIII di Francia, ottiene dal papa Alessandro VI il permesso di entrare a Roma. Dopo aver attraversato il Tevere a Ponte Milvio, entra con le sue truppe da porta del Popolo, dove riceve in dono le chiavi di tutte le porte di Roma. Prende poi alloggio nel palazzo del Cardinale Barbo.
La fontana di piazza della Concha viene modificata. Il condotto dell'Acqua Vergine è troppo basso, e non permette di raggiungere una buona pressione. Pertanto la vasca in granito viene posizionata in una piscina per ovviare il problema della pressione mentre il grande gruppo marmoreo viene spostato in piazza del Campidoglio, sul muro dell'incompiuto terzo palazzo.
Il quattordicenne Mozart si esibisce a nella Sala del Concistoro di palazzo Venezia.
Gioacchino Rossini esegue per la prima volta in Italia lo Stabat Mater nella Sala del Concistoro di palazzo Venezia.
Festeggiamenti per l'anniversario dell'amnistia concessa ai condannati politici da Pio IX l'anno precedente (17 luglio).
Antonio Boncompagni Ludovisi, incarica lo scultore Carlo De Ambrogi di realizzare (nel cortile di Palazzo Venezia), una grande statua effimera del papa Pio IX.
La statua viene trasportata in piazza del Popolo alle nove di sera dell'11 Luglio, accompagnata da un'immensa folla, da porre su un alto basamento a tre gradoni sui quali è riportato, a lettere d'oro, il testo dell’amnistia. Ai quattro angoli del monumento troviamo le statue della Religione, della Carità, della Prudenza e della Giustizia.
Sul piedistallo l'iscrizione “A PIO IX O. M. il Patriziato Romano Affratellatasi al Popolo nella Gratitudine E Nell’Amore Verso Tanto Pontefice”; negli altri lati tre, bassorilievi con scene del pontificato del Ferretti. Immediatamente sopra, un pellicano, un’aquila, una civetta e un cigno sostengono quattro festoni, a preludio della grande statua del Santo Padre, che svetta sulla sommità, con indosso abiti sacerdotali e triregno, le braccia aperte verso il popolo e lo sguardo rivolto in alto.
Per l'occasione, l'architetto Nicola Carnevali, direttore dei festeggiamenti, progetta sul Pincio una macchina pirotecnica rappresentante un Tempio dedicato alla Pace, su commissione del principe Torlonia.
A causa di voci insistenti su una possibile strage di liberali, il governo (con il consenso del Papa e del cardinal Gizzi) decide comunque di sospendere i festeggiamenti ufficiali, rimandandoli a quando la Guardia Civica fosse stata meglio organizzata.
Papa Pio IX decide di smontare la fontana di Piazza Venezia e spostare la vasca ad ornare la salita del Pincio.
Le Sorelle Adamoli aprono il proprio negozio a Piazza Venezia, in un ambiente al Piano terra di Palazzo Venezia.
Il negozio delle Sorelle Adamoli viene rilevato dal nipote Pietro Tortima e sis sposta a Via del Plebiscito 107, presso botteghe ubicate su due piani al Palazzo Doria.
I cavalli bronzei della basilica di San Marco a Venezia, sono trasferiti a Roma e custoditi nel cortile di palazzo Venezia per evitare possibili danni bellici.
Con decreto luogotenenziale, Palazzo Venezia viene espropriato all'Austria e scelto come sede di un grande museo nazionale di arte medievale e rinascimentale. Vi confluiscono gli oggetti provenienti dal disperso Museo Kircheriano, dalla Galleria Nazionale d'Arte Antica e soprattutto le collezioni raccolte a Castel Sant'Angelo per l'Esposizione Internazionale d'Arte del 1911.
Viene fondato l'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte, con il compito di promuovere e coordinare gli studi di archeologia e storia dell'arte e favorendo così lo sviluppo della ricerca scientifica italiana e la tutela del patrimonio artistico nazionale. Ma anche per fornire agli studiosi i mezzi necessari alle ricerche, per consentire agli studiosi italiani di potere approfondire la loro formazione in Italia e non essere costretti ad andare all’estero o appoggiarsi per loro ricerche a istituzioni straniere.
La sua sede viene stabilita in Palazzo Venezia, da poco requisito all'Austria, che teneva qui la propria rappresentanza diplomatica. La nascita di questa istituzione è voluta da Benedetto Croce, ministro della Pubblica Istruzione, e da Corrado Ricci.
Hermanin, primo direttore del Museo di palazzo venzia, coadiuvato da Corrado Ricci, elaborare un progetto di allestimento, secondo cui il museo avrebbe dovuto assumere le fattezze di una nobile dimora del sedicesimo secolo.
Purtroppo le condizioni del palazzo risultano piuttosto, critiche, visto che nel corso dei secoli parecchi ambienti avevano subito profonde manomissioni, che ne avevano compromesso le strutture e la spazialità originarie.
Al piano nobile, la Sala del Mappamondo e la Sala Regia oltre ad essere state frammentate in vari ambienti, risultavano semplicemente prive di soffitti e di pavimenti.
