Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 8209
CronologiaVittorio Emanuele II acquista per 26.000 lire da Giovanni Grabinski Potenziani, la Villa Pallavicini a Via Salaria. Avvia lavori per migliorarne la funzionalità, con la costruzione di utilità come le scuderie.
L'ex Casino nobile risulta inadatto agli impegni di rappresentanza ed alle esigenze della famiglia reale, per cui viene avviata la costruzione della Palazzina Reale, nell'area un tempo della Vigna Barigione.
Umberto I di Savoia, vende per 513.0000 lire la Villa Savoia a via Salaria al conte Giuseppe Telfner, amministratore dei beni della real Casa.
In vista di una possibile lottizzazione dell'area fuori Porta Salaria, la Banca Romana acquista da Giuseppe Telfner e Bernardo Tanlongo, i terreni dell'ex Villa Savoia Pallavicini.
Vittorio Emanuele III riacquista Villa Ada per circa 610.000 lire, e la dona simbolicamente alla sua consorte Elena di Montenegro.
Decreto del presidente della Repubblica per una variante al Piano Regolatore che trasforma il vincolo sulla zona di Villa Savoia da parco privato in parco pubblico.
Tramite un accordo con i Savoia, lo Stato acquisisce la parte della villa dislocata lungo la via Salaria e la tenuta di Forte Antenne.
L'Atto notarile sancisce la divisione di Villa Ada in una zona privata di 84 ettari (delle principesse Savoia e dei loro eredi) e una zona pubblica, pari a 34 ettari, cui si aggiungono in seguito 32 ettari relativi alla tenuta di Monte Antenne.
Deliberazione del Consiglio Comunale n.1577. L'amministrazione comunale prende in consegna provvisoria i comprensori di Monte Antenne e parte di Villa Ada Savoia dal Demanio dello Stato.
Lo Stato acquisisce dalla proprietà, Bocchi 74 ha di parco con 21 miliardi di lire reperiti nei fondi per Roma Capitale. La Palazzina reale e villa Polissena restano tuttavia fuori dalla trattativa;
Con fondi del Giubileo (3 miliardi e 800 milioni) si avviano i restauti del Belvedere, la casa del Custode e la Coffee House di Villa Ada.
Progetto
DescrizioneIl fronte principale, verso il sentiero di ingresso, ha l’aspetto di un tempietto dorico tetrastilo, con quattro colonne in stile dorico sulla fronte, adorno nella trabeazione da croci e aquile, forse aggiunte da casa Savoia.
All'interno una saletta circolare con un’abside curvilinea che, riprendendo il motivo del colonnato, viene scandita da paraste doriche che incorniciano grandi finestroni aperti su un invaso ad anfiteatro, con al centro una fontana in ghisa tardo-ottocentesca.
Sulla destra della struttura, si intravede nella vegetazione un massiccio ponte che superava il laghetto settecentesco oggi non più esistente.
Casati e Famiglie
Stampe antiche