Il Giornale

Amici, ecco i quattro allievi mentre spazzano le strade di Roma

L'ultima puntata di Amici di Maria De Filippi è stata piuttosto movimentata, oltre l'addio al programma del ballerino professionista Andreas Muller, quattro alunni sono stati sospesi per aver tenuto un comportamento non adeguato alla scuola.Così Maria De Filippi ha pensato e trovato una punizione adeguata che potesse essergli di insegnamento. E dopo l'ok di Virginia Raggi, i quattro alunni della scuola sono andati a pulire le strade di Roma di notte per una settimana. Ora, il settimanale Spy, nel numero in edicola da venerdì 19 gennaio, pubblica in esclusiva le foto dei tre balleini (Vittorio, Filippo e Nicolas) e del cantante Biondo mentre puliscono le vie della città.Negli scatti, i ragazzi di Amici sono intenti a spazzare le strade di Roma. Dei veri e propri netturbini. Le immagini risalgono alla notte fra il 16 e il 17 gennaio, e, come rivela Spy, i ragazzi hanno indossato le divise dell'Ama Roma e hanno iniziato a pulire le strade, ramazza alla mano, e a smaltire i rifiuti. Ma questa uscita punitiva, continua Spy, non sarà un'esperienza di una sera e basta. "L'idea della De Filippi - scrive la rivista - è quella di dar vita a un vero corso di rieducazione civica e i ragazzi, che pensavano si trattasse di una punizione esemplare, in realtà dovranno sgobbare ancora e ancora. Fino a quando la produzione lo riterrà opportuno".(Guarda)[[fotonocrop 1484282]]


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Lucioni, frasi choc su Instagram: Vi dovete svegliare congelati e nelle casse di mogano

Fabio Lucioni, dopo la squalifica per doping, è un fiume in piena. Il capitano del Benevento è stato sospeso per un anno dal Tribunale Nazionale antidoping per colpa della somministrazione dello spray Trofodermin, contenente il clostebol, un anabolizzante proibito dagli organismi antidoping. Nella giornata di ieri sia lui che il Presidente Vigorito si erano mostrati sorpresi per la condanna, anche perché il medico del club campano, Walter Giorgione, si era assunto tutte le responsabilità del caso ed è stato squalificato per 4 anni.Lucioni non si aspettava minimamente di essere squalificato e oggi, su Instagram, ha sfogato tutta la sua rabbia e frustrazione per dover star fermo ai box: "Con la speranza che domani mattina vi svegliate... congelati... e per trasportarvi servono delle casse di mogano. Buonanotte a loro: a buon intenditor poche parole". Il post è stato poi rimosso con il difensore ternano che ha poi precisato: "Solo questa mattina sono venuto a conoscenza di frasi apparse sul mio profilo Instagram, immediatamente rimosse. Mi scuso personalmente e ci tengo a precisare che il profilo in esame è gestito da terzi, i quali sono stati tempestivamente allontanati. Quelle frasi non sono né il mio modo di essere, né di pensare e per questo mi scuso"


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Lei è nero, E lei maleducata. Ed è lite con la cronista del Manifesto

In studio si parla di immigrazione. E in un attivo lo scontro si fa inevitabile. Da una parte c'è Daniela Preziosi, giornalista del Manifesto, dall'altra Paolo Diop, rappresentante del Movimento Nazionale. "Non è perché lei è nero ed è in collegamento, lei può dire tutto quello che vuole", tuona la cronista dando così il via allo scontro negli studi di Omnibus. "In questo modo - ha infatti risposto Diop - lei sta facendo la razzista con me".Uno scambio di battute serrato, uno scontro verbale (guarda il video). "Siccome Paolo Diop è in collegamento ed è nero, io non posso parlare...", lamenta la Preziosi. "Questa è una sciocchezza", la ferma immediatamente la conduttrice della trasmissione di La7, Gaia Tortora. "Lei sta usando il colore della mia pelle contro di me", incalza quindi il rappresentante del Movimento Nazionale contro la giornalista del Manifesto. Che prova a difendersi: "È lui che sta facendo questo giochetto contro di me".


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Trieste, donna cieca denuncia: Per me niente taxi perché il cane perde peli

Una donna cieca sostiene di non riuscire a prendere un taxi perché in molti si lamentano che il suo cane guida perde troppi peli.Alessandra, nata non vedente, vive in simbiosi con il suo cane guida: un labrador di nome Diana. La donna ha bisogno di Diana per spostarsi e così, anche quando deve prendere un taxi, la cagnolina rimane con lei. Peccato che, secondo quanto raccontato a Il Piccolo, negli ultimi tempi le cose si siano fatte più complicate. Alessandra sostiene infatti che molti tassisti si rifiutano di accettare la sua chiamata perché il cane perde troppi peli."Amo viaggiare e altrove non ho mai avuto alcun problema - racconta - A Udine e Mestre mi fanno sedere sul sedile davanti così Diana può restare fra le mie gambe. Se perde il pelo, basta poi sbattere il tappetino a fine corsa". Le cose sembrano andare diversamente a Trieste, dove la donna abita: "I tassisti me lo dicono chiaramente: Diana perde troppi peli. E così ho cominciato a notare, da parte loro, una disponibilità sempre minore. Non faccio di tutta l'erba un fascio, molti restano gentili. Ma se una volta chiarivo fin dall'inizio che ho un cane guida, adesso, pur di ottenere una corsa, evito di dirlo". Alessandra è conosciuta dai tassisti triestini perché usifruisce del servizio anche quattro volte al giorno e, ora che si sente emarginata, ha messo in atto una strategia, ovvero dare ogni volta un indirizzo qualche civico distante dalla sua abitazione. "Poi però noto che arrivano in ritardo - continua - Richiamo il centralino, e cominciano le scuse. L'auto non si è messa in moto, il tassista non l'ha vista e adesso non può fare la retromarcia... In poche parole, quando si accorgono che ad averli chiamati sono io, tirano dritto. E io devo aspettare qualche magnanimo che venga a prendermi".La cooperativa Radio Taxi rimanda le accuse al mittente, sostenendo che Diana perde "un tappeto di peli" e che gli altri clienti si lamentano. Il presidente, Davide Secoli, chiede comunque che non venga presa di mira tutta la categoria e si impegna a trovare una soluzione al problema.


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Il Pd ha voluto i collegi ma i suoi big li disertano

Roma - Giggino Di Maio non può accettare «scorciatoie», né vuol buttarsi col «paracadute»: dunque, promette, si candida nella sua Pomigliano d'Arco. La Lega, che nei territori del Nord ci campa alla grande, sta per annunciare «nomi importanti», sostiene Matteo Salvini, così da rendere evidente che il Carroccio è «diverso» dagli altri.Ma se i leader cosiddetti «populisti» si giocheranno l'intera posta sul tavolo del Rosatellum, e mentre Forza Italia e Leu studiano collegio per collegio quali candidati convenga presentare, l'aspetto più singolare di questa vigilia elettorale sta nell'atteggiamento del Pd, il partito che ha voluto questo ircocervo di sistema, 66 per cento proporzionale e 33 uninominale. La logica impiantata da Renzi nella norma si basa su una specie di «trucchetto» che si evince dalla scheda che troveremo nel seggio, più che in altri sofisticati marchingegni. Il voto diretto, semplice, elementare sarà quello che verrà espresso sul nome del candidato uninominale, posto in bell'evidenza, caratteri predominanti, in alto. Sotto, un coacervo più o meno districabile di loghi di liste che lo sostengono, nomi dei candidati «bloccati» nei listini eccetera. L'elettore più sprovveduto o nauseato (siamo la maggioranza) darà un'occhiata rapida e finirà per mettere la croce sul primo nome preferito, pur di scappar via al più presto. «Il Pd tornerà a crescere al di là di quel che dicono i sondaggi - spiegava infatti l'altro giorno Renzi -, perché nei collegi avremo la forza di traino dei nostri candidati, che sono i migliori». Che cosa induca a crederlo, non è ancora dato saperlo. Quel che è invece certo, al momento, è la fifa nera che si nutre al Nazareno riguardo le candidature uninominali, il cosiddetto «traino», che significa sobbarcarsi i maggiori costi e fatiche con il rischio di restare a casa. Per il Pd è spietata la concorrenza di Leu, pronta a piazzare i propri «big», gente legata al voto fideistico Pci-Pds-Ds-Pd da una vita, per sottrarre voti ai candidati renziani. Ecco perché a Bologna ci dovrebbe essere la strana sfida Bersani-Casini; a Ravenna si cerca chi possa sfidare Errani, in Liguria si cerca l'anti-Cofferati e così via. Contro D'Alema, in Salento, Renzi voleva mandare Gentiloni, che gli ha però opposto un deciso nyet. Gentiloni sarà perciò capolista nel listino «bloccato», ma non è certo la stessa cosa. Con la scusa che è ministro dell'Interno, anche Minniti diserterà la sfida diretta nell'uninominale, nonostante gli appelli del governatore calabrese Oliverio a farlo nella sua Reggio. Persino Renzi ha lasciato di stucco i seguaci di Arezzo, non mantenendo la promessa di candidarsi al collegio del Senato. E il sindaco Ghinelli ha tuonato: «Renzi si è preso gioco degli aretini; il cuor di leone di Rignano, il bullo di campagna, è scappato alla chetichella». Caso ancor più eclatante è quello della Boschi, «blindata» nei listini proporzionali (Toscana, Trentino, Palermo), dopo esser stata sconsigliata a candidarsi in collegi di tutta Italia. Proprio lei, la «madrina» di tutte le riforme. In fuga precipitosa e con paracadute ultimo modello, pur di non mollare il seggio dorato.


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Banche, la Lega accusa Renzi: Candidatura blindata per Casini

Non ci sarà alcun processo sul fallimento delle banche italiane. La relazione conclusiva conterrà, infatti, solo le proposte condivise di riforma ed eviterà qualsiasi giudizio di merito sulle responsabilità delle crisi bancarie. Non solo. L'ufficio di presidenza della bicamerale d'inchiesta sul sistema bancario ha dato mandato al presidente Pier Ferdinando Casini di presentare questa relazione conclusiva. Una decisione che ha mandato su tutte le furie la Lega che ha inevitabilmente legato questa mossa alla candidatura dell'ex presidente della Camera tra le file del Partito democratico. "È un premio - ha tuonato Roberto Calderoli - per aver mandato a 'tarallucci e vino' il lavoro della commissione d'inchiesta sulle banche".Venerdì 26 gennaio l'ufficio di presidenza esaminerà la relazione di Casini. In caso di accordo si procederà alla convocazione della Commissione per l'approvazione finale. In quella sede, i gruppi parlamentari potranno presentare documenti aggiuntivi che non saranno votati, ma allegati alla relazione. "C'è stato un clima costruttivo e speriamo si raggiunga un'intesa comune, nella relazione finale, sulle misure legislative da proporre al prossimo Parlamento, come previsto dalla legge istitutiva della stessa Commissione", ha sottolineato il vicepresidente della bicamerale, Mauro Maria Marino (Pd) al termine dell'ufficio di presidenza. Secondo Marino, "c'è stata una convergenza" su alcune proposte come la revisione del Testo unico finanziaria all'articolo 4 che prevede la collaborazione fra le autorità di vigilanza.A infiammare i malumori, in piena campagna elettorale, è stata la decisione di Matteo Renzi di candidare Casini a Bologna. Sarà piazzato in un collegio blindato. Il risultato, insomma, è pressoché scontato. Una presa di posizione che ha fatto gradare allo "scadalo" il Carroccio. "Una non notizia, una non sorpresa, almeno per me - commenta Calderoli - un mese fa avevo anticipato che Casini sarebbe stato premiato con un bel collegio blindato per aver mandato a 'tarallucci e vino' il lavoro della commissione d'inchiesta sulle banche di cui era presidente, commissione sulla cui istituzione, tra l'altro, lui stesso aveva espresso voto contrario". Un mese fa Calderoli ne aveva addirittura invocato le dimissioni da presidente. "Non è mai stata una figura 'terza' - spiega ora - ha contrastato la messa all'ordine del giorno di alcune audizioni 'rischiose' e ha assunto di fatto il ruolo di avvocato della difesa delle cause perse". "Avevo ragione io - conclude il leghista - a denunciare che sarebbe stato ringraziato dal Pd con una candidatura sicura e un mese dopo i fatti mi danno ragione".


