Informazioni storicheData: 1787
Codice identificativo monumento: 9072
CronologiaAl Collegio romano, per le ricerche del gabinetto astronomico e fisico, viene edificata una torretta detta anche dell'osservatorio.
Padre Secchi viene nominato direttore dell'osservatorio astronomico del Collegio romano. Con l'aiuto dell'eredità paterna, acquista un equatoriale di Merz di 24 cm. di apertura e 435 cm. di distanza focale. Per ospitare lo strumento, viene avviata la costruzione di una nuova struttura posta sopra la chiesa di S. Ignazio, sfruttando come base i robusti muri e pilastri, che secondo il progetto originario, avrebbero dovuto sostenere una cupola con 17 metri di diametro.
Inaugurazione e avvio delle attività dell'Osservatorio Astronomico del Collegio romano, realizzato sopra il tetto della chiesa di Sant'Ignazio.
Il Collegio Romano lascia definitivamente la sua sede storica e si trasferisce nel Palazzo Borromeo a Via del Seminario. La Biblioteca viene recquisita e per diventare il primo nucleo della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Papa Pio IX permette al Collegio Romano di assumere il titolo di Pontificia Università Gregoriana del Collegio Romano e conferisce al Rettore il diritto di sottoscriversi “Rettore della Pontificia Università Gregoriana”.
L'osservatorio del Collegio Romano, viene annesso al Reale Ufficio Centrale di Meteorologia.
L'Osservatorio Astronomico e il museo copernicano al Collegio romano passano al Ministero dell'Istruzione Pubblica.
Presso l'osservatorio del Collegio Romano, viene inaugurato il nuovo Meridiano, uno strumento astronomico che serve a determinare le coordinate equatoriali degli astri mediante osservazioni fatte nel piano del meridiano:
"I giornali di Roma hanno annunziato la visita fatta dall'onorevole ministro Villari all'Osservatorio del Collegio romano, ove il ministro ebbe a fermare la sua particolare attenzione sul nuovo grande cerchio meridiano costruito dal Salmoiraghi di Milano, ed aggiungevano che detto istrumento può competere coi migliori di questa specie già in uso presso le altre nazioni. Il prof. Tacchini, l'illustre astronomo che presiede l'Osservatorio romano, ci ha gentilmente inviate due fotografie, da lui stesso eseguite come meglio si poteva, e che riproduciamo in questo numero, sembrandoci sufficienti a dare un'idea ai nostri lettori della forma e delle dimensioni di quella grande macchina astronomica. Il cannocchiale lungo quasi tre metri e mezzo, composto, come si vede nella fotografia, di due tronchi di cono fissati al grande tamburo, che fa parte dell'asse di rotazione dello strumento, il cannocchiale, diciamo, ha una lente obbiettiva del diametro di 22 centimetri, che fu costruita dallo stesso Salmoiraghi; anzi egli ne lavorò due della stessa dimensione, che gli valsero un gran premio dell'Istituto Lombardo, e crediamo opportuno di riprodurre qui la parte della relazione Schiaparelli ad esse relativa. Il celebre astronomo così si esprimeva:
"La descrizione ed anche solo l'enumerazione di tutto quello che in essa (officina Salmoiraghi in Milano) potrebbe costituire un titolo al premio Brambilla sarebbe opera di troppa lunghezza: onde basterà indicare ciò che sopra ogni altra cosa fu trovato degno di lode: e furono due grandi obbiettivi di cannocchiale acromatici, del diametro ciascuno di 22 centimetri e della lunghezza focale di metri 3,40, i quali, provati all'Osservatorio astronomico, e messi in confronto con un eccellente obbiettivo di eguali dimensioni proveniente dalla celebre fabbrica di Merz in Monaco, furono trovati l'uno per nulla e l'altro solo leggermente inferiore all'obbiettivo tedesco, che è uno dei buoni della sua specie. Così l'uno come l'altro degli obbiettivi Salmoiraghi separavano colla massima facilità le due componenti della stella doppia 25 dei Levrieri, la cui distanza presente è 0",4, cioè minore di 1/2 secondo. L'esito di un tale lavoro, di cui dopo i tempi di Amici non si aveva più esempio in Italia, basterebbe da sè solo e indipendentemente da tutto il resto, a raccomandare questo concorrente al giudizio dell'Istituto."
Dopo un certificato così lusinghiero e formulato da persona tanto competente, era da ritenersi, oltre al premio conferito, che i due obbiettivi sarebbero stati in breve utilizzati per l'astronomia; ma sia per le difficoltà ad avere mezzi per costruire macchine cui applicare lenti così grandi, sia per la maggiore fiducia che troppo spesso si vuole accordare ai lavori degli stranieri, fatto sta, che solo in questi ultimi tempi, il sullodato prof. Tacchini potè fare l'acquisto dei due obbiettivi, uno dei quali utilizzò pel grande cerchio meridiano di Roma, e l'altro destinò all'osservatorio di Catania. Il nuovo cerchio meridiano di Roma va considerato effettivamente come uno dei più grandi, e invero solo quelli di Parigi e del Capo di Buona Speranza hanno obbiettivi un poco maggiori, cioè 24 e 23 centimetri rispettivamente. Quelli degli osservatorii di Greenwich e Washington hanno obbiettivi eguali a quello di Roma, mentre tutti gli altri rimangono al disotto, come Cambridge d'America, 21; Albany, 20; Nizza, 20; Charlton, 20; Lima, 19; Besançon, Marsiglia e Bordeaux, 19; Berlino, 19.
Noi ci rallegriamo grandemente col nostro concittadino, la cui officina onora l'Italia dal lato scientifico come dal lato industriale."
L'Osservatorio Astronomico del Collegio Romano e quello dell'Archiginnasio al Campidoglio si fondono dando origine all'Osservatorio di Roma.
Gruppi e Istituzioni
Stampe antiche1891
Il Nuovo Meridiano dell'Osservatorio del Collegio romano
L'Illustrazione Italiana 1891
1865
Paolo Cacchiatelli
Osservatorio astronomico del Collegio romano
Le Scienze e le Arti sotto il pontificato di Pio IX
1865
Paolo Cacchiatelli
Sala dell'Osservatorio del Collegio romano
Le Scienze e le Arti sotto il pontificato di Pio IX
1856
Pianta dell'Osservatorio del Collegio romano
Descrizione del nuovo Osservatorio del Collegio Romano
1817
Giovanni Battista Cipriani
Collegio romano
Degli Edifici Antichi e Moderni di Roma