Storia
CronologiaIl Cardinale Ludovico Ludovisi partecipa alla celebrazione per la posa della prima pietra della nuova chiesa del Collegio Romano dei Gesuiti, dedicata a Sant'Ignazio. Per far posto al nuovo nuovo edificio, viene demolita la chiesa di Maria Annunziata al Camilliano.
Il Collegio Nazareno e il Noviziato degli Scolopi viene ospitato in una casa del Cardinal Barberini a Montecavallo, contigua alla chiesa di San Caio.
Scavandosi per le fondamenta della facciata di s. Ignazio, fu scoperto il termine frontiniano delle arenazioni dell'acqua vergine. Quivi era un castello di distribuzione, dal quale si dipartivano, fra gli altri, i seguenti tubi: a) uno colossale anepigrafo, che recava l'acqua alle terme ed all'euripo di Agrippa; b) uno che recava l'acqua al templum Antoìiini dei cataloghi; c) uno che recava l'acqua TEMPLO MATIDIAE.
Questo ultimo costituisce il solo documento scritto esistente intorno all' edificio di cui ci occupiamo. Nessuna lapide, nessuno scrittore lo ricorda, e perciò siamo costretti dimandare al terreno le informazioni che difettano da ogni altro lato.
Rodolfo Lanciani.
Progetto di Piano regolatore dell'architetto l'architetto Florestano Di Fausto, secondo lo spirito delle direttive segnate dal Capo del Governo:
"La piazza del Parlamento sarà sistemata con la costruzione di un grande edificio destinato al Ministero degli Esteri per i servizi di propaganda, di cultura e di incremento dell'attività italiana all'estero. Nello stesso edificio troveranno anche adeguata e definitiva sistemazione la notevole biblioteca del Ministero e l'archivio storico. Il progetto dell'arch. Di Fausto si svolge asimmetrico fra via di Campomarzio e via della Missione, culminando su piazza del Parlamento in una alta massa architettonica che sarà centro visuale dal Corso, e che chiuderà così la bella Piazza romana, nel cui fondo le ampie tazze superstiti della Fontana del Bernini (distrutta per dar luogo nel cortile del Palazzo Innocenziano alla nuova Aula del Parlamento) sono state dall'architetto inserite nella composizione dell'edificio con felice e nuova soluzione.
Il nuovo insieme architettonico ha spiccati caratteri di romanità e di ambientazione, e, mentre è soluzione di dettaglio, partecipa anche di un più vasto piano regolatore della città che lo stesso architetto Di Fausto ha annunciato ed espresso nelle sue linee di massima, secondo lo spirito delle direttive segnate dal Capo del Governo nel memorabile discorso pronunciato lo scorso anno in Campidoglio. Disse in tale occasione il Duce: 'Fra cinque anni Roma deve apparire meravigliosa a tutte le genti: vasta, ordinata e potente come ai tempi di Augusto. Il problema di Roma era così con nitida e concisa parola posto all'esame degli studiosi. In verità, con la conservazione delle espressioni caratteristiche della città antica.
Dopo aver affermato come la febbrile ed ansiosa ricerca di orientamento verso qualcosa che segni praticamente e definitivamente - nella configurazione multiforme della città millenaria - la nuova epoca storica che viviamo, sia nata, come tutte le manifestazioni del momento, dalla volontà del Capo del Governo, l'architetto Di Fausto afferma come le parole del Duce debbano essere interpretate nello spirito e non nella lettera. Sembra quindi inesatto al Di Fausto pensare che ove il Capo del Governo accenna al giganteggiare dei monumenti nella necessaria solitudine, abbia egli inteso condannare alla distruzione innumerevoli manifestazioni d'arte e di storia di età antiche e recenti, allo scopo solamente di riportare alla luce o trarre addirittura dalle profondità del suolo mutili avanzi di Roma Imperiale. Giganteggiare nella solitudine, afferma il Di Fausto, vale certo per i tragici monconi della via Appia, per la Tomba di Cecilia Metella sulla sconfinata nostalgia dell'Agro, per le possenti ossature delle Terme e per il mirabile complesso dei Fori Imperiali, fino al Palatino della città quadrata.
