Storia
CronologiaI lavori eseguiti per la costruzione del grande fognone di scarico dei nuovi quartieri, hanno dato luogo al taglio di quella elevazione di suolo, detta Monte Secco, sulla riva destra del Tevere. La sezione che ne è risultata, ha dimostrato chiaramente, che le piccole alture di questa località sono artificiali , essendo composte di ammassi di cocci, scaglie di travertino e di marmi di differenti qualità, ossa umane, di bestie ecc. Predominano i cocci di anfore e doli, disposti secondo il centro di gravità; nel basso cioè i frammenti maggiori, tutt' attorno i più piccoli. Sembra doversi ivi riconoscere un luogo di scarico, per comodità di coloro che attendevano al commercio fluviatile, nel tronco superiore del fiume, non altrimenti di quello che accadeva nel tronco inferiore, dove il Testaccio serviva di scarico ai cocci di figuline, che entravano in Roma pel commercio marittimo.
Rodolfo Lanciani.
Inaugurazione del Ponte Margherita: "Inaugurato sul tevere questo nuovo ponte, lungo 111 metri, largo 20, a tre arcate, al quale si accede dalla parte di piazza del Popolo. L'innugurazione è stata fatta coll'intervento dei Sovrani. Il ponte poi è stato battezzato.... sin troppo, con pioggia, tuoni lampi e fulmini. Molti coraggiosi cogli ombrelli aperti; due sole signore.
Sua Maestà la Regina, dal cui nome si chiama il ponte, intervenne accompagnata da Re Umberto e dal seguito della Corte, al suono della marcia reale eseguita dalla banda municipale, fra gli applausi. Portaya un cappellino di velluto con piccola penna nera e paletot di vellito. TI ponte che, comprese le fondamenta, costa 2900 000 lire, è costruito dei seguenti materiali: Pietra di Rezzato, motri cubi 1500; travertino, metri cubi 3700; tufo e selce, metri cubì 9500; mattoni, oltre un milione; cemento, quintali 7200.
Le grandiose arcate sono state costruite con l'aiuto di robuste armature di sistema a sbalzo; ogni arcata era sorretta durante la costruzione da sedici cavalletti solidamente collegati fra di loro, e appoggiato ognuno sn due scatole a sabbia, mediante le quali il disarmo si operò con tutta facilità in venti minutie cirea; e ad operazione compiuta si potò verificare che Je volte non avevano fatto nessun calo."
Il giorno 23 luglio, nella demolizione della porta d'ingresso alla vigna ove fu già l'osteria di Montesecco, sulla destra del Tevere, a circa 400 m. a monte del ponte Margherita, si riconobbe che gli stipiti della detta porta erano stati formati con due grosse lastre di travertino, ricavate dalla bipartizione di un antico cippo terminale delle ripe del Tevere. Nel primo di questi lastroni, col quale era formato lo stipite, videsi conservata l’epigrafe relativa alla terminazione fatta l’anno 700 dai censori P. Servilio Isaurico e M. Valerio Messalla. Devesi la perfetta conservazione dell'epigrafe, all'essere stato murato il lastrone con la parte scritta rivolta all'interno del muro.
D. Marchetti.
Nel luogo denominato Mortesecco, suila riva destra del Tevere, in seguito agli sterri per l'arginatura del fiume, si rinvennero tre piccoli frammenti di lastra di bronzo, ed una lucerna ordinaria di terracotta.
Giuseppe Gatti.
Il consiglio comunale approva la messa in dimora di due filari di platani, uno per ciascuno dei lungotevere. I primi a essere piantati sono quelli tra Ponte Umberto e Ponte Margherita.
Nei lavori per la sistemazione della sponda destra del Tevere, presso il luogo denominato Montesecco, è stata recuperata una colonna di granitello, lunga m. 2,00, diam. m. 0,28, con la sua base ed il capitello. Si è pure raccolto: un frammento di sarcofago marmoreo, con figure in bassorilievo; la parte inferiore d'un candelabro di marmo, decorato con foglie d'acanto; un piccolo campanello di bronzo; una mascheretta fittile, forse votiva; una tazza aretina, del diam. di m. 0,07; due lucerne di terracotta, comuni; tre piccoli balsamarii di vetro, mancanti dell'orifizio; un pezzo di mattone coll'inedito bollo circolare, a lettere rilevate (C.I.L. XIV, 829). SEX ANVFIV
Giuseppe Gatti.