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Influenza, quest'anno rischio infezioni polmonari

Puntuale come ogni anno, anche nel 2018 l'influenza non ha mancato l'appuntamento congli italiani. In tanti, tantissimi cittadini passeranno qualche giorno a letto con temperatura alta, tosse, mal di testa e tutti gli strascichi che ne suguono. I dati parlano di oltre 3 milioni di persone coinvolte dall'ondata di influenza. Che quest'anno però presenta una novità: le complicanze batteriche. A spiegarlo al Messaggero è Giovanni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss): "Dopo alcuni giorni alle prese con l'influenza - dice - possono subentrare infezioni a livello broncopolmonare in grado di allungare i tempi di recupero. Queste infezioni richiedono l'utilizzo dell'antibiotico, ma solo su prescrizione del proprio medico". Insomma, una complicanza in più. E per nulla piacevole. "Sappiamo - continua Rezza - che quest'anno abbiamo raggiunto un picco altissimo e con questi numeri le complicanze aumentano di conseguenza. Ma in proporzione ai contagi non abbiamo alcun segnale che ci indica che i virus influenzali quest'anno siano più virulenti rispetto alle altre stagioni".A preoccupare è però la presenza di un virus che l'anno scorso aveva "risparmiato" il Belpaese e che invece quest'anno ha deciso di attraversare massicciamente lo stivale. "Si tratta del virus Yamagata di tipo B - aggiunge Rezza - Il vaccino più utilizzato in Italia quest'anno è il trivalente adiuvato che non contiene il B Yamagata e quindi può succedere che, anche se vaccinati contro l'influenza, si venga colpiti lo stesso".


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Invece di pensare a tuo figlio vai a lavorare. Polemica per l'ospitata della Santarelli

Queste settimane non sono state proprio una passeggiata per Elena Santarelli e il marito Bernardo Corradi.I due, infatti, a fine dicembre hanno scoperto che il figlio Giacomo ha qualche problema di salute. La showgirl non è mai voluta entrare nel dettaglio, ha informato i suoi fan in modo generale e ha chiesto un po' di privacy. Privacy che è stata violata in tutti i modi. Dai commenti di cattivo gusto a ipotesi fantasiose e pure maligne sulle condizioni di salute del figlio di Elena Santrelli.La bellissima showgirl, più di una volta, ha risposto a tono a tutti i commenti fuori luogo e, anche questa volta, lo ha fatto. Ieri sera, infatti, è andata in onda Stasera tutto è possibile di Amadeus e tra gli ospiti c'era la Santarelli. Immediatamente, Elena è stata attaccata in rete, tra chi le ha "consigliato" che avrebbe fatto meglio a rimanere a casa con suo figlio e chi l'ha accusata di fingere, gli utenti ci sono andati giù pesante.Così, qualche minuto fa, Elena ha registrato una storia di Instagram per mettere tutti a tacere. La showgirl ha prima di tutto specificato che la puntata era stata registrata molto tempo prima, poi, ha spiegato che se anche fosse andata in diretta nessuno si sarebbe potuto permettere di sparare sentenze. "Non sono in diretta su Rai2, è una puntata registrata - ha scritto la Santarelli -.Vi dovete vergognare a scrivere 'Invece di pensare a tuo figlio vai a lavorare'. Anche se fossi andata in diretta nessuno ha il diritto di puntare il dito e di scrivere cattiverie. Ho conosciuto mamme in ospedale che andavano a lavorare e poi tornavano dai figli. Quindi, cattive anche loro? Che tristezza leggere alcuni commenti".


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Parigi, sniffa coca dal tetto di un'auto della polizia davanti alla caserma

Di tutti i posti per sniffare cocaina, ha scelto decisamente quello meno indicato. Un 38enne parigino è stato infatti sorpreso dalla polizia mentre sniffava la polvere bianca dal tetto di un'auto di servizio parcheggiata proprio di fronte a uno dei tanti commissariati della capitale francese.Come riporta la stampa transalpina, gli agenti non potevano credere ai propri occhi quando hanno visto un uomo che si arrampicava sul tetto di una volante in sosta davanti al commissariato di Rue de Nancy, nel 10 arrondissement. L'uomo non ha perso tempo a estrarre una banconota, arrotolarla e iniziare ad inalare la droga. Non ha fatto in tempo a finire, però, che gli uomini delle forze dell'ordine, stupefatti, sono subito intervenuti per trarlo in arresto e porlo immediatamente sotto custodia cautelare. Nelle tasche gli sono stati ritrovati due involucri contenenti altrettante dosi di cocaina in polvere.Resta ancora da chiarire il motivo per cui abbia infatti scelti di consumare la droga proprio sotto gli occhi dei tutori dell'ordine, sia pure su una macchina di servizio che non era identificabile dalla livrea con i colori della polizia.L'uomo si è giustificato spiegando che "non si era accorto" di trovarsi di fronte a una stazione di polizia ma questa spiegazione non gli è valsa ad evitare un'incriminazione per reati legati al consumo di stupefacenti.


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Mps, ex direttore filiale condannato per usura a Potenza

L’ex direttore di una filiale del Monte dei Paschi di Siena di Potenza è stato condannato in primo grado per usura. Primo caso in Italia e clamoroso precedente giudiziario. Ad accusarlo un imprenditore (sostenuto dall’associazione Sos Utenti Basilicata) che fallì per colpa proprio della banca. In pratica l'istituto di credito applicò interessi ritenuti usurari dal tribunale e, così, l’uomo, a capo di un’azienda, fu costretto a dichiarare fallimento, nonostante la ditta in questione fosse specializzata nel campo delle installazioni elettriche e telefoniche con un volume di affari annuo stimato intorno al milione e 800 mila euro come si legge su "La Gazzetta del Mezzogiorno". Secondo l’accusa, il tasso nominale (si tratta del tasso applicato in un atto o in un contratto di prestito, di finanziamento o di mutuo) del 22 per cento sarebbe salito fino al 47 per cento. Sarebbero state concesse delle erogazioni e alcune agevolazioni sul conto corrente dell'imprenditore in questione. Su quelle concessioni la parte lesa sarebbe stato costretto a corrispondere poco più del 22 per cento annuale (già un tasso superiore a quello riconosciuto dal ministero del Tesoro che era poco più del 14 per cento) fino a raggiungere quasi il 50 per cento in considerazione degli interessi generati dai tre conti anticipi per sconto fatture, confluiti nel conto corrente ordinario, e a quella del quasi 43 per cento al netto delle commissioni di massimo scoperto. Alla sbarra del Tribunale di Potenza sei direttori che si sono avvicendati dal 1998 al 2006 nella filiale del Monte dei Paschi di Siena. Per uno di loro la clamorosa condanna.


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Parlano gli accusatori del Papa: Tradisce la Chiesa con l'islam

Le sottoscrizioni sono già oltre 3.600. La lettera firmata da “ex musulmani” contro Papa Francesco e il suo “insegnamento sull’islam” in un modo o nell’altro ha fatto parlare di sé. Alcuni hanno criticato la credibilità della petizione, aperta a tutti i fedeli senza il coinvolgimento di teologi o studiosi del Diritto Canonico. Eppure da Italia, Francia, Germania e Gran Bretagna continuano ad arrivare adesioni che i promotori sperano di presentare a Sua Santità per fargli capire che “non si possono servire allo stesso tempo la Chiesa e l’islam”.Dietro l’accusa al Pontefice di “presentare il Corano come via di salvezza” (leggi qui il testo), si nasconde padre Guy Pagès, un parroco cattolico incardinato nell'arcidiocesi di Parigi. Classe 1958, laureato in teologia, è stato ordinato sacerdote nel 1994 per diventare negli ultimi anni l’animatore del sito “islam&vérité”, noto per le sue posizioni polemiche sul rapporto tra Chiesa e musulmani. Missionario nella Repubblica di Gibuti, Pages ha potuto “conoscere da vicino" la religione di Allah tanto da spingerlo a scrivere diversi libri sul tema, tra cui il più famoso - “Interrogare l’islam” - è stato tradotto anche in Italiano. “La Chiesa deve lottare contro l’islam per assicurare l’esistenza e la salute dei suoi figli”, dice Pages a ilGiornale.it che lo ha contattato per mail.Nella vostra lettera a Papa Francesco, vi presentate come “ex musulmani”. Ma non è chiaro fino in fondo chi siano i promotori dell’iniziativa. “Sono ex musulmani e alcuni loro amici, arrabbiati per l’islamofilia nella Chiesa, di cui il Papa è un esponente di spicco".Avete un'associazione?"Alcuni di noi fanno parte di associazioni che sostengono gli ex musulmani e la loro evangelizzazione. Non abbiamo un capo o un presidente, se non Gesù Cristo, per il quale abbiamo accettato di perdere tutto”.Siete seguiti da sacerdoti o vescovi?“Sono veramente pochi i preti che ci sostengono”.Alla vostra petizione hanno aderito oltre 3.600 persone. Non tutte saranno convertiti, immagino. Quanti sono gli ex musulmani che si sentono feriti dal dialogo del Papa con i fedeli di Allah?“Al momento non lo sappiamo ancora. Come abbiamo detto nella presentazione della nostra lettera, gli ex musulmani, in generale, sanno di essere stati condannati a morte dall’islam e evitano quindi di farsi riconoscere. I nomi li riveleremo solo al Santo Padre, se lo richiederà”.La vostra iniziativa sembra simile alla “Corretio Filialis” pubblicata alcuni mesi fa. Se però in quel caso a firmarla furono solo teologi, preti e vescovi, voi invece l’avete aperta a tutti i fedeli. Non rischia di farla apparire meno seria?“Non crediamo sia necessario essere un teologo affermato per riconoscere la natura demoniaca dell’islam. Basta un po’ d'intelligenza, senza dover scomodare la fede, per capire che non si possono servire allo stesso tempo la Chiesa e l’islam, cioè Cristo e l’Anticristo”.Non crede sia presuntuoso per un gruppo di fedeli pretendere di correggere il Papa? ?“Come si legge nella glossa di Sant’Agostino in uno dei suoi passaggi: “San Pietro ha insegnato con il suo esempio a coloro che sono di rango superiore che se stanno rischiando di perdere la retta via, non si devono arrabbiare se coloro che sono inferiori li riprendono”.La Chiesa dovrebbe cercare il dialogo o combattere i musulmani?“Quale dialogo (può esserci) con l’islam? ‘Quale rapporto c’è tra la giustizia e l’empietà. Quale unione tra la luce e le tenebre? Quale accordo tra Cristo e Satana? Quale legame tra il fedele e l’infedele?’. La Chiesa deve lottare contro l’islam perché è minacciata direttamente da colui che ha per missione quella di annientarla e rimpiazzarla. Chi può venire dopo il Cristo se non l’Anticristo?”.I cristiani dunque dovrebbero cercare di convertire i musulmani?“Tutti quelli che non lo fanno, dovranno rendere conto a Dio per la dannazione dei musulmani che avrebbero dovuto salvare, e della loro (dannazione, ndr) che hanno meritato con la loro vigliaccheria”.Cosa vi aspettate di sentire da Papa Francesco, se dovesse rispondere al vostro appello?“Che dica la verità riguardo l’islam oppure che taccia!”Perché pensate che il Pontefice stia “islamizzando l’Europa”?“Per diverse ragioni: perché sta affermando delle contro-verità sull’islam, in modo da renderlo più amabile; e perché sta incoraggiando l’invasione dell’Occidente da parte dei clandestini di religione musulmana, disobbedendo così al comandamento apostolico”.Voi sostenete il Papa proponga il Corano “come via di salvezza”. Perché lo farebbe?“Questo è per noi è un profondo mistero”.Il Corano predica violenza?“Basta leggere il Corano e conoscere la storia dell’islam per capirlo. Gesù ha annunciato che sarebbe venuto un tempo in cui quelli che uccidono i cristiani avrebbero immaginato così di adorare Dio. E in quale religione se non nell’islam viene insegnato l’odio a morte per i cristiani?”Cosa farete se Bergoglio non cambierà la sua posizione??“Continueremo a soffrire e a domandare perdono a Dio per lui, sperando (nell’arrivo) di un Papa secondo il Suo cuore”.Sognate il ritorno di Benedetto XVI?“No”.E sareste pronti a lasciare la Chiesa??“No”.Pensate che il Papa stia tradendo la Chiesa?“Si può pensare che la compiacenza verso l’islam non sia un tradimento?”


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Meteo, maltempo al Nord: crollo delle temperature nel weekend

Arriva il maltempo sul Nord Italia. Scatta l'allerta mareggiate e venti di burrasca. Allarme nevicate sopra i mille metri. È questo il quadro che si sta delinenado sulla Penisola con diversi danni soprattutto in Piemonte. Disagi anche sulla rete stradale con la chiusura per bufera delle statali 36 dello Spluga e 21 della Maddalena. Nel nord-ovest le raffiche di vento hanno raggiunto i 200km orari. Interrotti anche i collegamenti con le isole minori mentre all'Elba una donna è rimasta ferita a causa di un ramo di un albero che ha sfondato il parabrezza della sua auto. La situazione meteo non migliorerà nei prossimi giorni. Le ultime due settimane di gennaio saranno scandite dal maltempo.Come riporta ilMeteo.it forti venti da Ponente e di Maestrale soffieranno a intensità fino a 80-100 hm/h sul Tirreno, sulla Sardegna ma anche sullo Ionio e nel Canale di Sicilia. Sul fronte precipitazioni ci saranno piogge intense sugli Appennini, basso lazio, Campania, Basilicata, Puglia e Calabria. Temporali attesi anche su tutte le reggi meridionali. Le temperature potrebbero crollare poi nel fine settimana soprattuto per quanto riguarda le minime con gelate notturne nel Nordovest e in pianura.


