Storia
CronologiaAlle 5 del mattino inizia l'attacco alla città da parte delle truppe piemontesi. Il cannoneggiamento delle mura inizia a Porta San Giovanni, seguito dai Tre Archi di Porta San Lorenzo e da Porta Maggiore. Dopo cinque ore di cannoneggiamento su un altura (tra le vigne dei Lancellotti e Capizucchi) a via Nomentana, le truppe piemontesi agli ordini del Generale Cadorna riescono ad aprire una breccia nelle mura tra Porta Pia e Porta Salaria, entrando nella città. Nello scontro cadono 49 soldati Italiani e 19 Pontifici. Gli Zuavi prigionieri sono concentrati a Piazza Colonna.
Il Sindaco Francesco Rospigliosi Pallavicini e da alcuni bersaglieri inaugurano due targhe in memoria della Breccia di Porta Pia nel punto esatto sulle mura aureliane..
Si conclude la ricostruzione di Porta Salaria, su progetto di Virginio Vespignani.
I ruderi scoperti demolendo la vecchia porta Salaria, vengono lasciati di fronte..
Sull'angolo formato dal grande viale di circonvallamento con la piazza che deve aprirsi all'esterno della porta Salaria, si è continuata e compiuta la estrazione dei marmi provenienti da un notevole antico mausoleo, accumulati, non saprei dire come e perchè, in un angolo della vigna già Torlonia a soli due metri di profondità.
I blocchi sono ventisette, dodici dei quali scolpiti. Sono degni di nota:
a) Un timpano o frontone, con alto rilievo rappresentante Tifone (?) mostro angiiicrinito, barbato, con le ali spiegate, a doppia coda squamosa. Ha il fulmine nella d. : la s. è sollevata, in atto di minaccia, al disopra del capo.
b) Fregio di buonissimo stile, con fogliami e volute di pampini e grappoli, ed uccellini svolazzanti fra i tralci.
c) Frammento della porta mamorea del mausoleo, col battente ornato di borchie, e testa gorgonica nel centro dello specchio.
d) Masso col capitello d'un pilastro angolare. Nella costa si distinguono le sigle di cava:
N D XX VI
e) Piccola lapide graffita in lastra di bigio:
D M S EVTYCHIA NV 5 VIX AN XXXVIIIDVIIISY MPHORIS CO IVGI INCON PARAVILI B M F
Rodolfo Lanciani:
Incominciati i lavori per le fondamenta di una nuova casa, nell'area occupata dal vasto sepolcreto (fuori la posterula Salaria), e propriamente nell'isolato corrispondente al sito ove sorgeva il monumento di Giunio Menandro, è stato scoperto un antichissimo sepolcro, alla profondità di m. 1,80 dall’odierno livello stradale.
Consisteva in una semplice fossa quadrangolare scavata nel terreno vergine, e coperta con lastroni di cappellaccio. Oltre a pochi avanzi dello scheletro, vi si rinvennero sette fibule di bronzo, un anello e vari frantumi di vasi e di altri oggetti egualmente di bronzo.
Continuandosi gli sterri in altra parte dell'area suddetta, si sono incontrate nuove stanze sepolerali con colombari incavati nelle pareti, e con cippi infissi nel terreno al di fuori. Per coteste scavazioni sono tornati in luce vari monumenti epigrafici.
Giuseppe Gatti e Luigi Borsari.
Altre iscrizioni sono tornate in luce dal sepolereto fra la via Salaria e la Pinciana.
Giuseppe Gatti e Luigi Borsari.
Altre lapidi inscritte, che qui si riproducono sugli apografi del prof. Gatti, sono ritornate in luce dagli sterri, che si eseguiscono per conto della Società dell'Esquilino, nell'area del vasto gruppo di sepolcri fra la via Salaria e la Pinciana.
I lavori di sterro, che la Società dell’Esquilino viene continuando nei terreni fra la via Salaria e la Pinciana, hanno rimesso all'aperto un'altra stanza di colombari, faciente parte del vasto gruppo altre volte descritto (cf. Notizie 1886, p. 328, 364, 420, 454; 1887, p. 21, 74, 118).
È larga e lunga circa 3 metri: le pareti, nelle quali sono incavati i loculi, conservano qua e là sullo stucco qualche traccia di pittura decorativa. Fra le terre sono stati raccolti: un frammento di olla vitrea, un altro di ossuario in alabastro, molti unguentarii in vetro e in terracotta, e un gran numero di lucerne fittili, di varia forma, ma tutte comuni e monolicni.
Una di esse presenta sul piatto in rilievo il busto del Sole radiato; un’ altra, di terra assai fina, ha scolpiti due delfini; in una terza, che porta impresso al di sotto il sigillo del fabbricante EROTIS, si vede la figura consueta della Fortuna col governale nella d. e il cornucopia nella sin.; in altre semplici si leggono i bolli di fabbrica BASSA L CAESAE.
Parecchi colombari di questa stanza conservano tuttora al loro posto titoletti di marmo, anepigrafi. Le iscrizioni recuperate nello scavo sono state trascritte dal ch. prof. Gatti.
Dal medesimo colombario è stato tratto in luce un piccolo sarcofago di marmo, lungo m. 0,87, largo m. 0,35, alto m. 0,30. Per mezzo di una lastra mobile, di marmo, fu diviso in modo da formare due ossuari. Sulla metà destra della fronte, che corrisponde ad uno degli ossuari, è scolpito in bassorilievo un uomo seminudo, giacente sul letto tricliniare, con la destra levata in alto, e la patera nella sinistra. Dinanzi a lui è la mensa tripode; e in un piccolo cartello ricavato fra la linea media del sarcofago e il piede del tripode, si legge l'iscrizione:
C HELVIVS APRONIVS HIC-SITVS VIXIT ANNIS LXXXII FECIT SIBI POSTE RISQVE SVIS
Sulla fronte opposta del monumento, e nella parte corrispondente all’altro ossuario fu incominciata a scolpire una simile rappresentanza; essendovi abbozzata la figura di una donna seduta sul letto, ed avente dinanzi a sè la consueta mensa tripode.
In altri movimenti di terra, che sono stati fatti in diversa parte del medesimo fondo, ma sempre entro l’area dell’antico sepolereto, si sono rinvenuti questi due altri monumenti epigrafici.
Via Salaria. Nuove scoperte di celle sepolcrali sono avvenute nel proseguire gli sterri fra la via Salaria e la Pinciana, nei terreni appartenenti alla Società dell'Esquilino.
Le tombe si trovano generalmente già frugate da antico; e delle iscrizioni appena qualcuna ne è conservata al posto.
Niun oggetto notevole è stato rimesso in luce, ad eccezione di un grande vaso cinerario in marmo, assai ben conservato, munito del suo coperchio, e tuttora ripieno di ceneri ed ossa combuste.
Le iscrizioni raccolte in questi ultimi movimenti di terra sono le seguenti, trascritte dal ch. prof. G. Gatti.
I movimenti di terra per l'apertura di strade e per la costruzione di nuovi edifici nel terreno della Società dell'Esquilino, rimettono continuamente in luce avanzi di colombari e lapidi iscritte ad essi appartenenti. Da una di tali stanze sepolcrali provengono i seguenti cippi di travertino, che ricordano servi e liberti della famiglia di Ottavia, sorella di Augusto.
E vi sono specialmente nominati: due servi di C. Ottavio (n. 669, 670); un liberto e sei servi di Ottavia (n. 675-677, 681-684); un liberto ed un servo di M. Claudio Marcello, figlio nato dal primo matri- monio di lei (n. 671, 679); un servo di Marcella, parimenti sua figlia (n. 668); quattro servi di M. Antonio, secondo marito di Ottavia (n. 672, 674, 678, 685); un servo di Antonia minore, loro figlia, e moglie di Druso (n. 673).
I movimenti di terra praticati nei terreni della Società dell'Esquilino, fra la via Salaria e la Pinciana, hanno restituito in luce nuovi avanzi di sepolcri, consistenti in piccole stanze in reticolato od in laterizio, con loculi incavati nelle pareti. Fra le terre sono state raccolte diverse iscrizioni.
Gli sterri, che si vengono continuando nell'area occupata anticamente da quel vasto gruppo di sepolcri, fra la via Salaria e la Pinciana, del quale più volte si è detto nelle Mozisie, hanno fatto recuperare queste altre iscrizioni, copiate dal prof. G. Gatti.
Nei terreni della Società dell'Esquilino, fra la porta Pinciana e la Salaria, è stato rimesso all'aperto un piccolo colombario benissimo conservato, ma già frugato in altri tempi e spogliato della funebre suppellettile. È costruito in buon laterizio, rivestito di stucco.
La parete di fondo ha una piccola abside semicircolare, nella quale si aprono tre piccole nicchie, ove probabilmente erano state collocate urne cinerarie in marmo. Nella parete di contro è ricavato una specie di podio, sul quale dovea poggiare un piccolo sarcofago : tre nicchiette stanno al di sopra, destinate a vasi ossuarii od anche a piccoli busti o statuette.
Le due pareti laterali contengono i loculi per le olle, in due ordini: a sin. sono tre loculi in ciascuna fila; due a dr., essendo occupato il rimanente della parete dalla piccola scala che discendeva all’ipogeo. Ogni loculo ha due olle di terracotta ; e sotto ciascuno di essi è dipinta in color.bianco una tabella ansata, su cui avrebbero dovuto leggersi i nomi dei morti quivi deposti. Niuna però di coteste tabelle presenta la minima traccia di scrittura.
