StoriaGià Via Legnano
CronologiaConclusione dei lavori di costruzione della nuova Caserma degli Allievi Carabinieri al Prato di Castello
"La nuova Caserma è formata di cinque grandi edilizi principali e di altri corpi di fabbrica di minore importanza, che occupano, compresi i grandi cortili, metri quadrati 37,000, dei quali ben 16,500 coperti. È isolata, e quando sarà finito il nuovo quartiere, prospetterà su quattro strade: all'est, verso la facciata principale, la via Legnano; al sud, la via Giulio Cesare; all'ovest, la via Barletta, e al nord la via delle Milizie. Che sarà così denominata perché in fianco alla nuova Caserma sorgeranno quelle per due reggimenti di fanteria, una quarta per l'artiglieria e una quinta finalmente pel genio e i pontieri, con porto nel Tevere; la qual strada avrà sul davanti la Piazza d'Armi.
Sulla via Legnano s'eleva la facciata del grande fabbricato a due piani, lungo metri 83, largo metri 20, per gli Uffici, gli alloggi degli ufficiali e per il personale. Son lì le sale di convegno e da pranzo per gli ufficiali, le prigioni e gli altri locali necessari ai vari servizi della Legione. A una qualche distanza da questo edifizio, vedi i lati minori delle due Caserme, di cui le facciate prospettano, una la via delle Milizie, l'altra la via Giulio Cesare. Gli intercapedini tra le caserme e il fabbricato-uffici, saranno chiusi da due cancellate, lunghe ciascuna metri 14, rette da quattro pilastri in pietre di travertino che le dividono in tre spazi, le quali sta eseguendo l'officina Micheluzzi di Pistoia. Questi cancelli formano il principale ingresso della Caserma.
Le due grandi Caserme sono destinate ad alloggiare 1200 uomini ciascuna ed han vari locali annessi per i diversi servizi della Legione. Ognuna di esse è lunga, al piano terreno, metri 179 e larga metri 18,50; è composta di tre piani; ogni piano ha 16 camerate per i dormitori, ed ogni camerata è lunga metri 17,50 e larga metri 6. Costruiti secondo le migliori prescrizioni dell'igiene, ognuno di questi dormitori contiene 24 letti e può contenerne assai più: sono ottimamente arieggiati, per l'ampiezza dei locali e per le grandi finestre; contribuiscono a renderli puliti ed asciutti i pavimenti in esagoni di cemento. Ad ogni piano vedi due grandi vestiboli che danno accesso ai dormitori, ai lavatoi e ad altri locali necessari. Quattro ampie scale assai ben ripartite, in ogni Caserma, rendono facile il salire e il discendere nello stesso tempo di un numero rilevante di soldati; nello stesso modo che, oltre agli ampi passaggi, servono a rendere libero ogni locale, i ballatoi che ricorrono, verso il cortile, per tutta la lunghezza, ogni piano delle caserme. Nei sotterranei, pur grandi e ben arieggiati, sono impiantate le cucine a vapore.
Il fabbricato degli Uffici, che occupa 1430 metri quadrati, e le due Caserme, di cui ognuna ne occupa 3320, circondano a tre lati l'ampio cortile ed hanno tutti e tre un porticato grandioso. Di fronte al fabbricato degli Uffici, chiudendo così, però solo in parte, l'ultimo lato del cortile, sorgerà la cavallerizza coperta, con palestra ginnastica, di cui ora sono solo gettate le fondamenta. Al di là della cavallerizza, s'erigono, con uno dei lati minori di fronte ad essa, nel mezzo, la scuderia per i cavalli degli ufficiali e ai lati, due maneggi scoperti. Più in fondo ancora, e disposta nel senso della cavallerizza, s'eleva una grande scuderia capace di 300 cavalli. Nell'estremo confine, verso la via Barletta, è il fabbricato pei magazzini di foraggi e di selleria, e tra esso e una delle Caserme, verso la via Giulio Cesare, vedi i due edifizi destinati alla mascalcia veterinaria. Queste costruzioni minori sono ad un sol piano.
Ora che avete, credo, un'idea dell'importanza di questo edifizio, (e uso il singolare, poiché un muro di cinta unisce i diversi fabbricati) vi dirò che il progetto della Caserma è stato eseguito dal maggiore del Genio Coop, dietro gli schizzi fornitigli dal Ministero della Guerra, che il capitano Pozzo prima ed il capitano Darelli poi hanno avuto la direzione dei lavori, a cui presiedeva, come a tutti gli altri sorti già o che si van costruendo in Roma, il colonnello del Genio marchese De La Penna. La parte architettonica è dovuta a un giovane architetto parmense, il signor Rolando Lavacher, che ha avuto campo di dar qui prova maggiore del suo gusto e del suo talento artistico, e che avrà presto modo di affermarsi via più con altri edifizi militari.
