Pubblicazione: 1879
L'Illustrazione Italiana. 8 Febbraio 1879.
"Cinquecento sessanta donne possono essere ricoverate in questo spedale, e pur troppo! spesso quasi tutti i letti sono occupati. Che lunga e lugubre storia d'affanni sarebbe, cominciando dal 1216, quella di questo asilo delle sofferenze e del dolore! Eppure anche gli ospedali hanno il loro giorno di festa, e le povere malate di San Giovanni l'ebbero la settimana passata, quando Margherita di Savoia, consolatrix afflictorum inaspettata, andò a rallegrare con la dolcezza del suo sorriso di regina la squallida monotonia di quelle stanze.
E le domande benevole e le premure affettuose dell'augusta donna quanto bene devono aver fatto a quelle povere inferme!
A cinque ragazze, vissute da anni nello spedale, perché le loro madri ve le lasciarono orfane e senza parenti, la regina provvederà un qualche onesto collocamento. E la reale parola perorerà l'ampliamento della sala di maternità, affinché a tante infelici sia almeno concesso di potere essere assistite quando divengono madri.
E quella povera donna? Piange perché c'è oramai per lei poca speranza di salvezza. Ma non piange per sè: piange perchè l'innocente creatura, messa al mondo pochi giorni prima, rimarrà sola su questa terra. Nobile dolore senza conforto! Ma la regina le ha parlato: le ha detto di star tranquilla e di pensare a guarire.... in tutti i casi alla sua bambina ci sarà chi provvederà. La povera donna esprime in un singhiozzo tutta la sua riconoscenza. Poi asciuga le lagrime e si rasserena. Venga pure la morte e la troverà rassegnata! Due giorni dopo la povera donna è morta. L'augusta madre degli afflitti ha una figliuola di più.
La visita che la Regina fece poi ad un altro ospitale, quello di S. Spirito, fece rumore anche nel campo politico. Don Paolo Borghese, principe di Salmona, è il capo di quell'aristocrazia che fin qui non fece adesione al governo italiano. Si credeva ch'egli per quel giorno troverebbe un pretesto per essere assente. Invece ricevette egli stesso la Regina, e l'indomani si fece iscrivere al Quirinale. Grande scandalo fra i clericali.
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