Papotti Nicola CantalamessaScultore
Nascita: 1833 Ascoli Piceno
Morte: 30/8/1910 Roma
Allievo dello scultore Pietro Tenerani.
Cronologia23/2/1888
Verdetto per il concorso del gruppo equestre per il Monumento Nazionale dedicato a Vittorio Emanuele in Roma:
"A Roma, il 23 dello scorso febbraio, la Commissione reale ha pronunciato il verdetto sul concorso per la parte statuaria del monumento da alzarsi nella capitale d'Italia a Vittorio Emanuele sul monte ove è il Campidoglio.
I nostri lettori ricorderanno che per questo monumento nazionale, al grande concorso, è stato scelto il maestoso classico progetto architettonico del conte Sacconi; ricorderanno che nel centro della solenne costruzione dovrà campeggiare su alto piedestallo la statua equestre colossale del gran Re, fusa in bronzo, e che in un primo concorso per questo gruppo, dopo vivi contrasti fra i membri della Commissione reale aggiudicatrice, sei concorrenti furono scelti per ripresentarsi a nuovo concorso definitivo, col modello del gruppo, compito in grandi dimensioni.
Gli scultori prescelti furono i signori Barzaghi, Civiletti, Cantalamessa, Balzico, Borghi e Chiaradia.
In questa piccola schiera di eletti è successa una disgrazia, come in quella dei quindici scelti pel concorso per la facciata del Duomo di Milano. Dopo il concorso milanese, è morto il concorrente russo Ciaghin, autore di uno dei migliori progetti; fra i sei del monumento di Roma è morto, come è noto, Ambrogio Borghi. Così è avvenuto che gli altri cinque sono rimasti soli in gara.
L'esposizione dei loro modelli si è chiusa due settimane fa in Roma, per la decisione della Commissione reale. Questa non riuscì a raccogliere su nessuno il numero necessario di voti; i cinque concorrenti rimasti in gara dovranno far da capo il concorso, ma su un nuovo programma che verrà compilato dai signori Canovari, Boito e Mariani ed uscirà tra pochi giorni nella Gazzetta Ufficiale, insieme alla relazione di C. Boito. Furono tuttavia concessi i due premi di 7000 lire ciascuno, a Balzico ed a Cantalamessa ed i tre di 3500 lire a Chiaradia, Barzaghi e Civiletti.
La severità della Commissione, se pure c'è stata severità nel non fare la scelta tra i cinque modelli, si spiega facilmente pensando che il gran gruppo equestre pel quale si fa il concorso riunirà le seguenti condizioni positive e reali di notorietà mondiale, condizioni che nessun altro monumento potrà mai offrire: esso sorgerà su di un colle che è uno dei punti più famosi della terra; entro la città che da oltre duemila anni non ha cessato d'essere la più universalmente famosa tra gli uomini, come capitale prima dell'orbe romano, poi del mondo cristiano; e dovrà tramandare ai posteri, in forma grandiosa, la figura imponente del gran Re che rappresenta la cessazione del potere temporale dei papi, quattordici volte secolare, e l'avvenimento più memorabile e atteso da secoli della storia d'una nazione il cui principio di grandezza civile risale alle origini degli antichissimi Pelasgi. Questa non è rettorica: è storia.
Così straordinaria destinazione basta a esaltare l'ambizione ed a far trepidare l'animo di qualsiasi grande artista, ed a presentare il più sicuro termine di paragone per giudicare se l'opera sarà riuscita degna del monumento, quando si farà la scelta dei nuovi modelli."
Opere decorative