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Bufera su Gene Gnocchi: ha paragonato la Petacci ad un maiale

Il maiale della Romanina, il porcello paparazzato tra i rifiuti della Capitale, adesso ha un nome e cognome. “Si chiama Claretta Petacci”, per il comico Gene Gnocchi che, ieri, nel salotto di Floris ha paragonato la povera Petacci - morta ammazzata senza aver commesso alcun crimine se non quello di aver amato Benito Mussolini - ad un suino. Alla gag di Gnocchi, il conduttore di “Di Martedì” ha risposto con una risatina divertita e la trasmissione è andata avanti, come se nulla fosse.Viene da domandarsi: dove sono le donne indignate che si battono contro il femminicidio? E la folla forcaiola di attrici e soubrette che, in questi mesi, ha denunciato le molestie (vere o presunte) di registi e produttori? Non pervenuta nemmeno la sinistra radical-chic sempre pronta a stigmatizzare le battute maschiliste di Berlusconi.In queste ore, però, l’hashtag #GeneGnocchi è tra i topic trend di Twitter e centinaia di persone comuni ed esponenti politici stanno cinguettando tutto il loro sdegno. La prima è la nipote del duce, l’eurodeputata di Forza Italia Alessandra Mussolini, che dal suo account ufficiale scrive: “Gene Gnocchi, tu sei un verme! Paragonare il maiale che gira per Roma alla Petacci è una merdata che solo uno stronzo come te poteva partorire”. Da Fratelli d’Italia, l’ex senatore Marcello De Angelis cita i “Cantos” di Ezra Pound: “Manes fu conciato e impagliato/ così Ben e Clara a Milano/ che vermi mangiassero il tortello morto/ ma il due volte crocefisso/ dove lo trovate nella storia?”. Il deputato ex An, ora fittiano, Massimo Corsaro chiama in causa la Boldrini: “Signora Presidente, nulla da dire sulla performance di Gene Gnocchi e Floris?”. Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia, ha postato il famoso scatto che ritrae la Petacci, ormai esanime, appesa a testa in giù a piazzale Loreto e commentato: “Claretta Petacci, donna innocente, innamorata, uccisa, stuprata, appesa e maciullata dai partigiani. Goditi il frutto del tuo odio. Ne sarai orgoglioso, vigliacco”. Anche l’ex modella croata Nina Moric, entrata a pieno titolo nelle file di CasaPound, ha espresso solidarietà ad Alessandra Mussolini. Mentre secondo il numero uno di Forza Nuova, Roberto Fiore: “L’infelice battuta di Gene Gnocchi su Claretta Petacci non rappresenta altro che la triste retorica di chi, come i sinistroidi, non ha altre argomentazioni da proporre se non offese”.Nel frattempo, dall’associazione no profit “Campo della Memoria”, che si è occupata del restauro della tomba monumentale della Petacci al Verano di Roma, il presidente Alberto Indri fa sapere: “Stiamo già raccogliendo le firme per chiedere l’allontanamento di Gnocchi dalla trasmissione”.


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Maneskin, polemica per il tatuaggio di Damiano: Gesù con la sua faccia

Damiano David finisce al centro delle polemiche per un nuovo tatuaggio comparso sul suo corpo. Il leader dei Maneskin ha scelto la figura di Gesù, ma cambiando un dettaglio non da poco.In tutte le puntate di X Factor, i Maneskin si sono contraddistinti per la loro esuberanza, eccentricità e diversità rispetto all'attuale panorama della musica italiana. Con loro grande sorpresa, questo non è bastato a farli salire sul gradino più alto del podio. A conquistare la vittoria del talent è stato infatti Lorenzo Licitra, il tenore nella squadra di Mara Maionchi. Poco importa, visto il grande successo che stanno riscuotendo. Le date dei concerti sono infatti tutte sold out.Il leader della band deve essersi però montato la testa. O almeno così sembra, visto il nuovo tatuaggio apparso sul suo corpo. Damiano David ha infatti scelto di farsi disegnare sulla pelle Gesù. E fino a qui nulla di strano. Peccato che al posto del viso di Cristo ci sia la sua faccia. Le polemiche non sono tardate ad arrivare e da più parti è stato accusato di blasfemia. Prontamente il frontman si è difeso. "Non sono solito rispondere ai critiche ma oggi è d'obbligo - scrive sui social - Voglio solo specificare che il mio tatuaggio non intende offendere nessuno nè tantomeno mancare di rispetto a nessuno. Non sento di dover dare spiegazioni, ma state certi che mai diffonderò messaggi d'odio, tutt'altro. Detto questo se vorrete sapere qualcosa, basterà rivolgersi con educazione, come ho sempre fatto anch'io con tutti voi. Più libertà per tutti amici miei, vi amo sempre!".


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Il sindaco grillino ora fa marcia indietro sul convegno islamico

Il sindaco grillino di Fabriano, Gabriele Santarelli, ora fa marcia indietro sul convegno dedicato all'islam che avrebbe dovuto svolgersi il prossimo 4 febbraio all’Hotel Janus, l'evento è sospeso. Santarelli ha inoltre aggiunto che il simbolo raffigurante l’attività istituzionale del Comune è stato utilizzato senza le dovute autorizzazioni.Santarelli ha poi affermato: "Non è arrivata nessuna richiesta in Comune e ci stiamo muovendo con i nostri legali per capire come tutelarci da queste situazioni. Eravamo stati informati che c’era la volontà di organizzare un convegno per approfondire le varie realtà religiose presenti in città. L’idea non è dispiaciuta a nessuno. Abbiamo atteso la documentazione per sapere quali autorità sarebbero intervenute, ma nulla fin quando non abbiamo visto pubblicata la locandina".Dura la risposta del Commissario Nazionale per la Lega Nord Marche, Paolo Arrigoni: "L'annullamento del convegno avrebbe potuto essere visto come un giusto ravvedimento da parte di Santarelli, peccato però che il Sindaco grillino si affanni a cercare scuse su formalità burocratiche quando non più tardi di due giorni fa difendeva la sua decisione citando goffamente altri eventi che nulla centravano con quello in discussione".Le dichiarazioni di Santarelli destano perplessità: com'è possibile che nessuno della Giunta si fosse accorto del volantino bello e pronto, con simbolo del Comune di Fabriano e con tanto di parte conclusiva con invito a un "buffet internazionale" e contatti di riferimento? Perché mai il Sindaco ha difeso su Facebook l'iniziativa per poi dire successivamente che il Comune non sapeva del volantino?Se poi la giunta ha atteso le dovute documentazioni per sapere "quali autorità sarebbero intervenute", per quale motivo il volantino era già bello che pronto? Per quale ragione poi nel volantino erano assenti altre realtà religiose al di fuori di quella islamica? Santarelli parla di “varie realtà religiose presenti in città” e a Fabriano sono presenti anche sikh, cattolici ed evangelici. Come mai non erano incluse?Prendere un’iniziativa istituzionale così delicata e poi scaricare tutto con un "non sapevamo" significa non prendersi le proprie responsabilità e ciò non da certo un’immagine di credibilità. Se invece veramente la Giunta non era al corrente della faccenda, allora la cosa è ancor più grave perché significa che Santarelli e colleghi non hanno il controllo di ciò che avviene all’interno del Palazzo. Chiunque può prendere iniziative e porre lo stemma del Comune sul proprio volantino? Chi è il responsabile? La faccenda va dunque chiarita con la massima trasparenza.Un altro aspetto che va poi approfondito è quello dei finanziamenti: con quali fondi è stato organizzato l’evento? Dal Comune? Dalla comunità islamica locale? Qual è la provenienza specifica del flusso finanziario? Se fosse stato organizzato tramite “offerte volontarie” dei fedeli musulmani locali sarebbe più che lodevole vista la pesantissima disoccupazione che caratterizza oramai da anni la zona di Fabriano. Se invece i fondi sono arrivati da organizzazioni islamiche estere allora la cosa diventa ben più complessa e delicata.Santarelli, la sua Giunta e i rappresentanti della comunità islamica locale erano poi al corrente del fatto che tra gli invitati figurava anche l’ambasciatrice palestinese Mai al-Kaila che in un’occasione aveva definito l’organizzazione terrorista di Hamas “un gruppo di resistenza contro l’occupazione che rappresenta una parte della popolazione Palestinese” e i missili lanciati da Hamas alla cieca in territorio israeliano come “poveri, semplicemente costruiti nelle case e non recano tanto danno in confronto ai missili israeliani”? Sarebbe utile un chiarimento e una presa di posizione anche su questo.


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Banca Etruria, il sindaco di Arezzo: Denuncerò la Boschi per danno d'immagine

Il primo cittadino di Arezzo, Alessandro Ghinelli (centrodestra), fa sapere che farà causa a Maria Elena Boschi e a suo padre Pierluigi per danno di immagine alla città di Arezzo e alla reputazione dei suoi cittadini legata allo scandalo di Banca Etruria. Ghinelli lo ha detto durante un'intervista a Klaus Davi durante in onda su YouTube. "Non sono in grado di dare cifre - dice a proposito della quantificazione del danno - ma sono mesi che, del tutto immeritatamente, il brand Arezzo, sulla stampa italiana e internazionale, nei telegiornali della Cnn, sulla tv tedesca, sui giornali francesi, spagnoli perfino cinesi, viene associato alle vicende della famiglia Boschi, a storie di presunte truffe dei risparmiatori e manipolazioni"Ghinelli spiega che la decisione vuole essere "un segnale anche verso i cittadini infangati internazionalmente dalla Boschi e dalla sua famiglia senza aver fatto assolutamente nulla per meritarlo. Il ricavato della causa lo destinerò totalmente al ristoro dei cittadini che hanno perso tutto con l’azzeramento di Banca Etruria".Il sindaco di Arezzo ha anche attaccato il segretario del Pd Matteo Renzi: "Aveva annunciato di volersi candidare in questa circoscrizione. Poi magicamente apprendiamo che il suo nome non compare più nelle liste e veleggia altrove. Con tutto il rispetto, è scappato come un coniglio. Abbiamo assistito all'ennesima bufala di Renzi, una presa in giro degli aretini che ho l'onore di rappresentare ma del cui giudizio lui ha paura".?E rincara la dose: "Ora che finalmente ci siamo Renzi si nasconde sotto la gonnella del Pd, sapendo di averne sparata un'altra delle sue. Per l'ennesima volta - aggiunge - si prende gioco degli aretini, tutti gli aretini, che attendevano il 4 marzo per dirgli nelle urne cosa pensano delle sue smargiassate. Oltre al danno una ulteriore inaccettabile beffa".


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Sanremo, scontro di fuoco tra Morgan e Ermal Meta: Moro sta con Ermal Merdal

Il Festival di Sanremo non è ancora iniziato, ma già vengono rivelati i primi retroscena e sul web ci sono i primi battibecchi. Questa volta, i protagonisti di uno scontro di fuoco sono Morgan e Ermal Meta. A scatenare un vero e proprio putiferio è stato il primo, quando ha scoperto che la sua canzone era stata scartata dalla selezione dei Big in gara al Festival. Così, in un'intervista al Barone Rosso, celebre trasmissione di Red Ronnie, Morgan si è scagliato senza mezzi termini contro Ermal Meta che all'Ariston si esibirà con Fabrizio Moro."La bravura va premiata, quando vedi una giuria che premia la merda non va bene - ha dichiarato Morgan -. Questo è quello che ho detto a Baglioni: ha scartato la mia canzone ma non ha preso Tenco o Endrigo, ha preso Facchinetti, Alessandra, Annalisa, chi è? La mia canzone magari non era all’altezza, ma c’erano forse Endrigo o Gino Paoli? Chi c’era? Facchinetti! Fabrizio Moro! Cioè il Sanremo di Baglioni lo vince Fabrizio Moro, che poi sta con Ermal Merdal. Cioè Meta, come Metadone".Parole piuttosto dure quelle di Morgan, parole che hanno fatto scattare, via Twitter, Ermal Meta: "Caro Morgan, spero tu sia orgoglioso dell’uomo che sei. Io di me lo sono anche se tu mi definisci Merdal o Metadone. Io però non capisco perché non sono esperto di nessuna delle due cose". Anche le parole di Ermal non sono proprio leggere come l'aria e, soprattutto, tirando in ballo il metadone, il cantante ha fatto un chiaro riferimento ai problemi di droga apertamente confessati in passato da Morgan.Ma la querelle non finisce qui. E su Twitter arriva la contro-replica di Morgan: "Non capisco come faccia a non intendersi di merda visto che è un essere umano. Inoltre andrà a Sanremo con Fabrizio Moro". Il tutto, poi, viene chiuso da Ermal Meta: "Che triste Marco. Il primo viaggio che ho fatto appena ho preso la patente era per venire ad un tuo concerto. Che amarezza. Basta con queste cazzate, non sperperare il tuo immenso patrimonio musicale. Pubblica un disco e lasciaci tutti senza parole. Io almeno ti aspetto ancora".Che tristezza Marco. Il primo viaggio che ho fatto appena ho preso la patente era per venire ad un tuo concerto. Che amarezza. Basta con queste cazzate, non sperperare il tuo immenso patrimonio musicale. Pubblica un disco e lasciaci tutti senza parole. Io almeno ti aspetto ancora https://t.co/AB4XYzOMbX— Ermal Meta (@MetaErmal) 17 gennaio 2018


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Cile, il Papa incontra i mapuche: Non esistono culture superiori o inferiori

Parole forti quelle usate da Papa Francesco durante la messa celebrata in Cile. "Abbiamo bisogno della ricchezza che ogni popolo può offrire e dobbiamo lasciare da parte la logica di credere che ci siano culture superiori o inferiori", ha affermato. "Una delle principali tentazioni da affrontare è quella di confondere unità con uniformità - avverte il Pontefice davanti alle comunità indigene - Gesù non chiede a suo Padre che tutti siano uguali, identici; perché l'unità non nasce né nascerà dal neutralizzare o mettere a tacere le differenze. L'unità non è un simulacro né di integrazione forzata né di emarginazione armonizzatrice".Secondo Papa Franesco, infatti, l'unità è "una diversità riconciliata perché non tollera che in suo nome si legittimino le ingiustizie personali o comunitarie". Inoltre, per essere in grado di tessere l'unità, c'è bisogno di solidarietà: "È l'unica arma che abbiamo contro la 'deforestazione' della speranza", conclude il Papa.L'omelia "per il progresso dei popoli" del Ponteficie ha avuto luogo nell'aeroporto di Maquehue (Temuco). Si tratta del suo secondo giorno nel Paese e dopo la messa il Francesco incontrerà i giovani e visiterà l'unversità Cattolica.


