Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 8703
CronologiaIl Generale Giuseppe Garibaldi in visita di cortesia al Re Umberto I di Savoia presso i Giardini del Quirinale:
"Garibaldi ricambiò quella fattagli dal re Umberto, appena seppe della sua venuta a Roma in cattivo stato di salute. Per non incomodarlo a fare le scale, Sna Maestà ricevette il generale nei giardini del Quirinale; senza lasciarlo smontar di carrozza.
Il generale Medici seguiva il re; Menotti che accompagnava il padre stette discosto durante il colloquio reale."
Nel vicolo di S. Niccolò da Tolentino, demolendosi il muro di recinto di villa Barberini, è stato scoperto un piccolo stanzuolo antico, con pareti di laterizio, e con quattro pavimenti posti l'uno sull'altro, alla distanza media di 0,33.
Il più alto è di un impasto tenace di calce scura: il secondo di calce bianchissima: il terzo di musaico bianco e nero: il quarto di cocciopesto con esagoni di marmo bigio.
Rodolfo Lanciani.
Nell'angolo della Villa Barberini con la via Venti Settembre e col vicolo sterrato di S. Niccolò da Tolentino, si sta discoprendo un vasto e elegante fabbricato dei buoni tempi.
Vi si distingue, fino da ora, un'area quadrilunga, larga m. 7,90, lunga oltre ai 40 m., sui lati maggiori della corrono due porticati a pilastri di cortina di m. 1,20 X 1,00, i quali riposano s cuscini di travertino. L'ala orientale del portico è larga m, 4,40, ed ha pavimen di mosaico bianco. La parete di fondo è intonacata di signino, sul fo sono app cate incrostazioni marmoree.
L'ala occidentale non è ancora pienamente scoperta. Però vi si ravvisa. particolare curioso, ed è questo. Il pavimento a musaico bianco è stato ricoperta in epoca più recente, da un selciato a pentagoni basaltini.
Rodolfo Lanciani.
I superstiti della battaglia di Dogali vengono ricevuti dai sovrani nei giardini del Quirinale:
"La mattina alle 8 antimeridiane, i sovrani ed il principe di Napoli ricevettero la visita doi superstiti di Dogali nel giardino del Quirinale. Erano una cinquantina, compreso il capitano Michelini. Alcuni erano obbligati a stare seduti...
Il Re cominciò a parlare con ciascuno dei superstiti cominoiando da una parte, mentre la Regina incominciava dall'altra. I superstiti erano una cinquantina schierati formando tre lati di un quadrato: "
...(dal numero precedente) nel mezzo al quadrato era il capitano Michelini — questo figlio e nipote non degenere di vecchi cospiratori del 1821, soldati di tutte le battaglie dell'indipendenza, che sa essere modesto quanto seppe essere valoroso. Alcuni de' feriti erano obbligati a stare seduti: ma quando videro comparire il Re, la Regina, il principe ereditario, seguiti da ministri, generali, dame di corte, tentarono di alzarsi in piedi. Anche il capitano Michelini era sofferente: tossiva; la Regina lo invitò a sedere; egli si scusò, ma dovette obbedire ad un gentile comando.
In quella mezz'ora quanti gentili e delicati episodi! Da una parte la franca schiettezza del soldato, giovine, che sa d'aver fatto il proprio dovere, e cui non tappano la bocca i riguardi all'etichetta da lui ignorata: dall'altra la soave bontà di un'augusta donna, figlia e moglie di valorosi soldati:
Come sarà stata contenta vostra madre nel rivedervi — dice la Regina ad un soldato. Mia madre è morta — risponde quegli con voce tremante. Ma la mia è viva... salta su quello accanto, impaziente di poter rivolgere esso pure il discorso a quella regina della quale nel suo villaggio nativo, in caserma, sulle spiagge infuocate dell'Africa, aveva sempre sentito parlare come d'un mito, d'un essere soprannaturale, e che in quel momento gli stava accanto, a due passi, della cui veste egli sentiva il serico fruscio.
Un altro racconta che gli abissini gli abbrustolirono un braccio per vedere se era vivo o morto ed aggiunge che non si mosse. Probabilmente non ha mai sentito parlare di Muzio Scevola: non sa di aver fatto quanto è bastato ad un romano antico per passare alla posterità come un grande eroe.
Però, egli soggiunge, ne avevo ammazzati quanti avevo potuti.... Ed i suoi occhi vivaci di meridionale brillano al ricordo di quella strage.
Il capitano Michelini dice di dover la vita allo zappatore Rocco Colombo, il superstite milanese: il Colombo dice che, senza il capitano Michelini non avrebbe trovata mai più la strada di Moncullo; sarebbe morto d'inanizione, di sete, in mezzo a quella landa deserta. Un caporale, che stette fino all'ultima fucilata accanto al colonnello De Cristoforis, racconta le varie fasi del combattimento. È calmo, parla senza enfasi; ma la sua voce si anima nel ricordare gli ufficiali della colonna.
Ci dettero tutti l'esempio di morire combattendo! egli esclama cogli occhi inumiditi di lacrime. Il Re gli stringe la mano, gli batte l'altra famigliarmente sulla spalla dicendogli: Ricordateli sempre con orgoglio.... voi siete un valoroso."
