Informazioni storicheCodice identificativo monumento: 9673
Cronologia I censori Spurio Servilio Prisco e Quinto Clelio Siculola, avviano la costruzione delle nuove mura difensive. La costruzione durò oltre 25 anni.
La nuova cinta, estesa circa 11 km, include circa 426 ettari di territorio. Al Campidoglio (già protetto da una fortificazione propria, l'arx capitolina), furono collegati Quirinale, Viminale, Esquilino, Celio, Palatino, Aventino e parte del Foro Boario, sfruttando, dove possibile, le difese naturali dei colli.
Le mura sono alte circa 10 metri e spesse circa 4 metri, in alcuni tratti ulteriormente protette da un fossato largo mediamente più di 30 metri e profondo 9.
Il tratto pianeggiante (e più indifeso) tra Quirinale ed Esquilino, lungo un chilometro, viene rafforzato con un aggere (agger), un terrapieno largo più di 30 metri.
Nell'orto annesso alla chiesa di s. Maria in araceli, nella parte opposta del Campidoglio, sgombrandosi le terre per la formazione del piano stradale, si scoprirono altri pezzi delle mura antichissime che cingevano il monte. Essi sono di opera quadrata a grandi parallelepipedi di tufo, sopra cui in processo di tempo si aggiunsero nuove costruzioni, con materiale simile a quello adoperato nei contrafforti dell'aggere Serviano.
Giuseppe Fiorelli.
Per formare il nuovo piano dell’area capitolina, sul lato di Aracoeli sì continuarono a rinvenire mura antichissime di opera quadrata in pietra gabina, nonchè avanzi di sostruzioni, e mensole di pietra albana, con residui di mura laterizie di tempi posteriori. Vi si raccolse fra l’altro un sigillo figulino con l’epigrafe FVNDVM SILIANI....
Giuseppe Fiorelli.
Sul ciglio della rupe capitolina, che risponde sulla via di Marforio, è stato scoperto, alla quota di m. 26,50 sopra il zero di Piazza Venezia, un tratto assai importante delle mura serviane, le quali, come è noto, abbracciavano e
proteggevano il colle dalla sola parte di tramontana. Il nuovo avanzo comprende almeno quattro ordini di pietre, ed è fondato sulla creta bianca. La superficie interna del muro, destinata a reggere il terrapieno (dal quale era nascosta e resa invisibile) è grezza, con isporgenze di massi e cavità, destinate a facilitare la coesione della
fronte argillosa del monte col suo appoggio artificiale. La superficie esterna, liscia regolarmente squadrata ab antico, ha sofferto danni in seguito dei lavori di fondazione dell’ex-convento di Aracoeli, e si presenta quasi informe.
Non può cader dubbio circa la origine serviana di questo muraglione e circa la sua pertinenza alle opere di difesa della città. La misura, il colore e la grana dei massi, la loro disposizione alternata per fianco e per testate, e finalmente la decisiva caratteristica delle sigle di cava s'accordano per dimostrarla opera di Servio Tullio, identica a tanti altri frammenti del suo recinto. Questo, ora ritrovato sul Campidoglio, si innesta con breve lacuna all’altro, pure di opera quadrata, scoperto tre anni or sono tra il VII ed VIII pilone del portico del monumento nazionale a Vittorio Emanuele, intorno alla cui origine, natura, e pertinenza si pronunciarono i più strani
giudizî.
Rodolfo Lanciani.
Essendo stato compiuto in questi ultimi tempi il taglio di quella punta del monte Capitolino che domina la via di Marforio, si è avuta opportunità di esaminare a miglior agio l'avanzo delle mura Serviane quivi apparso sino dallo scorso gennaio. Scoperti due tratti di muragliene, scoperti sul ciglio nord-est del monte in occasione dei lavori pel monumento nazionale a Vittorio Emanuele, corrispondono nella tecnica, nella qualità e misura dei massi, nel colore del tufo, e sepratutto nelle sigle di cava alle costruzioni Serviane, delle quali si conoscono ormai ben 42 frammenti.
II tratto ora scoperto misura m. 15,20 di lunghezza, e consta di quattro ordini di pietre. L'infimo è appena visibile, sfiorando il suolo di pochi centimetri: il secondo consta di sette macigni messi per fianco, lunghi dai m. 1,40 ai m. 2,10: il terzo conta 17 pietre messe per testata. Nell'ultimo rimangono cinque soli massi tagliati di sbieco a piano inclinato.
Rodolfo Lanciani
Stampe antiche