Abbattuti i tramezzi, il direttore condusce le prime ricerche sulle antiche pareti, dove emergono lacerti di affreschi del quindicesimo e sedicesimo secolo, ch’egli attribuì rispettivamente a Mantegna e a Bramante.
Inaugurazione dell'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte. Il primo direttore, Corrado Ricci, apre al pubblico la più importante biblioteca italiana specializzata in archeologia e storia dell'arte (l'attuale BIASA), dotandola di importantissime collezioni di libri, manoscritti, disegni e fotografie.
Al museo di Palazzo Venezia, i sovrani e il nuovo Capo del Governo, l'on. Mussolini inaugurano la Mostra degli oggetti restituiti all'Italia dall'Austria-Ungheria.
V anniversario della battaglia del piave. Il Capo del governo Benito Mussolini, parla ai combattenti dal balcone di Palazzo Venezia.
Il Gran Consiglio del Fascismo inizia a riunirsi nella Sala del Pappagallo (o salone verde) di Palazzo Venezia.
A Palazzo Venezia si svolge un pranzo ufficiale tra Benito Mussolini, il re Alfonso XIII. Il primo ministro spagnolo Primo de Rivera, loda il dittatore italiano ed esprime le sue simpatie per il regime italiano.
Grande adunata fascista a Palazzo Venezia. La sala del Concistorio raccoglie circa 1000 personalità delle gerarchie del partito. L'on. Mussolini pronuncia un discorso sulla tattica elettorale.
Palazzo Venezia diventa la sede del Gran Consiglio del Fascismo.
Il Gran Consiglio, con la riunione XCVI-C, inizia le sue riunioni nel Salone del Mappamondo a Palazzo Venezia.
Il Capo del Governo Mussolini, trasferisce i suoi uffici a Palazzo Venezia da Palazzo Chigi, che rimane sede del Ministero degli Affari Esteri.
A conclusione dei lavori di restauro dell'intero palazzo Venezia, il celebre tavolo a ferro di cavallo del Gran Consiglio viene allestito nella Sala del Mappamondo, sulla parete opposta rispetto alla scrivania del Duce.
Il Duce Mussolini convoca a Palazzo Venezia il senatore Giovanni Agnelli, invitandolo ad aiutarlo nella sua politica autarchic, motorizzando gli Italiani, realizzando una vettura piccola, economica, che possa essere venduta al prezzo di 5.000 lire.
L'on. Mussolini istituisce il Consiglio Nazionale delle Corporazioni, con sede a Palazzo Venezia, organo costituzionale presieduto da se stesso, o per sua delega dal ministro delle Corporazioni. I suoi disegni di legge dovranno essere sottoposti all'approvazione del Gran Consiglio del Fascismo.
Italo Balbo e gli aviatori della Crociera aerea transatlantica Italia-Brasile, giungono a Roma per celebrare l'impresa. Solenne ricevimento in Campidoglio, dove il Governatore di Roma consegna a Balbo la pergamena che lo consacra cittadino dell'Urbe. Ricevimenti a palazzo Venezia alla presenza del Duce Mussolini, al Palazzo Littorio (Vidoni) e nel Circolo della Stampa, dove il gruppo viene acclamato dai romani stipati in Piazza Colonna.
Ricevimento a Palazzo Venezia dei partecipanti all'accordo per la limitazione degli armamenti navali: il Capo del Governo Mussolini, l'ammiraglio Sirianni, il ministro Grandi, l'ambasciatore d'Inghilterra Graham, il ministro degli Esteri britannico Henderson e del Primo Lord dell'Ammiragliato signor Alexander. La delegazione inglese è amche invitata a Villa d'Este per una colazione d'onore.
L'aerovascello Dox2 Umberto Maddalena, aquistato dal Governo italiano, sorvola Roma e Palazzo Venezia diretto al lago Massaciuccoli.
Ieri si è riunita al Ministero dei lavori pubblici la Commissione istituita per l’esame dei progetti esecutivi per l’esecuzione del Piano Regolatore di Roma. Sono intervenuti il Governatore di Roma, principe Boncompagni, e il senatore Corrado Ricci. In seguito all'approvazione di massima, data dal Capo del Governo e dalla stessa Commissione alla proposta del senatore Ricci per la sistemazione di piazza Venezia e delle adiacenze del monumento a Vittorio Emanuele II, la predetta Commissione ha proceduto all'esame dei vari particolari del progetto della grande esedra arborea, tracciando le fondamentali modalità tecniche, artistiche e prospettiche dell'opera. Ha quindi ritenuto che sulla base di tali direttive possa senz'altro essere studiato e compilato il progetto esecutivo da parte dei competenti uffici del Governatorato d'intesa col proponente senatore Ricci. Il Governatore di Roma ha assicurato che il progetto stesso potrà essere completato e portato all'esame definitivo della Commissione entro breve termine.
