Storia
CronologiaDurante il giubile, viene esteso a nove il numero delle chiese nel percorso devozionale istituito da San Filippo Neri, includendo una visita (subito dopo quella alla basilica di San Paolo) all'abbazia delle Tre Fontane e alla chiesetta della SS. Annunziata (a metà strada tra le Tre Fontane e San Sebastiano), dove si trova un piccolo ospedale per i pellegrini impegnati nel lungo percorso.
Finalmente venne riferito, come al cominciare del mese nella contrada Tre fontane fuori Porta s. Paolo, per la strada moderna di Ardea, a sinistra della via Ostiense e nel punto detto ponticello di s. Paolo, tra le cave di pozzolana si fosse rinvenuto un frammento marmoreo alto un metro, contenente parte di un'epigrafe riferibile all’anno 181 dell'e. v., importantissima per le feste matronali di cui fa ricordo. Tale epigrafe, secondo la trascrizione avutane dal signor A. Pellegrini, è la seguente: DESCRIPTIO FID.... QVAE IN COHORTE... CL MAMERTINO I... CONSS MATRONAE CVM CARPENTIS... SIFONI... FALC... VN... P...
Giuseppe Fiorelli.
Nei lavori di bonificamento della colonia agricola delle Tre fontane, e sul margine dell'antica via (Laurentina ?), si è ritrovato un cippo marmoreo di met. 1,11 X 0,90 X 0,78 scorniciato nei quattro lati, e ornato di candeliere sugli spigoli.
Nella fronte è incisa a lettere auree la memoria della carriera militare di Q. Sulpicio Celso: ma il marmo sembra essere stato esposto per lunghi anni all'azione delle acque correnti, dimodoché l'epigrafe è quasi interamente cancellata. Leggo le prime cinque linee così: CL SVLPICIO Q F QVIR CELSO PRAEFECTO FABRVM PRAEF COHOR VII LVSITANORVM PRAEF
Le altre linee potranno forse essere decifrate da occhi piii esperti dei miei. Nel fianco sinistro, si veggono scolpite d'alto rilievo due stendardi militari: nel fianco destro, la corazza colla spada appesa al balteo, e le decorazioni del valoroso ufficiale (armilla, corona vallare etc)..
Rodolfo Lanciani.
Nei lavori di prosciugamento del sottosuolo, che si vengono compiendo dalla Colonia agricola delle Tre Fontane, lungo il piede delle colline di ponte Buttero, è tornato in luce un antico sepolero, in forma di cassettone, con entro uno scheletro, ed i seguenti oggetti dei quali fece la descrizione il prof. Lanciani.
Grande e bella lucerna fittile bilicne, con rilievo rappresentante il mezzo busto di Diana. Un'anforetta di vetro a due anse, una delle quali spezzata. Tre unguentari di vetro. Due vasellini fittili, di tipo misto fra il bombylios e l’aryballos, che si direbbero prettamente italo-greci, a cagione della loro forma, e degli ornati policromi che portano dipinti sul ventre e sul collo. Ma un esame accurato dei due fittili e dell'argilla di cui sono impastati, li dimostra lavoro romano di imitazione, e lavoro del secondo secolo dell'impero. Sembrano usciti dalla istessa officina, cui spetta la bella lucerna bilicne sopradescritta.
Sul confine della tenuta delle Tre Fontane, verso occidente, cavandosi per una grotta di pozzolana, è stata scoperta parte di antica arenaria romana.
Quest'arenaria deve essere stata abbandonata improvvisamente, forse in seguito del franamento della cripta centrale; perchè vi rimangono ancora al posto le lucerne destinate a rischiarare il lavoro dei fossori e dei carrettieri. Queste lucerne sono collocate o sugli spòrti ed anfrattuosità della rupe, ovvero dentro nicchiette simili agli alveoli dei colombai. Le lucerne sono poi freschissime e di rara bellezza, e mi sembrano essere prodotto dal secondo secolo incipiente. Ecco il catalogo di quelle che ho potuto esaminare, e che sono ancora coperte di polviscolo di pozzolana.
