Informazioni storicheData: 1932
Codice identificativo monumento: 935
CronologiaIn previsione del centenario della nascita di Garibaldi, nasce un comitato per realizzare un monumento in onore dell'eroina e moglie, Anita Garibaldi. Il gruppo è presieduto da Augusto Elia (reduce della spedizione dei Mille) e affida allo scultore Mario Rutelli di pensare una scultura da erigere in Piazza d'Italia, odierna (Piazza Giuseppe Gioacchino Belli). Lo scultore realizza un bozzetto di un grande monumento dedicato ad Anita morente tra le braccia di Giuseppe Garibaldi, nella pineta di Ravenna, con ampie aree rocciose, ma il progetto fu accantonato per il parere negativo della Commissione Comunale di Storia ed Arte.
Il comitato nato per realizzare un monumento in onore di Anita Garibaldi, indicono un concorso nazionale per un'opera da collocare sul Gianicolo. Vengono proposti quarantatrè bozzetti, ma nessuno viene giudicato adatto e l'iniziativa non ha seguito.
Ezio Garibaldi, pronipote dell'eroe, promuove nuovamente la realizzazione di un monumento ad Anita Garibaldo, da collocare al Gianicolo. L'idea ottienne l'appoggio di Mussolini e viene compresa nel programma delle celebrazioni per i cinquant'anni dalla morte di Garibaldi, nel 1932.
Mario Rutelli completato il gesso della grande statua equestre di Anita Garibaldi, da collocare al Gianocolo per le celebrazioni deii cinquant'anni dalla morte di Garibaldi. Mussolini viene invitato a visitarla e suggerisce che nel braccio sinistro fosse inserito il piccolo figlio Menotti, per trasformare l'eroina anche in madre esemplare, perfetto modello della madre fascista.
Lo scultore Mario Rutelli fonde e cesella la statua in bronzo di Anita Garibaldi. I rilievi saranno invece terminati a novembre.
Traslazione dei resti di Anita Garibaldi. Dopo l'esumazione dalla tomba di Nizza, le spoglie giungono a Roma a bordo di un treno speciale, in vista della collocazione nel memoriale in costruzione al gianicolo. Ad accoglierle, il Capo del Governo Mussolini e oltre a Ministri e Autorità, Ezio, Sante e Menotti Garibaldi.
Inaugurazione del Monumento ad Anita Garibaldi. Partecipano Mussolini e re Vittorio Emnaule III e lo scultore Mario Rutelli.
Presentazione al Duce Mussolini e al Governatore Gian Giacomo Borghese, del progetto definitivo per la grandiosa sistemazione dell'area della Farnesina e delle falde del Gianicolo, in conformità del Piano regolatore generale dell'Urbe:
"...in occasione di un'adunanza della Classe delle Arti all'Accademia d'Italia, alla presenza del Governatore di Roma, di un gran numero di Accademici e di una rapresentanza della stampa, il Presidente Luigi Federzoni ha posto in rilievo le ragioni dell'iniziativa ed i caratteri salienti della sistemazione della zona in parola, plaudendo în modo particolare all'opera di Marcello Piacentini, il quale è riuscito a dare (come ha detto il Presidente) la prova più alta e convincente del suo eccezionale talento nel campo dell'urbanistica.
Ed ha anche ricordato e lodato, il lungo e intelligente lavoro compiuto dalla Commissione presieduta da Ugo Ojetti e composta degli Accademici Giovannoni, Marangoni e Pession. È giusto accennare che al progetto Piacentini hanno collaborato l'ing. Fuselli del Governatorato di Roma e gli ingegneri Jacopini e Massari dell'ufficio tecnico dell'Accademia d'Italia.
Dopo il breve discorso del Presidente dell'Accademia, Marcello Piacentini ha fatto un'ampia lucida e colorita illustrazione del progetto di sistemazione della zona, con l'ausilio di fotografie, di piante topografiche e di un grande plastico.
Da piazza della Chiesa Nuova si dipartirà un grande rettifilo che, attraverso il ponte Mazzini, salirà fino alla terrazza belvedere aperta in cima al colle Gianicolense, in mezzo a un succedersi di scenari architettonici che avranno una cornice e un fondale di verde, mentre l'accesso al Gianicolo assumerà un'aspetto imponente che ricorderà quanto Valadier fece in Piazza del Papolo e sul Pincio. Roma si arriechirà così di una nuova magnifica prospettiva.