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I due fidanzati di C'è posta per te: Milioni dai Trussardi? Non è vero

Chiara e Giuseppe, i due fidanzatini che si sono giurati amore eterno a C'è posta per te, smentiscono alcune voci circolate sul loro conto dopo la messa in onda della puntata.Nell'esordio di C'è posta per te, lo scorso 13 gennaio, una delle storie che più ha commosso i telespettatori è quella di Chiara e Giuseppe. È stato lui a contattare la trasmissione per fare una sorpresa alla fidanzata visto che, nella vita vera, non può permetterselo. Giuseppe è stato infatti abbandonato dai genitori prima del compimento del primo anno. La madre, quando aveva 11 mesi, lo ha lasciato davanti casa della nonna che se n'è presa cura con i pochi soldi che aveva. Dunque, niente regali, niente cene fuori, niente in più dell'indispensabile. La fortuna, così come lui l'ha definita, è stata incontrare Chiara. I due ragazzi siciliani si sono fidanzati e, quando la nonna di Giuseppe è venuta a mancare, i nonni di Chiara si sono offerti di farlo entrare in casa loro. Il giovane si rivolge quindi alla trasmissione di Maria De Filippi per promettere alla giovane fidanzata amore eterno. Sorpresa nella sorpresa, in studio anche Michelle Hunziker e il marito Tomaso Trussardi, entrambi molto amati dalla ragazza.Dopo la messa in onda delle trasmissione, registrata diversi mesi fa, in molti hanno messo in dubbio la veridicità della storia raccontata, anche spulciando i profili social dei ragazzi. A chiarire alcuni dubbi è Chiara: "Abbiamo aperto un negozio di rivendita di caffè che si trova a Palermo - ha spiegato a Fanpage.it - Si tratta di un'idea che avevamo già da tempo e abbiamo iniziato a metterla in pratica e a procedere con i preparativi appena ne abbiamo avuto l'opportunità, per poi aprire nell'ottobre scorso".Poi la giovane siciliana passa alla questione più spinosa, ovvero i soldi ricevuti in regalo da Michelle Hunziker e Tomaso Trussardi: "Per quanto riguarda il regalo ricevuto, posso dire che non è molto, sicuramente non le cifre che ho visto girare sui social dove pare parlino addirittura di milioni. Venti mila euro? No, siamo molto sotto. Direi meno di 10 mila euro". Una cifra insomma che non ha cambiato la vita ai due giovani ma che gli ha permesso di avviare un'attività e vivere più serenamente la loro storia d'amore.


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La mappa online dei collettivi per schedare le violenze neofasciste

La scusa è quella di realizzare uno strumento per rendicontare le aggressioni neofasciste (o presunte tali). Ma con il desiderio di schedare la presenza sul territorio di Forza Nuova, CasaPound e simili. Il collettivo bolognese Infoantifa Ecn, attivo in Emilia da quasi venti anni, ha realizzato una mappa interattiva sul web per rendicontare le violenze dei partiti di destra o di militanti fascisti in tutta Italia.Nella mappa pubblicata sul loro sito si possono vedere i luoghi dove la stampa o altri militanti antifascisti hanno registrato aggressioni commesse da esponenti dei gruppi di estrema destra. Cliccando su ogni icona, si apre una tendina che spiega cosa è successo, quando e i dettagli della vicenda."Dal 2005 abbiamo cominciato a tenere un archivio che ad oggi conta oltre 5600 documenti categorizzati per regione, gruppo politico e responsabili", hanno detto a Repubblica i fervidi antifa. I volontari del centro incrociano le notizie, leggono i quotidiani locali e registrano i fatti. "Ma a volte alcune notizie sfuggono anche ai più attenti e per questo è importante la segnalazione degli utenti", spiegano. In un caso, per esempio, l'autore dell'episodio è stato "riconosciuto come fascista sia per la retorica che per l’abbigliamento"."La mappa è uno strumento che abbiamo approntato e che vogliamo mettere a disposizione di chiunque voglia fare una segnalazione - dicono ancora a Repubblica - è chiaro che, essendo noi un collettivo, non possiamo essere sull'intero territorio italiano, così abbiamo pensato che creare uno strumento accessibile a tutti potesse essere il modo migliore per raccontare un fenomeno - quello del fascismo violento - che oggi è ancora molto presente".In realtà la mappa avrà anche lo scopo di monitorare la crescita dei suddetti movimenti neofascisti e dove sono più presenti. "È interessante notare - dicono gli autori dell'iniziativa - che delle 106 aggressioni ad oggi inserite nella mappa, più della metà sono state compiute da CasaPound Italia, che tra le varie organizzazioni fasciste e naziste è di certo quella con la presenza più solida e massiccia sul territorio". Non è un caso, infatti, se l'idea al collettivo è arrivata oggi e non anni fa, visto che da tempo raccolgono notizie sulle aggressioni dei movimenti di destra. "Nell'ultimo anno - dicono a Repubblica - c'è stata una crescita esponenziale di aggressioni e epidosi violenti. CasaPound, ad esempio, negli ultimi dodici mesi ha detto di aver aperto cento sedi in Italia".


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Dita Von Teese: Tutti sapevano di Weinstein

Dita Von Teese parla dello scandalo relativo alle molestie sessuali che ha investito Hollywood. E lo fa da osservatrice esterna, poiché l'artista burlesque non ha mai ambito esplicitamente a una carrera d'attrice. Secondo Von Teese, il modus operandi di Harvey Weinstein era da tutti noto nel mondo dello spettacolo, ben prima dello scoppio dello scandalo.L'artista afferma di non aver mai stata oggetto di molestie da parte del produttore, sia perché non ha mai ambito a un ruolo nel cinema, sia perché sempre molto richiesta in ambito lavorativo. Inoltre, il fatto di essere accompagnata dal proprio compagno e da numerosi assistenti nei suoi assistenti potrebbe aver determinato un effetto deterrente sui malintenzionati. La diva burlesque, però, ha raccontato di essere stata in passato drogata al termine di uno show: dopo aver bevuto un drink evidentemente alterato, l'artista si sarebbe svegliata dopo 15 ore senza ricordare nulla, fortunatamente protetta dal suo fedele entourage.In oltre 20 anni di carriera, come spiega Fox News, Dita non ha mai vissuto situazioni drammatiche come quelle raccontate da numerose attrici negli ultimi anni. Nonostante questo, la diva ha deciso di sostenere con forza le vittime: "Sono andata al Festival di Cannes e tutti sapevano - ha commentato - Mi ha invitato alle feste sul suo yacht, ma non ho mai avuto cattive esperienze con Harvey. Ma, d'altronde, non ho mai cercato di diventare un'attrice".Harvey Weinstein, da ottobre a oggi, è stato invece accusato di molestie e stupri da 60 donne. La sua principale accusatrice è Rose McGowan, la quale ha un ex in comune con Dita Von Teese - Marilyn Manson - con cui l'artista burlesque è stata sposata.[[gallery 1484095]]


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Femministe contro lo stupro telepatico? Una bufala

Momenti di solitario piacere pensando a una donna di propria conoscenza? È stupro telepatico, parola di femministe. È questa l'allarmante notizia che sta girando sui social network, peccato si tratti di una bufala.La singolare news proviene da un sito di satira, Medusa Magazine, il cui contenuto è stato però travisato sui social network. Sulle piattaforme social, infatti, è passata l'idea - una vera e propria fake news - che le femministe si siano schierate contro la masturbazione maschile. Se l'atto solitario avviene pensando a una donna di propria conoscenza, inconsapevole del proprio interesse, si tratterebbe infatti di stupro telepatico.L'articolo, come spiega il fact-checking di Snopes, è stato pubblicato da un sito di satira la scorsa estate ed è stato ripreso in questi giorni da un editor di Infowar, Paul Joseph Watson, pronto a pubblicarne uno stralcio su Twitter con la didascalia: "La masturbazione è 'stupro telepatico'. Il femminismo nel 2018". L'estratto riportato aferma come l'atto onanistico abbasserebbe le energie delle inconsapevoli protagoniste e, fatto non da poco, la pratica sarebbe addirittura peggiore della pornografia: nei film hard le donne sono consapevoli di compiere gesti erotici, mentre nello strupo telepatico sarebbero ignare di essere sfruttate e violate.Naturalmente, estrapolato dal suo contesto satirico, lo stralcio ha generato dubbi e proccupazioni. Eppure, sarebbe bastato controllare su Medusa Magazine, o sui relativi post su Facebook, per comprendere la chiara natura scherzosa della condivisione. In un aggiornamento social, in particolare, un utente faceva riferimento al desiderio di creare un sito satirico, orientato in un'ottica femminista per risultare più credibile. Un vero e proprio esperimento sociale per comprendere quante femministe lo avrebbero seguito e, nel contempo, quanta indignazione avrebbe potuto sollevare dagli antifemministi. Con il senno di poi, non si può dire l'esperimento non sia riuscito.Masturbation is “telepathic rape”.Feminism in 2018. pic.twitter.com/sVbU6fuhSO— Paul Joseph Watson (@PrisonPlanet) 15 gennaio 2018


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Olimpiadi invernali, le due Coree sfileranno insieme alla cerimonia

Un messaggio di pace che arriva con lo sport. Le due Coree formeranno una squadra unica per le gare di hockey femminile in vista dei Giochi invernali. Inoltre i due Paesi hanno di fatto raggiunto un accordo per sfilare insieme durante la cerimonia di apertura il prossimo 9 febbraio a Pyeongcheang, come ha riportato il ministero sudcoreano per Riunificazione. E la decisione ha suscitato entusiasmo nello staff delle due delegazioni. L'allenatrice della squadra di hockey della Corea del Sud però ha posto la questione su un piano tattico: "Non voglio mettere a rischio la chimica della squadra e rinunciare ad alcune colonne della squadra. Le nostre giocatrici hanno guadagnato la loro occasione e credo meritino di andare alle Olimpiadi. Il talento delle ragazze del Nord non è sufficiente per fare la differenza". Intanto per definire i dettagli di questa operazione diplomatica ci sarà un incontro tra le delegazioni delle due Coree il prossimo 20 gennaio a Losanna. A presiedere il vertice sarà Thomas Bach, il presidente del comitato olimpico internazionale. Di fatto in quella sede verranno discusse questioni molto delicate come ad esempio il colore delle divise, l'inno o la bandiera da usare durante la sfilata. Dettagli non da poco per due Paesi che sono in guerra da più di 70 anni.