Negli sterri che si eseguiscono presso la località Montesecco, per l’arginatura della sponda destra del fiume, è tornato in luce uno dei noti cippi della terminazione del Tevere, fatta nell'anno 700 di Roma. E il più grande dei cippi sinora rinvenuti, e misura m. 2,50 di altezza, m. 0,63 di larghezza e m. 0,38 di spessore. Reca in belle lettere, conservatissime:
M VALERIVS M F M NMESSALLP SERVEILIVO CE FORVRTCSCENSE EX S C-TERMIN
Si recuperarono inoltre: una testa marmorea, rappresentante un uomo barbato, adulto, con capelli radi e distesi a ciocche; un frammento di gamba, in marmo, grande al naturale; un medio bronzo di Settimio Severo; una lucernetta fittile, senza ornati; un vasettino di vetro, scheggiato sul labbro.
Luigi Borsari.
Per gli sterri che si eseguiscono sulla riva destra del Tevere, nel sito appellato Montesecco, e sulla riva sinistra in prossimità del ponte Milvio, sono stati recuperati questi oggetti:
Marmo. Piede sinistro di statua, appena abbozzato, lungo m. 0,22, rotto in due pezzi. Bronzo. Uncino, lungo m. 0,15. Tre piccoli frammenti, forse di vaso, assai consunti. Una fibula, mancante dell'ardiglione. Quattordici monete diverse. Vetro. Due piccoli balsamari, intieri e' ben conservati. Terracotta. Grande lucerna rotonda, mancante del becco, con un tridente rilevato nel fondo. Altra rotonda, col bollo a lettere incavate e rozze: FORTIS. Altra più piccola, di terra gialla, col bollo a lettere rilevate: FORTIS. Due lucerne grezze, di forma ellittica, e con largo becco. Altra piccola bilione, con cerchietti impressi sul piatto. Manico d'anfora col sigillo c ANTON QVET. Frammento di ciotola aretina, con testine e meandri nell'orlo superiore. Vasetto grezzo, alto m. 0,05, diam. m. 0,035. Osso. Spillo, in due pezzi, rotto alla punta, lungo m. 0,18.
Giuseppe Gatti.
Peri lavori di sistemazione della sponda destra del Tevere, a monte del ponte Margherita, sono tornati in luce, alla distanza di m. 50 dalla caserma del Genio militare e di m. 6 dalla sponda del fiume, gli avanzi di un antico edificio.
Consistono in alcuni muri di fondazione, ed in altri costruiti sopra di essi in opera reticolata di tufo. Uno di questi, lungo m. 5 ed alto m. 2, conserva l'intonaco dipinto; sul quale è rappresentato un largo cespuglio di verdura su fondo giallo, incorniciato da fasce violacee e nere, e limitato a sinistra da un largo pilastro di colore rosso.
Nello sterro è stata trovata un'anfora fittile, intiera, di forma elegante, alta più di un metro.
Giuseppe Gatti.
Primo viaggio di servizio urbano del tranvia Roma Civita Castellana Il percorso si sviluppa da Piazza della Libertà, Via delle Milizie, Viale Angelico a Piazzale di Ponte Milvio.
Il Mostro di Roma rapisce Elvira Coletti, di 6 anni. Viene portata sul greto del fiume al lungotevere Michelangelo, dove viene violentata, ma riesce a scappare e a dare l'allarme.
Monumenti
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Monumento ai Caduti delle Forse dell'Ordine
2014 memoriali
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Monumento a Cencelli
memoriali
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Cappella dell'Unione Italiana Chiese Cristiane Avventiste del Settimo Giorno
cappelle
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Madonna del Grappa fra gli Arcangeli Gabriele e Michele a lungotevere Michelangelo
edicole sacre
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Madonna su lungotevere Michelangelo
edicole sacre
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Montesecco
archeologia