Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 8454
CronologiaI lavori per lo scavo del Canale della Vignola, eseguiti nelle adiacenze dell'antico Porto Traiano, hanno dato luogo alle seguenti scoperte.
Alla sezione 42 di detto canale, e precisai»«nte a m. 35,00 dai ruderi di un edificio rotondo attribuiti al tempio di Portuno, sono state ritrovate una ventina di antiche sepolture, alune intatte, altre guaste.
Le tombe erano di due tipi, o a grossi tegoloni di 0,75X0,45, alla cappuccina, o a grossi tubi di terracotta, innestati fra loro e contenenti il cadavere. Gli scheletri generalmente ben conservati, avevano a destra del cranio una piccola tazza o ciotola di terracotta.
Questo gruppo di tombe era chiuso ad oriente e ad occidente da robusti muraglioni paralleli, di l)uona maniera reticolata, misuranti m. 1,50 di spessore e distanti tra loro m. 35,00. Non si potè conoscere la lunghezza di tali muri, proseguendo sotto gli argini del canaio da ambo le parti. Unitamente a questi tumuli, è stata scoperta una quantità considerevole di cocci d'anfore, dolii, e grossi tegoloni con bolli notissimi dell'età traianea.
Tra le sezioni 46 e 40, si ritrovarono muraglioni di reticolato variamente orientati, e tumuli come quelli ora descritti, anfore infrante, tegoloni bipedali, e copiosa quantità di marmi. Ho notato diversi blocchi e frammenti di porta santa, tra quali uno colle cifre :
Si ebbero inoltre molti pezzi di cipollino, di cui un solo blocco misura m. 2,00 X 1,00 X 0,76; diverse scaglie e. pezzi di granito rosa e bigio; due colonne di granito rosa, l'una del diametro di m. 0,60, l'altra di m. 0,50. Non se ne conosce la lunghezza, restando ancora interrate al sommoscapo.
Verso la sezione 49, presso allo sbocco del canale della Vignola nella fossa Traiana sotto l'episcopio di Porto, oltre ad un centinaio di monete de' bassi tempi imperiali, fu ritrovata una calotta di elmo in ferro, una spada lunga m. 0,80, due punte di lancia parimenti in ferro, e un frammento d'iscrizione, che deve attribuirsi a Settimio Severo, come le altre ritrovate dal 1863 al 1809; nel qual periodo tutto l'antico porto Trajano fu scavato dal principe don Alessandro Torlonia.
Passando ora a fare qualche osservazione su queste scoperte, dirò che nei muraglioni ora rimessi in luce, e nei vasti ambienti che detti muraglioni formano, dobbiamo riconoscere i magazzini portuensi, costruiti da Trajano sulla sponda destra della sua fossa, e distinti in magazzini frumentarii, vinarii, olearii e marmorarii.
Dei primi tre danno contezza l'abbondanza dei cocci di dolii e d'anfore, da formarne quasi una collinetta, l'ultimo potrebbe essere quello, donde è uscita tanta dovizia di marmi e materiali.
Come poi i magazzini portuensi abbiano subita una metamorfosi, e sieno cioè divenuti necropoli, parmi non difficile a spiegare, se si considera, che negli ultimi tempi dell'impero, la città di Porto andò man mano perdendo della sua importanza commerciale; e che in conseguenza molti dei vasti e innumerevoli magazzini rimasero chiusi, ed abbandonati.
Quindi nulla di più facile, che fossero destinati per le sepolture, che i recenti scavi hanno disolterrate.
Luigi Borsari.
Presso il Casino Torlonia, fu rimessa in luce una colonna grezza di marmo bianco, lunga met. 4,10; e fra il casino Torlonia e l'Arco di Nostra Donna, sì riconobbero circa trenta pareti parellele di horrea o magazzini, costruiti di reticolato con fascie e spigoli a cortina.
Lungo il lato meridionale dell'esagono di Traiano, riapparve un pavimento di strada antica, la quale prosegue poi in direzione dell'Episcopio.
Presso il bivio della strada di Fiumicino con quella che mena all'Episcopio, si videro bellissimi avanzi di antiche fabbriche, che sembrano differire dal consueto tipo dei magazzini portuensi, ed un muro costruito con statue e piedistalli spezzati; fra i quali ultimi, un frammento con le sigle SONON a lettere del secolo IV.
Presso il cancello d'ingresso al Camposanto di Fiumicino, si trovò una colonna marmorea grezza alta met. 1,30, e coperta da questa iscrizione greca.
Presso il nominato cancello del Camposanto, si è ritrovato il pavimento di una grande strada, larga 7 metri, la quale corre parallela al canale di comunicazione, fra la darsena Traiana e la fossa del medesimo imperatore (ora canale di Fiumicino).
Quanto ad oggetti mobili minuti, ho vedute alcune monete, e lucerne con importanti vignette (specialmente cristiane); un fondo di tazza finissima, con la protome dell’Oceano: una forma per lavori di stucco, rappresentante un coniglio che mangia un grappolo: un rocchio di cristallo di monte.
Rodolfo Lanciani.
Stampe antiche1933
Pianta di Porto
1868
Pianta di Porto
1830
Luigi Canina
Pianta delle rovine di Porto
Indicazione delle rovine di Ostia e di Porto
1830
Luigi Canina
Pianta ricostruttiva di Porto
Indicazione delle rovine di Ostia e di Porto
1575
Étienne Dupérac
Claudii et Traiani portuum ostiensium
I vestigi dell'antichita di Roma
1559
Porto di Traiano
Notabili antiqvita di Roma
1540
Sebastiano Serlio
Porto di Ostia
Trattato di architettura