Nello sterro si ritrovò una straordinaria quantita di ossami; che certamente fu accumulata in quel luogo, quando vennero espilati questo ed altri sepoleri vicini, vuotandone le olle. Fra la terra si rinvennero circa 80 lucerne, di forme communi; una delle quali porta il bollo CAE MERC; un'altra GABINIA; ed una terza ha graffite sul fondo esterno le sigle IVV VII.
Il pavimento della descritta stanza sepolerale è a musaico bianco e nero, a semplici fasce e riquadrature. Sopra questo movimento sorgeva un altro simile colombario, del quale restano soltanto poche olle, dell'ordine più prossimo al pavimento.
Provengono poi dai vari movimenti di terra nell’area medesima, i seguenti titoli sepolcrali copiati dal prof. G. Gatti (cfr. Notizie 1887, p. 375).
Nel fare i cavi necessari per la fondazione di un nuovo casamento di proprietà del sig. Niccolò Fandozzi, nei terreni ceduti dalla Società dell’Esquilino fra le vie Salaria e Pinciana, e propriamente nel tratto più vicino alla via Pinciana, quasi di fronte al cancello della villa Borghese, si sono incontrati molti altri sepolcri spettanti al vasto gruppo, di cui più volte è stato riferito nelle notizie del passato e del corrente anno. Malauguratamente le escavazioni, eseguite col sistema dei pozzi per i piloni delle fondamenta, hanno fatto riconoscere una parte asaai scarsa dei monumenti sepolcrali; e si sono potuti ricuperare soltanto quei pochi oggetti, che cadevano entro spazi così limitati.
Da uno di cotesti cavi è tornata in luce una cassa di piombo, che giaceva sul pavimento di una cella sepolcrale. È munita del suo coperchio, parimenti in lastra di piombo: misura m. 0,95 di lunghèzza, m. 0,24 di altezza, e m. 0,30 di larghezza. Vi era racchiuso lo scheletro di un fanciullo, senza verun oggetto di funebre suppellettile. Fra le terre si sono raccolti due pezzi di mattoni, che recano impresso a belle e nitide lettere il bollo semicircolare (Marini 937): ISMARI DOMITI. Ismaro fu servo di Domizio Afro: ed essendo questi morto nell’anno 59, ne risulta che il riferito bollo ficulino è anteriore a tale età (v. Dressel, Ziegelstempel der Gens Domitia p. 21).
Continuandosi la fondazione di muovi fabbricati nei terreni della Società dell'Esquilino, fra le vie Pinciana e Salaria (cfr. Notizie 1887, p. 558), nei pozzi per i piloni dei fondamenti sono state riconosciute numerose celle sepolcrali, che sembrano quasi del tutto inesplorate. Negli sterri sono state recuperate le seguenti iscrizioni, copiate dal prof. G. Gatti.
Continuandosi i cavi per le fondazioni di nuovi casamenti, nell’area più volte descritta, fra le vie Pinciana e Salaria, sono stati riconosciuti altri sepoleri del primo secolo; ma attesa la natura dei lavori, non si sono potuti esplorare.
Sono stati estratti dai pozzi alcuni frammenti di cornici laterizie, ed una scultura in marmo bianco, rappresentante un vitello coricato in terra. Il simulacro conserva la propria base, ed è intiero, eccetto alcuni piccoli danni sofferti nell’estremità della testa.
Dai medesimi cavi provengono iscrizioni, copiate dal prof. G. Gatti.
Per alcuni piccoli movimenti di terra nell'area spettante all'impresa dell'Esquilino, fra la via Salaria e la Pinciana, donde sono tornati in luce numerosissimi sepoleri dell'ultimo periodo repubblicano e dei primi tempi dell'impero, si sono rinvenute queste altre iscrizioni sepolcrali, copiate dal prof. G. Gatti.
Spianandosi il terreno per sistemare il piazzale esterno della porta Salaria, si è trovato a destra della strada un piccolo gruppo di antichi sepoleri. Un monumento di forma circolare era intieramente devastato, e ridotto al solo nucleo della costruzione. Di altre camere sepolcrali rimanevano pochi avanzi, di muri laterizi e reticolati.
Si raccolsero fra le terre tre balsamari di vetro, ed i seguenti monumenti epigrafici: a) Lastra di marmo: DIIS MANIB DIO VIXIT ANNIS VIII MENS III DIEB VI DIVS PATER FILIO; b) Grande cippo di marmo: corona D M C POMPONIO HERACONI DVLCISSIMO M VLPIVS HERA ET VALERIA SA TORNINA PA RENTES HARCH sîc TECTO EABRO NABALI OPTVMO VIXIT ANNOS XXV (nave); c) Stele di travertino, terminata a semicerchio: Q VERANIO ELEVTERO A POSTERISQVE EIVS; d) Sepolcro costruito in mattoni, a forma di tronco di colonna, sagomata nell'imoscapo.
Racchiude nell'interno un vaso di terracotta, con le ceneri della defunta: nel centro del piano superiore è murata una piccola lastra di marmo, concava nel mezzo, con i fori per le libazioni. Un titoletto murato sul davanti del singolare monumento, reca il nome: D M VALERIAE FESTAE
Presso gli avanzi dei sepolcri sopra descritti, si è rinvenuto un grande cippo marmoreo votivo con fastigio, ove è rilevata un’aquila ad ali spiegate. L'iscrizione dice: HERCVLI PRIMIGENIO SACRVM C PETRONIVS C F VEL PAETVS F
Giuseppe Gatti.
Per i lavori della sistemazione stradale fra la via Salaria e la via Pinciana è stato recuperato un frammento di stele marmorea, che conserva: D ...| TI CLAVD...| V A LXXXX ...| CLAVDIA T...| PATRON...| CONIVGI...| ET SIBI POSTI...| SVIS...
Ivi stesso si è rinvenuto un avanzo di cippo sepolcrale in travertino, sul quale si legge: M LICINI...| LANTIC...| IN FRONT...| IN AGRO...
Giuseppe Gatti.
Continuandosi i lavori per la sistemazione della strada delle mura, in prossimità di porta Salaria, sono stati rinvenuti avanzi di celle sepolcrali. Alcune sono costruite in opera reticolata, altre in mattoni, ed appartengono alla vasta necropoli, della quale in questi ultimi anni tornarono in luce copiosissime memorie.
In uno di questi sepoleri si rinvennero, fra le terre, i seguenti oggetti: Maschera muliebre in terracotta, alta m. 0,14, con larga benda sulla fronte e coronata di fiori. Testa di Sileno, alta m. 0,09, modellata con buona arte, e mancante soltanto di piccola parte del cranio sulla tempia sinistra: ha le orecchie appuntate e la corona di edera. Lucerna fittile, di forma circolare e senza manico, sul cui piatto sono rilevate quattro lepri in corsa, che si inseguono. Altra simile, a lungo becco e con la marca di fabbrica CASSI. Altra simile, di terra fina, con la marca V. Vaso di vetro, in forma di fiasco, mancante della metà del collo, ed alto m. 0,12. Piccolo balsamario di vetro ed un altro di terracotta. Campanello di bronzo, senza pendaglio, alto m. 0,03. Alcune monete di bronzo ossidate ed irriconoscibili.
Presso il medesimo luogo fu recuperato un pezzo di lastrina marmorea, di metri 0,15 X 0,11, che conserva: ...MANIB |... MIGENIVS |... QVINTA |... CERVNT |... ET SVIS POS EORVM
Giuseppe Gatti
Nell'abbassare il livello della strada delle mura, a sinistra della porta Salaria, si è trovato presso la terza torre, a circa tre metri sotto il piano stradale, un tratto d'antica via, lastricata a poligoni di selce, che s'interna sotto le mura della città. Ad altrettanta profondità si è incontrata un'altra strada più antica, coperta semplicemente di ghiaia.
Fra la quinta e la sesta torre, dal medesimo lato delle mura, è stato rimesso all'aperto un muraglione in blocchi squadrati di tufa, sul quale poggia la costruzione del recinto aureliano.
Nel sito medesimo è stata recuperata un'urna cineraria, rotonda, di travertino, alta m. 0,27, in buono stato di conservazione. È munita di due anse, ed ha tuttora il suo coperchio leggermente conico.
Provengono pure dallo stesso luogo: Una lastra di marmo di m. 0,36 X 0,28, che da un lato porta rozzamente inciso, a grandi lettere, il numero VII, e dall'altro reca il titolo sepolcrale: D M MARTIAE V A X M IL DXXII ANTONIVS FIL KARISSIME FEC
Un frammento di strigile in bronzo. Un'olla di vetro ridotta in minuti frantumi, dai quali apparisce essere stata forse alta m. 0,25 col diametro, al piede, di circa m. 0,15. Metà di titoletto marmoreo, alt. m. 0,16 X 0,12: M CALPVI...| M CALPVRN...| M CALPVR...
Plinto circolare, di marmo, dal diam. di m. 0,10; vi rimangono due piedi nudi di una figurina, ed un avanzo di tronco d'albero, alto m. 0,12, al quale è addossata una basetta circolare, alta m. 0,05. Su questa basetta veggonsi i piedi di una piccola statuetta. G. GATTI.