Ha scelto egli lo stile fiorentino, il quale presenta un grazioso contrasto, unendo alla grandiosità della massa la leggerezza del dettaglio, da cui nasce un insieme armonico ed elegante. Rivestito da un bugnato a forte rilievo con basamento di pietra travertina, è il pian terreno; il primo piano ha finestre bifore assai grandi, ricche di sagome ed ornate di balaustri, colonnine ed archetti, le quali presentano un disegno studiato assai bene e che appaga lo sguardo. Vedi pure al secondo piano finestre bifore, ma più semplici, mancando di balaustri. Il terzo piano, nelle due Caserme, ha finestre circolari. Corona i fabbricati una merlatura in sbalzo sostenuta da mensole ed archetti. La copertura di essi è a tetto, il quale, per esigenze architettoniche, è nascosto alla visuale, essendo incassato dietro i muri perimetrali: il che ha dato luogo ad uno studio accurato e ben riescito per la raccolta e distribuzione dell'acqua piovana.
Costruttrice dei fabbricati fu l'impresa del signor Luigi Belluni, di cui era ingegnere il signor Francesco Ceribelli. Ora sono due anni, e propriamente il 4 ottobre 1883, furono incominciati i lavori di muratura, e malgrado le difficoltà incontrate, specialmente nelle fondazioni, e pel rapido approvvigionamento del materiale, furono in breve tempo condotti a fine senza che, al dire degli intelligenti, la brevità sia andata a scapito della buona esecuzione. Né vi parrà poco costruire in due anni un fabbricato simile, quando vi avrò posto sott'occhi alcuni dati: furono impiegati, in media, mille operai al giorno, occorsero oltre otto milioni di mattoni, centomila metri cubi tra tufo di Roma e pozzolana, cento tonnellate di ferramenta diverse, armature di sostegno, infissi; ottocento tonnellate di travi di ferro; sessantamila metri di terra e materiali per l'interro del cortile; ventitré mila metri quadrati di pavimenti e circa tre chilometri e mezzo di palchetti a zaino. Un'ultima cifra: l'ammontare dei lavori sale L. 3.200.000.
Ho accennato più su all'interro del cortile, perché dovete sapere che il piano degli edifizi fu tenuto di oltre tre metri più alto del piano del terreno circostante, onde la Caserma si trova al sicuro anche dalle piene più grosse del Tevere, come quella, ad esempio, del 1870.
Tale è la nuova Caserma, dedicata a Vittorio Emanuele, dove, mentre io scrivo, sono già alloggiati gli allievi carabinieri a cavallo, e saranno, quando voi leggerete, quelli a piedi.
La Legione, creata in Piemonte, rimase sempre nell'antica capitale sarda, ma si pensò, or sono tre anni, a trasportarla a Roma, oltre che per ragioni di clima, anche perché Roma è più centrale e serve assai meglio a raccogliere le reclute da ogni parte d'Italia, e perché, in caso di guerra, essendo Torino poco lungi dal confine, si poteva presentare il caso di doverla togliere di là in fretta e in furia.
Questa Legione, composta di otto squadroni, ha a comandante il colonnello Rossi, tenente colonnello Giovanni Curci, e maggiore Gurrione.
I due squadroni a cavallo, arrivati, hanno a comandanti, il 7° il capitano Grassi, e l'8° il capitano cav. Werner, dilettante di pittura, che espose, anni sono, alcuni paesaggi assai lodati.
Gli altri squadroni, a piedi, arriveranno coll'ordine seguente: il 3°, comandato dal capitano Bottino, cavaliere dell'ordine di Savoia, per atti di valore compiti a Palermo, arriverà unitamente al 4°, di cui è capitano il cav. Pezzia; poi li seguiranno, due giorni dopo, il 1° comandato dal capitano De Maldè, il 2° dal cap. Gibellini, e il 6° che ha per capitano il cav. Buschetti. Per ultimo, da Napoli, arriverà il 5° squadrone, comandato dal capitano cav. Roych."
Romolo.
Via Legnano a Prati viene reintitolata via Carlo Alberto dalla Chiesa.
Monumenti