Pubblicazione: 1893
L'Illustrazione Italiana. 26 Marzo 1893:
I romani lo chiamano oramai l'hôtel des Commandeurs. Ve ne presentiamo la facciata esterna, nel momento in cui una carrozza è fermata all'ingresso. Il nostro corrispondente artistico di Roma ha colto questo istante in cui amici e parenti vanno a visitare i prigionieri coinvolti nello scandalo delle Banche.
La domenica 5 marzo fu gran giornata di colloqui dei commendatori carcerati coi loro parenti. Il Tanlongo, il Monzilli, Cesare Lazzaroni, il Bellucci-Sessa.... ebbero presenti sempre ai loro colloqui o il giudice istruttore Raimondi o il direttore dello stabilimento cav. Doria. Il Cuciniello continua a essere il più giocondo di tutti. Ricevuta dalle mani del direttore dello stabilimento la requisitoria del pubblico ministero, se la pose tranquillamente in tasca e non si diede cura di leggerla che qualche tempo dopo, nel silenzio della sua cella.
Il carcere di Regina Cœli, come si vede, ha un bell'aspetto. È bene aereato, è spazioso. Non rassomiglia affatto al vecchio tipo delle prigioni dall'aspetto triste, ch'è andato scomparendo come ormai scompare il tipo delle Corti d'Assise lugubri. Per accertarcene, il nostro corrispondente ha avuto l'attenzione di disegnare in un angolo anche uno degl'ingressi secondarii.
Il carcere giudiziario Regina Cœli è maschile e femminile, a sistema cellulare, con sezioni penali. Occupa un isolato noto col nome di Mantellate fra la Longara, il vicolo San Francesco di Sales, il Gianicolo e il vicolo di Mantellate. È opera recente dell'ing. F. Bucci.
Può contenere 1172 detenuti; con 1110 celle, delle quali 960 per gli uomini e 150 per le donne, oltre ai vari spaziosi locali pei servizii.
In una parte del nostro disegno si legge una scritta: Tipografia. È la tipografia delle Mantellate.
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