Ecco la lettera diretta al Capo del Governo dal senatore Corrado Ricci circa la sistemazione delle adiacenze del monumento a Vittorio Emanuele:
« Eccellenza, La sistemazione delle adiacenze del monumento a Vittorio Emanuele II è parsa sempre un problema grave. Diverse perciò le soluzioni proposte, ma tutte discusse assai, e talora non soddisfacenti, nemmeno per gli stessi progettisti. Arduo, infatti, trovare il modo di dare assetto architettonico a uno svariarsi così singolare e irregolare di piani, di edifici e di ruderi; imposti i primi dalla natura e ai cataclismi.
A levante lo scavo del Foro Traiano coi suoi colonnati infranti e l'ampia curva del Mercato di Traiano; a destra, la disforme spianata derivata dalle incaute demolizioni di piazza Aracoeli. Ai lati, quindi, del grande Monumento in ogni sua parte rigorosamente simmetrico, e in continuazione di piazza Venezia (che è ugualmente nelle masse e nei profili, se non nel tipo architettonico, simmetrica, un disordine senza pari di linee prospettiche, e di aspetti, case d'ogni tempo, ora alte, ora basse, chiese e palazzi inclinati per ogni verso, rimasti così dopo la scomparsa delle strade su cui corrispondevano.
Come rimediare a tutto ciò? In qual modo risolvere il problema e creare un ambiente architettonico che rispetti il vecchio e lo raccordi col nuovo? Il pensiero degli artisti corse in genere a quanto in condizioni pressoché simili, aveva fatto il Bernini col Colonnato di San Pietro, appunto per nascondere, ai lati della spianata antistante alla immensa basilica, tutto un formicolìo di costruzioni disuguali. Idea sicuramente ottima, ed attuazione stupenda; ma meno difficile che non sia nel caso nostro, perchè non v’erano là monumenti dell’importanza di Santa Maria di Loreto o della Colonna Traiana, nè ruderi da paragonare a quelli del Foro; e se anche vi sorgevano edifici alquanto notevoli come la porta vaticana di Paolo V, né il Bernini, né Alessandro VII, né il loro tempo avevano tali scrupoli da arrestarsi, dinanzi ad essi, nella colossale impresa. In ogni modo anche per i lati del nostro Monumento l'idea berniniana di alzare due porticati, che nascondessero le retrostanti anomalie, è prevalsa.
Ecco perciò proposte due costruzioni a portico, o rettilinee o in curva. Senonché esse, non collegate al Monumento stesso, come i loggiati di San Pietro, sì da formare un complesso unico, si vedrebbero staccate per quasi una trentina di metri, per dar posto alle due strade a levante e a ponente del Campidoglio. Esse non sarebbero altro che due nuovi Monumenti d'incerta destinazione, e costosissimi perchè non sarebbe certo consentito di farli meschini di linee e di materia. Oltracciò, a levante, il nuovo edificio nella sua moderna integrità verrebbe imposto ai ruderi del Foro Traiano, e precisamente della Basilica Ulpia, errore, a mio avviso, oltre che nel riflesso archeologico, anche in quello scenografico.
E poi i due emicicli non sorgerebbero come il Colonnato di San Pietro, prima del monumento a guisa d'immenso peristilio; bensì, con minore ragionevolezza, di fianco, e nasconderebbero totalmente o quasi, visuali magnifiche come quelle del Mercato di Traiano e del Foro d'Augusto. E allora? Giuseppe Sacconi, senza precisare il suo pensiero, vide come in sogno (uso una frase di Michelangelo) presso ai fianchi del suo Monumento, un fondo arboreo.
L'idea balenò in seguito ad altri. Ora da quella idea nasce la mia proposta, ampliata e concretata in una forma che ritengo (dico ritengo) nuova. Incorniciare, anzi isolare il Monumento da tutte le anomalie vicine, con una immensa esedra arborea, che a sinistra movendo di contro alla Chiesa della Madonna di Loreto si apra solo per far posto al Viale dei Fiori, lasciando vedere in fondo il Colosseo; e a destra movendo di contro il Palazzetto di Venezia, si apra solo per far posto alla via del Campidoglio, lasciando vedere la cima, ornata di pini, della Rupe Tarpea. Non altre forme architettoniche o scultorie vicino al Monumento; non altri candori marmorei; ma le ombre e il verde dei cipressi e dei pini in quei meravigliosi aspetti che la natura immutabile ha dato loro e che convengono ugualmente alle ruine, come agli edifici integri, d'ogni tempo, d'ogni stile, d'ogni culto civile o religioso.
Un viale a due filari, appunto, di cipressi e di pini (perchè il verde e l’ombra siano senza stagione, ossia perenni) col suo terreno alto tre o quattro gradini dal piano della piazza, perchè abbia certa grandiosità quasi di scalea teatrale, necessaria alla nobiltà del luogo, e non sia un giardinetto dal parterre rigonfio e banale. Sotto il viale, sedili di travertino, a linee semplici e romane.
