Pubblicazione: 1883
L'Illustrazione Italiana. 28 ottobre 1883.
Nella testè chiusa esposizione artistica di Roma, nella sezione della mostra retrospettiva ammiravasi un quadro del bolognese Luigi Buti, che ricordava un episodio commovente della vita del Tasso. Su quella tela il Tasso non è effigiato nel pieno vigore delle sue facoltà, come amò dipingerlo il Morelli, ma lo vedi sparuto, languente appoggiarsi al braccio di un cardinale, seguito dal proprio caudatario, per fare il giro del piccolo portico nel convento dei frati di S. Onofrio sul monte Gianicolo.
Il nostro disegnatore di Roma a complemento del quadro, che per scena aveva Roma, c'invia le memorie restate in quel convento, ultimo e quieto asilo del cantore della Gerusalemme. Nella nostra incisione osservasi riprodotto fedelmente l'emiciclo, coronato di cipressi, dal quale si gode uno stupendo panorama di Roma. Ivi amava intrattenersi alla calata del sole l'infelice poeta: quella era la sua passeggiata favorita, e sotto la quercia, che a quei sedili sta dappresso, preferiva riposare il suo animo travagliato.
Quell'albero porta ancora il suo nome immortale: e quando nel 1832 un fulmine lo percosse, echeggiò per Roma un senso di tristezza, come se fosse stata offesa una cara memoria. I frati di S. Onofrio hanno conservato con certa venerazione le cose appartenenti al cantore di Goffredo; perciò quando nel 1856 Pio IX ordinò allo scultore comm. De-Fabbris che modellasse un monumento maestoso a surrogare la modesta pietra tumulare, che ne copriva le ceneri nella chiesa di S. Onofrio, i frati nella stanza da lui abitata riunirono le storiche reliquie, che ora il mondo va a visitare.
Nella parete quel Torquato Tasso, che l'incisione fa apparire dipinto, è opera a tempera del pittore, metà secolare e metà certosino, che ha nome Cesare Balbi. È lo stesso che coperse di pitture le pareti della Certosa di Trisulti ed il portico, detto di Michelangiolo, nella Certosa di Roma. L'annosa quercia è presentemente sostenuta da puntelli e fili di ferro che la tengono in equilibrio. Di qui volgendo lo sguardo a sinistra, il Vaticano e l'immensa cupola di Michelangelo appaiono maestosi sull'orizzonte.
L. bellinzoni
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