Giuseppe Gatti.
Via Salaria. Proseguiti i lavori per la sistemazione della strada e per la fogna lungo le mura, a sinistra della porta Salaria, a pochi centimetri di profondità sono tornati in luce i seguenti monumenti sepolcrali:
a) Sarcofago di marmo, lungo m. 2,17, largo m. 0,73, alto m. 0,05. È ben coservato; e conteneva una grande quantità di ossa umane. La fronte è decorata con strie ondulate: nel mezzo, entro un clipeo, sono scolpiti due busti, le teste dei quali furono soltanto abbozzate. Rappresentano un personaggio senatorio con la toga adorna della trabea, ed una donna con tunica e pallio. Al di sotto delle figure sono scolpiti due pastori: l'uno è seduto, e munge due capre, l'altro sta in piedi, appoggiato al pedo, e suona la zampogna. Sugli angoli del sarcofago sono due belle figure in alto rilievo. A destra, un uomo barbato, il quale è coperto dal solo pallio che gli scende dalla spalla sinistra, avvolgendo la metà inferiore della persona: a sinistra, una donna vestita di tunica e pallio. I due lati minori del sarcofago portano incisi i soliti grifoni, simbolici custodi del sepolcro; b) Altro sarcofago di marmo, di m. 1,60 X 0,46 X 0,35. È semplicemente decorato di baccellature ondulate, ed ha nel mezzo un cartello ansato per il titolo funebre, il quale però non vi fu mai scritto. In ambedue i fianchi sono incisi due scudi incrociati; c) Lastra di marmo, con cornice, lunga m. 0,50, alta m. 0,40, incisa con belli caratteri: t. cALIDIVST T T C | PRIMVS VESTIARIVS | TENVIARIVS DE VICO | TVSCO CALIDIA T T O L | HILARA PRISCO LIBERTO | ET SIBI ET SVIS; d) Titoletto da Colombario di m. 0,21 x 0,12: M PLAETORius | FRVCTVS | V ANN XI; e) Frammento di lastra marmorea: dis maniBVS | ...lucrETIVS | ...VS FECIT
Giuseppe Gatti.
Per i lavori della fogna nella via delle Mura, a sinistra della porta Salaria, è stato ritrovato, a circa m. 4,00 sotto il piano stradale, un antico coltello, forse venatorio, a larga lama, benissimo conservato. Il manico è in bronzo, di forma ottagona, e termina in una testa di cinghiale accuratamente modellata, della quale sono perdute soltanto l’orecchia e la zanna dal lato sinistro. La lama è in ferro, lunga m. 0,245 e larga m. 0,045: il manico è lungo m. 0,16, tutto il coltello m. 0,405. Nello stesso luogo sono stati recuperati un piccolo torso muliebre, alto m. 0,50, copertò del solo manto, ed due frammenti d'iscrizioni in marmo.
Giuseppe Gatti.
Sistemandosi la strada che dal piazzale esterno della porta Salaria va a porta Pinciana, a circa m. 60 dalla porta Salaria, si è incontrato un muro reticolato, grosso quasi un metro, e lungo m. 29. Dista dalle mura urbane circa m. 35. Nello sterro è stata recuperata un'anfora fittile intiera, alta m. 1,80, a due anse.
Giuseppe Gatti.
Celebrazioni per il XXV anniversario della Presa di Roma:
"Venerdì, l'Italia celebrerà il 25° anniversario della breccia di Porta Pia, di Roma nostra, di Roma capitale. Da più giorni, Roma è mutata. Nonostante il caldo, sì lavora dappertutto. Si accomoda la via Nomentana; si erige una colonna commemorativa della breccia di Porta Pia sul corso d'Italia; si terminano i lavori al monumento a Garibaldi sul Gianicolo; si approntano i monumenti a Cavour, a Minghetti, ai fratelli Cairoli, a Pietro Cossa: si apre il ponte Umberto; si sistema buona porzione dei Lungo Tevere; si puliscono le immagini degli uomini illustri che stanno al Pincio....
Fra gli adornamenti dell'eterna città primeggia il magnifico ponte Umberto che il 20 corr. verrà aperto alla circolazione: e con esso la colonna commemorativa di Porta Pia. Le associazioni liberali di Roma, riunite, deliberarono che la colonna commemorativa sia inaugurata venerdì 20, alla stessa ora în cui ebbe luogo la memoranda breccia, cioè alle ore 10 del mattino. Sulla colonna si poserà un statua della Vittoria in bronzo, opera dello scultore Giuseppe Guastalla, allievo del Ferrari (presso la breccia di Porta Pia, accanto a quelle già poste del 1871, verrà anche collocata una nuova lapide con il nome dei caduti)
Innumerevoli le feste che sono stabilite; fra cui i congressi: la gara generale di tiro a segno al Poligono; la luminaria, colla famosa girandola che, quest'anno, rappresenterà un monumento commemorativo dell’unità italiana; îl congresso ginnastico, il congresso delle cooperative, il congresso degli insegnanti, il congresso medico, il congresso militare...".
Fuori di porta Salaria, ripresa la fabbricazione di un casamento, fra via Adige e via Bacchiglione, nel punto ove fu scoperto nel 1886 un gruppo di colombarî spettanti a liberti della gente Appuleia (cf. Bull. camun., 1884, p. 394), si sono incontrati avanzi di altri monumenti funerarî dell' ultima età repubblicana e dei primi tempi dell'impero, che facevano parte del vastissimo sepolcreto quivi altre volte riconosciuto.
Presso i resti di una camera sepolcrale, costruita in massi squadrati di tufo, i cui lati misurano m. 6,00 X 5,55, si è trovato tuttora infisso al proprio luogo un grande cippo quadrangolare di tufo, alto m. 2,30, largo m. 0,56, e profondo m. 0,48. Nella fronte vi sono incavate due nicchie cinerarie, ed incise le seguenti iscrizioni, che ricordano due liberti del grande Pompeo: CN POMPE | MAGN L SODALI | POMPEIAE | MAGN L LYDE
Sono stati parimente ritrovati nello sterro questi altri monumenti epigrafici:
Cippo rettangolare di travertino, alto m. 0,85 X 0,28 X 0,09: Q ATVBEIVS sic QL HILARGVRIS IN FR P III IN AG P II. Simile, alto m. 0,82 X 0,36 X 0,09: BAEBIANIS
SOTERINIS OSSVA H S S; Simile, alto m. 0,47 X 0,30 X 0,08: ROMA MARCIA Q F SEVNDA sic C; Frammento di lastra marmorea, di m. 0,24 X 0,19: ...S MA... | ...AXIAL... | ...MILIA R... | ...IMA CY... | ...FECIT; Titoletto di colombaio, di m. 0,10 X 0,09: ALLIVS SYNERos; Simile, di m. 0,30 X 0,09: M CARMINIVs EYT...; Simile, di m. 0,14 X 0,11: NICER... TREBON; Simile, di m. 0,12 x 0,05: Q VALERIV...| Q L | CNISMVS; Simile, di m. 0,13 X 0,14: ILIENVS... | ...PHEVS... | ...LIB... | ...ANNIS IX; Simile, di m. 0,06 X 0,09: ...ILAD... | ...OSSID...;Simile, di m. 0,13 X 0,14: ...IVS... | ...VITAR ...|... R...
Si raccolsero pure in gran copia vasetti e balsamarî fittili; alcuni balsamarî di vetro; parecchie lucerne in terracotta, una delle quali col noto bollo CIVNBIT; due tazzette di terra fina rossa; un manico di anfora col bollo POR; un coperchio di ur- netta cineraria quadrata, ornato di timpano ed acroterî, e qualche piccolo frammento di marmi scolpiti. Una tazza aretina, alta m. 0,05, col diam. di m. 0,15, ha nel fondo impresso il bollo: ROGAVS. Un piatto, della stessa fabbrica d' Arezzo, porta il bollo: DOCI MAS
I sepolcri, come fu già riconosciuto negli sterri del 1886, sono tutti orientati
secondo la direzione dell'antica via Salaria, lungo la quale erano costituiti. E di questa antica strada, in prossimità del monumento ricordato in principio, è stato scoperto un tratto lungo circa tre metri, lastricato coi soliti poligoni di selce.
Giuseppe Gatti.
Altri avanzi di antiche camere sepolcrali, parte costruite a blocchi di tufo, e parte in opera reticolata, sono stati scoperti nella costruzione del nuovo convento dei Carmelitani, fuori di porta Salaria. Una di queste stanze conserva il pavimento di mattoncini ad opera spicata, e tracce dei loculi per le olle cinerarie.