E poiché è frequente il caso di solennità che si compiono nel Monumento, ed evitare il solito alzamento di aste provvisorie con trofei o aquile di legno o di cartapesta, siano da ogni lato collocati bei pili di bronzo, basi di antenne su cui s'inalberano, ad ogni occasione, bandiere e stendardi. Dietro alla curva alberata di ponente, risorgano edifici tali da ricomporre la piazza d'Aracoeli necessaria al raccoglimento delle linee convergenti delle scalee, delle rampe e dei palazzi Capitolini. A quegli edifici, non più alti del Palazzetto di Venezia, e parimenti oscuri, sarà di magnifica testata all'incontro della scala di Aracoeli, la piccola e grandiosa Chiesa di Santa Rita, la quale, con tre lati scoperti, risolverà il problema edilizio e artistico di quel punto piuttosto stretto.
E, si consideri che le colonne disuguali e rotte e i marmi della Basilica Ulpia e del Tempio di Traiano, avranno un fondo di verde; e, se altri resti affioreranno, saranno conservati tra gli alberi, senza che un edificio, da costruirvi sopra, renda necessaria la loro manomissione. E ben si sa come ogni orma d'antichità sia assai bella quand'è cinta di vegetazione. Sarà possibile, inoltre, con lo scavo del Foro, spingersi sino al Viale, nel cui percorso si avrà da ogni lato e di fronte, l'incanto di monumenti cospicui e famosi. Io credo perciò che la mia proposta conduca a una buona soluzione di tutte le difficoltà che « il loco varo » presenta. Né si trascuri infine il fatto che tale soluzione farà risparmiare allo Stato e al Governatorato molti e molti milioni, allontanando anche il pericolo che, a cose fatte, l'assetto architettonico si riveli infelice. Gli alberi sono sempre, e dovunque, cagione di bellezza e di ristoro. Con perfetto ossequio, Corrado Ricci. »
Papa Pio XI Conferisce l'Ordine dello Speron d'oro al Capo del Governo Mussolini. Il Nunzio Apostolico Mons. Borgongini, consegna le insegne dell'onorificenza a Palazzo Venezia.
Il principe ereditario di Etiopia Asfaw Wossen e la sorella giungono alla Stazione Termini in visita a Roma. Il 20 gennaio rende Omaggio alla tomba del Milite Ignoto e visita la Sala d'Armi a Palazzo Venezia; il 21 gennaio, insieme al re Vittorio Emanuele III, passano in rassegna i battaglioni dei carabinieri alla Caserma dei Vittorio Emanuele II e la scuola di cavalleria di Tor di Quinto; Il 22 gennaio viene ricevuto in Udienza dal Papa Pio XI; il 23 gennaio visita la Caserma della Milizia.
Celebrazione del XII annuale dei Fsci di combabattimento. Il Duce Mussolini parla dal balcone di piazza Venezia a 100.000 persone radunate a Piazza Venezia.
Il Duce Mussolini incontra nel Salone delle Battaglia a Palazzo Venezia, gli atleti italiani di ritorno dalle olimpiadi di Los Angeles.
A Palazzo Venezia viene siglato il Patto a quattro, conosciuto anche come Patto delle quattro potenze, un trattato internazionale di consenso e cooperazione tra Gran Bretagna, Francia, Italia fascista e Germania nazista, proposto da Mussolini.
A Palazzo Venezia viene definitivamente firmato il Patto a quattro, conosciuto anche come Patto delle quattro potenze, Gran Bretagna, Francia, Italia fascista e Germania nazista:
"Le nazioni firmatarie, Francia, Gran Bretagna, Germania ed Italia, si impegnarono a cercare di comune accordo la strada da seguire per la ricostruzione economica del dopoguerra
Oggi alle ore 12 è stato firmato a Palazzo Venezia dal Capo del Governo Mussolini, Ministro degli Affari Esteri, e degli Ambasciatori di Francia signor De Jouvenel, di Germania signor Von Hassel e di Gran Bretagna Ronald Graham, il Patto di intesa e di collaborazione fra le quattro Potenze. La firma del Patto di conciliazione fra le quattro Grandi Potenze europee mette l a parola fine al periodo angoscioso del dopoguerra (periodo di malumori e d i diffidenze) ed è considerata tangibile gaivanzia di pace.
La stampa internazionale concordemente afferma. che oggi si è concluso uno dei più f01 innati capitoli della storia della diplomazia, ed esalta l a figura del Duce che ha assicurato al mondo dieci anni di pace."
Discorso di Mussolini sullo stato corporativo dinnanzi all'Assemlblea del Consiglio Nazionale delle Corporazioni.
Il commissario degli affari esteri sovietico Litvinov, viene ricevuto dal Duce Mussolini nella sala del Mappamondo di palazzo Venezia e omaggiato con un ricevimento nella Sala Giulio Cesare al Campidoglio.
Celebrazioni per il XV Annuale della fondazione dei Fasci di combattimento. Grande adunata con acclamazione del Duce Mussolini a Piazza Venezia.
A Palazzo Venezia si svolge una riunione tra Mussolini, Balbo e una delegazione dell'estrema destra militare e fascista spagnola. Si attiva un accordo segreto con il fascismo italiano.
