Informazioni storiche

Informazioni storiche artistiche sul monumento

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Codice identificativo monumento: 9854

Cronologia

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Con una solenne processione, le reliquie ed il corpo di Sant'Agapito, sono traslate dalla basilica suburbana delle Quadrelle all'interno della città, nella cattedrale a lui dedicata.

2/1864

Uscendo la porta Maggiore e mettendosi verso oriente per la via Labicana, a ventiquattro miglia da Roma trovasi sulla sinistra la città di Palestrina. Essa sorge sulla falda meridionale di un monte, in cui va a terminare il Glicestro e con le sue costruzioni occupa per intero l'antico tempio della Fortuna. Nella pianura poi che le soggiace, e che corre stendendosi verso mezzogiorno, v'è a un miglio dall'antica Preneste la contrada volgarmente detta le Quadrelle, ove il Seminario Vescovile ha un suo tenimento. In questo, cavandosi il terreno nel secolo scorso, oltre molti avanzi di colonne, d'iscrizioni, e di monete, fù discoperto un'emiciclo d'opera muraria e quivi presso tra le terre furono anche ritrovati alcuni frammenti dei fasti del celebre grammatico Verrio Flacco: dei quali Monsignor Foggini fece una dotta illustrazione.

Da ciò spinti i Soci dell'Istituto archeologico di Prussia, ed entrati in isperanza di pur rinvenire altri frammenti dei richiamati fasti, domandarono ed ottennero dall'Emo Principe Sig. Cardinale Luigi Amat, Vice-Cancelliere di S. R. C. e Vescovo benemerito di Palestrina, di cavare e cercare nel tenimento del Seminario alle Quadrelle. Onde posto mano all'opera nel passato Febbrajo 1864 e continuata alacremente fino a tutto il Marzo, per quante diligenze e tentativi si usassero, non fù dato d' incontrarsi in checchè siasi menoma traccia o frustolo di pietra, che a quei fasti si riferisse. Di che l'Istituto archeologico, avvisata l'inutilità di ulteriori indagini, sospese ed intralasciò di più cavare.

Tuttavolta nel muovere il terreno essendo apparsi manifesti indizj di una basilica e di sepolcri cristiani, volle quell'Em?o Porporato che il cavo si proseguisse a sue spese: almeno su tutta quell'area, dove i detti indizj mostravansi. E a ciò s'indusse solo perchè, premuroso come egli è del benessere dei suoi diocesani e di quanto possa tornare a gloria della sua chiesa, nutriva ferma speranza d'ivi trovare alcun monumento atto ad illustrare l'antica Preneste cristiana. Nè le sue speranze andarono fallite. Giacchè disgombrata l'area dalle terre e macerie che tutta la ricoprivano, videsi chiaro esservi stata altravolta una basilica cristiana; come pure per iscrizioni rinvenutevi e per studj postivi intorno, che la medesima era sacra a S. Agapito illustre martire e protettore di Palestrina, siccome io prendo a dimostrare.

E innanzi tratto sarà bene porre sotto l'occhio del leggitore l'icnografia dei monumenti discoperti alle Quadrelle nello sterro eseguito per cura dell'Em?o. Sig. Cardinal'Amat e dell'Istituto archeologico di Prussia, perchè meglio s'intenda quanto io sarò per dire. Codesta icnografia è stata esattamente rilevata dal Cav: Francesco Fontana, valente architetto e grande conoscitore di antichi monumenti. Che l'edificio segnato nella icnografia sotto il num. I. sia una basilica cristiana, niuno, credo io, vorrà negarmelo. Infatti la sua pianta è un parallelepipedo terminato e chiuso da absida; ha un'edicola sotterranea là appunto, dove al di sopra secondo le misure prese da me unitamente all'architetto Fontana doveva venire il santuario e sorgere l'altare isolato; v'è ancora il fonte o vasca per le abluzioni: ed iscrizioni furonvi disotterrate, che accennano a santi martiri e confessori quivi sepolti e venerati. Nè mi si opponga, come taluno mi fece, che le basiliche cristiane per legge dovevano esssere volte ad oriente, riguardando la nostra occidente.

Imperocchè sebbene ciò sia vero; nondimeno questa regola non escludeva altra direzione, quando ragioni locali non permettevano di seguirla. Di che se ne ha una pruova di fatto in varie antiche chiese di Roma, le quali, tuttochè rifabbricate, non variarono punto della loro postura e direzione primitiva. Tali sono tra le altre le basiliche Ostiense, Sessoriana, Eudoxiana, di S. Agnese, di S. Maria in Cosmedin, e dei SS. Cosma e Damiano al Foro Romano. Ora dovrei io mostrare e determinare in pianta quale nella nostra basilica sia il vestibolo e l'atrio; quale il chorus o schola cantorum ed il santuario; quale il presbiterio e le rimanenti parti costituenti una basilica cristiana.

Ma confesso ingenuamente di non potervi riescire per il totale disfacimento della medesima; seppure non volessi io dare per fatti certi nude ed improbabili congetture. Non credo però d'incorrere la taccia di sognatore se affermo: che l'emiciclo c. ci dia l'absida; lo spazio a.b.c.d. quello del bêma ove nel punto medio e. sorgeva l'altare. Inoltre azzarderò asserire, che l'avanzo di muro h. sia uno dei lati del chorus o schola-cantorum, e che l'atrio si debba fissare entro i limiti l.m.n.o: come il vestibolo tra i punti p.q.r.s. Che il vuoto t. poi abbia servito a vasca o fonte per le abluzioni solite farsi dagli antichi cristiani prima di entrare in chiesa, chiaramente rilevasi dal canale di opera muraria, che viene a mettere nella vasca stessa. Infine niuno mi contrasterà che il vuoto u. sia stata l'edicola sotterranea o confessione, ove riposava il martire, al quale la basilica era dedicata e su cui correva il bêma ed innalzavasi l'altare.

E per vero esso è aperto sotto l'area del santuario e si approfonda per due metri e dieci centimetri sopra una larghezza di metri due e centimetri sette e d'una lunghezza di metri dieci. Aveva pareti a tufa e mattoni con sopravi intonaco e pitture e pavimento a lastre di marmo, siccome mel persuadono gli avanzi ancor'ivi esistenti. Per quel che apparisce sembra, che la nostra basilica abbia avuto, oltre la nave media, quattro navi minori, delle quali rimangono le traccie nei muri delle due dal lato di tramontana. La medesima presenta nei muri il genere di costruzione dei secoli ottavo e nono e ruinò e finì per grande incendio; così mel dà ad intendere l'estremo stato di calcinazione delle colonne ivi trovate...

Fonte: Arcangelo Scognamiglio. Della primitiva basilica del martire S. Agapito discoperta nella contrada le Quadrelle ad un miglio dall'antica Preneste. 1865.

Stampe antiche

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