Si raccolsero fra la terra i soliti vasetti fittili di varia forma, due balsamarî di vetro, una lucerna rotonda con una pecora in rilievo. Un frammento di lastrina marmorea, di m. 0,15 X 9,17, conserva: d M | ...REA | qua qua E V A XXXX; Si sono pure rinvenuti tre cippi sepolcrali in travertino. Uno di essi, alto m. 0,52 X 0,26 X 0,14, cons iscrizione: QVINCTIA N L ANTI OCHIS ET TV; La frase et tu è la risposta, che la defunta fa al saluto del passeggiero, il quale si presume averle rivolto la consueta acclamazione: ave. Il secondo cippo, di m. 0,29 X 0,22 X 0,09, reca: CORVCA NIA Q L PAS IS M CAM ERIVS M L TEVPILVS; Il terzo, alto m. 0,26 X 0,20 X 0,05, porta il semplice nome: P CASSIDIV L F SCA S
Per i lavori medesimi è stato rimesso all’ aperto un altro tratto selciato della via Salaria vetere, in continuazione di quello, di cui fu detto nelle MNotzzze dello scorso mese (pag. 330). Da ciò si è potuto determinare che l'asse di quell'antica strada, nel punto scoperto, forma un angolo di circa 30° sull'asse del Corso d'Italia, deviando a sinistra.
Giuseppe Gatti.
Nello scavare una cantina nel fabbricato dei Carmelitani Scalzi, al Corso d'Italia, si è rinvenuto un piccolo sarcofago di marmo bianco, col suo coperchio a doppia pendenza, alle cui estremità restano ancora aderenti le grappe di ferro che servirono a chiudere il sarcofago medesimo. Questo è lungo m. 0,70, alto m. 0,25, largo m. 0,80; e sul lato anteriore, tutto liscio, è incisa l'iscrizione funebre: TI CL GRATVS ET LARCIA QVADRATILLA FECERVN FILIO B M Q VIX ANO CIMX D VI
Nel sito medesimo è stata scoperta una parte del lastricato della via Salaria vetere, a poligoni di selce; e ad un metro sotto questo selciato sono stati trovati due pezzi di tubi acquarii in piombo. In uno, assai consunto, restano soltanto le cifre numerali. Nell'altro si legge impresso a lettere rilevate : ...d QMINORVM AVGG NN | ... STATIONIS PATRIM AVG N
Non può supporsi che le due linee si riferiscano a diversi tempi, essende manifesto che furono ottenute nella medesima fusione della lamina di piombo, con la quale fu formato il tubo.
Giuseppe Gatti.
In fondo alla via Piemonte, demolendosi una parte restaurata delle mura urbane, per aprire una strada di comunicazione fra il quartiere di villa Ludovisi e quello estramuraneo fra le vie Pinciana e Salaria, si è trovato fra i materiali di costruzione un pezzo di lastra marmorea, che conserva queste poche lettere: ....| C MO...|... ARE VO...|...O POV...|...MERIT
Vi si riconosce facilmente la comminazione di una multa, a tutela della inalienabilità del monumento sepolcrale, imposta con la formola: sîé quis ROC MOnzmentum vendere | vel donARE VOluerit, inferet | aerari0 POPVli romani hs.... m. n. | aut îs qui eMERIT (cf. per es. C.I.L. VI, 14930, 18385, 29926).
Giuseppe Gatti.
Facendosi un cavo per condottura di gas al Corso d'Italia, di rimpetto al nuovo convento dei Religiosi Carmelitani, quasi alla superficie del suolo, sono state trovate due antiche arche in terracotta, e presso ciascuna di esse un'olla, pure fittile, contenente ossa bruciate e ceneri.
Giuseppe Gatti.
Intrapresa dal sig. Rosellini la costruzione di un nuovo fabbricato sul Corso d'Italia, in prossimità della via Mincio, sono stati scoperti vari pezzi di muri in opera reticolata, spettanti ai sepolcri di quella vasta necropoli che si estendeva in tutto il tratto di terreno compreso fra le mura della città, e le vie Salaria vetere e Pinciana.
In uno di quei muri erano ancora murate, nei propri loculi, due olle fittili cinerarie. Fra la terra sono stati raccolti i seguenti titoli funerari: a) Lastra di marmo, lunga m. 0,50 X 0,29: DIS MANIBVS ITVRIAE NICE VIX A XXXI L ITVRIVS ZOSIMVS PATRONVS LIBERTAE PIENTISSIMAE IDEM CONIVGI; B) Titoletto da colombario, di m. 0,31 X0,15: IVLIA GNOME VIX ANN XXV; c) Blocco rettangolare di marmo, lungo m. 0,39, alto m. 0,18, grosso m. 0,14: IVLIA GL TRYPHERAPIASIBIET C AVFIDIO G L DAVO CONIVGl SVO ETG IVLIO DIVI AVG L HALYT FRARI SVO ET LIBERTIS POSTERIS QVE EORVM; d) Titoletto da colombario, di m. 0,28X0,10: CN NVMONIVS CN L ARISTO; e) Lastra di marmo, luuga m. 0,42 XU,U1, uulla cui grossezza (m. 0,08) è inciso a nitidi e minuti caratteri: P OPPIus p. l. HlLARVS OPPIA P L HERMIONA; f) Lastra di marmo, lunga m. 0,91 X 0,18: T PINNIVS T I LL ES DVLCISSVMAE COLLIBERTAE PINNIAE ICONIONl POSTERlSQ EORVM; g) Titoletto da colombario, di m. 0,30X0,08: POMPEIA SEXTIL L CARI S VAXIIX; h) Lastra di marmo, alta m. 0,49, larga m. 0,20: D M SESTIO ATTI CO FILIOBENE MERENTI FECIT ATTICVS PATERVIXIT AN XV M XID XV; i) Frammento di lastra marmorea, lungo m. 0,32X0,12: MEMORIAE M STLACCIO P; l) Lastra di marmo, di m. 0,27 X 0,29, che reca la muta di un dopino titolo funerario, il quale era inciso su due lastre diverse: ET M VLPIVS AVGLIB CHARITO SIBI ET SVIS POSTERISQVE EORVM IN AG P III
Nel medesimo sterro sono state recuperate parecchie lucerne fittili, di tipo comune ; sette delle quali hanno impressi i bolli già conosciuti: 1) FLORENTI; 2) GAB MERC; 3) GABINIA; 4) C LOL DIA; 5) L MVN ADIE; 6) L MVN PHILE; 7) M OPPI SOSI
Un'altra lucerna è di t'orma quadrata, senza ornati di sorta, ed ha nel piatto, a lettere sottili rilevate, il nome: AMAR HAMILLVS
Approfondati poi i cavi per i piloni di fondazione, a poco più di m. 8 dal piano stradale, si è incontrato un piccolo ipogeo cimiteriale, scavato nel tufo. Si è potuto riconoscere un ambulacro largo m. 0,70, con tre ordini di loculi nelle pareti laterali, i quali in origine erano chiusi con semplici mattoni. Un' altra galleria, larga m. 2,40, senza loculi, è stata scoperta in un altro cavo, sulla quale, dopo un tratto di m. 10, si apre un cubicolo largo m. 1,85 X 0,95. Anche questo cubicolo è scavato nel tufo, con pilastrini ai quattro angoli ; nelle pareti vi sono ricavati tre arcosoli, con la fossa per il cadavere. Tutto questo ipogeo apparisce devastato, e non vi si è rinvenuto alcun oggetto.
Giuseppe Gatti.
Nel terreno adiacente alla casa dei religiosi Carmelitani, sul corso d' Italia, facendosi lavori agricoli, è stato ritrovato un lastrone di travertino, lungo m. 0,65 X 0,54 X 0,06, sul quale è inciso il titolo funerario: Q CALPVRNIVS ZABDA Q CALPVRNIVS DIOMEDES Q CALPVRNIVS DAPNVS T MAMIVS EPITYNCANVS MV BAEBIVS SAMPSARO
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Ivi stesso è stato raccolto uu pezzo di titoletto da colombario, di m. 0,11 X 0,10, che conserva il nome: P CLOlUus THALlus.
Continuandosi gli sterri per la fondazione del nuovo casamento Rosellini, fra le vie Mincio (oggi via Puccini) e Tanaro (oggi via Po), sono tornate in luce altre lapidi inscritte, spettanti all' antico sepolcreto, che si estendeva sulla sinistra della via Salaria vetere. Sopra uno scaglione informe di marmo, lungo m. 0,25 X 0,06, che fu posto sopra un loculo di colombario, si legge: OSSA TI ACVTI L GNATONIS
Una lastra marmorea, di in. 0,23 X (i,li>, porta inciso in belle lettere il titolo: D M LESBIAE CAES VIXAXXV FECITP|ARIS CONIVG SVAEBMET POS TERISQ SVIS
In un lastrone di travertino, lunngo m. 0,37X0,25, è scritto: RVSTIA L LHILARA FECET SE VIVA MO NVM SIBI
Un frammento di lastra marmorea, di m. 0,12X0,15, conserva: VIX AN... FRATRi... PIISSIMO
Giuseppe Gatti.
Nel costruire il muro di recinto del terreno annesso alla casa dei pp. Carmelitani Scalzi, al Corso d'Italia, presso la via Adige, si è scoperta una parete di antico colombario, che conserva due ordini di loculi, contenenti le olle cinerarie. Quatto loculi sono incavati nel piano inferiore, due nel superiore.
Sono state rimesse all'aperto, nel sito medesimo e quasi a fior di terra, due delle solite tombe formate con tegoloni fittili, e coperte alla cappuccina, contenenti pochi avanzi di ossa. Fra la terra si raccolsero due olle e due piccoli balsamarii in terracotta.
Giuseppe Gatti.
