Pubblicazione: 1895
L'Illustrazione Italiana. 29 settembre 1895. "Magnifica giornata. Sole fulgente. Roma sembra trasfigurata, tale è la folla, tale è l'entusiasmo. Alle 11, dev'essere inaugurato sul Gianicolo il monumento a Garibaldi; ma, fin dalle prime ore, il Gianicolo è preso d'assalto da centinaia di migliaia di persone, Da piazza del Popolo, parte il corteggio inaugurale delle associazioni militari, dei veterani, dei reduci, dei garibaldini, a suon di musiche, Le bandiere, le uniformi: svariate, variopinte, non si contano e formano un calcidoscopio fiammeggiante. Sul Gianicolo, in un grande recinto, di fronte al monumento, sorge la tribuna reale, ornata d’aquile, d’orifiamme, di bandiere, Le altre tribune sono fitte di spettatori. Quando i Sovrani arrivano e quando appariscono nel padiglione, risuonano salve entusiastiche di battimani ed evviva, frammiste al fragor delle trombe che suonano la marcia reale. Si agitano i fazzoletti, i cappelli; le bandiere sventolano. La commozione è immensa, Ma, d'un tratto, si fa profondo silenzio; il Re a un cenno, s'ode uno squillo di tromba, cade il drappo bianco che avvolge il monumento, e questo apparisce nella sua sovrana bellezza, e un uragano d’applausi sale al tielo. 1 garibaldini, colle camicie rosse, danno la scalata al monumento , deponendovi le bandiere intrecciate e le co+ rone; poscia si dispongono sui varii piani del monumento, formando un insieme stupendo. L'on, Crispi pronuncia un discorso in cui inneggia a Garibaldi, a Vittorio Emanuele e a Mazzini come fattori dell'unità d’Italia, e non pronuncia nemmeno il-nome di Cavour, la cui volontaria omissione dispiace e irrita. Rileva il rispetto ond'è circondato il Pontefice, ne esalta il potere spirituale, e minaccia îl clero e il partito retrivo se non obbedirà alle leggi. — Il sindaco di Roma prende in consegna il monumento, pronuncia anch'egli un discorso, e fra nuovi applausi indicibili la cerimonia finisce. Con tanta folla e con tale slancio, neppure il più piccolo disordine..."
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