Giovanni Battista de RossiScultore
Cronologia1/1884
Giovanni Battista de Rossi avvia scavi nel piano inferiore del cimitero di Priscilla, probabilmente a seguito di scoperte effettuate in occasione di lavori per prolungare del Campo Corse attivo nella Villa Ada.
"Escavazioni di Giovanni Battista de Rossi nel piano inferiore del cimitero di Priscilla. Si rimette mano ai lavori nel cimitero di Priscilla, lungamente intralciati e sospesi per difficoltà insorte circa l'estrarre le terre dal lucernario maggiore. Ogni impedimento è stato ora tolto dalla cortesia del proprietario sig. conte Telfener.
Del cimitero di Priscilla, dei suoi sepolcri storici, della sua cronologia cominciai l'arduo trattato nel Bullettino del 1880 p. 5-54. Quivi dimostrai, che le cripte insigni per sepolcri di martiri storici e di pontefici, visitate nei secoli della pace e additate dai topografi sembrano essere state in due piani: nel superiore le più antiche, nell'inferiore le più recenti contemporanee della persecuzione di Diocleziano. Le prime sono interamente scoperte: l'ultima e più minuta esplorazione ne fu compiuta nel 1883, e ne renderò conto a suo luogo. Stanno nel gruppo principale delle gallerie arenarie ridotte ad uso di cimitero, sepolcreto antichissimo dei primitivi fedeli della chiesa romana. La pianta della parte fino ad oggi regolarmente sterrata di cotesta arcaica e nobilissima regione della necropoli priscilliana è delineata nella tav. VII, VIII: il gruppo delle cripte, che appello storiche, in questo piano è contrassegnato colla lettera A.
Nel punto K, 6 della icnografia tav. VII, VIII un lucernario di ampiezza straordinaria traversa il piano superiore e dà luce all'inferiore. Da molti indizi appare quel luogo essere insigne; e poichè sappiamo i sepolcri dei martiri dioclezianei essere stati in parte, ove era un cubicolo appellato clarum per antonomasia, tanta era la luce in quello intromessa dal lucernario, speravo di trovare proprio sotto quella enorme bocca il centro delle storiche cripte priscilliane inferiori, ove furono sepolti Marcellino papa ed alquanti martiri della predetta persecuzione.
Ottenuta però l'apertura del lucernario, ed estratte da quell'imo profondo le terre, ci siamo trovati non nel cubiculum clarum, ma in un ampio quadrivio. Il quale sta quasi nel mezzo d'una meravigliosa rete di vie parallele intersecanti ad angolo retto un lunghissimo ambulacro centrale del piano inferiore del cimitero di Priscilla; singolare esempio e tipo di inusitata regolarità d'escavazione e costruzione sotterranea, tutta condotta a tenore d'un disegno preconcetto di vasta estensione ed ardita profondità e spessezza di gallerie. Dalla linea centrale fornita d'una serie di archi costruiti a regolari intervalli, che sostengono la spinta delle lunghe ed alte pareti scavate nel tufa, partono più di venti diramazioni in ognuno dei due lati; tutte interrate, come in grandissima parte colma di terra era eziandio la galleria principale.
Il Boldetti vide nel cimitero di Priscilla « una scala profondissima con una volta di fabbrica la maggior parte diroccata, e per essa, si discende alla parte inferiore del cimitero... A mano sinistra s'incontra immediatamente una cappella...; nel fine della detta cappella a mano destra una via diritta lunga settantatre canne di misura, che senza dubbio è la principale del cimitero, e di quando in quando è frammezzata da altre vie laterali al numero di 21 per parte, le quali vengono a dividerla in forma di croce, ed in ciascuna sua divisione vi sono archi di muro con fabbriche di mattoni « per sostentamento e fortificazione delle pareti che sono altissime, scorgendosi in quelle vie sino al numero di dodici « sepolcri, uno sovrapposto all'altro. ». E prosegue narrando come nel 1715 egli cominciò l'esplorazione di queste gallerie tutte interrate: la continuava quando nel 1720 scriveva le recitate parole.
Soggiunge quindici iscrizioni e quattro impronte di sigilli figulini trovate nella predetta regione, mentre si stampava quella parte del volume, ove parla del cimitero di Priscilla. Due di queste iscrizioni esibite dal Boldetti con la consueta negligenza sono state ora ritrovate sterrando l'ambulacro centrale, in mezzo al quale è il grande lucernario.... Molte altre ne furono dal Boldetti lasciate al posto o giacenti e neglette; moltissimi loro frantumi erano e sono sepolti sotto le terre riportate dai fossori lungo la via principale e le laterali, tutto inedito. Riferisco le intere o quasi intere, che nell'atto dello sterro ho vedute tuttora affisse ai loculi sepolerali, e perciò spettano senza dubbio ai sepolti in cotesto luogo: alcune sono poi cadute dal proprio posto."
Opere decorative