Presso la casa religiosa dei Carmelitani Scalzi, al Corso d’Italia, nell'abbassare il terreno per costruirvi la chiesa, sono stati rimessi all'aperto numerosi resti di camere sepolcrali, in forma di colombarî; e sono stati trovati molti cippi e titoli marmorei inscritti, dei quali si darà piena relazione, allorquando lo sterro sarà stato compiuto.
Giuseppe Gatti.
Gli avanzi di antichi colombari, che sono ritornati all'aperto per gli sterri eseguiti nel terreno adiacente alla casa religiosa dei Carmelitani scalzi, al Corso d'Italia (cfr. Notizie 1896, p. 369), formano un gruppo assai insigne di sepolcri degli ultimi tempi repubblicani e del principio dell'impero. Queste celle sepolcrali, di forma quadrilatera, ed addossate l'una all'altra, occupano una superficie di oltre 1500 metri quadrati, e sono disposte su quattro file, separate da tre piccole strade, larghe circa m. 1,50 e parallele all'antica via Salaria.
In generale le stanze si compongono di due piani, l'uno dei quali è sotterraneo. Sono costruite quasi tutte ad opera reticolata di tufo e solo qualcuna è in laterizio, con cortina assai accurata. Le pareti, che conservano molte nicchie semicircolari con le olle cinerarie, in origine erano intonacate e dipinte; ma di questa decorazione restano appena pochi avanzi. In alcune stanze si conserva parte del pavimento, a musaico bianco e nero; e in due di esse è scavato un pozzo circolare, per attinger acqua.
Molte iscrizioni sono state raccolte nel liberare dalla terra i descritti sepoleri. Una sola di esse (n. 15) porta la data consolare dell'anno 4 d. C.; ma i nomi delle famiglie, a cui appartenevano i sepolti, quasi tutti di condizione libertina o servile, manifestamente ci riportano alla fine della repubblica.
Ed allo stesso tempo in circa spetta pure la massima parte delle iscrizioni, rinvenute in grandissima copia nei terreni circostanti (cfr. Bull. comun. 1897, p. 58), dove si svolse il più denso sepolereto romano, che sia mai tornato in luce, e che occupava tutto lo spazio interposto fra la Salaria vetere e la Pinciana.
Vari titoli sepolcrali sono stati recuperati in questi ultimi lavori, e trascritti dal ch. prof. Dante Vaglieri.
Giuseppe Gatti.
Nello sterro dei colombari scoperti nel terreno dei pp. Carmelitani Scalzi, al Corso d'Italia, sono state recuperate le altre iscrizioni sepolerali, che qui seguono (cfr. Notizie 1899, p. 51 sgg.), trascritte dal prof. Dante Vaglieri.
Giuseppe Gatti.
Dall'antico sepolcro posto fra la via Salaria e la Pinciana provengono queste altre iscrizioni, raccolte nel terreno adiacente alla casa religiosa dei Carmelitani scalzi, al Corso d'Italia (cfr. Notizie 1899, p. 78), trascritte dal prof. Dante Vaglieri.
Giuseppe Gatti.
Nel terreno adiacente alla casa dei religiosi Carmelitani, sul Corso d'Italia, si è messo mano a nuovi sterri per la costruzione di una chiesa; e sono tornati in luce avanzi di altre piccole celle sepolcrali, con loculi, costruite per lo più in opera reticolata di tufo, che spettano alla vasta necropoli quivi più volte riconosciuta (cfr. Notizie 1899 p. 51).
Sono stati raccolti fra la terra molti titoletti sepolcrali (le cui iscrizioni, sono copiate diligentemente dal prof. Dante Vaglieri) ed inoltre un cippo marmoreo, con cornice e zoccolo, alto m. 0,76 X 0,46 X 0,30, anepigrafo, che porta scolpiti sui lati il prefericolo e la patera; un vaso cinerario rotondo di marmo bianco, con anse, alto m. 0,22, diam. m. 0,24; un'arca fittile, lunga m. 0,70; quattro anfore, dieci lucerne, cinque balsamarii, parecchi vasetti di varia grandezza e molte olle parimente in terracotta. Una di queste olle, insieme alle ceneri ed al terriccio, conteneva una statuetta fittile, alta m. 0,12, di fattura assai rozza, la quale ha un foro nella sommità del capo; e due altri simili fori veggonsi alle spalle, che forse servivano per innestarvi le braccia.
Sono stati inoltre raccolti fra la terra: alcuni piccoli frammenti di fregi in terracotta; un pezzo di tazza d'alabastro; tre balsamarî di vetro ed otto lucerne, una delle quali, decalicne, è di forma ovale e misura m. 0,18 X 0,08.
Giuseppe Gatti.
Nell'eseguire i cavi per la fondazione di una chiesa adiacente alla casa religiosa dei Carmelitani scalzi, sul Corso d'Italia, alla profondità di m. 8 dal piano stradale, sono stati incontrati alcuni tratti di gallerie scavate nel tufo e spettanti ad un antico cimitero sotterraneo cristiano.
Nelle pareti di questi ambulacri, che in gran parte sono ripieni di terra ed hanno le volte franate, sono incavati i loculi sepolcrali in più ordini sovrapposti uno all'altro.
Parecchi loculi si trovarono tuttora chiusi con tegole e mattoni fittili, su cui era tracciata, a grandi lettere di colore rosso, l'epigrafe sepolcrale.
Alcune delle tegole, che chiudevano i loculi, recano il bollo di fabbrica; e questi bolli, che sono tutti noti (C.I.L. XV, 61. 1194 354. 785), appartengono agli ultimi decennî del primo secolo ed alla prima metà del secolo secondo.
Giuseppe Gatti.
Un cippo sepolcrale in travertino, alto m. 0,75 x 0,27 X 0,15, si è rinvenuto nel terreno dei PP. Carmelitani Scalzi, al Corso d'Italia. Vi si legge l'iscrizione: VIV MEME (sic) OPTATVS O. Se nella voce MEME non ha da riconoscersi un nome proprio della persona che viveva quando fu sepolto Optatus, e che con lui aveva comune il diritto di sepoltura, si potrebbe pensare al sepolcro che lo stesso Optatus, vivente, si era preparato (VIVO MEME); nel qual caso la lettera (obitus) sarebbe stata aggiunta allorquando egli vi fu deposto.
Nella proprietà del sig. Voghera, al Corso d'Italia, sono state trovate le seguenti iscrizioni: 1. Lastra di marmo, opistografa, in tre pezzi, che misura m. 0,27 X 0,24. Da un lato vi si legge: d M SABINEIVS NARCISSVS CALEMERA FILIA FECit PATRi. Dall'altro: ...IVS NILVS ... DIGNAE QVAE ... ANNIS III DIE ... V DEFVNCT... CALIBVS PATER AEFECIT; 2. Lastra di marmo, m. 0,27 X 0,20: DIS MANIBVS POMPEIAE PANNYCIIDI; 3. Frammento di cippo in travertino di m. 0,65 x 0,28: HILAI... IN FR P XII... IN AGR P XII...
Giuseppe Gatti.
Sul Corso d'Italia, nella proprietà Voghera, sono tornate a luce due altre iscrizioni spettanti a sepolcri dell'antica necropoli, che occupava tutta l'area compresa fra le vie Pinciana e Salaria.
La prima è incisa sopra una stele marmorea, alta m. 0,81 X 0,31, terminata superiormente a semicerchio, con antefisse agli angoli, e dice: D S AM PARESIAE MAT PIENTISSIMAE ET PVTIOLANO FILIO EIVS AVI VIEXAECSANNIS XI MENSE VNO DIES XX FECIT AGATHOPVS
L'altra si legge sulla fronte di un'urna rettangolare, in marmo, larga m. 0,53 X 0,34 X 0,26, mancante di quasi tutta la parte destra: D M AVXETVS VIx.... ET ET SATVRNINVs vx... V VMBRICIA RESTItVTA FIL SVIS KARissimis FEC. Nella parte superiore dell'urna sono incavati due loculi circolari, del diametro di m. 0,25 e profondi m. 0,32. 36
Giuseppe Gatti.
Nel rimuovere le terre adiacenti al lato nord della nuova chiesa costruita dai PP. Carmelitani Scalzi sul Corso d'Italia, sono riapparsi altri muri appartenenti agli antichi colombarî, quivi scoperti in gran numero in questi ultimi anni. La maggior parte dei muri sono in opera reticolata di tufo; ed in alcune pareti si conservano ancora le piccole nicchie con le olle contenenti le ossa combuste dei defunti. Oltre vari iscrizioni funerarie, si raccolsero inoltre, fra la terra: un architrave marmoreo, lungo m. 1,47 X 0,50, sul quale è scolpita un'ascia; due balsamarî di terracotta; una lucerna, di tipo comune, col bollo: C CLO SVC
Giuseppe Gatti.
Continuandosi a rimuovere la terra dall'area adiacente alla nuova chiesa dei pp. Carmelitani Scalzi sul Corso d'Italia, sono state rimesse all’aperto, alla sinistra dell'abside della chiesa stessa, due stanze sepolcrali appartenenti all'antica e vasta necropoli, quivi da lungo tempo riconosciuta. Le due camerette, separate da un corridoio largo m. 1,50, sono costruite in opera reticolata di tufo ed internamente intonacate: sull'intonaco resta qualche traccia di pittura.