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Rinunce e grandi esclusioni: da Alfano alla Bindi ecco chi perderà il seggio

Se non è un addio, è un arrivederci. A mai più, a tra cinque anni o chissà, anche meno se il rischio stallo nella complicata formazione di una maggioranza sfocerà in nuove elezioni. Chi per la famiglia, chi per anzianità di mandati, chi per evitare la debacle in un selettivo round elettorale e conservare, così, un jolly: a un mese e mezzo dal voto si allunga la lista dei protagonisti della Seconda Repubblica che lasciano lo scranno senza riprovarci. Almeno per ora. Con una sola granitica, certezza, che diventa ilrefrain di queste ore: «La politica si fa anche da fuori». Fuori dai palazzi. A dare il via alle defezioni è stato il recordman di incarichi e ministeri accumulati in un quinquennio, resistendo alle turbolenze del parlamento in equilibrio precario tra scissioni e cambi di maggioranza.Angelino Alfano, quattro legislature alle spalle, annunciando la fine della maratona che lo ha visto passare dalla Giustizia, al Viminale fino alla Farnesina ha precisato che no, «non farò nemmeno il ministro». Sia chiaro, però, «lascio il Parlamento ma non la politica».Appunto. Come il mattatore di piazza del movimento cinque stelle, Alessandro Di Battista già in campagna elettorale per soffiare sul consenso del «fratello», il candidato premier Luigi Di Maio. Prima di buttarsi tra la folla ha fatto digerire alla base il passo indietro annunciato per dedicarsi alla vita di neo papà: «In questo momento ho altre aspirazioni, ma si può fare politica lo stesso. Prima scrivevo e mi occupavo di cooperazione internazionale, tornerò a fare quello». La scrittura, ma anche una cartuccia da giocarsi in futuro, magari con un altro mandato a disposizione senza venir meno ai principi del M5s.C’è chi, nonostante in Parlamento non vi si sia mai nemmeno seduto, non ambisce nemmeno a farlo ora. Non dopo essersi accomodato sulla poltrona del ministro.Come il corteggiatissimo Carlo Calenda, candidato nel 2013 con scelta civica, ma non eletto. Il titolare dello Sviluppo economico nel governo Pd ma senza la tessera del Pd, da mesi viene tirato per la giacchetta da destra e sinistra negandosi a entrambe le parti. Per il ruolo da deputato o senatore, s’intende: «Il lavoro di parlamentare non lo sento un lavoro vicino a me».La fibrillazione tra i dem a caccia di deroghe ai tre mandati non tocca chi, come Rosy Bindi, dopo sei legislature e due ministeri, si chiama fuori dalla corsa. Una vita in parlamento, ora la «madre nobile» del Pd ammette di «non riconoscere più» suo «figlio». E poi «ho lavorato in questo palazzo per 23 anni, vorrei tornare agli studi, al mio vecchio amore per la teologia. Ma non mi ritirerò a vita privata».Anche l’ex «madrina», invece, dell’ex ministra per le riforme Maria Elena Boschi, Anna Finocchiaro, terminerà qui, a differenza della giovane predecessora, una parabola politica lunga tre legislature vissute dagli scranni del Senato e cinque da quelli della Camera.Quella che si è conclusa ora è «l’ultima» anche per Vannino Chiti, ancora «amareggiato» dal suo Pd per com’è andata con la legge elettorale. Lascia anche la vicepresidente del Senato Linda Lanzillotta, eletta con Scelta Civica. Ininterrottamente in Parlamento dal 1992, Carlo Giovanardi dice no all’accanimento: «Ho 68 anni. Bisogna sapere quando dire basta»


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La May ha nominato un ministro per battere la solitudine

Un "minister for loneliness", "ministro per la solitudine", per combattere ciò che il premier inglese Theresa May ha descritto come "la triste realtà della vita moderna". Il governo britannico ha deciso così di nominare Tracey Crouch, già sottosegretario allo Sport e alla Società civile, a capo del nuovo ministero per favorire la condivisione e l'unione tra le persone."Per troppi - ha spiegato Theresa May - la solitudine è una triste realtà della vita moderna. Voglio affrontare questa sfida per la nostra società e per tutti noi e agire contro la solitudine sopportata in particolare dagli anziani e da coloro che hanno perso i loro cari, persone che non hanno nessuno con cui parlare o condividere i propri pensieri ed esperienze".Secondo la Croce rossa britannica, oltre nove milioni di persone, su una popolazione di 65,6 milioni, sostengono di sentirsi sempre o spesso soli. Il ministro Crouch coordinerà un gruppo di lavoro incaricato di sviluppare politiche di contrasto alla solitudine, mentre Downing Street ha annunciato l'intenzione di sviluppare una più ampia strategia sul tema, finanziando i gruppi che promuovono attività in grado di far incontrare le persone a rischio isolamento.La nomina del "minister for loneliness" accoglie la raccomandazione di un comitato in memoria di Jo Cox, la deputata laburista assassinata da un estremista di destra prima del referendum sulla Brexit del giugno 2016.


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L'indiscrezione: Loredana Lecciso ha lasciato Al Bano

Sono mesi ormai che si parla di Al Bano-Loredana Lecciso, Al Bano-Romina Power, Loredana Lecciso-Romina Power.Tutto è iniziato quando Al Bano e Romina sono tornati a esibirsi insieme. Tra battutine, frecciatine al veleno delle due donne, chiarimenti, sembrava che la situazione fosse sotto controllo e invece... Nel numero di Oggi in edicola da giovedì 18 gennaio, la rivista pubblica una minuziosa ricostruzione della crisi che ha portato alla rottura tra Al Bano e Loredana Lecciso. Stando a quanto rivela il settimanale, la Lecciso avrebbe deciso di lasciare il cantante con cui vive da 18 anni e a cui ha dato due figli."Il 12 dicembre - scrive il settimanale - da Amburgo (dove Al Bano e Romina Power si trovavano per un concerto) Romina posta foto di lei e Al Bano in giro per mercatini di Natale tra cuori e frasi d’amore. In quei giorni Loredana Lecciso è tra Milano e Pavia (dove vive suo fratello) e decide di restarci. Poi l'escalation, con il Natale e il Capodanno da separati, e le mancate risposte chiare di Al Bano: mentre un paio di mesi fa aveva dichiarato 'Amo Lory, chiedo rispetto per la nostra famiglia', oggi preferisce tagliare corto: 'Non voglio entrare in questa bolgia'".Secondo il settimanale Oggi, "la decisione della Lecciso è anche a difesa dei figli Jasmine e Bido: hanno 16 e 15 anni, stanno sui social, guardano la tv e leggono i giornali". E ancora: "Traducendo: subiscono questi exploit, i messaggi trasversali, le foto postate solo per sfruculiare nervi e rancori. Li subiscono tre volte: quando li vivono in casa, quando diventano argomenti da talk e quando uscendo di casa hanno conferma che sì, tutti ne parlano".


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Insetti a tavola, il ministero frena: Nessuna specie autorizzata

Niente insetti sulle tavole italiane. Almeno per il momento. Nonostante il via libera europeo alla commercializzazione, a oggi nessuna specie ha ottenuto la preventiva autorizzazione prevista a livello Ue. Si tratta di un lasciapassare che implica, tra le altre cose, l'accertamento della sicurezza per le quantità di assunzione proposte.Lo ha precisato il ministero della Salute in una nota informativa sull'uso di insetti in campo alimentare. Dal primo gennaio si applica il nuovo regolamento europeo sui "novel food" che permette di servire a tavola tutti gli insetti, ma questo, ha spiegato il ministero, non significa che si possano già trovare in commercio.Il ministero chiarisce che"alcuni Stati membri hanno ammesso a livello nazionale la commercializzazione di qualche specie di insetto in un regime di tolleranza". In Italia "la vendita come alimento di un insetto o di un suo derivato potrà essere consentita solo quando sarà rilasciata a livello Ue una specifica autorizzazione in applicazione del regolamento Ue".Intanto sul web stanno già spopolando le ricette a base di cavallette, larve e grilli. Ma gli chef dovranno aspettare ancora per spadellare queste "bontà".


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Ronaldinho ha preso la sua decisione: addio al calcio a 37 anni

Ronaldinho dice addio al calcio all'età di 37 anni. L'ex fuoriclasse di Barcellona e Milan ha preso la sua decisione definitva e appenderà così gli scarpini al chiodo. La carriera del classe '80 è stata fantastica e il brasiliano può essere tranquillamente considerato uno dei giocatori più forti e spettacolari della storia del calcio. In cinque stagioni, condite da 207 presenze e 94 reti in tutte le competizioni, il verdeoro ha vinto diversi titoli con la maglia del Barcellona: 2 campionati, 2 Supercoppe di Spagna e una Champions League. Ronaldinho ha poi giocato per due anni e mezzo anche al Milan con cui non ha vinto niente ma dove ha incantato con le sue grandi qualità tecniche. Con la maglia rossonera ha messo insieme 95 presenze e 26 reti in tutte le competizioni, mentre con la maglia del Brasile ha messo insieme 97 gettoni, 33 reti ed ha vinto da protagonista il Mondiale del 2002, una Coppa America e una Confederations CupAi microfoni di "O Globo" il fratello-agente, Roberto Assis de Moreira, ha parlato così dell'addio al calcio del fuoriclasse ex Psg, Barcellona e Milan: "Organizzeremo qualcosa di grande e di bello, dopo i Mondiali, probabilmente ad agosto. Faremo vari eventi in Brasile, Europa ed Asia. Ovviamente stiamo pensando anche ad una partita con la Nazionale brasiliana. Per ora non ho i dettagli, stiamo stilando un programma. Il fatto che sia ambasciatore del Barcellona rende il tutto più semplice. Ronaldinho è voluto ovunque, ha già tre eventi già organizzati e a marzo sarà in Messico". Di sicuro l'addio al calcio di un fenomeno, in campo e fuori, come Dinho segna la fine di un'era ma tutti quelli che amano il calcio non potranno mai finire di ringraziare un giocatore che per tanti anni ha incantato con la sua classe pura.


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Su dj Fabo la procura vuole l'assoluzione per Cappato

La Procura di Milano chiede l'assoluzione di Marco Cappato, l'esponente radicale sotto processo per avere agevolato il suicidio di Fabiano Antonioli, il disc jockey ridotto in condizioni vegetative da un incidente stradale e spirato in una "clinica della dolce morte" in Svizzera. Al termine di un processo sofferto e a volte commovente, i pubblici ministeri Sara Arduini e Tiziana Siciliano hanno insistito sulla linea seguita fin dall'inizio: il comportamento di Cappato non ha violato il codice penale, perché Dj Fabo aveva maturato autonomamente e irrevocabilmente la sua decisione di porre termine a una vita intollerabile. E il ruolo di Cappato non ebbe alcun peso nella decisione e nella sua esecuzione.Il radicale si era autodenunciato, per sollevare pubblicamente il tema della mancanza in Italia di una legge sul fine-vita al passo con i tempi. La Procura aveva chiesto il suo proscioglimento, ma un giudice aveva invece ordinato il processo: il testo attuale dell'articolo 580 del codice penale, che punisce esplicitamente chiunque agevola un suicidio, non lasciava margini di interpretazioni favorevoli a Cappato.Invece oggi, al termine del processo, le due pm insistono. La pm Arduini ha rIcostruito la genesi del calvario di Dj Fabo, il suo "viaggio della speranza" in India, la delusione, la disperazione, la decisione lucida di farla finita. I contatti con la clinica Dignitas, ha ricordato, sono precedenti all'ingresso in scena di Cappato. E una volta entrato in contatto con Fabiano, il radicale si limitò a spiegagli le possibilità tecniche, ricordandogli in ogni passaggio che poteva ripensarci. Lo portò in Svizzera con la sua auto, è vero. Ma non entrò nella stanza dove Cappato, stringendo con i denti una provetta, si diede la morte. "Se condannate Cappato - ha concluso la Arduini - dovreste incriminare anche il notaio che ne ha raccolto il testamento, il medico che lo ha visitato. E anche sua madre e la sua fidanzata".Dopo di lei, Tiziana Siciliano ha spiegato perché la Procura sta dalla parte di Cappato: "Io mi rifiuto di essere l'avvocato dell'accusa, io rappresento lo Stato, e la mia funzione è anche quella di trovare le prove a favore e sollecitare l'assoluzione quando penso che sia giusto". La pm ha descritto crudamente le condizioni di Fabo, "quale dignità c é nell'urlare terrorizzato per la paura di soffocare, dipendere da una mano pietosa, vivere immerso nei propri fluidi corporei senza poter controllare nulla?". Ha ricordato che la Corte Europea dei diritti dell'uomo ha più volte dettato linee guida agli Stati sul tema del diritto al suicidio, e ha chiesto di interpretare l'articolo 580 del codice penale alla luce di queste indicazioni, e alla realtà di "una società che muta, cose che apparivano pietre miliari del sentimento della nazione si sono sciolte come neve al sole", come il delitto d'onore. La mutata realtà, dice la Procura, deve portare ad assolvere Cappato: perché "Cappato è imputato di avere aiutato qualcuno a esercitare un suo diritto. Non il diritto al suicidio, il diritto alla dignità".Solo se la Corte d'assise ritenesse di non potere accettare questa richiesta, la Procura chiede che il processo sia sospeso e gli atti inviati alla Corte Costituzionale perché valuti la conformità dell'articolo 580 alla Carta fondante della nostra Repubblica.E il pm chiude citando S. Tommaso Moro. "Afferma che un malato incurabile, se sofferente, può decidere di morire per evitare inutili sofferenze a sè e fatiche agli altri". Nel pomeriggio la parola passa alla difesa.


