Storia
CronologiaForandosi un tunnel sotto la via di s. Stefano Rotondo, per il trasporto delle terre che si scavano nella villa Casali al Celio, è stata scoperta una singolare condottura, non saprei dire se arcaica o della decadenza.
È composta di prismi di pietra albana durissima, a sezione presso a poco rettangola, con foro cilindrico nel mezzo, innestati l'uno a l'altro a « maschio e femmina », come i tubi di coccio.
Ogni elemento di cotesta condottura è lungo m. 1,05. Corre quasi parallela agli archi Celimontani,
Una condottura assolutamente uguale è stata ritrovata, di questi giorni, nella vigna Cagnoni sulla via Trionfale, e presso le sponde del fosso della Balduina.
Campioni dell'una e dell'altra sono stati trasportati nella raccolta idraulica capitolina.
Demolendosi un muro di fondamento nella suddetta villa Casali, è stato ritrovato uno scaglione di piedistallo marmoreo, contenente la prima linea di un'iscrizione onoraria: L ANNIO L F QVIR ITALICO
Vi sono altri minuti pezzi dell'iscrizione medesima, ma non si possono ricongiungere.
Nell'istessa villa si è ritrovata fra le terre di scarico una elegantissima copia, ad un quinto del vero, della cosidetta Cerere del Braccio Nuovo.
Rodolfo Lanciani
Presso la chiesa di santo Stefano Rotondo eseguendosi alcuni movimenti di terra, è tornata in luce un'antichissima condottura, che passa sotto gli archi dell'acquedotto Claudio. È costruita con grandi parallelepipedi di tufa, aventi nel mezzo un foro circolare, pel quale correva l'acqua.
Giuseppe Gatti
Essendosi posto mano ad uno sterro nel luogo ove sorgeva il casino nobile della villa Casali, al Celio, sono state rimesse in luce antiche costruzioni in opera reticolata e laterizia; le quali appartengono al medesimo fabbricato, di cui fu scoperta una parte nel novembre del 1886 (cfr. Notizie 1886, p. 416):
Nella demolizione di quei muri sono stati raccolti due mattoni, che recano i bolli: OP DOL EX fiG FAVS AVG N SEX | VIMATI RESTITVTI; OP DOL EX PR FLAVI APRI OF CAEPI | CRES CONDAE MAXIMI COS. Il consolato dei due Quintilii, Condiano e Massimo (a. 151), non si era finora giammai incontrato nei bolli figulini.
Per lo sterro medesimo sono stati recuperati i seguenti oggetti:
a) Statuetta virile in marmo, mancante delle braccia e dei piedi. Sembra aver rappresentato un Mercurio, avendo presso di sè una tartaruga.
b) Altra statuetta virile, acefala e senza braccia. Sul petto rimane appoggiata la mano di un'altra figura, che faceva gruppo con essa.
c) Parte inferiore di statua muliebre, panneggiata, e molto consunta.
d) Piccola urna cineraria, quadrata, mancante di tutto il lato sinistro. Sul fianco destro vi è intagliato un grazioso candelabro, dal quale pende un festone, su cui posa un uccello. L'iscrizione dice: C VINNIO C L EPAPHRAE ATIMETO FILIO
e) Lastra di marmo: DIS MANIBVS CRESCENTI VIXIT ANNIS XVII MIII D-VIIII T FLAVIVS TROPHIMVS VERNAE SVO FECIT
f) Parte inferiore di cippo marmoreo AEMPRONIA SYNTYCHE CONIVGI SVO CA RISSIMO FECIT ET SIBI POSTERIS QUVE SVIS
g) Frammento di lastrone di marmo, scorniciato : ...IOLENTILL C F| PRO CONS
Furono pure raccolte fra le terre: una parte di colonnina di smalto, scanalata; due lucerne comuni; cinque monete imperiali di bronzo.
Giuseppe Gatti
Nell'eseguire gli sterri per la fondazione di un nuovo padiglione dell'ospedale militare al Celio, e propriamente nel terreno dell'antica villa Fonseca sulla via di s. Stefano Rotondo, alla profondità di circa due metri dal piano di campagna, si sono incontrati alcuni resti di muri laterizî, ed un piccolo tratto di muro in opera reticolata, sotto il quale era una fogna in muratura, opaca con tegoloni a doppia pendenza.
Fra la terra si raccolsero due pezzi di mattoni coi noti bolli di Ti. Claudio Ermerote (C.I.L. XV, 930 d) e di Ulpio Aniceto (ibid. 1088), e tre rocchi di una colonna di granito bigio, del diametro di m. 0,45, lunghi complessivamente m. 2,50
Giuseppe Gatti.