Subito dopo il ponte Mazzini si snoderà sul declivio del colle, un ampio viale inquadrato da nuovi edifici. La caratteristica via della Lungara sarà mantenuta nella sua attuale direttrice, ma rialzata nel piano stradale. Ancora più in alto, dipartendosi dal grande viale di accesso, si biforcheranno due rampe, una delle quali sì inserirà nella nuova strada dal Gianicolo a San Paolo e alla zona dell'E. 42, e l'altra discenderà verso le poetiche pendici di Sant'Onofrio.
La nuova sistemazione impone la demolizione di case di poco conto e dell'edificio del carcere giudiziario di Regina Coeli, mette in valore gli edifici monumentali della Farnesina e di Palazzo Corsini, la cui facciata verso il colle ha un aspetto elegante e severo ad un tempo, e dà un nuovo accesso alla R. Accademia d'Italia da un viale di alberi dell'Orto Botanico.
Il progetto di massima comprende edifici per il Conservatorio di Santa Cecilia, per l'Istituto dell'Arte Drammatica, per la Sala dei grandi concerti sinfonici, per un Teatro all'aperto e forse per la Biblioteca Nazionale. Comprenderà anche un edificio per la Biblioteca di Archeologia e Storia dell'Arte, l'istituto fondato, da Corrado Ricci già a Palazzo Venezia e da poco trasferito in questa zona.
Attorno alla più importante istituzione della cultura quale è la R. Accademia d'Italia, dovrebbero sorgere quando il progetto sarà diventato realtà, enti culturali e artistici tali da formare di questo settore dell'Urbe la zona accademica per eccellenza.
In luogo adatto, quale sfondo al complesso architettonico, verrà collocata la fontana del Mosè, che per ragioni urbanistiche verrà spostata da Piazza S. Bernardo dove attualmente si trova e che nella nuova sede, verrà sistemata con opportuni, ampliamenti alle parti laterali in modo da renderla più proporzionata alla vastità dell'ambiente.
Ma la parte architettonica ed edilizia del progetto in discorso è subordinata all'importanza e alla vastità della zona arborea che deliberatimente si vuol lasciare protagonista di tutto il nuovo ordinamento, facendo assurgere la zona alla magnificenza delle ville tuscolane e tiburtine.
Parte essenziale del progetto è quindi l'utilizzazione, come parco pubblico, dell'Orto Botanico [...] di Villa Corsini, fatto risorgere a nuova Vita dal Pirotta nel 1885, ed ora affidato alle vigili cure dell'illustre prof. Enrico Carano, che l'insegnamento della botanica impartisce con l'ausilio anche del «giardino didattico» annesso alla Città Unversitaria, con la sistemazione ideata dal Piacentini potrà essere valorizzato e aperto al pubblico, mentre attualmento è si può dire, sconosciuto alla cittadinanza romana.
Il visitatore della zona, quando questa sarà opportunamente sistemata resa accessibile non soltanto a pochi privilegiati, sostando all'ombra delle palme e al murmure delle fontane e di cadute d'acqua, salendo la scalea cosiddetta garibaldina centro di uno degli episodi della gloriosa resistenza del '49, inoltrandosi poi lungo il viale che porta all’aerea terrazza da cui il monumento di Garibaldi e il monumento’ di Anita dominano il panorama dell'Urbe, respirerà il clima eroico di fasti memorabili, in cui Italia, nel brivido di un'ora sacra, ritrovava a Roma il suo cuore pulsante.
GIOVANNI BIADENE
Cerimonia per la fine dei lavori di restauro del Monumento ad Anita Garibaldi.
I lavori, effettuati grazie ai finanziamenti Pnrr Caput Mundi, hanno interessato sia le superfici in travertino sia quelle in bronzo. Le parti lapidee sono state trattate per eliminare patine biologiche, muschi e licheni e per rimuovere incrostazioni e stratificazioni di ossidi ferrosi, sali di rame e sporco. Stuccature e micro-stuccature sono state effettuate su lesioni e fratture.
Le parti bronzee sono state liberate dai depositi superficiali; i fori di scolo sono stati disostruiti; crepe e mancanze di materiale sono state stuccate. Gli interventi sono stati fatti sia sulle superfici interne del cavallo sia sulle barre in ferro.
Al fine di mettere in sicurezza il monumento e allo stesso tempo monitorarne la stabilità, è stato messo in opera tra la pancia del cavallo e la base in bronzo posta sul basamento un puntello in acciaio provvisto di “sella”, del tutto reversibile, inserendo tra le due superfici del materiale ammortizzante per non creare attrito e consentire le dilatazioni termiche del metallo.
ProgettoL'ex sindaco di Roma Francesco Rutelli, pronipote dello scultore Mario, in un'intervista riferì che poiché non vi era un'iconografia di Anita Garibaldi, in quanto morta giovane, la persona effigiata nella statua è sua nonna Graziella.
Stampe antiche