Informazioni generali

Informazioni storiche artistiche sul monumento

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Cronologia

1800: Giovanni Torlonia acquisisce attraverso un asta pubblica la celebre collezione di Bartolomeo Cavaceppi, un importante raccolta di marmi antichi, terra-cotte, bronzetti, modelli e calchi provenienti dallo studio.

1825: La Famiglia Giustiniani avvia la vendita del prestigioso patrimonio artistico. Giovanni Torlonia acquisisce il nucleo più importante di circa 270 sculture provenienti da Palazzo Giustiniani.

1825: Giovanni Torlonia incarica all'archeologo Antonio Nibby di avviare una campagnia di scavi nella sua tenuta di Roma Vecchia presso il sito della Villa di Masenzio.

1828: Giovanni Torlonia incarica all'archeologo Antonio Nibby di avviare una campagnia di scavi nella sua tenuta di Roma Vecchia presso la Villa dei Quintili.

3/3/1829: Il duca Don Giovanni Torlonia dispone con testamento che sua collezione di opere d'arte venga conservata e mantenuta a carico dei suoi discendenti in perpetuo "affinché rimanesse a memoria di lui e potessero avervi accesso tanto i cittadini, quanto gli esteri che bramassero di osservarla, a lustro della capitale ed a godimento del pubblico".

1875: Alessandro Torlonia istituisce il Museo Torlonia. Per ospitare i 517 marmi antichi, commissiona la costruzione di un edificio a Via della Lungara diviso in 77 sale espositive.

1876: Alessandro Torlonia incarica Pietro Ercole Visconti di realizzare il primo catalogo del Museo Torlonia.

1884: Alessandro Torlonia incarica Carlo Ludovico Visconti di curare un testo contenente le riproduzioni dei 620 marmi della Collezione Torlonia stampate in fototipia, da regalare alle maggiori istituzioni culturali Europee.

22/12/1948: Il Ministro della Pubblica Istruzione Guido Gonella, pone il vincolo sul Museo Torlonia, in quanto "per tradizione, fama e caratteristiche ambientali" la collezione riveste come complesso un eccezionale interesse artistico e storico".

1976: Dopo aveva ottenuto autorizzazione a sistemare il tetto del Museo alla Lungara, il senatore Alessandro Torlonia, dopo aver circondato lo stabile con una fitta stuoia, trasforma le 77 sale del Museo in 91 appartamenti abusivi, trasferendo altrove la collezione vincolata.

27/4/1979: Sentenza della Corte di Cassazione (n. 2284, Sez. III penale) contro Alessandro Torlonia. Viene appurato che le 620 sculture del Museo Torlonia erano state poste "(...) in locali angusti, insufficienti, pericolosi (...) rimosse dai locali destinati a museo (...) stipate in maniera incredibile, addossate l'una all'altra senza alcun riferimento storico o di omogeneità", talché a giudizio della Corte si sarebbe verificata di fatto "(...) la distruzione del Museo e di quanto esso rappresentava per gli studiosi", concludendo che un simile tesoro d'arte va difeso con la rigorosa applicazione delle leggi e che il privato che abbia disperso o distrutto una cosa artisticamente protetta, e che non sia quindi suscettibile di riduzione in pristino, è condannato al pagamento in favore dello Stato di una somma pari al valore della cosa perduta o della diminuzione di valore subìta per effetto del suo comportamento. Il reato edilizio risulta prescritto, una successiva amnistia consente il dissequestro e la restituzione delle opere d'arte.

Committenti e finanziatori

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