La prima stanza, di m. 3,55 X 2,30, conserva in tre pareti i loculi con le olle sepolcrali. Sotto uno dei loculi è inserita nell'intonaco un'iscrizione a musaico colorato, chiusa da una cornice a cubetti rossi, larga m. 0,45 ed alta m. 0,19. Il titoletto dice: D M
CLAVDIAE ACTE SCANTIVS TFLES DHORVS COIVGIR M
Alle due estremità del lato nord-est del monumento sono affissi due cippi di travertino, che portano iscrizioni. All'angolo poi sud ovest è parimenti affisso all'esterno un altro cippo di travertino su ci si legge: C SALLVSTIVS FAVSTVS CVRATOR PERPETVVS
Il cippo conteneva precedentemente un'altra iscrizione, che fu abrasa: ad essa appartengono le lettere segnate qui sopra in corsivo. Nel pavimento di questo colombario fu scavata più tardi una tomba, rivestendola di lastre marmoree tolte ad altri monumenti. In uno di tali marmi è inciso il titoletto VINICIA M F SYNHETE.
L'altra stanzetta misura m. 2,35 X 2,32, ed anche in essa sono incavati, in due pareti, i loculi sepolcrali, con le olle. Presso un angolo v'è un gradino, costruito in muratura, che apparteneva alla scala per cui si discendeva al piccolo colombario. Questo gradino fu risarcito in età posteriore, e vi fu adattato un cippo di travertino che in lettere assai antiche porta scritto: Q BRVTIVS PF QVIR V MERCATOR BOVA DE CAMPO HEIC CVBA FRVGI CASTV AMABILI OMINIBVS BRVTIA Q L RVFA PIA PATRONO DVM VIXSIT PLACVIT
Adiacente a questo monumento era un altro sepolcro, del quale però non rimane alcun avanzo di costruzione, ma è indicato da due cippi di travertino, tuttora infissi nel terreno e distanti fra loro m. 1,80. In ambedue si legge: VETTIA P F PRIMA IN FR P VI IN AG P XII
A destra poi dell'abside della chiesa sopra indicata sono stati scoperti tre altri cippi, parimenti in travertino, ed infissi nel terreno sopra la medesima linea. Il primo di essi dice POLLA FLAMINIA IN FRO P XII IN AGR P XVI
Gli altri due, che distano fra loro m. 5,40, erano collocati sugli angoli esterni di un sepolcro, ora totalmente scomparso. Ambedue portano la stessa iscrizione: OCTAVIA P F MACRI IN FR P XIIX IN AGR P XII
Fra la terra sono state raccolte altre epigrafi sepolcrali. Il frammento n. 5 ricorda un magister del collegio funeraticio, composto dei servi e dei liberti di P. Grattio.
Giuseppe Gatti.
Sterrandosi per la costruzione di un nuovo fabbricato sull'angolo del Corso d'Italia con la via Salaria, alla profondità di soli m. 0,80 dal livello stradale, è stato rimesso in luce un muro reticolato, in tufo, largo m. 0,60. La parte scoperta di questo muro è lunga m. 19, ed ha direzione quasi normale all'asse del Corso d'Italia.
Giuseppe Gatti.
Inaugurato il raccordo dalla stazione Termini al corso d'Italia (attraverso piazza Indipendenza e viale Castro Pretorio), ed il percorsovia Galvani, da via Marmorata al mattatoio.
Per i lavori d'ingrandimento delle officine tipografiche Voghera, al Corso d'Italia, si è rinvenuta un'urna ossuaria in travertino, di forma ovoidale, con coperchio a cono. L'urna è alta m. 0,20 ed ha alla bocca il diametro di m. 0,25: il coperchio è alto m. 0,17. Vi si legge, in belli caratteri dell'ultima età repubblicana, il titoletto: AGBINIA CR PISTA
Nei lavori medesimi si sono incontrate, alla profondità di m. 2 sotto il livello stradale, alcune tombe terragne, coperte con tegoloni alla cappuccina, in parte guaste e disfatte, nelle quali erano tuttora resti di scheletri umani.
Giuseppe Gatti.
Nel terreno adiacente allo stabilimento tipografico Voghera, al Corso d'Italia, si è rinvenuta un'olla ossuaria, in travertino, sulla quale è inciso il titoletto sepolcrale: Q VOLVSIVS LF ARN SABINVS AN XVIII. L'olla, alta m. 0,30, col diametro di m. 0,20, ha la consueta forma semiovoidale 3 ed è munita tuttora del suo coperchio, parimenti in travertino.
Giuseppe Gatti.
Aprendosi una nuova strada sul Corso d'Italia, fra lo stabilimento Voghera e la chiesa dei Carmelitani, sono stati trovati fra la terra due cippi in travertino, appartenenti ad un medesimo sepolcro. Uno di essi è alto m. 0,61 X 0,33 X 0,18, l'altro m. 0,76 x 0,33 x 0,09; e portano rispettivamente le seguenti iscrizioni, in parte consunte:
SEX OPPI T L SVRI ET TREBIA Q F TERT...; SEX OPPIVS T L SVRVS ET TREBIA QF TERTIA; HOC MONVMENTVM HEREDEM SEQVITVR; HOC MONVMENTVM; IN FR P XII IN AG P XVI
Ivi stesso è stata recuperata una lastrina di marmo, alta m. 0,34 × 0,34, rotta in molti pezzi; i quali ricomposti danno il titoletto funerario:
D M ROMVLO FECIT AGE LE VRNAE SVO VIXIT ANNIS XI ME VI...
Queste memorie sepolcrali spettano alla vasta necropoli, che più volte è stata quivi riconosciuta e che occupava tutto il terreno compreso fra la via Salaria e la via Pinciana.
Giuseppe Gatti.
Al Corso d'Italia, continuandosi gli sterri per la nuova strada attigua alla chiesa dei Carmelitani, sono stati recuperati alcuni frammenti di cippi sepolcrali in travertino.
Q ANIC. In altri due si legge: m. 0,84X0,28: GAVILLIACL GE IN FR P XI I IN AGR P XII; m. 1,14 X0.30: PVATIENI PON TI LI AE IN FR PXI IN AG P XII. Un quarto contiene la sola misura dell'area religiosa : IN FROlT P XIIX IN AGRO PXII
Nel cavo per la costruzione della fogna del muovo Corso di porta Pinciana a non molta distanza dallo stabilimento Voghera, sono tornate in luce diverse memorie sepolerali: a) lastrina marmorea da colombario, di m. 0,14X0,13: SEX ANTIStius N L BON...; b) simile lastrina, di m. 0,22 X 0,10: VALERIA A L NICE; c) cippo di travertino, tagliato a semicerchio, alto m. 0,72 X 0,27: ROSCIA HILARA; d) titoletto di colombario, di m. 0,14 X0,11: LVCILIA... ARBVSCIa V A V; e) lastrina marmorea, rotta nella parte superiore, di m. 0,36 X 0,28 : NICEPHOR PATER Et ACILIVS ATIMETVS FRATER...;f) cippo di travertino, alto m. 0,95 X 0,30 P IVNI P L D A M AH SIBI ET SVEIS IN FRO P XII IN AGR P XII; g) simile cippo di travertino, di m. 0,66 X 0,27: l. visellIVS l. l. hilaARVS MAIOR l. VISELLIVS L L HILARVS IN FR P VII IN AGP P XII; h) lastrina di marmo, di m. 0,21 x 0,16 : MAMMIAM ET C (rovesciata) LIB LICCAEA SIBI ET L RVSTICELIOCO lMVNI FILIO SVO
Per i medesimi lavori di fognatura, nel tratto prospiciente la nuova via Tevere, si è trovato infisso tuttora al suo posto un cippo sepolcrale in travertino, alto m. 0,73 X 0,33, sul quale si legge: C SALLVSTIVS C L THYRSVS IN FR P XII IN AG P XX
Un altro cippo con la stessa iscrizione si rinvenne nello stesso luogo nel decembre dello scorso anno (v. Notisie 1904, pag. 441).
Nel terreno adiacente al convento dei Carmelitani, sul Corso d'Italia, in prossimità della nuova scuola di equitazione, sono stati raccolti tre frammenti di lastre marmoree, sui quali restano questi avanzi di iscrizioni sepolcrali: a) m. 0,29 X 0,16: ENIA CONIVGI AMPLIATO BENEM b) m. 0,30 X 0,14: ... RIO ... CAN ... PERV ... COH I ... N VIII ... XXVI ... C c) m. 0,19 X 0,11: ... R Z... COH X F ... VIX AN ... È stata pure raccolta un'urna cineraria ovoidale, in travertino, con due manichi, alta m. 0,39, ma rotta e mancante di una parte dall'orlo superiore.
Giuseppe Gatti.
Al Corso d'Italia, nel terreno di proprietà Levi, adiacente allo stabilimento Voghera, sono state raccolte fra terra di scarico due anfore fittili, alte . m. 0,70, a due manichi; un piccolo sarcofago, pure di terracotta, che misura m. 0,56 X 0,28 X 0,25; quattro tegoloni di mq. 0,60, che portano impresso il bollo circolare: APRON ET PAET COS a.128 FELICIS
Dell'ultima lettera S, che sembra essere stata rotta nel sigillo, apparisce appena una leggierissima traccia. È stato anche trovato nello stesso luogo un frammento di tabella marmorea da colombario, di m. 0,08 X 0,10, su cui leggesi: SAL | EVCHA...
