Pubblicazione: 1881
Notizie degli scavi di antichità. Accademia nazionale dei Lincei.
Tempio. 1. Altare nel fondo della cella, spogliato dei suoi ornamenti marmorei. Vi rimane soltanto un angolo della cornice della edicola, con l'iscrizione n. 34. 2. Pronao con due basi, e due capitelli composti, forse appartenenti all'ordine. 3 Cimale di scolo, che fa il giro della cella, largo m. 0,84, profondo m. 0.51i. 4. Colletta di epoca più tarda, addossata alla parete postica del tempio. 5. Marciapiede formato dai lastroni di marmo , i quali da questo lato, ancora ricuoprono il canale di scolo. 6. Sito nel quale è stata ritrovata la colonna di bigio, col bassorilievo esprimente il genio del castro dei peregrini, e con l'iscrizione n. 37. 7. Monumentino di mattoni a cortina, con cornici marmoree, e con la fronte concava: forse una fontanella.
Foro. 8. Avanzi di un canalone di travertino, che circonda l'area sterrata della ]tiazza, raccogliendo al tempo stesso gli stillicidi del tetto dei portici. 9. Sito nel quale è stato ritrovato il piedistallo, con l' iscrizione di P. Anfidio n. 36. 10. Sito nel quale è stata ritrovata la statua virile togata, forse di P. Anfiilio, descritta nella prima relazione. 11. Strada che attraversa l'area sterrata del Foro, orientata sull'asse del tempio e del teatro. È pavimentata di « battuto alla veneziana », e chiusa da margini di marmo. La sua costruzione è anteriore allo stabilimento del portico marmoreo n. 12, perchè scendendo con forte pendio, dal pronao del tempio verso la scena del teatro, viene a ritrovarsi oltre ad un metro piii bassa del pavimento del portico, dal quale è ricoperta. 12. Lato meridionale dei portici, con colonne marmoree alte m. 3,65, e distanti (la centro a centro m. 2,81. 13. Lati orientale ed occidentale del portico, con colonne di mattoni, intonacate di stucco dipinto e scanalato. Alcuni murelli trasversali, costruiti fra ciascuna colonna e la parete di fondo, hanno trasformato queste ali di porticato in una fila di camerette, altrettanto larghe quanto lo sono gli intercolunni. 14. Tubo di piombo con la triplice leggenda n. 35. 15. Schola di incerto collegio, con pavimento di mosaico a chiaroscuro, rappresentante il gladiatore « Splendor ». 16. Schola del collegio dei Sacomarii, nella quale è stata ritrovata l'ara marmorea del natale di Roma, illustrata nella tavola II. 17. Schola di incerto collegio, in tutto simile a quella dei Sacomarii. 18. Schola del collegio dei Telonarii. Nel pavimento è scritta a mosaico la leggenda n. 38, 19. Schola del collegio dei Navicularii lignarii. Nel pavimento è scritta c. s. la leggenda n. 39. 20. Schola del collegio dei Navicularii farric... Nel pavimento la leggenda n. 40. 21. Schola del collegio dei Mensores frumentarii, della quale non è fatta parola nel testo, perchè scoperta dopo che era stato consegnato per la stampa. Nel pavimento manca il cartello scritto, il quale è sostituito da una vignetta. Rappresenta questa un misuratore di grano in ginocchi, con la mano sinistra appoggiata agli orli del modio, e con l'asta o regolo nella destra.
Teatro. 22. Postscena, con pavimento di battuto alla veneziana. 23. Muraglione della scena, di opera a bugna di grandi massi di tufa, in gran parte distrutto. La scena aveva pavimento di legno, sostenuto da murelli di mattoni , perpendicolari all'asse del teatro, e traforati da un numero considerevole di porticelle. Lo scavo di queste sostruzioui del tavolato è riuscito feracissimo. Vi si ritrovarono; La statua della Venere di Guido, descritta nella prima relazione; molti pezzi di una statua muliebre panneggiata, con diadema sul capo ornato di due medaglioni, con ritratti forse di un imperatore e di una imperatrice divinizzati; due mensoloni di marmo, simili a quello trovato dappresso il tempio: lunghi m. 0,84, alti m. 0,50, grossi m. 0,42 con mascheroni nelle testate, e volute sui fianchi; circa 10 m. lineari dielegante cornice, con aggetti corrispondenti all'aggetto delle colonno dalle quali era sostenut; la grande iscrizione monumentale di Settimio Severo è di Caracalla; una lucerna fittile, con rilievo di un' ara, e bollo L CASAE; un manico d'anfora, col bollo EXPM; im labro di dolio con la capacità graffìta L-XLII-S; molti bolli di mattone, con la leggenda rotonda EX PR.CVSII^ìVESSALN; un peso grande di marmo, con la sigla T 24. Suggesto della scena, ornato in epoca assai tarda, con cinque nicchie semicircolari, e quattro nicchie quadrate. , 25. Corridoi che dividono la scena dalla cavea. 11 pavimento di signino discende dalla periferia verso l'orchestra. 26. Scalette dei cunei, ornate di parapetti di marmo. 27. Ambulacro di accesso alla orchestra. 28. Pareti dell'ambulacro, rinforzate e foderate coi piedistalli di statue, illustrati nella prima relazione. 29. Camera con le pareti a stagno, forse conserva d'acqua. Ha servito di sepoltura a circa quaranta cadaveri, forse di uomini d' arme del secolo XVL Presso uno degli scheletri giaceva una bella spada, con le asticelle della impugnatura ricurve, e col fodero di cuoio montato in metallo. 30. Scala di travertino, che conduce alle zone più alte della cavea. 31. Stanza nella quale è stata ritrovata ima statua di divinità muliebre, acefala, seduta sul trono, grande a metà del vero. 32. Ambulacro semicircolare »
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