Firmato a Palazzo Venezia tra il capo del governo Benito Mussolini e il Ministro degli Esteri francese Pierré Laval, un nuovo trattato franco-italiano, che oltre a prevedere piccoli aggiustamenti e poco significativi territoriali, serviva principalmente a fare un fronte comune contro la Germania nazista e a dare di fatto all’Italia il via libera francese alla conquista dell'Etiopia.
Il Duce Mussolini parla al popolo dal balcone di palazzo Venezia, in occasione del XVI Annuale di fondazione dei Fasci di Combattimento.
Il Duce Mussolini annuncia l'inizio delle guerra d'Etiopia. Il discorso viene pronunciato dal Balcone di Piazza Venezia davanti una piazza gremita di persone.
I Capi dei Governi e ministri degli Affari Esteri dell'Austria (Schuschnigg) e dell'Ungheria (Gombos), giungono a Roma nella ricorrenza del secondo anniversario della firsa del Protocolli romani. A Palazzo Venezia, a conclusione della Conferenza danubiana, il Duce Mussolini, Dollfuss e Gömbös firmavano tre protocolli; i governi italiano, austriaco e ungherese stabilivano nel primo protocollo di svolgere una politica concorde, e di consultarsi a tale scopo qualora almeno uno di essi lo ritenesse necessario; negli altri due protocolli venivano regolati i rapporti economici fra i due paesi.
Dal balcone di Palazzo Venezia, Mussolini proclama alla folla l'entrata delle truppe italiane in Addis Abeba.
Dal balcone di Palazzo Venezia, Mussolini proclama alla folla la rinascita dell'Impero "sui Colli fatali di Roma".
La legione dei fasci italiani all'estero, di ritorno dall'Africa Orientale, sfila dalla Stazione su Via Nazionale, acclamata dalla folla, e vengono passati in rivista dal Duce Mussolini davanti al Palazzo Venezia.
Celebrazioni del XIV annuale della marcia su Roma. Una enorme folla è radunata a piazza Venezia per assistere al discorso del Duce Mussolini.
Festeggiamenti del genetliaco del Re Vittorio Emanuele III a Piazza Venezia, con la rivista delle truppe del Presidio di Roma.
XVIII annuale della fondazione dei Fasci di comabattimento:
"Il duce rientrato a Roma dopo il trionfale viaggio in libia e' stato salutato dalle camicie nere dell'urbe con una fervida dimostrazi dal balcone di palazzo venezia, il_capo,. ricorrendo il xviii annuale della fondazione dei fasci, ha pronunciato un vibrante discorso ed ha concluso il suo dire con il monito: ricordare e prepararsi!"
L'Italia aderisce al Patto Anticomintern stipulato tra Germania e Giappone. A Palazzo Chigi, il ministro Ciano approva il Patto per l'Italia. A seguire, il Duce Mussolini ha ricevuto gli ambasciatore giapponese Hotta e tedesco von Ribbentrop a Palazzo Venezia.
Festeggiamenti del genetliaco del Re Vittorio Emanuele III al Vittoriano, con le truppe del Presidio di Roma, schierate a Piazza Venezia. Presenzia il Duce Mussolini.
Il Gran Consiglio del Fascismo, riunito a palazzo venezia, stabilisce che l'Italia esca dalla Società delle Nazioni. Il Duce Mussolini annuncia subito la decisione dal balcone, alla folla riunita a piazza Venezia.
Adunata di 1500 rumeni. Dopo aver acclamato il Duce Mussolini affacciato al Balcone di Palazzo Venezia, ricevono in dono dal Governatore Piero Colonna, un frammento del Foro di Traiano.
II giorno di visita di Adolf Hitler a Roma. Alle 10 Duce Mussolini (in divisa di Comandante della milizia) insieme al Ministro degli Esteri Ciano, si recano al Quirinale ad incontrare l'ospite. I due gerarchi giungono poi al Pantheon, dove depongono alcuni mazzi di fiori sulle tombe dei Savoia. Dopo la visita al Palazzo Littorio per rendere omaggio all'Ara dei caduti fascisti, si recano all'Altare della Patria, dove passano attraverso cinquemila uomini in perfetta divisa: a destra milizie tedesche, a sinistra italiane. Sfilata su via dell'Impero. Dopo pranzo, partono da Palazzo Venezia per dirigersi al Campo Roma presso l'aeroporto di Centocelle, assistono a una manifestazione militare alla quale parteciparono 50.000 fra Balilla e Avanguardisti. Raduno di nazionalsocialisti residenti a Roma alla Basilica di Massenzio. A sera il Fuhrer parte per Napoli.
IV giorno di visita di Adolf Hitler a Roma. A causa del maltempo viene rimandata la partecipazione all'esercitazioni a Furbara e Santa Marinella. Guidati sempre da Ranuccio Bianchi Bandinelli, i due gerarchi visitano la mattina nuovamente la Mostra Augustea della Romanità, poi i Palazzi Capitolini, Castel Sant'Angelo. Alle ore 16.30 il corteo si dirige alle Terme di Diocleziano (dove si trova l'Ara pacis) e poi alla Galleria Borghese. A sera partecipano al banchetto organizzato a Palazzo Venezia, a cui segue un discorso dei due gerarchi alla folla, dal balcone del palazzo.
