Storia
CronologiaViene avviata la costruzione del primo tratto della via Appia, da Roma a Capua.
Papa Leone III ricostruisce la chiesa nei pressi del vecchio titulus Fasciolae per ospitare le reliquie dei due martiri traslate dalle catacombe di Domitilla.
Nell'ambito del programma di edificazione portato avanti da papa Sisto IV per l'imminente giubileo, viene ricostruita la chiesa dei Santi Nereo e Achilleo.
Nella nave minore sinistra della chiesa dei SS. Nereo ed Achilleo, eseguendosi talune riparazioni alle fondamenta del muro maestro, si è trovato a solo m. 0,15 di profondità un sarcofago marmoreo, lungo m. 2.05, largo m. 0,75, alto m. 0,60. È privo di coperchio, e ripieno di calcinacci. La fronte è scolpita di alto rilievo; vi si contano undici figure, modellate da discreto artefice, ma alquanto malconce dal tempo. Il soggetto dei rilievi è bacchico. Il gruppo più notevole e meglio mantenuto consta di una biga, cui sono aggiogati due centauri; quello di sinistra suona la lira, l'altro suona la doppia tibia. Sono ambedue guidati da un cenietto in piedi sulla groppa del centauro liricine. Una donna discende dal carro, e sembra dirigersi verso il gruppo scolpito nel mezzo dell'urna, il quale rappresenta una donzella addormentata e coperta da ampio velo. Questo è sollevato furtivamente da un genietto, che sembra additare ai vicini le vaghe forme della dormiente. Nel brevissimo tratto del terreno scavato, oltre al sarcofago sono state scoperte alquante lucerne fittili cristiane, molte schegge d'anfore, e metà d'una lastra marmorea con iscrizione.
Rodolfo Lanciani.
A Via di Porta S. Sebastiano, nei lavori per la zona monumentale, eseguendosi uno sterro nel luogo dove è stato finora il semenzaio comunale, si sono messi allo scoperto muri a cortina di buona fattura, dei quali non si crede utile dare ora la pianta perchè con lo sterro non si è raggiunto il piano antico.
Nella terra di riporto si rinvennero le iscrizioni che qui trascrivonsi: 1. Piccola base marmorea (m. 0,40 X 0,24 X 0,20): P SCANTIVS FLORVS HERCVLI D D; 2. Frammento di lastra marmorea scorniciata (m. 0,40 X 0,27): imp. caes. m. aur. antoninus pius. felix. aug. PONTIF maxim. trib. POT II cos. ii. p. p. pro COS imp. caes. 1. septi MI-SEVERI PII pertinacis. aug. arABDIAB parth. maxim. Nella prima linea del frammento vi è un' accurata abrasione, la quale assicura che all'imperatore ivi nominato fu decretata la damnatio memoriae. Il nome dell'imperatore scritto in secondo caso nelle linee 5 e 6, era certamente quello di Settimio Severo. Per questo, il personaggio celebrato nelle prime quattro linee non può essere che l'imperatore Elagabalo, il cui solo cognome Antoninus fu martellato nelle iscrizioni per decreto del senato (Vita Elagabali 17). L'epigrafe è quindi dell'anno 219 d. Cr. 3. Altro frammento di lastra marmorea (m. 0,40 X 0,28): ...avR PAVL... | ...avR MAXIM... | ...aVR NATALIS AE... | ...AVR VICTORIN... | ...TAVR NATALIAN... | ... SACR AVGV... | ...AVR OLIMPIC... | ...AEM DIANEM... | ...ANIVS V... | ...VS N... Questo frammento sembra sia parte di una lapide contenente i fasti di un ordine di sacerdoti della domus Augusta, come fa ritenere le parole SACR AVGV...della settima linea.
Si rinvenne inoltre un frammento marmoreo, riproducente dal pube all'ombelico una figura femminile nuda, in grandezza naturale; un rocchio di colonna, del diam. di m. 0,22 e alto m. 0,42; un frammento di statua marmorea riproducente la parte superiore del torso di una figura virile, pure questa in grandezza naturale.
Angiolo Pasqui.