1) Grande lucerna monolicne con rilievo esprimente i simulacri di Esculapio ed Igia. Le due figure sono alte 63 millimetri. Bollo: FRVGI.; 2) Simile: senza rilievo nè bollo; 3) Simile con rilievo del cavallo, che fa girare il molino. Bollo: C IVN BIT; 4) Simile con gruppo di due genietti che lottano. Bollo: CIVL/////////.; 5) Simile con festone di edere, e coppia di animali che si dissetano ad una tazza. Bollo: TI C M; 6) Simile anepigrafa con semplice festone di edere, e conchiglia; 7) Simile con figurina di Erote. Bollo non leggibile; 8) Lucerna più piccola, con il rilievo di un corvo o sparviere. Il bollo è formato da una spiga di grano graffita o modellata sull’argilla ancora fresca; 9) Simile, col.rilievo di una rheda tratta da animale incerto, e condotta da figura velata. Bollo: foglia di edera. 10) Simile, col rilievo del combattimento di una coppia di gladiatori; 11) Simile, con delfino natante. Bollo: C VIC IRI; 12. Simile, con busto virile incerto.
Di queste dodici lucerne, sette hanno il lucignolo annerito dal fumo: le altre sembrano non essere state altrimenti in uso. È notevole poi il fatto, che l'esercente dell'antica cava abbia comperato una dozzina di lumi, da (almeno) sei fabbricanti diversi. Ricordo in ultimo luogo che, sotto gli spalti del forte ostiense, a breve distanza dalle Tre Fontane, fu ritrovata, anni sono, una cripta arenaria in condizioni identiche, cioè con le lucerne ancora nel proprio luogo.
Giuseppe Gatti.
Nel suburbio di Roma, ed a quanto mi è stato affermato, nei pressi delle Tre fontane, è stato ritrovato un piccolo ripostiglio di monete imperiali del secolo III, il quale presenta particolari degni di nota. Queste monete erano state messe di costa, l'una a contatto dell'altra, in modo da formare un rotoletto lungo 38 millimetri. Distrutto lo involucro, cuoio o tela che fosse, il rotoletto ha conservato la sua forma di cilindro, a cagione dell’ossido che ha cementato le monete. Queste sono di rame argentato, e freschissime.
Rodolfo Lanciani.
Continuando i disterri per la cava di pozzolana dei signori Mezzetti e Perfetti, presso le Tre Fontane (ponte Buttero), cava della quale si è parlato (cfr. Notizie 1888, p. 707), a proposito della scoperta di un'antica arenaria con le lucerne ancora al posto, sono tornati in luce taluni sepolcri, parte a cassettone, parte scavati nella roccia. Dai sepolcri a cassettone, coperti con tegoli alla cappuccina, provengono dieci monete imperiali, di primo e di mezzano bronzo, fra le quali una assai bella di Furia Sabinia Tranquillina.
Più importante a me sembra il rinvenimento di una tomba a pozzo e ad inumamazione, simile alle tante da me ritrovate in piazza Vittorio Emanuele, vale a dire scavata nel cappellaccio e ricoperta, dopo compiuta la inumazione, con la materia stessa dello scavo. Della suppellettile funebre ho visto tre belli e rari campioni.
Il primo è una specie di fiasca, alta mm. 190, larga mm. 117, con il corpo lenticolare, collo luogo a forma di cono tronco, e becco a simiglianza di quello d'una oenochoe. 5
Il secondo è composto di una tazza, quasi esattamente semisferica e a doppia ansa, poggiata su piede cilindrico a larga base. Alto mm. 200, largo mm. 320. Questi due vasi sono, direi, quasi di imitazione arcaica, perchè il colore di creta mal cotta che presentano, non è naturale ma effetto di verniciatura. Il terzo vaso però è decisamento arcaico. Presenta la forma di una tazza col labbro traforato da due forellini, attraverso i quali si faceva passare il giunco o la cordicella onde erano appiccati alla parete. Il corpo è lavorato a rozze scanalature, fatte col dito sulla creta molle. Diametro mill. 165.
Rodolfo Lanciani.