Nell'eseguire gli sterri per la fondazione di un nuovo padiglione dell'ospedale militare al Celio, e propriamente nel terreno dell'antica villa Fonseca sulla via di s. Stefano Rotondo, alla profondità di circa due metri dal piano di campagna, si sono incontrati alcuni resti di muri laterizî, ed un piccolo tratto di muro in opera reticolata, sotto il quale era una fogna in muratura, opaca con tegoloni a doppia pendenza.
Fra la terra si raccolsero due pezzi di mattoni coi noti bolli di Ti. Claudio Ermerote (C.I.L. XV, 930 d) e di Ulpio Aniceto (ibid. 1088), e tre rocchi di una colonna di granito bigio, del diametro di m. 0,45, lunghi complessivamente m. 2,50
Giuseppe Gatti.
Continuandosi i lavori di sterro per le fondazioni del nuovo padiglione dell'ospedale militare, in prossimità della via di S. Stefano Rotondo, nell'area dell'antica villa Fonseca, sono stati rimessi all'aperto altri avanzi di fabbriche laterizie dell'età imperiale romana, alla profondità media di due metri dal piano di campagna.
È pure tornato in luce un tratto di pavimento stradale, per la lunghezza di circa 60 metri, formato coi soliti grandi poligoni di selce. Questa strada trovasi a cirea m. 1,50 sotto il livello attuale, ed è un diverticolo che nell'età di mezzo dalla via Maggiore si dirigeva verso la porta Metronia.
Fra la terra sono stati raccolti varî frammenti marmorei, spettanti a decorazioni architettoniche; parecchi pezzi di lastrine di marmi colorati; un torsetto di piccola statua virile ignuda, alto m. 0,32; una base rotonda di colonna, del diametro di m. 0,40; due frammenti di lastrone marmoreo, su cui restano questi avanzi di una iscrizione greca.
Sì rinvennero pure quattro lucerne fittili, comuni; cinque vasetti in terracotta; due tegoloni bipedali col bollo C. Z. Z. XV, 1088; ed un altro pezzo di tegola col bollo rettangolare di Ti. Claudio Ermerote, ibid. 980 a.
Sì rinvennero pure quattro lucerne fittili, comuni; cinque vasetti in terracotta; due tegoloni bipedali col bollo C. Z. Z. XV, 1088; ed un altro pezzo di tegola col bollo rettangolare di Ti. Claudio Ermerote, ibid. 980 a.
In via di S. Stefano Rotondo, nell'area dell'antica villa Fonseca, sterrandosi per costruire una fogna quasi parallela alla strada, sono tornati in luce avanzi di antichi muri laterizî, appartenenti a modesti edifici privati. Aderente ad uno di questi muri si è scoperto un pezzo di pavimento in mattoncini, ad opera spicata, il quale trovasi a due metri sotto il piano di campagna.
Un manico d'anfora, quivi raccolto fra la terra, porta il bollo della fornace Cufiense (C. I. L. XV, 2602): GFSCVFM
Provengono dallo sterro medesimo tre tegoloni improntati col bollo di Felice, servo di Domizio Afro (C. I. L. XV, 982 a); otto col bollo di M. Fulvio Eutrapelo (ibid. 1162); ed uno col bollo di Q. Oppio Natale (ibid. 1346 d).
Giuseppe Gatti.
Intrapresi i lavori per un ampio sterro nell'area compresa tra la chiesa di S. Stefano Rotondo e l'antica villa Fonseca, allo scopo di costruirvi un ospizio per convalescenti, sotto il titolo dell'Addolorata, sono stati scoperti avanzi di muri e pavimenti di diversa struttura e di varia età, i quali certamente spettano alla celebre casa Celimontana dei Valerii, mutata nel secolo sesto o negli inizi del settimo in xenodochio o cenobio di s. Erasmo. Tali costruzioni però sono state trovate quasi totalmente distrutte per violento incendio, che ha calcinato non solo i muri ma anche le lastre di marmi colorati di cui erano coperti i pavimenti.
Quando lo sterro sarà compiuto potrà darsi notizia intorno alle varie costruzioni, delle quali frattanto si vengono facendo accurati rilievi. Fra la terra sono stati raccolti parecchi frantumi di antiche sculture e di deco- razioni architettoniche; tre pezzi di mattoni con bolli della seconda metà del secondo secolo (C.I.L. XV, 155. 226. 1086); e i quattro frammento che seguono, di antiche iscrizioni.