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Clandestino espulso quattro volte. È ancora in Italia, stupra di nuovo

Arrivato da clandestino: arrestato; spacciatore: fermato ed espulso; stupratore: arrestato, condannato ed espulso; ancora spacciatore: di nuovo fermato dalla polizia. E ora di nuovo un tentato stupro. Sempre a Bologna, sempre in Italia. Il Paese che lo ha ammanettato, condannato e espulso più volte ma non si è mai preoccupato di portarlo veramente al confine. Permettendogli di rimane nel Belpaese e continuare a delinquere. Anzi: a commettere di nuovo uno stupro. Come già successo 10 anni fa.L'incredibile vicenda emiliana grida vendetta. Jamel Moamib, tra i 30 e i 40 anni, ha un curriculum criminale da far invidia a Igor il Russo. Quando arrivò - da clandestino - in Italia nel 2008 venne fermato proprio perché trovato senza documenti. Come da prassi, gli viene notificato un ordine di allontanamento. Cosa significa? Che le autorità lo rilasciano e gli dicono "Vai via da qui" senza preoccuparsi se lo fa veramente. E infatti alcuni giorni dopo viene di nuovo intercettato dalle forze dell'ordine: il tunisino arrestato ma fornisce un altro nome. Dalle impronte digitali emerse un ordine di espulsione risalente al 7 maggio, provvedimento che però non venne portato a termine perché Moamib si allontanò anzitempo dal Cie di Caltanissetta. Altro giro, altra corsa. Viene emesso un altro ordine di espulsione, anche questo - a quanto pare - mai eseguito. A dimostrarlo c'è il fatto che il 6 agosto del 2008, ricostruisce sempre il Resto del Carlino, il nordafricano finisce in manette un'altra volta. Il motivo? Si era dato allo spaccio di eroina.Il lettore dirà: finalmente l'avranno caricato su un aereo e riportato nel suo Paese. Sbagliato. Perché la Tunisia, per via dei tanti alias che nel tempo si era creato, non lo riconosce come proprio cittadino. Insomma, l'Italia deve tenerselo. In attesa della risposta di Tunisi, Moamib rimane per 60 giorni nel Cie di via Mattei a Bologna. Scaduti i termini viene rilasciato. E che fa? Dopo un mese, nella stessa via, assalta una ragazzina di 15 anni, le spacca il naso, la trascina in un angolo buio e la violenta. All'arrivo della polizia, avvertita da un vicino, pesta anche gli agenti e in questura dà di matto. Il giudice lo condanna - scrive il Carlino - "a sei anni e sei mesi (con rito abbreviato e relativo sconto di un terzo della pena) per quella violenza brutale. E, nella sentenza, era stata decretata dal giudice anche l’espulsione del tunisino, clandestino".Direte: l'avranno chiuso in cella e buttato la chiave o trascinato con ogni mezzo oltre confine. Sbagliato. Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, promise di inviare ispettori per capire per quale motivo Moamib fosse ancora lì. Ispettori che, a quanto pare, non hanno sortito un grande effetto. Perché nell'ottobre scorso il tunisino viene arrestato di nuovo per spaccio e pochi giorni fa, sempre in via Mattei, ha tentato di violentare una cittadina romena.


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Le chat del professore accusato di violenza sessuale

Massimo De Angelis, il professore arrestato per violenza sessuale su una ragazzina di 15anni, avrebbe più volte contattato la ragazzina via chat con alcuni messaggini su WhatsApp. E così i genitori della 15enne adesso hanno consegnato agli inquirenti i testi di queste conversazioni. A quanto pare il prof avrebbe avuto una relazione con la studentessa: "Notte, amò, scusa", si legge tra alcuni sms.Tra le conversazioni in possesso dei magistrati, alcune averbbero un profilo compromettente: "Non essere gelosa, sai che io amo la figlia e non la mamma...", scriveva il docente. Tutte conversazioni che dimostrerebbero un certo tipo di rapporto tra il docente e la sua allieva. Poi altri messaggi: "Ho una voglia pazzesca di sentire l'audio di ieri". E su questo messaggio è intervenuto proprio il gip che ha spiegato come sia collegato "a quanto dichiarato dalla ragazza circa i messaggi audio, con gemiti a sfondo sessuale, che i due si scambiavano". Poi domande che segnalano una certa confidenza: "Dove va l'amore mio?". A complicare la posizione del prof ci sarebbero anche i tabulati telefonici che testimoniano un fitto scambio di telefonate tra il docente e la ragazzina. Tutti elementi che ora verranno analizzati dagli inquirenti.


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Tegola Benevento, Lucioni squalificato per un anno

Tegola sul Benevento, arriva un anno di squalifica per il capitano Fabio Lucioni. Quattro anni, invece, per il medico sociale del club campano. La pronuncia del del tribunale nazionale antidoping non ha fatto sconti a nessuno.La sentenza è arrivata nel pomeriggio di ieri. Se non è stato un fulmine a ciel sereno, poco c’è mancato. Il difensore del Benevento, infatti, aveva sottolineato la sua estraneità ai fatti e, contestualmente, il medico sociale della squadra s’era assunto tutta la responsabilità della somministrazione dello spray Trofodermin, contenente il clostebol, un anabolizzante proibito dagli organismi antidoping.È stato proprio Lucioni a parlare di fulmine a ciel sereno. A Sky Sport ha spiegato che proprio non se l’aspettava la lunga squalifica comminatagli, un anno di stop, specialmente dal momento che il medico del Benevento aveva ammesso l’errore e, sostanzialmente, “scagionato” il calciatore. Adesso, il capitano attende il deposito delle motivazioni della sentenza per studiare il ricorso. “Mi è stato tolto dalle mani il sogno della serie A dopo tanti sacrifici nelle serie minori e perciò continuerò a lottare”.Era bastato il suo ritorno in squadra, dopo lo stop – arrivato al termine del match contro il Torino, a settembre scorso – per rivitalizzare il Benevento che, in tre gare, ha inanellato ben sei punti. Un piccolo record per la formazione che ha frantumato le statistiche (negativi) di punti in serie A. La società sannita ha ribadito la fiducia nel calciatore e i tifosi l’hanno presa malissimo.Lo “zio” Lucioni è diventato il simbolo della cavalcata trionfale che ha portato la squadra giallorossa prima in serie B e, dopo appena un anno, in A. Due “prime volte” in ottanta anni di storia calcistica in cui il Benevento aveva calcato tutti i campi polverosi delle serie inferiori. I commenti sul web si sprecano, sono la rabbia e la delusione i sentimenti che animano le reazioni dei tifosi nel momento più delicato di un campionato che, comunque andrà, sarà storico.


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Kim Kardashian, è nata la figlia da madre surrogata

Kim Kardashian è diventata mamma per la terza volta: è la stessa diva social ad annunciarlo, con un breve intervento sui social network. Non si conosce ancora il nome della bimba: la piccola si troverebbe in buona salute e, come già noto da tempo, è nata grazie a una madre surrogata. Kardashian soffre infatti di placenta accreta e, nel corso della sua seconda gravidanza, ha rischiato seriamente la vita: per questo motivo, per il terzo figlio ha deciso di ricorrere alla gravidanza per altri. Il disturbo può causare una copiosa emorragia durante l'espulsione della placenta, immediatamente dopo il parto, costituendo un pericolo per la vita della puerpera.L'annuncio della terzogenita è giunto attraverso Internet. La celebrità di origine armena ha pubblicato su Twitter un'immagine rosa, che recitava: "Lei è qui". Poi, su Instagram, una torta dello stesso colore, regalata dalla nonna Kris Jenner. Infine, un breve comunicato apparso sul sito ufficiale della soubrette: "15 gennaio 2018, ore 00,47 - 7 libbre e 6 once (quasi a 3 chili e mezzo, ndr). Kanye e io siamo felici di annunciare l'arrivo della nostra bimba, bella e in salute. Siamo incredibilmente grati alla nostra surrogata, che ha reso i nostri sogni realtà con il più grande dono possibile, e ai meravigliosi medici e infermieri per le loro cure speciali. North e Saint sono particolarmente emozionati di dare il benvenuto alla loro sorellina. Con amore, Kim Kardashian West".Kardashian è sposata dal 2014 con Kanye West, come ricorda People: i due si sposarono a Firenze un anno dopo la nascita della primogenita North, che ora ha 4 anni. Poi hanno anche avuto il piccolo Saint, che oggi ha 2 anni. Al momento, sono incinte anche due delle sorelle di Kim, Khloe Kardashian, in attesa di un maschietto, e Kylie Jenner, che aspetta una femminuccia.She's here. https://t.co/oVg6se6VeQ— Kim Kardashian West (@KimKardashian) 16 gennaio 2018[[gallery 1483984]]


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La Roma apre alla cessione di Nainggolan: riaperti i dialoghi con la Cina

La Roma sta seriamente pensando di privarsi di un pezzo da novanta come Radja Nainggolan. Il belga domenica sera contro l'Inter sarà regolarmente al suo posto ma nelle ultime ore, e nonostante la smentita della società, si sono riaperti i dialoghi con la Cina. Il Guangzhou Evergrande allenato da Fabio Cannavaro vuole portare il 29enne ex Cagliari in Super League e ha pronto una grande offerta per il club di Pallotta: oltre i 50 milioni di euro.Secondo quanto riporta Sportmediaset, infatti, l'affare che potrebbe portare Nainggolan dalla Roma in Cina si intavolerebbe su un prestito oneroso, 6-8 milioni di euro, più di un diritto di riscatto fissato a 50 milioni di euro. I giallorossi hanno bisogno di monetizzare per far quadrare il bilancio e potrebbero sacrificare il Ninja soprattutto dopo le sue intemperanze di Capodanno. Il club di Pallotta però ora ha fretta di cederlo per poi reperire sul mercato un degno sostituto di un giocatore completo e forte in tutti i fondamentali. Saranno 14 giorni di passione sull'asse Cina-Roma, ma ad oggi la possibilità di vedere il giocatore lontano da Trigoria è discretamente alta.


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Sesto San Giovanni intitola una via a Craxi. La figlia: Ora tocca a Milano

Con la vittoria del centrodestra a Sesto San Giovanni, città alle porte di Milano, tira tutt'altra aria. Ora l'amministrazione comunale ha, infatti, deciso di intitolare una via a Bettino Craxi. Un'intitolazione che, come spiega lo stesso sindaco Roberto Di Stefano, "è innanzitutto il riconoscimento a un politico e rappresentante delle istituzioni del nostro Paese". Per Stefania Craxi, già sottosegretario agli Esteri e presidente della Fondazione Bettino Craxi, è "un gesto che contribuisce a rimettere la storia a posto". "Ora - è l'auspicio della figlia dell'ex leader socialista - Milano deve seguire l'esempio di Sesto San Giovanni".Il riconoscimento a Craxi arriva proprio proprio a ridosso del 18° anniversario della sua scomparsa. La strada scelta dal Comune di Sesto San Giovanni sarà quella tra via Fiorani e Viale Marelli. L'ex leader socialista iniziò il proprio percorso a Sesto San Giovanni come dirigente locale della sezione del Partito Socialista Italiano. "Anche lontano da Sesto San Giovanni - ha riconosciuto Di Stefano - ha sempre dimostrato con azioni importanti e concrete la propria vicinanza alla nostra città". Per la figlia Stefania la decisione dell'amministrazione di centrodestra è un modo per "rimettere la storia a posto". D'altra parte nel 2010 anche lìallora presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, aveva detto chiaramente che "la figura di Craxi non può venir sacrificata al solo discorso sulle responsabilità dell'onorevole sanzionate per via giudiziaria. Craxi va considerato come figura di leader politico e di uomo di governo impegnato nella guida dell'esecutivo e nella rappresentanza dell'Italia sul terreno delle relazioni internazionali - aveva quindi concluso - il nostro Stato democratico non può consentirsi distorsioni e rimozioni del genere". Come ricorda anche Stefania Craxi, l'impegno politico di Craxi nasce e si sviluppa con le prime esperienze nella cintura milanese e nella Sesto San Giovanni dei primi anni Sessanta, l'allora Stalingrado d'Italia, per poi proseguire con l'esperienza amministrativa nella sua Milano. "Di questo cammino e del suo impegno di vita per il Paese - ha commentato - c'è traccia nella memoria del sindaco Di Stefano e della sua giunta". Lo stesso non può dirsi di una certa sinistra, come ad esempio quella di Milano. Proprio un anno fa, il sindaco Giuseppe Sala si era detto possibilista sull'intitolazione e aveva chiesto di aprire un dibattito sul leader socialista. Cosa che la Fondazione a lui intitolata ha puntualmente fatto. "Ora - ha concluso Stefania Craxi - il tempo delle discussioni giunge al termine e sarebbe ora di passare ai fatti, magari seguendo l'esempio di Sesto. Possibile che dopo 18 anni questa sinistra non abbia ancora conquistato la maggiore età per decidere?".


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Record di presenze in Serie A: Buffon non riuscirà a eguagliare Maldini

Gianluigi Buffon è l'uomo dei record. Il numero uno della Juventus è il giocatore che vanta più presenze con la maglia della nazionale italiana ed è al secondo posto in Serie A, alle spalle di Paolo Maldini che ha già appeso gli scarpini al chiodo qualche stagione fa. Il quasi 40enne di Carrara, compirà gli anni il 28 gennaio, è fermo ai box dal 1 dicembre per via di un problema al polpaccio ma non tornerà in campo contro il Genoa di Ballardini.Buffon, infatti, sta ancora recuperando dall'infortunio e sarà disponibile per la sfida del 27 gennaio contro il Chievo Verona di Rolando Maran. Purtroppo per Gigi, Maldini è fermo a quota 647, mentre lui è fermo a quota 629: giocando contro il Genoa, lunedì sera, e poi giocandole tutte fino a fine campionato avrebbe potuto eguagliare l'ex capitano e bandiera del Milan. Saltando il match contro i rossoblù, invece, e poi disputando le altre 17 arriverebbe a quota 646. Se Buffon vorrà battere il record di Maldini, allora, dovrà cercare di giocare anche nella prossima stagione anche perché non è ancora certo che appenderà i guantoni al chiodo al termine di quest'annata che Gigi spera sia fantastica grazie alla conquista della tanto sospirata Champions League.


