Pubblicazione: 1882
L'Illustrazione Italiana. 7 Maggio 1882. Progetto di Ettore Nenot per il Concorso del Vittoriano.
Progetti premiati per il Monumento a Vittorio Emanuele II
Il primo premio, nel suo insieme sarebbe uno specchio di piazza del Plebiscito di Napoli, o in Roma un secondo piazza di San Pietro, più castigata, più secondo le sane regole dello stile classico e più piccola; al posto della grande facciata della basilica, c'è un arco di trionfo di buona riminiscenza romana, al posto dell'obelisco vi è riportata, un poco modificata, la forma della colonna traiana, come a Parigi nella Piazza Vendôme.
La scultura ha molta parte decorativa in questa grande scena architettonica. Cinquantuna statue sono distribuite sull'attico dell'emiciclo e sull'arco trionfale; quattro bighe, di quelle usate dai Romani nelle corse dei circhi, con audaci facciali cavalli di bronzo, stanno ferme alle due testate dell'emiciclo e ai due lati del fastigio dell'arco. Vittorio Emanuele, naturalmente vestito alla moderna in tunica d'ordinanza nel 1859, è campato nello spazio ad una grande altezza; appié della colonna otto statue ne circondano la base, quattro fontane compiono la decorazione del concetto architettonico. La fascia che gira a spirale la colonna dovrebbe essere di bassorilievi rappresentanti i fatti delle guerre dell'indipendenza e unità d'Italia. Una variante, che è quella ammessa dalla Commissione aggiudicatrice, sostituisce ipse deccrare la piazza alla colonna Traiana, Vendôme o trionfale che dir si voglia, la statua equestre di Vittorio Emanuele. La parete del portico dell'emiciclo è coperta di pitture, distribuite, sembra, in tante storie quante sono le arcate, come si vede ordinariamente nei chiostri monastici.
Tale è il progetto che ha ottenuto il primo premio e che è ideato come da impiegarsi a sistemare col monumento a Vittorio Emanuele la piazza di Termini. Ne è autore il sig. Enrico Nenot, giovane architetto che non ha ancora raggiunto i 29 anni, che ha compiuto tutto il suo corso di grand prix de Rome all'Accademia francese di Belle Arti di Villa Medici, e che si è fatto onore nel Belgio riportando un primo trionfo fuori della sua patria ad un concorso per un progetto di scuola da costruirsi nel comune di Hoey, fabbrica della quale gli fu inoltre affidata la costruzione.
Il Nenot, nel 1880 compì un viaggio di studio a Delo, Smirne, Bairuth, Balbek, Damasco, Gerusalemme e Jaffa, passò poi in Egitto, e visitò il Nilo sempre facendo rilievi, copiando particolari, cercando impressioni dirette dell'arte antica. Di ritorno da questo viaggio si applicò al concorso del monumento; sotto l'impressione dell'arte classica e sotto il predominio degli studi accademici compì il suo lavoro. Al momento di mandarlo all'esposizione egli scriveva al suo amico, l'architetto Beltrami, assistente all'Accademia di Brera in Milano: "La respect pour le vieux l'a emporté, ai-je eu tort?" chi lo sa?
Il verdetto della Commissione gli ha risposto dando il premio di 50 mila franchi al progetto nel quale predomina la respect pour le vieux, senza la menoma velleità di oltrepassare questo sentimento artistico-scolastico.
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