Pubblicazione: 1900
L'Illustrazione Italiana. 16 dicembre 1900. "Disgraziatàmente la caduta del lungo-Tevere Anguillara, se ha dimostrato l’imperizia del Genio Civile, esecutore del progetto di sistemazione, ha dimostrato altresì essere il concetto fondamentale del lavoro sbaglito di sana pianta. Coll'innalzare la sponda del Tevere e con allargarne il letto, l’ultima inondazione ci ha mostrato che nessuno degli inconvenienti lamentati è stato rimosso. Il Pantheon, il Foro, e tutti i punti bassi della città sono stati inondati come sempre. Ma il Genio Civile s'arrabbatta a provare che, sistemati i collettori e spesi non so quanti altri milioni di arginatura, questi inconvenienti devono addirittura sparire.
Ed ecco un'altra delusione alla quale si prepara l'illustre consesso, non che l'intiera città. Come non è stato tenuto alcun calcolo nel fabbricare i muraglioni di parata degli scoli del sottosuolo lasciando che questi si abborracciassero nella parto interna a danno e detrimento dei medesimi, così ora il Genio Civile è persuaso che l'acqua che inonda i fondi della città non viene che dalle chiaviche ancora aperte, disprezzando i pareri di molti che insistono e ripetono essere questa una naturale infiltrazione del terreno causata dall'innalzamento delle acque nel letto del fiume. Questa immensa mole, d'un peso così eccezionale, spinge le acque basse sul melmoso letto, in modo ch'esso si trasforma in parete di filtro per tutti quei posti che trovansi al di sotto del suo livello.
Ebbene, di ciò ch'è si chiaro e naturale, anzi dirò provato perchè cantine intiere dove non sboccano chiaviche s'inondano coll'alzarsi del Tevere, uscendo l’acqua man mano dal piancito terroso, di ciò non è stato tenuto e non vuol tenersi conto. Bisognava vedere nell’ ultima piena lo spaveptevolo spettacolo di questa immensa massa d’acqua vorticosa, trattenuta dai muraglioni, per averne addirittura spavento.
E i più si domandarono cosa ne sarebbe di Roma se per esempio il Lungo-Tevero Ripetta, che fa diga, non avesse resistito, là dove il pelo delle acque arrivava al secondo piano. Altro che l'inondazione del’70!
Dopo tre giorni è crollato il Lungo-Tevere Anguillara! Nella disgrazia, la fortuna assisteva Roma. Ebbene cessa il pericolo per le piene future? Forse sì, ma con spesa di milioni e milioni, con rabberciature che non finiranno mai, con le banchine di rinforzo per i muraglioni, con nuovi scavi ed altri canali di scarico per gli scoli del sottosuolo ai fianchi dei muraglioni."
Monumenti
Strade