Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 7703
CronologiaMarino Torlonia acquista la vigna dell'avvocato Domenico Calzamaglia fuori Porta Salaria.
Il principe Giuseppe Rospigliosi Pallavicini (insieme al principe Mattei ed alle relative consorti), visita la Villa del Cardinale Giuseppe Doria Pamphilj fuori Porta Pinciana, appena completata dall'architetto Francesco Bettini, seguendo la moda del giardino all'inglese.
Il Pallavicini, entusiasta dell'opera, chiede ed ottiene dal cardinale Doria, il permesse di avere la consulenza del Bettini per la ristrutturazione delle sue proprietą lungo la via Salaria.
Il principe Luigi Pallavicini, completa l'acquisizioni e unificazione di terreni lungo la via Salaria: La vigna del monsignor Natale Saliceti, quella dell'avvocato Calzamaglia e quella di Giovanni Torlonia (gią del monsignore Michele Capocaccia).
Il principe Luigi Pallavicini, affitta la Villa fuori Porta Salaria al monsignore Stanislao Sanseverino.
Il principe Luigi Pallavicini pubblica un bando pubblico di vendita (risultato poi infruttuoso) per le sue proprietą fuori Porta Salaria.
Il marchese Ludovico Potenziani acquista la villa Pallavicini a Via Salaria.
Vittorio Emanuele II acquista per 26.000 lire da Giovanni Grabinski Potenziani, la Villa Pallavicini a Via Salaria. Avvia lavori per migliorarne la funzionalitą, con la costruzione di utilitą come le scuderie.
L'ex Casino nobile risulta inadatto agli impegni di rappresentanza ed alle esigenze della famiglia reale, per cui viene avviata la costruzione della Palazzina Reale, nell'area un tempo della Vigna Barigione.
Umberto I di Savoia, vende per 513.0000 lire la Villa Savoia a via Salaria al conte Giuseppe Telfner, amministratore dei beni della real Casa.
In vista di una possibile lottizzazione dell'area fuori Porta Salaria, la Banca Romana acquista da Giuseppe Telfner e Bernardo Tanlongo, i terreni dell'ex Villa Savoia Pallavicini.
Vittorio Emanuele III riacquista Villa Ada per circa 610.000 lire, e la dona simbolicamente alla sua consorte Elena di Montenegro.
Il Duce Mussolini si presenta alle 17 a Villa Savoia per discutere con il Vittorio Emanuele III la precedente sfiducia ricevuta nella riunione del Gran Consiglio. Il re gli comunica la sua sostituzione da capo del governo con il Maresciallo d'Italia Pietro Badoglio. Verso le 17:20 Mussolini, esce dalla villa e viene affrontato dal capitano dei carabinieri Paolo Vigneri, che in nome del re gli chiede di seguirlo per «sottrarlo ad eventuali violenze della folla». Ricevuto un rifiuto, Vigneri prende per un braccio Mussolini ed esegue l'arresto caricandolo su un'ambulanza militare (scelta per non destare sospetti) che era gią sul luogo. Mussolini viene quindi condotto prima nella Caserma Podgora di Trastevere e dopo alcune ore tradotto nella caserma della Scuola allievi carabinieri a Prati.
Decreto del presidente della Repubblica per una variante al Piano Regolatore che trasforma il vincolo sulla zona di Villa Savoia da parco privato in parco pubblico.
Tramite un accordo con i Savoia, lo Stato acquisisce la parte della villa dislocata lungo la via Salaria e la tenuta di Forte Antenne.
L'Atto notarile sancisce la divisione di Villa Ada in una zona privata di 84 ettari (delle principesse Savoia e dei loro eredi) e una zona pubblica, pari a 34 ettari, cui si aggiungono in seguito 32 ettari relativi alla tenuta di Monte Antenne.
Deliberazione del Consiglio Comunale n.1577. L'amministrazione comunale prende in consegna provvisoria i comprensori di Monte Antenne e parte di Villa Ada Savoia dal Demanio dello Stato.
Gli eredi Savoia vendono a Renato Bocchi gran parte della Villa Ada: dei 18 edifici presenti nel Parco (15mila mq coperti di superficie complessiva), i pił importantipassano in proprietą Bocchi:
Villa Reale, 6.400 mq occupati dall'ambasciata egiziana
Scuderie, tre fabbricati per complessivi 1.500 mq
Casale delle Cavalle Madri, 320 mq; abitazione dei Conti di Bergolo
Fienile, 560 mq, occupato da un circolo ippico.
Restano di proprietą Savoia:
Casino Pallavicini, 480 mq, abitato da parenti dei Savoia
Villa Polissena, 900 mq, abitata da Eredi Savoia
Lo Stato acquisisce dalla proprietą, Bocchi 74 ha di parco con 21 miliardi di lire reperiti nei fondi per Roma Capitale. La Palazzina reale e villa Polissena restano tuttavia fuori dalla trattativa;
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