Festeggiamenti per le Nozze d'argento dei reali. Concerti a Corte:
"Fu l'ultima festa della Corte, per le nozze d'argento dei Reali. I viali del Quirinale formicolavano d'invitati. I sovrani e i principî presero posto in un boschetto di lauri e di mirti; le sovrane sedettero sotto un padiglione. Dopo che i giovani principi ebbero aperto il ballo, cominciarono le canzonette napoletane, eseguite da più di cinquanta cantori di Napoli nel costume tradizionale. Guglielmo si divertiva un mondo a questi canti.
Oltre il concerto, dato a Corte dal quartetto della Regina (e di cui abbiamo parlato illustrandolo) la sera del 24 ebbe luogo a Corte un altro concerto dato dalla Società orchestrale, diretto dal m.º Pinelli. Si eseguì musica di Beethoven, di Lulli, ecc. Alice Barbi deliziò l'alta riunione. Alla Filarmonica si è dato un altro concerto, tutto classico, cui assistè la sola Regina. Si eseguì (per la prima volta in Italia) le Rovine d'Atene di Beethoven."
Festeggiamenti per le Nozze d'argento dei reali. Garden party nei giardini del Quirinale, ultima evento della festa a Corte: "I viali del Quirinale formicolavano d'invitati. I sovrani e i principî presero posto in un boschetto di lauri e di mirti; le sovrane sedettero sotto un padiglione. Dopo che i giovani principi ebbero aperto il ballo, cominciarono le canzonette napoletane, eseguite da più di cinquanta cantori di Napoli nel costume tradizionale. Guglielmo si divertiva un mondo a questi canti."
Nel fare un cavo per rinforzare il fondamento del muro, che separa i reali giardini del Quirinale dal braccio del palazzo detto la Manica lunga, si è trovato, fra la terra di scarico, un cumulo di rottami di anfore e di altri antichi vasi, comuni, in terracotta. In prossimità dello stesso luogo si rinvenne un puteale di marmo, con cornice e zoccolo, ornato tutt' attorno di larghe baccellature ondulate. È alto m. 0,68, ed ha il diametro interno di m. 0,50 e l'esterno di m. 0,66. Sull'orlo sono due solchi, prodotti dal lungo attrito della corda che serviva ad attingere l'acqua.
Giuseppe Gatti.
In occasione del giubileo di Re Vittorio Emanuele III, viene organizzato un ricevimento ai 7000 sindaci dei Comuni Italiani nei Giardini del Quirinale.
Grazie all'iniziativa congiunta di Legambiente Lazio, Anpi provinciale di Roma e Rete Ferroviaria Italiana, il ponte ferroviario sul fiume Aniene viene intitolato a Ugo Forno.
Stampe antiche1895
Dante Paolocci
Festa in giardino per i Duchi d'Aosta
L'Illustrazione Italiana 1895
1893
Dante Paolocci
Garden party nei giardini del Quirinale
L'Illustrazione Italiana 1893
1879
Dante Paolocci
Visita di Garibaldi al QUirinale
L'Illustrazione Italiana 1879
1848
Paolo Cacchiatelli
Fontana dell'Organo al Quirinale
Vedute di Ville di Roma
1818
Villa del Qurinale
Catasto Urbano
1795
Domenico Pronti
Veduta del Giardino Pontificio sul Quirinale
Nuova raccolta di 100 vedutine moderne della città di Roma e sue vicinanze
1761
Giuseppe Vasi
Giardini del Quirinale
Delle Magnificenze di Roma antica e moderna - Libro X
1739
Giuseppe Vasi
Veduta del Casino del Palazzo del Quirinale
Novo teatro delle fabriche et edifici fatte fare in Roma sotto Papa Clemente XII
1699
Alessandro Specchi
Palazzo pontificio sul Quirinale
Nuovo Teatro delle Fabbriche et Edificii sotto Papa Innocenzo XII
1691
Giovanni Francesco Venturini
Fontana della pioggia nel giardino del Quirinale
Le Fontane ne Palazzi e ne Giardini di Roma
1683
Giovan Battista Falda
Giardino e Palazzo del Quirinale
Li Giardini di Roma con le loro piante
1638
Pompilio Totti
Palazzo Pontificio di Montecavallo
Ritratto di Roma moderna
1625
Giacomo Crulli
Aedes Pontificia in Qvrinale Monte
Grandezze della città di Roma antiche e moderne
1623
Matthaus Greuter
Palazzo Papale a Montecavallo
Giardini romani
1618
Giovanni Maggi
Fontana nel Giardino del cardinale d'Este nel Monte Quirinale
Fontane diverse che si vedano nell'Alma Città di Roma
1613
Giacomo Lauro
Pontificiar Aedium Hortorum Quririnalium
Antiquae Urbis Splendor
1607
Giovanni Maggi
Giardini del Quirinale
Aedificiorum et ruinarum romae ex antiquis
1589
Pianta della VIlla di Montecavallo
1583
Pianta della villa di Gregorio XIII
1560
Pianta del Villa D'Este a Montecavallo
1550
Ricostruzione villa di Monte Cavallo