XVI annuale della marcia su Roma. A Piazza Venezia, centocinquantamila persone acclamano il Duce, impegnato con unincontro a Palazzo Venezia tra il ministro degli esteri tedesco Joachim von Ribbentrop, Mussolini e il ministro italiano Galeazzo Ciano. Durante il colloquio, Ribbentrop parla di un possibile patto di alleanza fra Germania e Italia, argomentando che, forse nel giro di tre o quattro anni, un confronto armato contro Francia e Regno Unito sarebbe stato inevitabile.
XX Annuale della Vittoria. Il Duce Mussolini parla ad una immensa folla raccolta a Piazza Venezia e lungo le vie Imperiali:
"Dopo venti anni la Vittoria riconsacrata dal Fascismo coincide con l'inizio della vera pace secondo giustizia per tutti.
Nel cielo politico dell'Europa la zona dell'azzurro tende ad estendersi. Uomini responsabili lavorano a questo scopo, ma sarebbe imprudente e poco fascista abbandonarsi ad ottimismi esagerati e prematuri. Vi sono uomini i quali, sentendosi particolarmente battuti dalla rettilinea, veramente pacifica, europea ed umana politica dell'Asse, sognano ad occhi aperti aleatorie e impossibili rivincite. Per questo, o camerati, bisogna ancora dormire colla testa sullo zaino, come facevamo in trincea.
Camerati! Tornando alle vostre case dopo questa gloriosa giornata romana, fate vivere in voi e tramandate nei vostri figli, che hanno l'inestimabile privilegio di crescere nel clima imperiale del Fascismo, lo spirito della Vittoria, che significa: dovere, coraggio, dedizione assoluta alla Patria."
La sede dell'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte, viene trasferita, per esigenze di sicurezza dovute alla presenza del Capo del Governo da Palazzo Venezia a Via della Lungara, presso l'Accademia d'Italia.
Il primo ministro di Gran Bretagna Sir Arthur Newille Chamberlain ed il segretario di Stato Lord Edward Halifax, giungono in visita diplomatica a Roma. La delegazione viene accolta alla Stazione Termini dal Duce Mussolini. Il giorno seguente, accompaganti dal conte Galeazzo Ciano, rendono omaggio al Milite Ignoto e sono ricevuti a Palazzo Venezia. Nel pomeriggio partecipano ad un saggio ginnico militare allo Stadio dei Marmi al Foro Mussolini e ad serata di Gala al Teatro dell'Opera.
Esultanza popolare a Piazza Venezia, per la caduta di Barcellona. "La folla dell'Urbe, e assieme al suo gran cuore batteva quello di tutte le folle d'Italia, ha esploso in una formidabile dimostrazione di esultanza per la caduta di Barcellona ed ha gridato al Duce il suo più alto orgoglio e la sua riconoscenza. Il Duce ha risposto a quel vibrante appello di popolo affacciandosi al balcone di Palazzo Venezia e ha pronunziato incisive parole che hanno mutato l'entturiasmo in delirio. Delle magnifiche truppe di Franco (Egli ha detto) e dai nostri intrepidi legionari non è stato battuto soltanto il Governo di Negrin. Molti altri tra i nostri nemici mordono in questo momento la polvere. La parola d'ordine dei rossi era questa: No pasaran; siamo passati e vi dico che passerem."
Celebrazioni del XVI annuale della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. Il Duce Mussolini presenzia alle cerimonie che iniziano presso l'Altare della Patria, proseguono con una sfilata davanti al Palazzo delle Esposizioni, e si concludono con esercitazioni ed esibizioni a Piazza di Siena.
Nella sala Vittoria di palazzo Venezia, il sultano di Aussa Mohamed Jaio incontra il Duce Mussolini, "come premio della fedeltà sua e delle tribù dancale".
Presso la sale delle Colonne di Palazzo Venezia, il Duce Mussolini durante il rapporto con i gerarchi della Sicilia, proclama l'assalto al latifondo siciliano, che sarà liquidato dal villaggio rurale, un nuovo atto della politica agraria fascista che si sarebbe concluso con terra, case, acqua e servizi per i contadini dell'isola.
Riunione a Palazzo Venezia tra il Capo del Governo italiano Mussolini, il Ministro degli Esteri Ciano ed i vertici militari. Il giorno prima Hitler aveva inviato richiesta su quali mezzi e materie prime avessero bisogno per poter entrare in guerra a loro fianco. Ciano rivolse un caldo invito a non fare "del criminoso ottimismo". Da quella riunione emerge una lunghissima lista appositamente abnorme e impossibile da soddisfare, talmente esagerata da essere definita da Galeazzo Ciano «tale da uccidere un toro». L'elenco (soprannominato Lista molibdeno a causa delle 600 tonnellate richieste di questo materiale) comprendeva, fra petrolio, acciaio, piombo e numerosi altri materiali, un totale di quasi diciassette milioni di tonnellate di rifornimenti e specificava che, senza tali forniture da ricevere subito, l'Italia non avrebbe potuto assolutamente partecipare a una nuova guerra.
