Informazioni generali

Informazioni storiche artistiche sul monumento

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Data: 1911 / 1920

Cronologia

1895: La Fontana del Prigione viene spostata dai giardini di via del Quirinale e ricostruita come fondale monumentale di Via Genova su un prospetto del Palazzo del Viminale. In questa fase sono ricostruite le parti mancanti in travertino, la nicchia, la scogliera e la vasca.

9/3/1923: Il Consiglio Comunale delibera che la Fontana del Prigione venga spostata dai via Genova e ricostruita come quinta monumentale a via Mameli. Al suo posto viene costruita un finto portale. Con la costruzione del palazzo del Viminale, il fondo di via Genova doveva essere utilizzato come accesso a garage o magazzini del nuovo complesso.

1925: Il Ministero degli Interni si sposta da palazzo Braschi al nuovo edificio costruito al Viminale.

9/7/1925: Inaugurazione ufficiale del Palazzo del Viminale, nuova sede del Ministero degli Interni.

1/9/1939: Il Consiglio dei Ministri, riunitosi al Viminale alle ore 15 sotto la presidenza di Benito Mussolini, emette il seguente comunicato: "Il Consiglio dei Ministri, esaminata la situazione determinatasi in Europa in conseguenza del conflitto tra Germania e Polonia la cui origine risale al trattato di Versaglia, presa conoscenza di tutti i documenti presentati dal ministro degli esteri, dai quali risulta l'opera svolta dal Duce per assicurare all'Europa una pace basata sulla giustizia, ha dato la sua piena approvazione alle misure militari fin qui adottate che hanno e conserveranno un carattere semplicemente precauzionale e sono adeguate a tale scopo; ha approvato altresì le disposizioni di carattere economico-sociale necessarie data la fase di grave perturbamento in cui è entrata la vita europea; dichiara e annuncia al popolo che l'Italia non prenderà alcuna iniziativa di operazioni militari; rivolge un alto elogio al popolo italiano per l'esempio di disciplina e di calma di cui ha dato, come sempre, prova".

7/12/1970: Nella notte viene intrapreso un tentativo di colpo di stato. All'interno del Ministero dell'Interno inizia la distribuzione di armi e munizioni ai cospiratori; il generale dell'Aeronautica militare italiana Giuseppe Casero e il colonnello Giuseppe Lo Vecchio presero posizione al Ministero della Difesa, mentre un gruppo armato del Corpo Forestale dello Stato, di 187 uomini, guidato dal maggiore Luciano Berti si apposta non lontano dalle sedi televisive della RAI. Il golpe era in fase di avanzata esecuzione quando, improvvisamente, Valerio Borghese ne ordina l'immediato annullamento.

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