Storia
CronologiaLa Commissione per gli abbellimenti di Roma, conferisce a Giuseppe Valadier l'ncarico di realizzare un piano regolarizzazione della piazza del Pantheon, con una serie di demolizioni per l'allargamento e la liberazione del monumento dagli edifici addossati. Il piano non viene comunque approvato.
Costruendosi la fogna in via della Rotonda, si trovò il ciglio del piantato rettangolare del Pantheon, costituito da uno stipite scorniciato marmoreo, lungo met. 1,80, tolto forse da una delle porticine del cilindro esterno. E quando Gregorio III nel 735 « quaeque per circuitum tecti fuerant dissipata novo nitore construxit » {Lib. font.) fece uso, fra gli altri marmi, dell'elogio di L. Albino C. I. L. I, 285, che stava probabilmente nel foro di Augusto.
Lavori per isolare il Pantheon. Per allargare Via della Rotonda, vengono parzialmente demoliti i palazzi Crescenzi e Aldobrandini.
Sterrata di nuovo la gradinata, si vide racconciata alla peggio, allorquando l'edifizio era già convertito in chiesa cristiana, con marmi e pietre, tolte a caso dal Pantheon stesso e dai vicini edifizì.
Due di questi marmi, con gli intagli rivolti all'iugiù, e perciò conservatissimi, si riconobbero appartenere alla decorazione del portico. Un terzo masso di marmo greco, lungo met. 1 ,92 alto met. 0,75, conteneva l'architrave ed il fregio istoriato di una intavolatura. Il Visconti, nella illustrazione di queste sculture, è d'avviso che quel frammento di epistilio provenga dall'Iseo e Serapèo della IX regione.
Negli interpilastri della parte media del pronao, che forma una specie di andito dinanzi alla porta, ricorrono due ordini di fregi , intagliati in marmo greco, lunghi ciascuno met. 1,93, alti met. 0,87, e rappresentanti un festone appeso a due candelabri. Mancando alcune di queste tavole, Urbano VIII o Alessandro VII le restaurarono in istucco, sostituendo però agli arnesi del culto gentilesco, i vasi sacri del culto cristiano. Negli scavi ne furono ritrovate due integre e freschissime, messe coi rilievi all' ingiù nella scalinata.
Su iniziativa del Ministro della Pubblica Istruzione Guido Baccelli e con la direzione dei lavori del Lanciani, parte un ampio ciclo di lavori di risanamento del Pantheon. Viene completo l'isolamento dei fianchi (via della Minerva e Via della Palombella), scavi che portano alla luce la Basilica di Nettuno ed il portico degli Argonauti. Viene eliminata la cancellata e ripristinata la scritta in lettere di bronzo sul frontale del tempio. Ecco la relazione di Rodolfo Lanciani presentata sui lavori intrapresi per l'isolamento del Pantheon:
Ad onta di tutto ciò, fino al corrente anno 1881, due terzi incirca della curva del Pantheon rimanevano deturpati dalle fabbriche di via della Minerva e di via della Palombella, abbenchè i desideri comuni per lo isolamento dell'edificio si fossero manifestati più vivi ed impazienti di ritardo, dopo che il voto unanime della nazione aveva voluto deposta nel Pantheon la salma di Re Vittorio Emmanuele.
« S. E. il Ministro dell'istruzione pubblica, commendatore Guido Baccelli, appena assunto al potere, deliberò di compiere l'opera da tanto tempo desiderata. La demolizione del forno della Palombella fu incominciata il giorno 20 luglio: nel breve spazio di quattro mesi, oltre a 50 metri lineari della curva del Pantheon furono restituiti alla luce, insieme a sei stanzoni delle terme, ed alla quarta parte delle pareti perimetrali del calidario. Le provvide e liberali disposizioni prese da S. E. il Ministro, ne assicurano di vedere intieramente isolata e messa in evidenza la mole di Agrippa, prima che volga l'anno dal principio dei lavori.
I quali lavori hanno avuto la sorte ben rara di trovare plauso presso tutti, nel volgo come fra gli scienziati, il popolo vede con soddisfazione compiersi un' opera di tanto ornamento alla città; opera che per le difi5coltà tecniche, e per l'ingente spesa che richiede, avrebbe dato a pensare a governi e nazioni meno giovani della nostra, e di gran lunga più ricche: sopratutto a quelle che hanno l'abitudine di veder la festuca nell'occhio altrui.