A Via di Porta S. Sebastiano, presso l'angolo formato dalla via di s. Sisto vecchio, nell'eseguire un piccolo cavo per una fogna che dalle scuderie comunali per il servizio delle pompe funebri immette nella marrana, a m. 2 sotto il livello stradale si è rinvenuta una statua acefala di donna seduta, in marmo bianco, alta m. 1,08 e larga al plinto m. 0,65. La figura è vestita di lunga stola, stretta intorno al seno da una cintura, mentre la parte più bassa della persona è coperta dalla palla. È seduta su di un diphros pulvinato, sostenuto da un grosso balustro con doppio cerchio rilevato nel mezzo. Lo stato di conservazione lascia molto a desiderare perchè, oltre ad essere mancante di varie parti, la statua ha subito una forte corrosione per lungo passaggio di acque correnti. Non è possibile pronunciarsi circa la sua identificazione, mancando qualsiasi attributo dimostrativo; si può tuttavia supporre trattarsi di una Musa ovvero di una Fortuna od Abundantia, dato che la spalla sin., leggermente rialzata, fa credere aver dovuto sostenere un oggetto pesante, non escluso un cornucopia. L'esecuzione è mediocre, benchè le pieghe della stola siano accuratamente disposte e graziosamente distribuite. Dallo stesso cavo furono estratti: una colonna di cipollino (alt. m. 2,66; diam. m. 0,32), ed un rocchio di colonna di bigio (alt. m. 1,35; diam. m. 0,35).
Angiolo Pasqui.
In un cavo, eseguito a fianco dell'antica osteria di porta Capena, sono venuti in luce alcuni parallelepipedi di tufo appartenenti al recinto serviano.
Angiolo Pasqui.
Censure dei critici e degli artisti alla realizzazione della passeggiata Archeologica:
"Roma, finalmente, va ad avere la famosa passeggiata archeologica, che il divo Guido Baccelli annunziò ventitrò anni addietro, e che, allora, doveva essere attuata con la spesa di cinquanta milioni, ed oggi si cerca di attuare spendendone appena sei. Roma, la città dalle passeggiate deliziose, romantiche, classiche, signorili, incantevoli (Villa Borghese e Villa Doria Pamfili prime fra tutte) non aveva probabilmente bisogno di questa nuova passeggiata archeologica . Ma, tant'è, essa era stata messa come uno dei numeri principali nel programma delle grandi novità che Roma deve inaugarare nel 1911, ed oramai il piccone demolitore ha spinta molto avanti la sua opera di trasformazione, che, a gindizio di critici e competenti, gelosi della classica bellezza di Roma antica e medievale, è stata opera deplorevole di devastazione.
Diego Angeli, nel Marzocco del 27 febbraio ha fatto un molto malinconico inventario di questa opera di distrazione: C'era un parapetto quattrocentesco, che si chiamava graziosamente la Vignola, e che qualcuno voleva perfino attribuire al Bramante, ed è stato demolito, nascostamente, maliziosamente, di notte, dopo aver promesso che si sarebbe rispettato; c'era una edicoletta cristiana, alla cui grata i pastori che entravano da porta San Sebastiano appendevano i fiori dell'Agro come una dolce offerta votiva, ed è stata atterrata nonostante che Corrado Ricci se ne fosse interessato personalmente: c’era un gruppo di costruzioni medievali sull'antica porta Capena, costruzioni importantissime per la topografia della Roma cristiana e sono oramai via di demolizione senza speranza dî un tardo ravvedimento; c'erano due bei portali che aprivano l'ingresso dell'Orto Botanico sulla piazza di San Gregorio, portali che Gregorio XVI aveva fatto edificare per nascondere l'asimmetria di quella piazza e che del pontefice portavano le consuete iscrizioni magnificative, e sono stati demoliti; c'era la cancellata di Villa Guidi, caratteristica per i molti frammenti antichi murati nei smoi pilastri e per una curiosa lapide che rammentava una piacevole visita di Pio IX, una di quelle cancellate romane, quasi nascosta dai cespugli dei lauri e degli oleandri, ed è stata abbattuta, scomparsa la lapide, schiantati al suolo gli alberi e gli oleandri; c'erano parecchie centinaia di alberi d'alto fusto e se n'è fatta legna da ardere nell'unico scopo di livellare il terreno, togliendogli appunto così la caratteristica dei terreni nostri, che sono pieni di movimento e hanno suggerito le più belle architetture di paceaggio che un artista possa concepire.
Non meno amara quella di Diego Angeli è la critica mordace di Ugo Ojetti nel Corriere della Sera del 5 marzo: Dalle Terme di Caracalla alla villa Mattei sul Celio; dalla chiesa di San Nereo e Achilleo fino al Settizonio e al Circo Massimo che, come si sa, è stato da noi romani moderni convertito in gasometro, non esiste più che un deserto polveroso; una bella piazza d'armi, se non per le truppe vere, pei soldatini lattanti dei ricreatori romani. Vigne, case, casupole, compresa la bella Vignola, di Prospero Boccapaduli, archi, mura, ruderi, prati, alberi, alberate, compresa l'olmata a piè della collinetta di Santa Balbina, tutto è scomparso. Polvere e fango, all'infinito. E su da quella spianata irta di biffe bianche e rosse, le muraglie delle Terme e gli archi colossali del Settizonio appaiono rimpiccioliti della metà.
