Informazioni storicheData: 1910
Codice identificativo monumento: 7559
CronologiaA Via del Tritone, gettandosi le fondazioni di un edificio della Società italiana per imprese fondiario, tra la via del Tritone e quella degli Avignonesi, si sono rinvenuti in terreno di scarico i seguenti oggetti: 1. Tre rocchi di colonna di pavonazzetto, lunghi uno m. 0,95, il secondo m. 1,15, il terzo m. 1,58, e tutti e tre del diam. di m. 0,44; 2. La parte inferiore di altra colonna di pavonazzetto (alt. m. 1,42, diam. m. 0,38); 3. Rocchio di colonna di alabastro verdognolo (alt. m. 1,33, diam. m. 0,34); 4. Altro rocchio di colonna di granito bigio (alt. m. 1,86, diam. m. 0,30); 5. Tre frammenti di una scultura in marmo bianco rappresentante un cavallo poco più grande del naturale, bardato. Due di questi frammenti, che combaciano e appartengono alla testa e alla parte superiore del collo del cavallo, erano in un muro a sacco, adoperati come materiale di costruzione; l’altro frammento (fig. 2) è la parte inferiore del collo. Il lavoro è buono e accurato; ì finimenti sono decorati da borchie a rosetta lavorate con finezza di dettaglio, come anche le cinghie; la criniera è a ciocche, le quali sono separate da forti scuri, ottenuti col trapano; 6. Torso di statua in marmo greco (fig. 3 e 4), la quale ritrae dalla spalla fin quasi le ginocchia, una vigorosa figura femminile. Veste un chitone, con lungo apopiygma di stoffa non molto leggera, che però lascia indovinare le robuste forme yerginali, cinto alla vita da due serpi, annodantisi davanti. Porta l'egida a tracollo, fermata con le estremità sulla spalla sinistra; il gorgorezon, pur troppo rotto, apparisce sotto la mammella destra: pur quel che rimane di esso mostra che era di tipo bello; ha le ciocche anguiformi, le alette sul capo, e fra queste vedonsi ancora tracce del nodo di due serpentelli. La testa della statua era riportata, come dimostra un largo incavo in alto del torso: anche la parte inferiore della statua era scolpita a parte, perchè nel basso del torso vedesi parte di un incavo, lavorato a gradina, con orlo. La statua rappresentava evidentemente un’Atena, il cui braccio sinistro, come dimostra bene l’attacco, era sollevato, per reggere con la mano la lancia, come p. es. nella celebre Atena di Cassel (Miiller-Wieseler, Den4m. der alten Kunst II 240 e altrove).
Merita di essere notato che le altre statue di Atena del tipo che alla nostra sì avvicina, hanno l'egida fermata sulla spalla destra, e quindi il gorgoneion si mostra verso il fianco sinistro. Questa differenza dipende forse dalla posizione che aveva la statua, la quale nell'edificio, che essa adornava, mostrava allo spettatore il fianco destro. Se così è lo scultore ha voluto che fosse ben visibile il principale attributo della dea. Le particolarità dell'egida e il panneggio sono di lavoro accurato e non senza effetto. Il torso apparteneva dunque ad una statua di non comune bellezza.
Angiolo Pasqui.
Nei lavori per la costruzione di un nuovo fabbricato di proprietà delle Imprese Fondiarie, approfondendo il cavo che fronteggia la Via degli Avignonesi, alla profondità di m. 10 sotto il piano di detta via e alla distanza di m. 20 dall'angolo di Piazza Barberini e Via Avignonesi, sono stati messi alla luce pochi avanzi di costruzioni laterizie, che attraversano il cavo in senso quasi normale. Fu pure scoperto un piccolo tratto di pavimento di mosaico a grossi tasselli tutti bianchi. Fra la terra di scarico furono rinvenuti cinque mattoni quadri di m. 0,23 di lato, che portano impresso il bollo di fabbrica C.I.L. XV, 356.
Angiolo Pasqui
Inaugurazione della Pasticceria e Confetteria dei signori Groppo e Misani in Via del Tritone 134-135-136 angolo Via Boccaccio 12-13. L'impianto del negozio è quanto di più aristocratico e fine sia dato immaginare; i lavori svolti sotto la valente direzione dell'Ing. Antonio Fiory, sono riusciti in un vero trionfo d'arte e di buon gusto. L'arredamento è in perfetto stile Luigi XVI. I mobili, di finissima fattura, e le grandi porte, tutti in rovere di Slavonia, sono tutti forniti dalla Casa Ducrot. Le cristalliere artistiche e le bomboniere da Conza di Parigi. La sala attigua, il "Tea Room", per vastità e magnificenza, è destinata a raccogliere i più aristocratici convegni del "five o' clock". I proprietari, signori Carlo Groppo e Gaspero Misani, erano stati impiegati nella ditta Ronzi e Singer per oltre 10 anni.
Progetto