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Milano, donna uccisa al Parco Litta, individuato presunto omicida

Potrebbe avere un volto il responsabile dell'omicidio di Marilena Negri, l'anziana uccisa lo scorso novembre nel parco di Villa Litta di Milano. Dopo settimane di lavoro incessante la polizia ha individuato la persona che potrebbe aver ucciso la 67enne. Il capo della squadra mobile Lorenzo Bucossi mostra foto e video dell'indiziato per omicidio. E viene diffusa anche la foto della collana verosimilmente sottratta alla vittima.[[gallery 1484064]]Con tutta probabilità si tratta di una rapina finita male: questa l’ipotesi seguita dalla Polizia, che ha subito pensato allo strappo violento di una collanina d’oro che la donna aveva addosso. Il presunto assassino ha premuto la lama sul collo della donna, le ha afferrato la catenina, e in quel momento, un gesto rapido, forse maldestro (o forse la donna ha provato a sottrarsi), il coltello, affondato, ha reciso la carotide. L'autopsia sulla signora Negri ha evidenziato che l'assassino ha colpito una sola volta il collo della donna, con la punta del coltello. Il medico legale però non ha ancora spiegato se la morte è avvenuta per dissanguamento, soffocamento (il sangue avrebbe riempito i polmoni) o infarto.La diffusione delle immagini vuole essere il tentativo, da parte degli inquirenti, di imprimere una svolta alle indagini.


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L'ambasciata Usa in un anno. Dimezzati fondi ai palestinesi

Una decisione era attesa, e ora gli Stati Uniti si sono mossi, confermando l'intenzione di ridurre considerevolmente il loro apporto economico all'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa dei rifugiati palestinesi e dei loro discendenti.Con una decisione arrivata nella notte, la Casa Bianca ha fatto sapere che tratterrà 65 milioni di dollari che avrebbe dovuto trasferire questo mese per l'assistenza che è garantita dall'Onu. Una cifra considerevole, che risulterà in un dimezzamento dei fondi americani a disposizione dell'Unrwa (un totale di 125 milioni).Secondo un funzionario americano sentito dal quotidiano israeliano Haaretz, la decisione della Casa Bianca dovrebbe evitare il rischio che "cessino del tutto" le operazioni dell'agenzia in un immediato futuro, cosa che sarebbe invece accaduto se a Washington avessero trattenuto il 100% dei finanziamenti."Paghiamo ai palestinesi centinaia di milioni di dollari ogni anno, senza ricevere apprezzamento o rispetto. Non vogliono nemmeno negoziare un trattato di pace con Israele atteso da molto tempo", aveva tuonato Trump dal suo profilo twitter a inizio gennaio.It's not only Pakistan that we pay billions of dollars to for nothing, but also many other countries, and others. As an example, we pay the Palestinians HUNDRED OF MILLIONS OF DOLLARS a year and get no appreciation or respect. They don’t even want to negotiate a long overdue...— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 2 gennaio 2018La decisione degli americani ha portato a un'immediata condanna da parte dei palestinesi, che accusano Trump di "complicità con l'occupazione israeliana". Parlando dal Cairo, all'università di Al Azhar per una conferenza internazionale su Gerusalemme, il presidente Abu Mazen ha ribadito non ritenere che Washington possa più essere "affidabile per mediare" tra le parti.Un tema che si ricollega a quello della decisione di spostare nella Città santa l'ambasciata statunitense e di riconoscerla come capitale di Israele, rompendo uno status quo che aveva retto per anni.Secondo il premier Benyamin Netanyahu, che ha lodato la decisione di Trump, ha sostenuto oggi che lo spostamento dell'ambasciata avverrà "molto più velocemente di quanto si pensi, probabilmente entro un anno". Tempistiche molto differenti da quelle che erano filtrate da Washington, secondo cui per arrivare al cambiamento ci sarebbero voluti da uno a tre anni.


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Avvocato indossa il velo in Tribunale: ?il giudice la caccia dall'Aula

Indossa il velo islamico durante un'udienza del Tar e viene allontanata dall'Aula. L'episodio è accduto al Tar di Bologna dove una praticante di un ufficio legale, Asmae Belfakir, ha dovuto abbandonare l'udienza. La decisione è stata presa dal presidente della seconda sezione del Tar dell'Emilia Romagna, Giancarlo Mozzarelli. La donna che ha dovuto lasciare l'Aula è Asmae Belfakir, una ragazza musulmana di 25 anni e praticante presso l'ufficio legale dell'università di Modena-Reggio Emilia. Secondo quanto raccontato dalla ragazza all'Agi, questa mattina si era presentata a un'udienza che riguardava un ricorso su una sopsensione cautelare per alcuni appalti. Ma subito dopo l'inzio dell'udienza il giudice ha chiesto alla ragazza di togliere il velo o avrebbe dovuto abbandonare l'Aula. La 25enne si è rifiutata ed è uscita."Non mi era mai successo prima - racconta all’Agi Belfakir - ho assistito a decine di udienze, anche qui al Tar e nessuno mi aveva mai chiesto di togliere il velo. Nemmeno al Consiglio di Stato. Anche perchè non si può assolutamente parlare di problema di sicurezza perchè il velo tiene il volto scoperto e quindi sono perfettamente identificabile. Sono sconvolta". Mentre lasciava l’aula, il giudice avrebbe spiegato "che si tratta del rispetto della nostra cultura e delle nostre tradizioni", ha raccontato. Infine ha aggiunto: "Il giudice ha parlato di cultura, non di legge...".E sulla vicenda è intervenuto il presidente del Tar dell'Emilia Romagna, Giuseppe Di Nunzio che in un colloquio con il dirigente dell'ufficio legale dell'università di Reggio Emilia-Modena, ha assicurato che la 25enne potrà tornare col velo in Aula. "Il presidnete del Tar mi ha assicurato che non ci sono problemi. La ragazza potrà partecipare a tutte le udienze indossando il velo, quindi, nel rispetto della propria fede religiosa", ha affermato Lorenzo Canullo. "La dottoressa Belfakir - ha spiegato all'Agi - verrà con me alle prossime udienze al Tar così verificheremo sul campo quello che mi è stato detto. È una ragazza bravissima e molto preparata che ha sempre partecipato alle udienze dove era coinvolta, a vario titolo, l’università di Modena e Reggio Emilia: in Consiglio di Stato e davanti a giudici nel civile e nel penale", ha concluso.


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Milano, 3 operai morti intossicati: procura apre un fascicolo

Tiziana Siciliano, capo del pool "ambiente, salute e lavoro" e procuratore aggiunto di Milano e il pm Gaetano Ruta hanno aperto un'indagine per omicidio plurimo colposo dopo l'incidente alla Lamina di ieri sera. Tre operai hanno perso la vita dopo essere rimasti intossicati. Un altro operaio invece sat lottando tra la vita e la morte: è in condizioni gravissime. Di fatton adesso i magistrati stanno cercando di ricostruire l'esatta dinamica di quanto accaduto dentro lo stabilimento. Di fatto i sensori che segnalano la fuoriuscita di monossido di carbonio e azoto non sono entrati in funzione. I pm hanno già svolto un sopralluogo e la ditta è stata posta sotto sequestro. Le operazioni di soccorso nella serata di ieri sono andate avanti per parecchie ore. Sei persone sono state immediatamente trasferite negli ospedali di Milano e Monza. Tre di queste sono morte subito dopo l'arrivo in ospedale. Altre due ricoverate in codice verde, mentre un'altra resta ancora in condizioni gravi. E questa mattina colleghi e familiari degli operai hanno posto delle corone di fiori e messaggi per gli operai che hanno perso la loro vita sul posto di lavoro.


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Lario, ricorso in Cassazione contro azzeramento dell'assegno

Prosegue il braccio di ferro giudiziario tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi. Secondo quanto riporta Il Sole24Ore Radiocor, l'ex moglie del Cavaliere avrebbe notificato in Cassazione il ricorso contro il verdetto d'Appello che di fatto ha azzerato il suo assegno di matenimento obbligandola a restituire all'ex premier circa 45 milioni di euro.Il legale della Lario, Cristina Morelli aveva definito "ingiusta la decisione della Corte". In Appello era stato "cancellato" l'assegno di mantenimento da 1,4 milioni di euro che era stato predisposto nel 2013 dal Tribunale di Monza. Di fatto la Corte d'Appello aveva applicato il precedente dell'ex ministro dell'economia, Vittorio Grilli. L'ex titolare di via xx Settembre si era visto riconoscere la sospensione dell'assegno perché la moglie era economicamente autonoma. Stesso caso poi applicato nella causa tra l'ex premier e la Lario.


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Isola dei Famosi, Amaurys Pérez: Posso stare tre mesi senza fare sesso

Manca davvero pochissimo alla nuova edizione dell'Isola dei Famosi e, proprio oggi, i naufraghi sbarcheranno in Honduras.Tra Francesco Monte, Bianca Atzei, Francesca Cipriani, Marco Ferri, spunta anche il nome di Amaurys Pérez, campione olimpico di pallanuoto già protagonista di reality quali Pechino Express e Ballando con le stelle. Intervistato da Novella 2000, Pérez confessa di essere pronto a questa nuova avventura e a fare una serie di rinuncie, comprese quelle più faticose."Posso stare tre mesi senza fare sesso - dice il campione olimpico -. In Honduras non ne avrò bisogno: sono abituato a lunghi periodi di astinenza durante i miei ritiri. Ho fatto tantissimi ritiri nella mia carriera sportiva. Anche tre mesi fuori casa, lontano da mia moglie Angela, che è presente nella mia vita da tredici anni. Dopo otto ore al giorno di allenamenti il sesso è l’ultima cosa. Sono abituato anche a non farlo. Fidatevi".E tra una domanda e l'altra Amaurys confessa di aver sempre desiderato di mettersi alla prova con un reality simile all'Isola dei Famosi. "Vi confesso - continua - che sono sempre stato un fan dell’Isola. Quando mi hanno proposto di partire non ci credevo. Innanzitutto ho chiamato Angela, noi siamo una cosa sola, poi i miei ragazzi che alleno a Cosenza ed infine la società. Quando ho visto che hanno fatto il tifo per me da subito ho preparato il borsone per la partenza. Direzione Milano. Io amo le sfide, il lavoro duro e l’avventura. Penso che ci siano tutti gli ingredienti in quel programma".


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Sembrate quello della barzelletta che.... Così Enrico Lucci asfalta Bersani

"Ascoltami a me, Pierluì...". Ospite di Bianca Berlinguer a Cartabianca, Enrico Lucci asfalta Pier Luigi Bersani. Lo fa con il sorriso, ma di fatto prende in giro la strategia del suo nuovo partito, Liberi e Uguali, e più in generale del centrosinistra (guarda il video). "Ma non riuscite a mettere insieme le cose e andare avanti? - ha chiesto durante la trasmissione - sembrate quelli della barzelletta... te la ricordi la barzelletta?".Lucci, come suo solito, non ci va giù per il sottile. E scherzando spiega a Bersani i mali della sinistra italiana. "Sembrate quello che si taglia il pisello per fare un dispetto alla moglie...", dice il conduttore di Nemo alludendo alla famosa barzelletta. In studio piovono gli applausi, mentre sulle labbra di Bersani si dipinde un timido sorriso. Il paragone è calzante. E lo è ancor di più dopo il recente litigio che ha portato alla rottura in seno al Partito democratico e alla nascita della nuova formazione guidata dal presidente del Senato, Pietro Grasso. Liberi e Uguali non è altro che l'ennesimo cespuglio di sinistra. Alle elezioni politiche supererà a stento il 5-7%, abbastanza per dare fastidio a Matteo Renzi e ai democratici.All'orizzonte non c'è alcuna possibilità di accordi tra il Pd e LeU. Grasso ha "salvato" solo l'appoggio a Nicola Zingaretti che correrà per fare il bis alla Regione Lazio. Più che una scelta strategica, una selta di poltrone. Ma tant'è. Alle politiche i due partiti andranno divisi. "Portate la sinistra a una sconfitta ingiusta, stupida, insensata - attacca Lucci - perché non ve la giocate con la destra e con i Cinque Stelle e vedete cosa riuscite a fare?". Bersani non risponde. E l'ex Iena insiste: "Ce l'hai il telefono? Prendi il telefono e fai una telefonata a Renzi, mettetevi d'accordo e fra cinque minuti fate quello che dovete fare".