Saturo d'indignazione è l'articolo di Angelo Conti nel Marzocco del 6 marzo: La legge per la zona archeologica (egli dice) si sarebbe dovuta limitare alla sola espropriazione. Le somme che si spendono oggi per fare questi inutili e orrendi viali, si sarebbero dovute destinare agli scavi; e la terra ci avrebbe dato tesori per l'arte e per la cultura. In nome delle quali unicamente noi facciamo la nostra viva protesta. Noi non vogliamo essere confusi con gli esteti che cadono in delirio dinanzi ad ogni alberello abbattuto. Comprendiamo ed apprezziamo i bisogni nuovi delle città; in questo momento vertiginoso del vivere sociale; siamo convinti della necessità di rinunziare spesso a ciò che serve solo al godimento estetico, quando sia d'ostacolo al libero sviluppo della vita cittadina. Ma questa distruzione inutile, in un luogo lontano e malsano, dove nessuno andrà mai a divertirsi, dove d'estate si soffocherà per la polvere e d'inverno sì nuoterà nella mota, dove al più qualche coppia malinconica andrà a meditare sulla vanità delle cose umane; questa stupida e vana opera distruggitrice, è il fatto più assurdo e sarà la maggior vergogna che abbia sinora veduta la terza Italia.
Della commissione preposta alla costruzione della passeggiata archeologica, un solo uomo dava indiscutibili affidamenti che non si sarebbe fatto nulla che sminuisse la grandiosità gloriosa di Roma, Giacomo Boni, ed egli si è dimesso, per non avere la responsabilità di ciò che si compie.
Hanno protestato e protestano uomini come il Venturi, il Lanciani, il Tomassetti, il Gnoli, il Marncchi, l'Hermainn; nella Zribuna Attilio Rossi ha fatto una vera campagna; il Times, in nome di quanti al mondo amano intellettualmente Roma come patria comune, ha pubblicati severi articoli.
Ora quindici deputati (Rogadi, Fradeletto, Torre, Ciccotti, Pescetti, Mazza, Caetani, Manfredi, Molina, Comandini, Viazzi, Poscanelli, Rota, Bizzozer, Nava), hanno presentata questa mozione: La Camera, convinta che la sistemazione della Zona Monumentale di Roma non possa essere eseguita da una Commissione non tecnica, non completa, non soggetta alle norme comuni di tutela d'ogni opera d’archeologia è d'arte: convinta che una siffatta esecuzione reca grave pregiudizio alle fature opere di scavo e irreparabile danno attuale all'aspetto del paesaggio: convinta che le ragioni della storia e della bellezza di Roma. sono ragioni universali: invita il Governo a provvedere in virtù dei mezzi che sono in suo potere o altrimenti a presentare subito un disegno di legge affinchè la sistemazione della Zona Monumentale di Roma sia sottoposta all'esame ed alla responsabilità degli Uffici competenti del Ministero dell'Istruzione."
Inaugurata alla presenza del Sindaco Prospero Colonna, la passeggiata Archeologica, realizzata su progetto di Giacomo Boni, Rodolfo Lanciani e Nicodemo Severi. Nel tratto compreso tra la piazza di porta Capena e il piazzale Numa Pompilio, si trovano due nuove strade: il viale pedonale Guido Baccelli e la nuova via di Porta San Sebastiano (dal 1935 nota come via di valle delle Camene) riservata alla circolazione dei veicoli.
Campionati del mondo di ciclismo. Le prove su strada, si sviluppano attorno ad un circuito tra Rocca di Papa e Roma, con arrivo alla Passeggiata Archeologica. Vince Binda.
Le prove in Pista allo Stadio Nazionale, dove è stata realizzata una pista in legno.
"A trent'anni di distanza (non tenendo conto della riunione del 1911 che fu incompleta a causa di alcuni dissensi sorti in seno all'U.C.I.) a trent'anni di distanza i rappresentanti del clismo internazionale si sono riuniti nuovamente a Roma. Qualcuno, fra loro, ricorderà quel lontano 1902, quel Velodromo di Porta Salaria che vide la vittoria del grande Ellegard, e ben più ammirerà quel che lo spirito organizz dell'Italia di Mussolini ha saputo preparare e creare per dare a questi ultimi Campionati Mondiali una sede degna dell'avvenimento e della città eterna che li accoglie.
Allo Stadio del Partito una magnifica pista in legno è stata apposi tamente costruita e il cuito del Campionato su strada è stato reso in condizioni di fondo a lutamente perfette.
Nel momento in cui scriviamo tre competizioni si sono già risolte e tre campioni del mondo sono già stati proclamati: il francese Paillard per gli Stayers, Binda per i professionisti su strada, e Martano per i dilettanti, sempre su strada."
In Occasione delle celebrazioni per l'XI annuale del fascismo, il Re inaugura la Via dei Trionfi, prosecuzione della Via dell'Impero, dal Colosseo al Circo Massimo e Porta San Paolo. Si concludono i lavori di sistemazione dell'area alle pendici del Celio.
