Benedetto Giuseppe LabreSanto
Nascita: 26/3/1748 Amettes
Morte: 16/4/1783 Roma
Cronologia3/12/1770
Benedetto Giuseppe Labre arriva per la prima volta a Roma. Si stabilisce presso l'XLIII Arco del Colosseo, dove povero fra i poveri, divideva l’elemosina ricevuta con i più bisognosi, e da cui partiva per le visite e devozioni nelle chiese di Roma. In breve tempo la sua fama spirituale si diffuse nella città.
16/4/1783
Benedetto Giuseppe Labre viene colpito da malore mentre si trova su gradini della Madonna dei Monti. Viene trasportato nel retrobottega di un macellaio di via dei Serpenti, Francesco Zaccarelli, il quale provvede a chiamare prima un medico, poi un prete. Verso le otto di quella sera muore.
20/5/1860
Papa Pio IX beatifica Benedetto Giuseppe Labre.
8/12/1881
All'interno della sala sopra il portico della Basilica Vaticana, Papa Leone XIII ha presieduto la solenne cerimonia di canonizzazione di quattro nuovi santi: Giovanni Battista De Rossi, Lorenzo da Brindisi, Giuseppe Labre e Suor Chiara da Montefalco:
"La cerimonia, solita a farsi in San Pietro, è stata fatta questa volta nella grande aula che sovrasta il portico della basilica Vaticana; aula straordinariamente vasta quando la si vede nuda e deserta, ma certo non proporzionata ad una cerimonia, il cui programma, dirò così, è stato fatto sulle misure della più grande chiesa d'Europa. L'aula era stata ornata da paramenti, da viticci, e risplendeva di molti lumi, i quali producevano, per vero dire, un calore che più tardi fu insopportabile. Nel disegno del Paolocci l'aula si vede in tutta la sua lunghezza: il lato a destra di chi guarda è quello sul quale si aprono i finestroni prospicienti nell'interno della basilica, da uno de' quali Leone XIII benedisse la folla il giorno della sua esaltazione; il lato a sinistra guarda invece sulla piazza ed in esso si apre il balcone da cui è annunciata la elezione d'un nuovo pontefice.
I cardinali, gli arcivescovi, i vescovi, gli abati mitrati, i generali degli ordini monastici, i prelati della corte pontificia, tutti col piviale di teletta d'argento, aspettavano il Papa dalle 9 della mattina in una sala attigua alla sala Ducale. Leone XIII col manto papale e il triregno in capo, dopo aver pregato davanti ad una immagine della Concezione, sedeva nella sedia gestatoria, in mezzo ai ricchi flabelli, e si faceva portare nella sala ducale. E la cerimonia incominciava con l'offerta di tre grossi ceri fatta al Papa dal cardinale procuratore della canonizzazione, ed il Papa ne dava uno al principe Colonna assistente al Soglio, tenendo per sè il più piccolo e sostenendolo con la sinistra avvolta in un velo di seta trapanto d'oro. Quello mezzano doveva esser dato all'altro principe assistente al Soglio, il principe Orsini di Gravina, che non si fece vedere.
La processione, disposta in ordine dei cerimonieri pontifici, mosse dalla sala ducale verso l'aula della canonizzazione dove il posto per passare in mezzo alla folla degli invitati era tenuto sgombro da una doppia fila di militi della guardia palatina. Quando entrò nell'aula, la processione presentava un aspetto molto pittoresco; le mazze d'argento dei cursori apostolici, le vesti violette de' prelati, le cappe rosse con armellino de' camerieri segreti, le mitre preziose del Papa portate in mano dai cappellani, il principe Ruspoli maestro del Santo Ospizio con i mazzieri, i votanti di segnatura con i turiboli e l'incenso, il custode della croce papale, le pianete bianche dei penitenzieri della basilica vaticana, i piviali di damasco egualmente bianchi, e le dalmatiche di tela d'argento dei cardinali formavano un insieme grandioso e variato."
Luogo di sepoltura