Lastra marmorea di m. 0,16 X 0,17, con scrittura minuta e serrata. Appartiene questo frammento ad un esemplare di fasti consolari abbreviati (fasti minores), e porta i nomi dei consoli che furono in carica negli anni 757-759 di Roma. 2. Grossa lastra di marmo, lunga m. 1,10, alta in media m. 0,18; Frammento d'iscrizione sepolcrale, di m. 0,83 X 0,12; Frammento di altra epigrafe sepolcrale, di m. 0,89 X 0,26.
Nella prossima villa Fonseca, fondandosi il muro di recinto ad est dell'area ove sono stati costruiti i due nuovi padiglioni dell'Ospedale militare, e alla distanza di circa 100 metri dalla via di S. Stefano Rotondo, sono stati scoperti, alla profondità di m. 5 sotto il piano di campagna, alcuni muri di piccole stanze costruite in opera reticolata di tufo.
Giuseppe Gatti.
Continuandosi lo sterro per la fondazione del nuovo ospizio dell'Addolorata, in prossimità della chiesa di S. Stefano Rotondo, sono tornati in luce altri avanzi di costruzioni spettanti all'antica casa dei Valerii, e forse a quel mede| simo atrio con portico, ove nel secolo XVI si rinvennero le celebri tavole di bronzo «A e i piedistalli marmorei coi nomi degli Aradii Rufini e degli Aradii Valerii Proculi; (C. I. L. VI, 1684-1693).
Erano tuttora al loro posto quattro grandi basi marmoree di colonne, imperniate su parallelepipedi di peperino: altri quattro simili massi di fi peperino stavano sulla stessa linea, ma le basi mancavano. Presso una di tali basi si è trovata una colonna intiera, di marmo bigio, lunga m. 2,60, col diametro di m. 0,50 all'imoscapo; e nello sterro sono stati recuperati altri rocchi di simili colonne, ed eleganti capitelli marmorei d'ordine ionico, intieri e frammentati. Alla distanza di quattro metri dalla linea del portico sono state scoperte tre erme terminali, di marmo greco, poste parallelamente al lato del portico e distanti «una dall'altra m. 10. Una è intiera, alta m. 1,75 X 0, 30 X 0, 25, e presenta una testa barbata con capelli ricci; a metà del fusto sono scolpite le parti sessuali. Le 1 altre due erme sono rotte, e mancano della parte superiore.
Sono stati pure raccolti molti frammenti di lastrine di marmi colorati, un mezzo busto virile, con largo panneggiamento, mancante della testa; un pezzo di testa muliebre in terracotta, con elegante acconciatura dei capelli; due anfore fittili alte 0,70 m. e varî pezzi di mattoni con bollo di fabbrica, uno dei quali ha il bollo rettangolari: T. QVINcTI HILEROTIS cfr. C.I.L. XV 1392. Un altro porta il bollo C.I.L. XV, 454a, e tre il bollo ibid. 94
Intrapreso un nuovo sterro nel terreno, in via di s. Stefano Rotondo, ove si costruisce il nuovo ospizio pei convalescenti, sono stati rimessi in luce gli avanzi di due stanze, in opera reticolata di tufo, una di m. 6,90 X 10,00, l'altra di m. 6,00 X 6,80.
In mezzo a queste costruzioni più antiche si rinvennero resti di muri laterizî; e tanto le pareti, quanto il pavimento ad opera spicata, sono rivestite di fino cocciopesto. Quivi si trova una vasca, quasi intiera di marmo, lunga m. 1,20 X 0,85 X 0,30. Fra la terra si raccolsero due anfore fittili, alte m. 0,50, e due pezzi di mattoni coi bolli: a) mi OPPI PRIS b) l. tarquilTi ERONIS c) XV 1347 d) XV 1465a
Giuseppe Gatti.
Continuandosi gli sterri per la costruzione del nuovo ospizio dei convalescenti, sulla via di s. Stefano Rotondo, sono stati raccolti vari piccoli frammenti di fregi e decorazioni fittili; tre anfore, alte circa m. 0,60; un vasetto di terra nerastra, alto m. 0,20; un pezzo di mattone, con parte del bollo delle figline Sulpiciane di Cecilia Quinta (C.I.L. XV, 575); e tre altri mattoni improntati col sigillo L TARQVITI ERONIS (ib. 1465 a).
Si è pure rinvenuto nello stesso luogo un piccolo cippo marmoreo, con cornice, alto m. 0,53 X 0,22 X 0,19, sulla cui fronte è incisa l'iscrizione: SILVANO AVG SACRW M VALERIVS LONGINVS VETER AVGG D D
Giuseppe Gatti.