Continuandosi i movimenti di terra per aprire la nuova strada che dal Corso d'Italia conduce alla nuova scuola di equitazione, nel terreno prossimo alla chiesa dei Carmelitani, sono tornate in luce queste altre iscrizioni funerarie dell'antico sepolereto.
1. Cippo in travertino, alto m. 0,54 X 0,34, tagliato superiormente a semicerchio e Pi infisso ancora al proprio luogo: C CALESRKO NEANTHVS IN FR P VIII IN A P XII
2. Lastrina da colombario, di m. 0,30 X 0,15: IA C CVRTIVS | POSTVMI L | ...TE PHILEROS
3. Metà di grande tavola marmorea, che misura m. 0,58 × 0,42: D m | ERIDANO CAESAris... | QVI VIXIT ANN... | CORNELIAE HERA... quae vixit | ANNO M VII D ... | SVCCESSO CAES N ... | SVCCESSO CAES N Verna ... | QVI VIXIT ANn... | HILARIVS CAESARIn ...
4. Cippo di travertino, alto m. 0,54 × 0,34, rinvenuto tuttora infisso nel terreno: (corona) DIIS | MANIBVS Q LVCRETIO | Q LIB | RESTITVTO | IVILIA C F | LICINIA | CONIVNX VIRO| OPTIME | DE SE MERITO. Nel v. 6 era stato scritto un altro nome, e poi corretto in quello di IVLIA, cancellando la terza e la quinta lettera.
5. Lastrina di colombario, di m. 0,30 × 0,15: VINICIA MF SYNHETE
6. Frammento di lastrina marmorea, di m. 0,08 × 0,07: VS M ...| FE... | PRIM...
Furono pure recuperate due mensole in travertino, che misurano m. 0,70 × 0,25
× 0,20, ed un masso rettangolare, parimente di travertino, lungo m. 1,10 x 0,70,
che da un lato è sagomato ed apparteneva facilmente allo zoccolo di un monumento sepolcrale.
Giuseppe Gatti.
Costruendosi dai Fratelli delle Scuole cristiane un nuovo edificio presso l'angolo del Corso d'Italia sul lato destro del Corso Pinciano, sono stati raccolti fra la terra i seguenti oggetti spettanti agli antichi sepolcri, che occupavano la vasta zona fra la via Salaria e la Pinciana. 1. Cippo di travertino, alto m. 1,17 X 0,38, che reca l'iscrizione: A CAL... a. l. STEPHanus OGVLNIA M L POSILLA IN FR P XIII IN AGR O XXIV; 2. Frammento di grande lastra marmorea, di m. 0,95 X 0,70, su cui leggesi:
SCRIB LIBR EX II HONORE VSVS. SIBI qVAE SECVM VIXSIT pos TERISQVE EORVM.
PHILONICO PATRI ...NIGRI ...TERIONIS ...NATALI L ... HYLLIDI L ...AB SE; 3. Frammento di lastra di marmo, di m. 0,39 X 0,19, che conserva: ...I0 SVO VIX AN VII...; 4. Coperchio d'urnetta cineraria quadrata, di m. 0,15 X 0,15, sul quale sono incise soltanto le lettere: D M e sotto ad esse è scolpita una patera forata, con anse.
Sono stati pure recuperati cinque tegoloni, che portano impresso il sigillo di Successo, servo dei due Domizii Lucano e Tullo (C. XV, 1001); un altro pezzo di tegola col bollo di Primigenio, servo degli stessi Domizii (C. XV, 1000 h); una piccola arca fittile, lunga m. 1,40 X 0,40 X 0,25; e parecchi vasetti in terracotta, di forme comuni.
Giuseppe Gatti.
Al Corso d'Italia, nel terreno di proprietà Riganti e Coccia, posto fra la chiesa dei Carmelitani e la scuola di equitazione, sono stati trovati due cippi in travertino, sui quali è ripetuta la stessa iscrizione indicante la misura di un'area sepolcrale: IN FR P XXV IN AGR P XII. I due cippi sono tagliati superiormente a semicerchio: uno, rotto nella parte inferiore, misura m. 0,38 X 0,30; l’altro m. 0,97 X 0,27.
Giuseppe Gatti.
Al Corso d'Italia, all'angolo destro del Corso Pinciano, nel terreno di proprietà del marchese Marignoli, è tornato in luce un colombario, già esplo rato, con due ordini di nicchie ad un'olla ciascuna (m. 0,28 x 0,16 X 0,34), distanti una dall'altra m. 0,15. Il muro a reticolato a d. è largo m. 0,90; quello a sinistra m. 0,60.
Si sono rinvenute quattro olle di terracotta con manico (m. 0,28 x 0,24), un vasetto di terracotta con ansa (m. 0,10 X 0,08) e una lucerna fittile su cui è rappresentato Amore che tiene col braccio d. una lunga freccia e con la mano sinistra regge sulla spalla un lunghissimo turcasso (?); sotto vi è la marca: M OPPI ZOS (cfr. C.I.L. XV, 6595).
D. Vaglieri.
Al Corso d'Italia di fronte al n. 38 (casa Generalizia dei Carmelitani), facendosi la conduttura del gas, a m. 0,70 sotto il livello stradale, si è rinvenuto un sarcofago di marmo bianco con coperchio (m. 2,10 X 0,70 X 0,41).
Dante Valieri.
Sul Corso d'Italia, continuandosi i lavori di sterro per il villino Marignoli, sono stati scoperti altri avanzi di muro in opera reticolata, spettanti ai colombarî, di cui si è parlato nel mese scorso. A quattro metri dal cippo scalpellato (v. p. 6), è tornato in luce un avanzo di colombario, largo m. 3,10 nella parete ovest, m. 4 nella nord; la parete sud, lunga m. 2, conteneva sei nicchie ed
un'olla, tutte rovinate. Sono stati rinvenuti tra la terra: un gran bronzo, un medio bronzo dei Commodo; un lacrimatoio di vetro; un vasetto di terracotta (m. 0,20); i bolli di mattone C.I.L. XV, 465 a, 522, 659 d, 708 a e il bollo rettangolare: C LVSIENI HIL e i seguenti frammenti d'iscrizioni: 1. Frammento di lastra di marmo (m. 0,32 X 0,30): ...IAE AVGE VIX A II FEC TI CLAVDIVS MENIANVS; 2. Frammento di lastra di travertino (m. 0,17 X 0,29): ...ST... AGR P; 3. Id. (m. 0,24 X 0,20): PEDVS ... HOR ... FEC ... ET SVIS O ...
Dante Valieri.
Al villino Marignoli al Corso d'Italia, nel fare la buca per la calce si rinvenne: un piccolo sarcofago di travertino concavo all'interno (m. 1,20 X × 0,44 X 0,30); accanto a diverse ossa umane un frammento di collana d'oro, costi- tuito da due piccole palle forate (m. 0,02 X 0,01); un MB di Faustina seniore, (Coh.2 289), un MB di Commodo ed uno di Adriano non identificabili e altre tre monete di bronzo non riconoscibili; tre bolli di mattone (C.I.L., XV, 301b, 465 a, 1244 a) e il cippo di travertino (m. 0,78 X 0,30): ATALAN MATE MAMETIVS M L METROPIANE
Dante Vaglieri.
Al villino Marignoli sul Corso d'Italia, si sono rinvenuti i seguenti frammenti di lastre marmoree: 1. (m. 0,15 X 0,07): ...D Fabi... ...Feci...; 2. (m. 0,10 X 0,08): ...ILIVS...; 3. (m. 0,19 X 0,11): ...SIMEPA ...MFECE ...POSTERIS ....SVIS; 4. (m. 0,10X 0,12): ...TIA ...L ....CAPIS; 5. (m. 0,24X 0,20): ...SIMI ...VSPATE ...N IIII M....; 6. (m. 0,10 X 0,06). 7. (m. 0,12X 0,10). Inoltre un architrave di marmo bianco con bella cornice, timpano dentellato con corona nel centro (m. 1,05 X 0,25 X 0,008).
Dante Vaglieri.
Nell'area del villino Marignoli si sono scoperte le seguenti iscrizioni: 1. (m. 0,47 X 0,37), scorniciata: D M VLPIO CHARITONI FILIO QVI VIX ANN IIII MEN III DIE XXV VLPIVS EVTYCES. ET IV NIA ROMANA PARENTES FE CERVNT ET SIBI ET LIB LIBER TABVSQVE POSTERISQVE EORVM; 2. (m. 0,47 × 0,30), con lettere rubricate: L FL FABRICIO IANVARIO INFANTI DVLCISSIMO Q V AN VI MII D. VI FL IANVARIVS ET CAECI LIA FABRICIA PARENTES FILIO B M F; 3. (m. 0,17 x 0,17): chRYSIPPVS ...RGAMIS sic; 5. (m. 0,10 X 0,11): ...IVNIA MVRT...; 6. (m. 0,11 × 0,10): ...E...ST... T CON... LIBE
7. (m. 0,20 X 0,17): ...SSIM... LVSPATE ...anN IIII; 8. (m. 0,10 X 0,8): ... K ...WTHC ...AC ETH E
Dante Vaglieri.