XVII annuale della marcia su Roma. La cittadinanza dell'Urbe si riversa sotto Palazzo Venezia "per esprimere al Duce, con una dimostrazione di incontenibile entusiasmo, la propria devozione."
Il Duce si reca poi in Campidoglio dove nella sala di Giulio il ministro Guardasigilli Grandi, gli consegna Il Libro secondo del Nuovo Codice Civile, e che viene poi consegnato al Governatore di Roma, il Principe Borghese.
Segue l'inaugura del tronco della via Imperiale (dal tratto urbano al piazzale del Mare di Ostia).
Nel XVII Annuale della Milizia, i Moschettieri montano la guardia a Palazzo Venezia. Il Duce Mussolini assiste alla rivista militare.
Celebrazioni per il IV Annuale della Fondazione dell'Impero:
L'Italia Fascista ha celebrato il IV Annuale chiamando sull'Altare della Patria nella Giornata dell'Esercito, gli Eroi e le famiglie dei gloriosi Caduti delle campagne d'Africa di Spagna e d'Albania. Quaranta medaglie d’oro, tra le salve dei cannoni e il crepitio delle mitragliatrici, il Duce Mussolini ha appuntato sui petti dei valorosi e dei loro congiunti, Il popolo radunato nella Piazza ha voluto. dopo la cerimonia, con acclamazioni insistenti il Duce al balcone di Palazzo Venezia.
Dal balcone di Palazzo Venezia Mussolini annuncia alla folla la dichiarazione di guerra dell'Italia a Gran Bretagna e Francia:
"Questa lotta gigantesca non è che una fase dello sviluppo logico della nostra rivoluzione; è la lotta dei popoli poveri e numerosi di braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il monopolio di tutte le ricchezze e di tutto l'oro della terra; è la lotta dei popoli fecondi e giovani contro i popoli isteriliti e volgenti al tramonto, è la lotta tra due secoli e due idee.
Ora che i dadi sono gettati e la nostra volontà ha bruciato alle nostre spalle i vascelli, io dichiaro solennemente che l'Italia non intende trascinare altri popoli nel conflitto con essa confinanti per mare o per terra. Svizzera, Jugoslavia, Grecia, Turchia, Egitto prendano atto di queste mie parole e dipende da loro, soltanto da loro, se esse saranno o no rigorosamente confermate.
Italiani! In una memorabile adunata, quella di Berlino, io dissi che, secondo le leggi della morale fascista, quando si ha un amico si marcia con lui sino in fondo. Questo abbiamo fatto e faremo con la Germania, col suo popolo, con le sue meravigliose Forze armate. In questa vigilia di un evento di una portata secolare, rivolgiamo il nostro pensiero alla maestà del re imperatore, che, come sempre, ha interpretato l'anima della patria. E salutiamo alla voce il Führer, il capo della grande Germania alleata.
L'Italia, proletaria e fascista, è per la terza volta in piedi, forte, fiera e compatta come non mai. La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere! E vinceremo!, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all'Italia, all'Europa, al mondo.
Popolo italiano, corri alle armi! e dimostra la tua tenacia, il tuo coraggio, il tuo valore!"
Il ministro degli esteri giapponese, Matsuoka giunge in visita diplomatica a Roma. Viene accolto alla Stazione Ostiense dal ministro degli esteri Clano. Dopo l'incontro con il Duce Mussolini a Palazzo Venezia, affacciata dal balcone, riceve l'acclamazione popolare della folla adunata a Piazza Venezia. Nei giorni seguenti, rende omaggio al Milite gnoto e all'Ara dei Caduti per la Rivoluzione; viene ricevuto dal Papa Pio XII e dal segretario di Stato vaticano; ammira le vestigia del Foro dal Tabularium insieme al governatore Borghese; riceve i giornalisti a Villa Madama.
Trattato di Roma tra l'Italia ed il neo costituito Stato Indipendente di Croazia, con cui vengono fissati i confini tra i due Stati e confermarmata la spartizione della Slovenia tra l'Italia e la Germania e della Dalmazia all'Italia.
Una delegazione croata di esponenti politici e religiosi guidata da Ante Pavelic (fondatore del movimento nazionalista) arriva alla stazione Ostiense, dove viene ricevuta dal Duce Mussolini, membri del governo e rappresentanti delle istituzioni italiane, personalità dell'esercito e del Partito. Dopo una cerimonia al Quirinale, dove viene ufficialmente offerta la corona croata, la delegazione si sposta a Palazzo Venezia, per rettificare gli accordi. Successivamente viene ricevuta in Vaticano.
"La Maestà del Re Imperatore, accogliendo la richiesta presentata dal Poglavnik Ante Pavellc, a nome del Governo e del Popolo Croato, ha designato a cingere la corona di Zvonimiro l'Alterza Reale Aimone di Savola-Aosta, Duca di Spoleto. La storica cerimonia ha avuto luogo nella forma più solenne nella Sala del al Quirinali vano ala al Sovrano il Prinetpe Ereditario, ll Duce e tutti i Principi Sabaudi, i componti della delegazione Croata, e i Grandi Ufficiali dello Stato."