Giganteggiare nella solitudine vale certo per le opere che, pure assediate inevitabilmente dalla tumultuante vita moderna, debbono non essere contaminate dalle sovrastrutture deturpanti, sovrapposte o immediate. Ecco infatti l'Augusteo spogliarsi delle sconce casupole cresciutegli d'intorno, ecco il superbo Foro di Augusto riprendere il suo vasto respiro col ricollegarsi agli altri Fori imperiali adiacenti. Si tratta sempre però, afferma il Di Fausto, di opere nelle quali non è completamente distrutta la organicità delle forme e la importanza delle masse, così che esse sono ancora capaci di emozione anche visiva, tale cioè da riportare i nostri spiriti nelle inquiete ferree età anteriori, e non sono solamente invece fredde e mute segnalazioni di interesse esclusivamente storico ed archeologico. La storia essendo insomma il risultato di lotte e di civiltà che si succedono necessariamente e si sovrappongono, sorge evidente e naturale il diritto delle manifestazioni più recenti, più adeguate e più consone anche al nostro spirito di esprimersi, se necessario, anche a danno delle precedenti.
Non è stato detto anche della necessità di distruggere la Basilica di San Pietro allo scopo di riportare alla luce il settore del Circo Neroniano sul quale gravita la immensa mole Cristiana? Noi, continua il Di Fausto, risalendo il corso dei secoli, affermiamo che nessuno pensa oggi a condannare i Pontefici del Rinascimento per aver essi dato mano alla sommaria demolizione della vetusta Basilica primitiva, il monumento incontrastabilmente più insigne e magnifico della civiltà e della storia cristiana. Era fatale, era forse necessario che sullo stesso suolo sacrato dalle tombe dei martiri e dalle ricordanze secolari, fulgesse mirabile per i secoli a venire l'opera massima della Rinascenza e del Barocco.
Partendo da queste premesse, a risolvere il grande traffico del centro della Capitale il Di Fausto propone anzitutto due attraversamenti fondamentali:
a) Da piazza Sciarra al Circo Agonale, la grande spina fondamentale del triangolo di maggiore intensità di vita: piazza Venezia, largo Goldoni, piazza della Chiesa Nuova con le divergenti piazza Sciarra-piazza di Trevi, piazza Sciarra-piazza della Pilotta, ausiliarie per lo smistamento del traffico ascendente e discendente del nodo Tunnel-Tritone, via Nazionale-Quirinale. b) Da piazza Montecitorio a piazza del Gesù con le ausiliarie per il Campidoglio, per il Teatro di Marcello verso l'Isola Tiberina, risolutive del flusso fra il centro storico e i quartieri popolari di Trastevere e industriali di Testaccio e San Paolo.
Quindi per l'inquadramento generale aggiunge alcune essenziali direttive minori: 1. Da piazza del Pantheon a piazza Campo Marzio con le ausiliarie divergenti per il largo Goldoni e per piazza Nicosia.
Da piazza del Pantheon a piazza Mattei; 2. Da piazza Pasquino a piazza della Minerva; 3. Dal nodo Campo Marzio al Ponte Umberto; 4. Dal largo Zanardelli alla Chiesa Nuova e al Ponte Vittorio Emanuele per via dei Coronari; 5. Dalla Chiesa Nuova al Ponte Gianicolense.
È tuttavia da tener presente che così vasta e profonda visione di definitivo assestamento del centro pulsante della Capitale - segnata oggi dall'architetto Di Fausto solo nelle sue grandi linee - è suscettibile di graduale ed anche parziale realizzazione; è tale, cioè, da consentire ad ogni momento la maggiore armonizzazione delle necessità e delle possibilità. Ma, fin d'ora, è opportuno affermare che, sventrando ed ampliando, bisogna tener conto della necessità fondamentale che i nuovi spazi non riescano dannosi alle opere create in diverso ambiente, e che le nuove prospettive riescano a concludersi nella necessaria ossatura architettonica di equilibrio. È ovvio, d'altronde, che le opere previste saranno convenientemente integrate dalla conseguente opera archeologica per le zone antiche portate in evidenza dalle demolizioni. Restauri, segnalazioni e riesumazioni, interesseranno specialmente la Roma degli Antonini, le Terme di Nerone e di Agrippa, l'Iseo Campense, la Curia e i Giardini Porticati di Pompeo, il Foro Olitorio, il Teatro di Marcello e i Portici di Ottavia, nonché la vasta zona di Campo Marzio."
Monumenti
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Burrò di Piazza Sant'ignazio
1727 edifici
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Biblioteca Casanatense
1698 edifici
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Sant'Ignazio di Loyola in Campo Marzio
1622 chiese
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Stanze di San Luigi al Collegio Romano
cappelle
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Cappella della Prima Primaria nel Collegio Romano
cappelle
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Arco dell'Acquedotto Vergine presso i Saepta Iulia
archi
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Madonna col bambino e santo ai Burrò
edicole sacre
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Villino Talenti a Nettuno
villini