Pubblicazione: 1898
L'Illustrazione Italiana. 26 giugno 1898. "Nella mattina del 7 luglio, giunsero a Roma i dieci campioni della Società romana di tiro a segno, reduci dalla gara di Torino. Appena il treno entrò sotto la tettoia e il cio Grandis agitò fuori del finestrino del vagone la bandiera sociale, un evviva e un applauso fragoroso si levarono fra il pubblico venuto a ricevere i tiratori. Attendevano i premiati anche l'assessore Coltellacci, il rappresentante del prefetto, consiglieri comunali, deputati. 1 tiratori © le autorità entrarono nella sala dei ministri: quivi lo scudo, vinto dai romani a Torino nella * gara collettiva delle città, venne deposto su un cuscino e ammirato, È d'argento del diametro di@o centimetri. Nel basso-rilievo sono rappresentati due putti simbolici ; uno di questi piedi, mostra giubilante il bersaglio colpito; l'altro in atto di mirare al bersaglio. In alto; un trofeo di fucili è sormontato dalla Corona ferrea. Brevi le iscrizioni: Pro patria et vege e Premio al tiro collettivo. Il cav. Trompeo, presidente della società romana dei tiratori, portò il saluto a nome della Società stessa. Le sue parole suscitarono applausi. Il premio venne portato via da due tiratori, in un corteo, preceduto da un plotone di guardie municipali, e formato dalla banda, dalla Società popolare di ginnastica, da una squadra di socii, dalle rappresentanze ufficiali, dai cacciatori del Tevere, dai reduci, dal Circolo Savoia, dall'associazione monarchica e dal Circolo monarchico universitario. Chiudeva il corteo un altro plotone di guardie municipali. AI suono delle marcie militari, il corteo giunse a? Colle sacro ai vincitori, al Campidoglio, dove i tiratori vennero ricevuti dal sindaco Ruspoli, al quale l'on. Trompeo disse che la gioventù romana, nella gara del tiro a Torino fu classificata prima fra 4800 concorrenti e vinse lo scudo “che depone fra le auguste memorie del Campidoglio."
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