Con lo smantellamento dei campanili barocchi del Pantheon, si conclude il grande ciclo di risanamento del Pantheon:
Appena avviati i lavori di ristauro del Pantheon, l'ILLUSTRAZIONE si è affrettata a pubblicare una veduta dei lavori intrapresi e un cenno illustrativo. Chiudevamo quel cenno colle seguenti parole: è lecito intanto sperare che il Ministro non sarà soddisfatto ne' suoi gusti estetici fin quando non avrà decretata la demolizione dei due bruttissimi campanili che furono chiamati da Pasquino: Le orecchie d'asino del Bernini. I nostri ed i voti di tutti coloro che provano rispetto per il capolavoro dell'architettura romana, che è il più perfetto monumento dell'antichità rimasto in Roma, per collegare la storia delle grandezze antiche d'Italia alla storia del suo risorgimento, sono appagati.
Le orecchie d'asino sono state tagliate e abbiamo oggi il piacere di dare il disegno della facciata del Pantheon com'era prima dell'operazione e com'è dopo tolti i due campanili del Bernini. Il nostro bravo Paolocci ci ha voluto serbare anche il ricordo delle campane in cui favore al tempio alzato da Agrippa furono attaccate le due appendici asinine; tolte dai campanili sembrano il doppio più grandi di prima.
Riservandoci di riparlarne più distesamente, diamo pure un disegno del Pantheon dal lato della Minerva dove si continuano i lavori, ed il disegno di una trabeazione delle Terme di Agrippa che le ultime scoperte hanno messo in chiaro essere state costruite contemporaneamente e in comunicazione col Pantheon.
Avvio dei lavori di ripavimentazione attorno al Pantheon, grazie ad una donazione del Comune di Buenos Aires. A conclusione dei lavori, viene inaugurata nella piazza una targa a memoria degli eventi:
"A Roma, nelle vie e sulla piazza che circondano il celebre Pantheon, si stanno facendo da qualche mese degli esperimenti di pavimentazione in legno impiegandovi l'algarrobo, tolto ai boschi immensi di Cordoba, uno dei migliori legnida pavimento della Repubblica Argentina, la quale ha voluto fare a Roma ed alla memoria dei due primi re d'Italia, l'omaggio di questa pavimentazione, messa in opera a tutte spese della latina repubblica Platense, che nelle animatissime vie di Buenos-Ayres ha constatati i risultati eccellenti di tale pavimentazione.
A Roma i lavori sono eseguiti sotto la direzione dell'ingegnere argentino Benoit, mandato appositamente dal municipio di Buenos-Ayres. Codesto ingegnere propose al municipio romano un abbassamento del livello nella via della Minerva, per evitare il pericolo che si corre, per la forte pendenza, e per dare un migliore aspetto estetico alla linea severa del finco sinistro del Pantheon.
Anche la piazza subirà lievi modificazioni, per quanto lo permetta la linea della facciata del classico tempio. Il tram, per lasciare libera la piazza, passerà per via dei Crescenzi e via della Rotonda, proseguendo per Torre Argentina. Le vie Palombella e Rotonda sono già pavimentate col nuovo sistema, e già sono iniziati i Javori di abbassamento della piazza e sterro di via della Minerva.
Per la pavimentazione sono già giunti a Roma 400 metri cubi di legno algarrobo, che conta dagli 80 ai 90 anni di vita. Si tratta per ora di 500 mila mattonelle appena sufficienti a coprire la piazza e le vie del Pantheon.
Le mattonelle di algarrobo posano sopra una platea di calcestruzzo, composto di un impasto di Portland, silice ed arena, dello spessore di 25 centimetri, oltre un centimetro e mezzo di puro cemento, col quale sono riunite fra loro.
Il municipio di Buenos-Ayres, oltre al rieco dono fatto a Roma, provvederà anche alla manutenzione delle vie e della piazza pavimentate, fornendole pure di bocchette per l'inaffiamento. Qualunque riparazione necessaria per il deterioramento delle mattonelle, sarà parimente fatta a spese della Capitale Argentina.
Va da sè che i nostri fratelli argentini non fanno tutto questo per mera pompa; Roma è città internazionale ed essi si ripromettono, giustamente, una réclame mondiale, con buoni risultati nell'esportazione del loro algarrobo, sperando che possa diventare il tipo per eccellenza nella pavimentazione delle grandi città moderne."
Monumenti
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Targa del Rione Sant'Eustachio a Via della Rotonda
1744 targhe
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Santa Maria ad Martyres
609 basiliche
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Pantheon
27 archeologia
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Casa dell'Arciconfraternita dell'Annunziata
edifici
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Ninfeo a via della Rotonda 36
fontane
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Palazzo di via della Rotonda 36
edifici
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Casa CLIV dell'Arciconfraternita della Santissima Trinità
edifici
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Palazzo Melchiorri Aldobrandini
palazzi
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Palazzo Crescenzi Bonelli
palazzi