La giunta comunale di Roma approva ed avvia la creare di varchi nelle antiche mura Aureliane, per mettere in diretta relazione i nuovi quartieri sorti eatra-muros e quelli sviluppatisi al di dentro sull’area dell'antica Villa Ludovisi: "Le mura sono indubbiamente imponenti, maestose; ma è più che evidente che esse schiatciano i nuovi quartieri sorti al di qua eal di là di esse: sono mura che, per quanto archeologicamente el architettonicamente rispettabili , non hanno più nessuna ragione di sussistere; e può rimanere tollerabile, a titolo di documento monumentale, qualche miglior frammento di esse, dove non tagli la vita moderna di Roma e non formi ingombro alla circolazione. Sollevare agitazioni internazionali, in nome di un estetismo eccessivo, è puerile, Ad ogni modo, se le mura onoriane periranno, eccole fotografate e riprodotte per chi voglia ancora provare il godimento della loro visione. Si trattasse di mura palatine, di mura serviane, di mura aureliane, si capirebbe un'agitazione per conservarne quanto più possibile delle vestigia: ma le mura onoriane, dal momentv che si tratta dell’estetica; dell’igiene e della vita dei quartieri nuovi, possono essere sagrificate senza grave rimpianto."
L'area compresa tra le moderne vie Salaria e Pinciana ed il Corso d'Italia è ben nota agli archeologi per la grande quantità di iscrizioni sepolcrali che vi si sono rinvenute in ogni tempo, provenienti da un vastissimo sepolcreto (cfr. C.I.L., VI, 3439, Notizie degli scavi, 1899, pag. 51, 78, 131; 1900, pag. 499, 574, 634). Il marchese Alberici ha acquistato recentemente un tratto di terreno compreso in quell'area, e precisamente quello confinante con la cavallerizza Angelini, con la proprietà del marchese Marignoli, con la chiesa di s. Teresa, e con il Corso d'Italia.
Egli ha fatto ivi eseguire degli sterri per costruire un villino. Si sono così messi allo scoperto gli avanzi di tre colombarî, costruiti parte in muri di opera reticolata e parte in muri laterizî, orientati come quelli scoperti precedentemente. Tali colombari hanno loculi semicircolari e quadrangolari per una sola olla e non presentano alcuna particolare caratteristica. Offro qui intanto (fig. 3) la loro pianta, nella speranza che di questo sepolcreto romano, che si è riconosciuto essere il più denso che sia mai tornato in luce venga finalmente pubblicato un esatto rilievo. Il colombario meglio conservato è quello a nord-est; e all'angolo nord-est di esso, che corrispondeva alla distanza di m. 23,90 dal fianco occidentale della chiesa di s. Teresa. fu rinvenuto ancora al proprio posto un cippo di travertino, alto m. 0,80 e largo m. 0,30, nel quale era incisa la seguente iscrizione: SOCIORVM IN FR P· XXIV IN AGR P XXIV Fra la terra e i muri rovinati si sono rinvenute le seguenti iscrizioni.
Ettore Ghislanzoni.
Proseguendosi gli sterri per la costruzione del villino del marchese Almerici presso la chiesa di s. Teresa al Corso d'Italia si sono scoperte varie iscrizioni sepolcrali.
Nell'angolo occidentale delle fondazioni dello stesso villino Almerici, si scoprì a m. 5 sotto il livello stradale una serie di cunicoli alti m. 0,60, larghi m. 0,50, in tutto simili ad altri già veduti in quei pressi. Facevano parte del locale sepolcreto,
costituendo una rete di ipogei pagani. Frammiste alla terra apparvero molte ossa umane.
Angiolo Pasqui.
Al Corso d'Italia, nello sterro eseguito per la costruzione di un nuovo villino di proprietà del marchese Almerici, si misero allo scoperto avanzi di colombari costituiti da un muro a cortina, lungo m. 4, e che fa angolo con un altro muro lungo m. 3,60 e forma un vano con un terzo lungo m. 1,45. Dal lato opposto si prolunga per m. 4,60 un muro a reticolato formante angolo con un altro muro simile, lungo m. 2,15.
Segue un altro muro a reticolato, lungo m. 3, in cui sono praticate due nicchie contenenti olle fittili (m. 0,60 X 0,50 X 0,35).
Facendosi lo sterro per la costruzione di un fabbricato all'angolo tra la via Salaria ed il Corso d'Italia (già villa Albani), sono stati messi in luce varî muri di fondazione a pietrame di tufo e calce, alla profondità di m. 5 sotto il piano moderno. Uno di questi muri, lungo circa m. 25, corre parallelamente alla moderna via Salaria, in direzione da nord a sud, e dista da questa m. 5. Dal detto muro partono altri quattro muri dello spessore di m. 0,85. Alla distanza di m. 20 dal primo muro corrono altri due muri paralleli larghi m. 1,50 e distanti fra loro m. 6,00, sui quali imposta una vôlta a botte a tutto sesto in pietrame, sotto la quale è una galleria profonda m. 9,00 circa. Fra la terra fu raccolto un mattone bipedale recante il bollo C.I.L. XV, 1143.
Angiolo Pasqui
Al Corso d'Italia, ove si costruisce il nuovo villino del marchese Almerici, si è rinvenuta la metà inferiore di un bel cippo marmoreo scorniciato con base, con la patera scolpita nel lato destro ed il prefericolo nel lato sinistro (m. 0,60 X 0,62 X 0,32): PERPERNIA E SECVNDAE | MATRI | PARENTIBVS PIISSIMIS.
Si rinvennero inoltre: 1. Un cippo di travertino inscritto (m. 1,42X0,36X0,14): C NORBNVS E L MAMA IN FR P XIIII IN AGR P XII; 2. Un frammento di cippo marmoreo inscritto (m. 0,33 X 0,09 X 0,12): PHILES | PEIA F | SVA; 3. Id. id. di lastra marmorea con iscrizione (m. 0,08 X 0,02): CO | AE SC | NEME
Angelo Pasqui
Per il Cinquantenario della Presa di Roma, viene inaugurato il nuovo monumento dedicato alla Breccia di Porta Pia. La nuova struttura realizzata in marmo, comprendesse le tre precedenti lapidi.
A causa dell'aumento vertiginoso del traffico cittadino e delle modifiche urbanistiche nell'area di Piazza Fiume (legate anche all'abbattimento definitivo di Porta Salaria nel 1921, precedentemente ricostruita), si decise di tutelare i resti dei sepolcri scoperti durante le demolizioni trasferendoli nel giardino del Villino Ferrari. Tra questi, il Sepolcro di Sulpicio Massimo è stato invece destinato ai musei comunali, mentre sul sito originario è stata collocata una copia fedele.
Per ampliare via del Muro Torto, i Propilei delle aquile di Villa Borghese sono spostati verso Porta Pinciana.
Per esigenze di traffico (durante la realizzazione del sottopasso) la Colonna monumento della Breccia di Porta Pia viene spostata dal centro di Corso italia e posta vicino alle targhe sulle mura. Per alleggerire il traffico, viene inoltre realizzata un'apertura nelle mura presso il giardino del Villino Ferrari, realizzando via Sulpicio Massimo.
All'interno della manifestazione Contemporanea, promossa dagli Incontri internazionali d'arte presiediuti da Graziella Lonardi Buontempo, l'artista Christo, con un intervento complesso impacchetta letteralmente Porta Pinciana mediante un sofisticato sistema di enormi teloni e corde arancioni. La struttura rimane esposta per quaranta giorni.
Monumenti
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Albergo Jolly
1969 edifici
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Curia Generalizia dei Carmelitani Scalzi
1969 conventi
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Palazzo Uffici STET
1965 edifici
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Monumento a George Byron
1959 statue
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Edificio La Rinascente
1957 edifici
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Cinema Europa
1947 cinematografi
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Madonna del divino amore presso porta Pinciana
1945 edicole sacre
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Vigna Perucchi
1936 casali
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Palazzo Ex Confederazione dei lavoratori dell'Agricoltura
1936 edifici
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Pontificio Seminario dei SS. Pietro e Paolo per le Missioni Estere
1911 conventi
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Scuola elementare De la Salle
1906 scuole
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Villino Anderson
1904 villini
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Villino Calderai
1902 villini
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Santa Teresa d'Avila
1901 basiliche
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Breccia di Porta Pia
1871 memoriali
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Propilei delle Aquile di Villa Borghese
1790 edifici
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Bastione di Giulio III presso le Mura Aureliane
1550 fortificazioni
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Stemma di Giulio III presso Porta Salaria
1550 targhe
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Muro del restauro di Giulio III delle Mura Aureliane presso Porta Salaria
1550 fortificazioni
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Porta Pinciana
porte
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Stemma di Giulio III in memoria del restaurato delle Mura Aureliane presso Porta Pinciana
targhe
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Torre in schegge di selce di un restauro medievale delle Mura Aureliane a Corso Italia angolo via Abruzzo
fortificazioni
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Villino Marignoli
villini
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Villino Almerici
villini
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Torre B9 delle Mura Aureliane
torri
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Sepolcro di Terentilius Rufus
sepolcri
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Catacombe di Corso Italia
catacombe
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Posterula della Salaria Vetere
porte
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Sepolcreto Salario
necropoli
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Sepolcro di Giunio Menandro
sepolcri
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Sepolcro di Cornelia
sepolcri
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Villa Calderai
villini