Pubblicazione: 1881
L'Illustrazione Italiana. 6 Marzo 1881.
Descrizione: L'Illustrazione Italiana. 30 Marzo 1881.
L'Accademia di Spagna a Roma (Real Academia de España en Roma) è inaugurata ufficialmente il gennaio nel complesso conventuale di San Pietro in Montorio sul Gianicolo:
L'accademia decretata da Castelar è stata inaugurata domenica dal signor De Cardenas, ambasciatore di S. M. Alfonso XII presso la Santa Sede, e dal conte di Coello y Portugal ministro della sullodata Maestà Cattolica presso S. M. il re d'Italia. Il signor Castelar non poteva esser servito meglio. Tutte le opinioni, tutte le monarchie, tutti i regimi più o meno costituzionali erano rappresentati all'inaugurazione dell'accademia spagnuola... la repubblica spagnuola che ha decretato, la monarchia che ha eseguito, Leone XIII, Alfonso XII, Umberto I... e poi tutta l'Europa rappresentata dai suoi diplomatici.
L'Accademia — ho paura d'averlo detto un'altra volta — sorge sul Gianicolo nell'antico convento di S. Pietro in Montorio, — mons aurei dal colore della sabbia che si trova a poca profondità, — fatto riedificare da Ferdinando V il Cattolico. Anche qui memorie di tutti i generi a scelta: la tradizione vuole che vi fosse crocifisso San Pietro, proprio nel punto dove è stata poi edificata la cappella bellissima del Bramante; in chiesa è sepolta Beatrice Cenci; a pochi passi c'è la porta San Pancrazio che porta ancora le traccie delle cannonate francesi del 1849 e di quelle tirate dal generale Bixio nel 1870.
Nessun posto forse in tutta Roma è più adatto per una accolta di artisti. Il colpo d'occhio è stupendo: la città intera si stende a piedi del Gianicolo colle sue innumerevoli cupole, i palazzi oscuri, un mare di tetti senza fine: a sinistra, la cupola di S. Pietro si alza come una gran macchia nera nel fondo, e l'occhio si spinge sino alle ultime ondulazioni per le quali i colli Albani digradano al mare.
Con tremila lire l'anno da spendere, oltre il vitto e l'alloggio, c'è da diventare artisti per forza. L'Italia non farà mai nulla di simile per i suoi artisti? Eppure anche i novatori, per bocca del pittore Signorini, dichiararono al congresso artistico di Torino che volendo lo stato incoraggiare lo studio dell'arte era meglio ritornare all'antico sistema delle pensioni, invece che perdere il tempo in concorsi de' quali nessuno è mai soddisfatto... quasi quasi neppure il premiato.
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