Nel terreno annesso all'ospedale di s. Giovanni, facendosi un cavo presso il muro di cinta sulla via di s. Stefano Rotondo, è stato scoperto, a m. 2,80 sotto il livello stradale, il lato di un grande basamento in pietra sperone, alta m. 1,35, con cornice e zoccolo intagliati. La parte scoperta occupa tutta la larghezza del cavo, che è di quasi tre metri, e la costruzione s'interna nelle due sponde del cavo stesso con direzione da est ad ovest.
Giuseppe Gatti.
Nel terreno annesso all'Ospizio per i convalescenti, in via di s. Stefano Rotondo, eseguendosi uno sterro per costruire la scalinata d'accesso al nuovo fabbricato, si sono incontrati sette antichi sepolcri costruiti in muratura e coperti con tegoloni alla cappuccina. Uno di questi tegoloni ha impresso il bollo circolare col nome di Ulpio Aniceziano (C.I.L. XV, 1533). Le tombe erano in gran parte disfatte, e contenevano appena qualche avanzo di ossa umane. Fra la terra si raccolse un vasetto fittile, a due manichi, alto m. 0,13, ed un capitello marmoreo di forma schiacciata e quasi ellittica, alto m. 0,20, col diametro maggiore di m. 0,51 e col minore di m. 0,41.
Giuseppe Gatti.
In via di s. Stefano Rotondo, demolita una casetta rustica che sorgeva dinanzi al nuovo ospizio per i convalescenti, tra i materiali adoperati nella costruzione si è rinvenuto un frammento di cippo sepolcrale in travertino, alto m. 0,27 X 0,30, su cui resta questo avanzo epigrafico: CONIVGI IN FR P XI IN AGR P XX.
Nel medesimo luogo è stato ricuperato: un frammento di tegola, che porta impresso il bollo di Plauzio Aquilino (C. I. L. XV, 1370); una lucerna monoliene, col rilievo di un gallo e una palma; un pezzo di lapide cimiteriale cristiana di m. 0,40 X 0,40, in cui leggesi: EVTYCHIA vixT ANNIS... Nel secondo verso, dopo la prima N lo scarpellino aveva incominciato ad incidere un'A, che poi cancellò e corresse in N.
Giuseppe Gatti.
L'ATM, Per i collegamenti agli ospedali militari del Celio e dell'Addolorata, costruisce e pone in esercizio un collegamento a binario unico da piazza San Giovanni in Laterano (linea per via Domenico Fontana) a via Celimontana, attraverso la via Santo Stefano Rotondo, destinato al trasporto del personale sanitario.
Monumenti
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Pio Istituto dell'Addolorata
1902 ospedali
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Torre idrica del Policlinico militare Celio
1885 cisterne
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Museo di Villa Campana
1846 musei
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Targa del Rione Monti a Via di Santo Stefano rotondo
1744 targhe
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Corsia delle Donne dell'Ospedale del Salvatore
1655 ospedali
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Santi Andrea e Bartolomeo
1630 chiese
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Ninfeo dell'Acqua Vergine dell'Ospedale del Salvatore
1603 fontane
☆ ☆ ☆ ☆ ★
Convento di Santo Stefano rotondo
1462 conventi
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Santo Stefano rotondo
468 basiliche
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Arcate Neroniane al Celio
acquedotti
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Basilica Hilariana
templi
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Case medievali presso Santo Stefano Rotondo
edifici
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Villa Massimo Casali
ville
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Mitreo di Santo Stefano Rotondo
mitrei
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Domus Symmachorum
domus
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Edicola di via di Santo Stefano Rotondo
edifici
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Domus Gaudentius
domus
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Presidio Ospedaliero Britannico
ospedali
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Castra Peregrinorum
archeologia
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Cappella dell'Ospedale San Giovanni Addolorata
cappelle
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Domus Valerii
domus
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Sanatorio Umberto I
ospedali
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Villa Fonseca sul Monte Celio
ville
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Domus di Mario Massimo
domus
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Horti di Domizia Lucilla
domus
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Cappella dell'Ospedale San Giovanni
cappelle
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Ospedale San Giovanni
ospedali
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Arco di Basile
archi
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Ospedale dell’Angelo
portici
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Monastero dell'Ospedale del Salvatore
conventi
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Cappella della Corsia femminile dell'Ospedale del Salvatore
cappelle
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Domus Anniorum
domus