Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 9009
CronologiaAntonio Bosio riscopre sotto la Vigna di Pompilio Desidero, il cimitero di San nicomede.
L'archeologo Giovanni Battista de Rossi scopre la catacomba di San Nicomede presso la via Nomentana.
Nell eseguire uno sterro nell’area della villa, Patrizi, e propriamente dinanzi all'ingresso dell'ipogeo cimiteriale cristiano di s. Nicomede, si è rinvenuto un piccolo busto in marmo, alto m. 0,12. Rappresenta una fanciulla con capelli inanellati, ed è di buona fattura: manca però il naso e tutta la parte sinistra del volto.
Giuseppe Gatti.
Relazione di Orazio Marucchi sui nuovi scavi ed esplorazioni nel Cimitero di Nicomede sulla via Nomentana.
È questo un antichissimo cimitero la cui origine risalirebbe alla fine del primo secolo e precisamente ai tempi di Domiziano, quando Nicomede prete sarebbe stato martirizzato e sepolto poi nel predio di un cristiano di nome Giusto, presso le mura della città, secondo la testimonianza dei suoi atti, « în horto Justi prope muros urbis ».
L'antico ingresso del cimitero di Nicomede si ritrovò dalla Commissione di archeologia sacra fin dal 1865 dentro la villa Patrizi, posta a pochi passi di distanza dalla odierna porta Pia; ma la esplorazione di quel sotterraneo non si potè allora condurre a termine per la difficoltà di superare una frana di terreno assai pericolosa che intercettava il passaggio ai piedi della scala.
La difficile esplorazione si è ora, dopo tanti anni, felicemente compiuta e con gravissimo dispendio della Commissione medesima; e si è così scavata la galleria forse più grandiosa e monumentale che si abbia nelle catacombe romane oltre quella del cimitero di Pretestato. La galleria è lunga oltre a 50 metri e larga circa 2, ed è tutta rivestita in muratura con archi assai alti e di ottima ed antichissima costruzione. Essa trovasi alla profondità di metri 16 dal suolo della campagna sovrastante.
Nel fondo della galleria, dove poteva supporsi l’esistenza della cripta storica, si è ritrovato un antico pozzo scavato per servire di ricettacolo alle acque di infiltrazione le quali poi, per mezzo di una curiosa condottura formata di anfore l'una dentro l'altra, erano convogliate in una vicina arenaria.
La esplorazione completa del piccolo ipogeo indurrebbe a credere che la cripta del martire eponimo del luogo fosse una piccola cappella scavata proprio ai piedi della scala d'ingresso, dove si sono ritrovati fra le terre numerosi frammenti di decorazione marmorea e nelle pareti restano ancora tracce evidenti di questa decorazione medesima. In questa cappella sono praticati tre arcosoli ed in quello a destra entrando, dopo aver lavato bene l'intonaco, io ho potuto leggere un antico graffito scritto quando la stabilitura era ancora fresca, e che dice: FAMVLLE (simbolo dl Chrismon) (Famule Christi)
Potrebbe supporsi che tale acclamazione fosse diretta al martire stesso ; il che confermerebbe esser questo il luogo del suo primitivo sepolcro. Oltre alla esplorazione del cimitero la Commissione ha provveduto testè alla sua diligente sistemazione ricuperando tutte le iscrizioni che si erano qui rinvenute fin dal 1865 e facendole affiggere nelle pareti della grande galleria. Fra queste deve ricordarsi in particolar modo quella assai celebre e più volte pubblicata (che si deplorava perduta), ove parlasi di un sepolcro concesso a coloro che professavano la stessa religione del proprietario: AT RELIGIONEM PERTINENTES MEAM.
Il De Rossi che pubblicò per il primo quel testo, portò buoni argomenti per dimostrare che qui si sia inteso di alludere velatamente alla religione cristiana e che tale epigrafe, posta innanzi all'ingresso del cimitero, dimostri la libertà con la quale i cristiani potevano possedere i loro cimiteri prima del periodo delle grandi persecuzioni del terzo secolo.
DescrizioneScoperta da G.B. De Rossi alla fine del 1864 (la Commissione di Archeologia Sacra la visitò il 19 gennaio 1865) all’interno delle proprietà dei Marchesi Patrizi.
Stampe antiche