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Elezioni, Tajani frena Moscovici: Non parla a nome dell'Europa

"Moscovici è un commissario europeo socialista francese, non parla a nome dell'Unione Europea". Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, lo mette subito in chiaro frenando qualsiasi allarmismo sul voto in Italia. Ieri il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, aveva infatti lanciato un duro monito sulle prossime elezioni politiche in Italia esprimendo forte preoccupazione per l'esito del voto. "Che ci sia preoccupazione per l'instabilità, è vero - ha ammesso - ma ci sarà un governo stabile"."L'Italia si prepara a elezioni incerte ed è difficile immaginare oggi quale coalizione emergerà e con quale visione europea". Da qui l'allarme "rischio politico" lanciato da Moscovici. Che poi ha stroncato le politiche economiche di Luigi Di Maio e ha attaccato Attilio Fontana, candidato del centrodestra alla Regione Lombardia, per le sue dichiarazioni sulla "razza bianca". Un monito che ha fatto innervosire i partiti italiani. Con la Lega in testa che ha accusato il commissario europeo di "inaccettabile intrusione". Anche Tajani, parlando a Radio Anch'io su Radio Raiuno, ha mostrato forte contrarietà rispetto alle parole del commissario europeo agli Affari economici. "Se fossi stato al posto di Moscovici - ha spiegato - sarei stato più prudente, non avrei fatto quella dichiarazione nel mezzo della campagna elettorale". Quindi, ha chiarito: "Il messaggio dall'Ue non è quello di Moscovici: le istituzioni europee non devono interferire".Durante il suo intervento a Radio Anch'io, Tajani non ha negato che ci sia preoccupazione per una possibile instabilità. "Ma - ha subito aggiunto - credo che ci sarà un governo stabile e che gli italiani andranno a votare per far contare di più questo Paese". Anche sull'opportunità di superare il limite del 3% nel rapporto tra deficit e Pil, mossa pensata per ridare un po' di fiato all'economia, come leva per il rilancio del Paese, Tajani ci ha tenuto a ricordare che il tetto non "è un dogma di fede", ma ha anche messo in chiaro che "si deve vedere a cosa serve" superare i vincoli di bilancio.


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Andria, verme nella lattina di Coca Cola: 12enne ricoverata n ospedale

Una sorso di Coca Cola dalla lattina poi il malore dopo essersi accorta di aver in bocca un verme; la corsa in ospedale e il ricovero in osservazione all'ospedale Bonomo di Andria. L'incidenteIl responsabile del presidio medico ospedaliero, Stefano Porziotta ha fatto sapere che "la bambina sta bene e viene tenuta in osservazione solo per precauzione". E aggiunge: "Stando ad un primo esame macroscopico del verme non vi sono elementi che destino preoccupazioni ma invieremo il campione all'istituto zooprofilattico di Foggia per approfondimenti da parte di esperti".Il medico poi conclude che la piccola "non ha avuto né vomito, né diarrea o altri sintomi che possano allarmarci, resterà per qualche ora in ospedale". Sul luogo dell'incidente sono accorsi gli agenti commissariato di polizia e gli uomini dell'ufficio igiene di Andria e il Sian, il Servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione della Puglia. Immediato il sequestro della lattina, si procederà per individuare il lotto per risalire alla provenienza, come scrive Il Messaggero.


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Lino Banfi: Sarò consigliere per Emiliano

Lino Banfi consulente gratuito di Michele Emiliano. Dopo il ruolo di ambasciatore ufficiale della Puglia è arrivata la chiamata per far parte dei 38 consiglieri del governatore. E di questa sua nuova esperienza, Banfi ne parla al Corriere: "Nel settore agroalimentare posso dire la mia, anzi, d’ora in poi diventerà il mio vero lavoro, come sognava papà Riccardo. Ho lanciato pure una linea di prodotti tipici della mia terra, la Bontà Banfi, ci ho messo la faccia e il cuore. Va bene, sa? La distribuiscono la Conad e la Coop". Poi parla del suo orientamento politico: "Sono un liberal-centrodestra, ma guardo più alla persona che al partito, tant’è che quando era candidato Veltroni, altro grande amico mio, ero disposto pure a improvvisare un comizio". Quello tra Emiliano e Banfi è un'amicizia nata circa tre anni fa. Il tutto è partito con una telefonata da parte del governatore che ha deciso di fargli gli auguri per il suo compleanno: "vevo raccontato che Berlusconi mi telefona ogni anno per farmi gli auguri di compleanno. Siamo tutti e due del ‘36, solo che io sono nato a luglio, due mesi prima di lui, e per questo Silvio mi chiama vecchio. Quella volta però ho ricevuto anche un’altra telefonata: sono Michele Emiliano, non Berlusconi, voglio farti gli auguri pure io, Lino. Ci vediamo poco, ma siamo due belle forchette e si vede, con un debole per il pesce e i frutti di mare". Infine sul voto del 4 marzo e sulla sua preferenza alle urne afferma: "Non lo dirò nemmeno in punto di morte, però alle urne ci vado, rinunciare non è giusto".


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Alberto Angela: L'idea di Patria alla base del mio successo

E' l'uomo del momento, il sex symbol con il fascino della cultura, il recordman di ascolti con una trasmissione che più lontana dal trash non si può. Alberto Angela è sulla cresta dell'onda, spinto dal record di audience del suo nuovo programma Meraviglie sulla Rai, che domina le classifiche degli ascolti con oltre il 23% di spettatori di sintonizzati.In un'intervista a Repubblica, il popolare divulgatore scientifico e presentatore televisivo si racconta provando a mettere a nudo i segreti di un modo di lavorare che lo stanno rendendo sempre più famoso e apprezzato in tutta Italia. Il nuovo programma dedicato alle bellezze dello Stivale, infatti, incanta e dietro questo successo non c'è solo un linguaggio chiaro e semplice ma accattivante. C'è anche un senso di identità e un profondo amore per la Patria, che Angela identifica come idea basata sule emozioni e sui valori di una comunità, "come quella del presidente Carlo Azeglio Ciampi".Il divulgatore, nato a Parigi e formatosi nelle università americane, si dice "fierissimo" della propria italianità e anzi attribuisce la propria passione precisamente a questo desiderio di far sì che tutti i nostri compatrioti "scoprano le meraviglie italiane che non conoscono abbastanza"."La Patria è fondata sulla bandiera che sventola sul Battistero, a Pompei, nelle Langhe, sulla Reggia di Caserta...", spiega, non risparmiando una piccola stoccata ai "cugini" francesi: "Il Louvre è un covo dove espongono la refurtiva: dovrebbero restituirci quello che ci è stato sottratto dopo il 14 luglio del 1789, noi abbiamo restituito l'obelisco (di Axum, ndr) all'Etiopia".Ma l'amore e l'ammirazione per queste meraviglie, spiega il celebre presentatore, non si limita solo all'arte e alla cutlura: "C'è l'eccellenza degli scienzati, dei ricercatori, di una certa imprenditoria creativa di cui nessuno parla". Un tesoro da raccontare con parole semplici, come nella tradizione della divulgazione scientifica, quella migliore.


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Mostra il lato b su Google Street View: ironia a Padova

Il passaggio della Google Car non è passato inosservato in quel di Padova: la singolare vettura, dotata di telecamera sul tettuccio, era all'opera in zona per mappare il quartiere dell'Arcella. Intenta ad aggiornare le immagini per Google Street View, l'automobile del colosso americano ha immortalato una posa singolare: un giovane che ha deciso di abbassare i pantaloni per mostrare lato b. Azione goliardica e spiritosa, che ha trovato un forte feedback sui social quando, pubblicata ufficialmente l'immagine di Google Maps, la foto è stata condivisa dagli stessi autori del gesto. Il fatto, avvenuto nel settembre del 2017, da qualche giorno è divenuto virale con innumerevoli commenti divertiti da parte degli utenti social.Gli stessi autori dell'audace gesto hanno rivendicato con orgoglio la presenza del lato b nudo, senza vergogna e timore, ottenendo un forte consenso dal web. La parte in mostra è stata coperta con dei pixel da Big G, tuttavia la sagoma censurata ha lasciato spazio a pochi dubbi. Benché la società sia stata colpita da critiche, per aver pubblicato lo scatto imbarazzante, si è difesa sottolineando come la scena si sia svolta in un luogo pubblico e all'aperto. Ma ha anche confermato la disponibilità a rimuovere gli scatti che, segnalati dagli utenti, possano risultare offensivi o violare la privacy personale.Lo scherzo è accaduto in via Saetta 11: l'episodio è stato riportato anche dalla pagina Facebook dedicata al quartiere di Padova, ribattezzato Arcellatown.


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Michelle Hunziker e Tomaso Trussardi: Abbiamo chiesto la grazia per Sole

Una rivelazione, un dono inatteso e l'amore che trionfa. Sono questi gli ingredienti dell'ospitata di Michelle Hunziker alla trasmissione di Maria De Filippi, "C'è posta per te".La presentatrice di origine svizzera è stata ospite con il marito Tomaso Trussardi, svelando un dettaglio intimo della loro relazione. I due hanno infatti chiesto la grazia per concepire la figlia Sole. È quanto i due hanno confermato nel supportare Giuseppe e Chiara, due ragazzi di Palermo, i quali non si possono sposare nonostante stiano insieme dal 2011 perché ancora non hanno raggiunto l'indipendenza economica. Ed è proprio la cattedrale di Palermo il luogo in cui Hunziker ha chiesto la grazia."Io e Tomaso ci siamo conosciuti e fidanzati nel 2011 come voi - ha spiegato la soubrette - Inoltre, a Palermo abbiamo concepito Sole dopo aver chiesto una grazia alla Cattedrale. La vita non è stata facile per voi. Tu, Chiara, hai portato tanta luce nella vita di Giuseppe. Vuole farti sognare. Ora sarai la protagonista di una delle più belle promesse d’amore".Così, Trussardi e Hunziker hanno regalato ai fidanzati una borsetta, con all'interno una cifra simbolica per aiutarli nella progettazione di una vita insieme. Si tratta di un oggetto dai profondi significati: Tomaso la regalò a Michelle durante il loro primo appuntamento, spiegandole come era stata prodotta. "Io mi chiedevo: chissà se un giorno mi accarezzerà come fa con quella borsa", ha aggiunto Hunziker. Alla fine del racconto, Giuseppe si è inginocchiato e ha chiesto a Chiara la sua mano.[[gallery 1483153]]


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Molestie, Aziz Ansari accusato: Non ha colto i miei segnali non verbali

Premiato ai recenti Golden Globe Awards come Miglior Attore, anche Aziz Ansari è stato accusato di molestie sessuali per il comportamento avuto con una giovane donna, durante una serata trascorsa insieme lo scorso anno. Il noto comico ha risposto alle accuse confermando la veridicità dell'appuntamento a sfondo erotico, ma sottolineando la natura del tutto consensuale dell'incontro.Stando a quanto raccontato dalla ragazza su un sito statunitense, Grace - questo il nome di fantasia attribuito alla giovane - e Ansari si sono conosciuti a un afterparty in occasione degli Emmy Awards 2017. Usciti a cena per un appuntamento, al romantico corteggiamento iniziale sarebbe seguito un comportamento inopportuno e considerato aggressivo, una volta che i due sono giunti a casa dell'attore.Nello specifico, una volta nell'appartamento i due avrebbero iniziato subito a baciarsi e Ansari, dopo aver toccato il seno della partner, avrebbe insistito troppo per fare sesso. Il comico avrebbe quindi infilato ripetutamente le sue dita nella bocca della giovane, una scelta che quest'ultima ha giudicato come intrusiva. La ragazza, che ha fornito come prova uno scambio di SMS, sostiene di aver lanciato dei segnali non verbali per evitare di giungere all'amplesso, segnali che Ansari non avrebbe però colto.Secondo quanto riferito, la sera successiva all'appuntamento Ansari avrebbe inoltrato un messaggio alla partner, rallegrandosi per la bella serata trascorsa. Un SMS tutt'altro che gradito dalla giovane: "La scorsa notte può essere stata divertente per te, ma non per me. Hai ignorato chiari indizi non verbali, hai continuato con le tue avance". La risposta immediata dell'attore: "Mi dispiace di sentire questo. Chiaramente, ho giudicato male il momento e sono veramente dispiaciuto".Resa nota sulla stampa la vicenda, il protagonista di "Master of None" ha confermato l'appuntamento, negando però qualsiasi forma di molestia sulla giovane, una fotografa di New York.


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Emily Ratajkowski come la Venere di Botticelli

L'ultimo scatto di Emily Ratajkowski ha fatto letteralmente impazzire gli utenti di Instagram. Con i capelli al vento e la natura alle spalle, la splendida modella statunitese si è fatta immortalare dalla fotografa Mona Kuhn in una posa che ricorda quella della Venere di Botticelli. Nella didascalia della foto, infatti, la 26enne ha scritto "La nascita di Venere", proprio per ricordare il titolo del celebre dipinto, oggi conservato alla Galleria degli Uffizi a Firenze.La foto è piaciuta talmente tanto che sono ben più di un milioni gli utenti che hanno deciso di mettere il loro like. Ratajkowski con questo post ha definitivamente allontanato l'attenzione dalle polemiche che l'aveva coinvolta recentemente. La modella aveva infatti annunciato la sua collaborazione con la Kèrastase con un post in cui aveva scritto che "i capelli sono parte essenziale della sensualità di una donna". Diverse ragazze su Instagram malate di alopecia o di cancro hanno accusato la 26enne di insensibilità tanto che alla fine l'azienda si è sentita in dovere di scusarsi pubblicamente per lo scatto.


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