Il Duce Mussolini approva i progetti della nuova via Imperiale, verso il lido di Ostia (l'attuale Via Cristoforo Colombo). Per realizzare il nuovo tratto della via del Mare, viene demolito il ponte sul fosso dell'acqua mariana e le strutture di accesso al Parco della Passeggiata archeologica. La via di Porta San Sebastiano, divenuta strada secondaria, cambia nome in via di valle delle Camene.
Inaugurazione dello Stadio di Atletica alle Terme di Caracalla.
XVII annuale della marcia su Roma. La cittadinanza dell'Urbe si riversa sotto Palazzo Venezia "per esprimere al Duce, con una dimostrazione di incontenibile entusiasmo, la propria devozione."
Il Duce si reca poi in Campidoglio dove nella sala di Giulio il ministro Guardasigilli Grandi, gli consegna Il Libro secondo del Nuovo Codice Civile, e che viene poi consegnato al Governatore di Roma, il Principe Borghese.
Segue l'inaugura del tronco della via Imperiale (dal tratto urbano al piazzale del Mare di Ostia).
Riunione del consiglio comunale per mutare il nome delle strade legate al regime: La Via dell'Impero diventa via dei Fori Imperiali (nel suo tratto da Piazza Venezia al Colosseo), Via di San Gregorio, Via delle Terme di Caracalla (nel tratto urbano) e Via dei Navigatori (nel tratto fuori le mura, poi Via Cristoforo Colombo); il Foro dell'Impero Fascista (l'area intorno all'Altare della Patria) cambia in Piazza San Marco e Piazza Santa Maria di Loreto; Viale Africa torna a chiamarsi Viale Aventino.
Gran Premio di Formula 1 al Circuito delle Terme di Caracalla. Partenza Via delle Terme di Carcalla, Via Guido baccelli, Via Antoniniana. Vince Franco Cortese su Ferrari.
Gran Premio di Formula 1 al Circuito delle Terme di Caracalla. Partenza Via delle Terme di Carcalla, Via Guido baccelli, Via Antoniniana. Vince Luigi Villoresi su Ferrari.
Gran Premio di Formula 1 al Circuito delle Terme di Caracalla. Partenza Via delle Terme di Carcalla, Via Guido Baccelli, Via Antoniniana. Vince Alberto Ascari su Ferrari.
Gran Premio di Formula 1 al Circuito delle Terme di Caracalla. Partenza Via delle Terme di Carcalla, Via Guido Baccelli, Via Antoniniana. Vince Mario Raffaeli su Ferrari.
Ultima Tappa del Giro d'Italia. Poco prima del via ufficiale, la Carovana Rosa entra nella Città del Vaticano e nella Piazza dei Protomartiri Romani, riceve il saluto di Papa Leone XIV.
Dopo il via, i corridori raggiungeranno Ostia per poi fare ritorno in centro città e affrontare il circuito finale di 8 giri da 9,5 km ciascuno, con arrivo al Circo Massimo. Il tracciato si sviluppa interamente su strade cittadine: Via di San Gregorio, Viale delle Terme di Caracalla, Viale Guido Baccelli, Via del Circo Massimo, Lungotevere dei Pierleoni, de Cenci, dei Vallati, dei Tebaldi, Piazza Pasquale Corso Vittorio Emanuele II, Via del Plebiscito, Piazza Venezia, Via dei Fori imperiali, Piazza del Colosseo.
Monumenti
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Domus Parthorum
1939 domus
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Stadio delle Terme di Caracalla
1939 impianti sportivi
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Palazzo del Ministero dell'Africa italiana
1938 palazzi
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I Colonna della fondazione della Via Imperiale
1938 memoriali
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II Colonna della fondazione della Via Imperiale
1938 memoriali
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III Colonna della fondazione della Via Imperiale
1938 memoriali
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IV Colonna della fondazione della Via Imperiale
1938 memoriali
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Villino Tarchi
1933 villini
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Aranciera del Semenzario Comunale
1926 casali
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Parco di San gregorio al Celio
1881 parchi
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Santa Maria in Tempulo
806 chiese
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Rettoria e chiosstro dei Santi Nereo e Achilleo
780 conventi-chiostri
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Santi Nereo e Achilleo
780 chiese
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Terme di Caracalla
212 terme
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Torre del vignarolo di San Gregorio
torri
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Porta Capena
porte
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Castellum aquae al Celio
acquedotti
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Fons Camenarum
archeologia
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Casale della Vigna al Celio delle Monache di Santa Maria in paniesperna
fortificazioni
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Passeggiata archeologica
parchi
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Ponte della Passeggiata Archeologica
ponti
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Mitreo delle Terme di Caracalla
mitrei
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Domus di Vigna Guidi
domus
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Sepolcro inglobato nella Posterula Ardeatina
sepolcri