Dal balcone di Palazzo Venezia, il Duce Mussolini, affiancato dagli ambasciatori di Germania e Giappone, annuncia alla folla radunata in piazza, l'entrata in guerra dell'Italia contro gli Stati Uniti d'America.
A Palazzo Venezia, si svolge un'incontro tra il Duce Mussolini e il ministro degli esteri tedesco Ribbentrop, che ha portato un messaggio privato di Hittler. Alla fine del colloquio, viene comunicato che si è riscontrata una perfetta identità di vedute tra Italia e germania e si è riaffermata la decisione di condurre la guerra fino all'annientamento delle forse nemiche.
Il Gran Consiglio del Fascismo, riunito nella sala Sala del Pappagallo di Palazzo Venezia, a sera approva l'Ordine del giorno Grandi, con il quale Mussolini deve rimettere i suoi poteri al re, rinunciare al comando supremo delle forze armate e ripristinare la Costituzione dello Statuto Albertino.
Sotto la presidenza di Pietro Toesca, l'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte, ritorna con la propria sede a Palazzo Venezia
Progetto
Committenti e finanziatori
Opere d'arte e decorazioni
Residenti famosi
Gruppi e Istituzioni
Stampe antiche1931
Marcello Piacentini
Vista della sistemazione di Piazza Venezia
Piano Regolatore del 1931
1931
Marcello Piacentini
Pianta della sistemazione di Piazza Venezia
Piano Regolatore del 1931
1931
Sistemazone di Piazza venezia con Esedre Arboree
1923
Ricevimento a Palazzo Venezia per l'aniversario della Marcia su Roma
1906
Progetto di sistemazione del Palazzo Venezia
Album Gabrielli
1906
Progetto per la sistemazione di Palazzo Venezia
1882
Progetto Galletti per il Vittoriano
L'Illustrazione Italiana 1882
1874
John Henry Parker
Palazzo Venezia
The Archeology of Rome
1850
Luigi Rossini
Piazza Venezia
1840
Paul Marie Letarouilly
Vista di Palazzo Venezia
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Pianta di Palazzo Venezia e della chiesa di San marco
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Elevato di Palazzo Venezia
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Taglio di Palazzo Venezia
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Parti di Palazzo Venezia
Edifices Modernes de Rome
1840
Paul Marie Letarouilly
Dettagli di Palazzo Venezia
Edifices Modernes de Rome
1838
Gaetano Cottafavi
Veduta di Palazzo Venezia
Roma nell'anno MDCCCXXXVIII
1835
Ripresa dei barberi
1835
Giovanni Battista Cipriani
Palazzo di Venezia
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1835
Giovanni Battista Cipriani
Palazzo di Venezia
Itinerario figurato degli edificij più rimarchevoli di Roma
1833
Agostino Tofanelli
Palazzo di Venezia
Memorie di antichità e curiosità di Roma e dintorni
1833
Agostino Tofanelli
Cortile di Palazzo Venezia
Memorie di antichità e curiosità di Roma e dintorni
1831
Bartolomeo Pinelli
Ripresa dei Barberi a Carnevale
Costumi di Roma
1830
Ripresa dei barberi
1828
Luigi Rossini
Cortile di Palazzo Venezia
I monumenti più interessanti di Roma
1828
Luigi Rossini
Cortile di Palazzo Venezia
I monumenti più interessanti di Roma
1828
Ripresa dei Barberi
1817
Giovanni Battista Cipriani
Palazzo venezia
Degli Edifici Antichi e Moderni di Roma
1799
Giovanni Battista Cipriani
Piazza Venezia
Vedute principali e più interessanti di Roma
1798
Charles Percier e Pierre Fontaine
Elevation du palis Venice
Palais, maisons et autres édifices modernés, dessinés à Rome
1781
Corsa dei Barberi
1761
Domenico Montaigù
Chiesa del Gesù
Nuova raccolta delle più belle Vedute di Roma
1754
Giuseppe Vasi
Palazzo S. Marco della Serenissima Repubblica di Venezia
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro IV
1752
Giuseppe Vasi
Piazza San Marco
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro II
1686
Tiburzio Vergelli
Veduta della chiesa di San Marco e del Palazzetto Venezia
Il Nuovo splendore delle fabriche in prospettiva di Roma moderna
1669
Giovan Battista Falda
Chiesa dedicata al SS. Gesu' dei padri gesuiti
Novo teatro delle Chiese di Roma date in luce sotto papa Clemente IX
1665
Giovan Battista Falda
Strada dalla piazza S. Marco alla chiesa del Gesù
Nuovo Teatro delle Fabbriche, et edificii sotto Papa Alessandro VII
1643
Giovanni Domenico Franzini
Palazzo di S. Marco
Descrittione di Roma antica e moderna
1641
Israel Silvestre
Veduta della piazza di San Marco
Antiche e Moderne Vedute di Romae
1638
Giacomo Lauro
Palativm S. Marci de Vrbe
Palazzi diversi nel'alma città di Roma, et altre