Aggiungo le seguenti del territorio laurentino:
a) Cippo marmoreo fastigiato, lavorato a rilievo con fiori e foglie, e con la leggenda: DIS MANIBVS
C SIGNII C F PAL CELERIS E ETP. La leggenda è appena intelligibile perchè i caratteri sono corrosi dall'acqua. Giace spezzato in mezzo alla tenuta di Perna, spettante al corpo di Decimo, sulla via Laurentina antica, ma non sull'antichissima. Tratterò separatamente di questa scoperta, utile anche alla topografia. Il cippo doveva stare isolato, perchè è intagliato anche nella parte posteriore.
b) Base rettilinea di peperino, ove si conserva: ...liaNO Priscil MAXIMO C V VATI PRIMARIO QVAESTORI CANDIDATO PRAETORI VRBANO PONTIFICI MAIORI PONTIFICI DEI SOLIS ELECTO AD LEGATION PROVINCIAE ASIA E PATRONO ET CVRATORI L L SACERDOTA LES ET POPVLVS.
Fu scoperta fortuitamente, alcuni mesi or sono dai pecorari, ed è ora giacente nel giardino del principe Borghese a Pratica (Lauro-Lavinio). Ne ho riconosciuto il titolare in M. Iunius Priscillianus Maximus, personaggio di gran conto sulla fine del secolo terzo.
c) Lapide votiva, con la leggenda: ISIDI REGINAE C... SEMPRONIVS CR...YSE ROS VOTVM SOLBVIT. Conservasi nel giardino medesimo ove giace il titolo precedente.
Quivi pure si conservano questi altri titoli frammentati: CAES M AVRELIVS; leMPORIS SVI LICINIO benefICIIS; ...IVS MAX D M I L L ETI ERDOTIA TAVROB IT V IIII III BRES ASPROITER ASPRO COS; I NEPOS DIvi... POT VIII restiTVTAE ET INCENDIO; ... PRO SAL .... VSI TREI; LARU PRAETORI ET L PRISCI; NI... ODONT... CIBEN... N TI FEC
G. Tomasetti.
Nella tenuta di Castel Romano è stato trovato un piccolo sarcofago marmoreo, adorno di baccellature ondulate.
Nel mezzo della fronte, in un cartello quadrato, leggesi l'iscrizione seguente, che traggo da un calco cartaceo cortesemente trasmesso dal cav. Giulio Navone: D M DOMITIAE HILARITATI QVAE VIXIT ANNIS IIINIT MENS XI DIEBVS XV FECERVNT Q DEO MET av UATERIANVS ET DOMITIA PRIMITIVA PARENTES
Giuseppe Gatti.
Reale GranPremio Roma di Formula 1 al Circuito delle Tre Fontane. Percorso Via Ostiense, Via delle Tre Fontane, Via Laurentina, Via Acqua Acetosa Ostiense, Via di Decima. Vince Louis Chiron su Bugatti.
Reale GranPremio Roma di Formula 1 al Circuito delle Tre Fontane. Vince Achille Varzi su Alfa Romeo.
Reale GranPremio Roma di Formula 1 al Circuito delle Tre Fontane. Percorso Via Ostiense, Via delle Tre Fontane, Via Laurentina, Via Acqua Acetosa Ostiense, Via di Decima. Vince Luigi Arcangeli su Maserati.
Ore 06.00. Fuoco di fucileria proveniente dai cantieri dell'Eur, annuncia ai circa ottocento granatieri di Sardegna asserragliati nel forte Ostiense che i tedeschi avevano travolto le difese allestite al ponte della Magliana.
I granatieri, pur rispondendo al fuoco con i loro fucili 91 ed alcune mitragliatrici, iniziarono a subire perdite e i primi feriti furono portati nell'infermeria dell'istituto religioso Gaetano Giardino, che ospitava circa quattrocento bambini orfani di guerra e minorati psichici, sotto l'assistenza di Don Pietro Occelli e di trentacinque suore francescane.
Alle ore 7.00, da uno spiazzo del palazzo della Civiltà Italiana, un mortaio dei paracadutisti tedeschi cominciò a bersagliare il bastione del forte, dove era stata predisposta la difesa principale dei granatieri. Don Pietro Occelli, direttore dell'istituto, si assunse il compito di dichiarare la resa del forte, innalzando un lenzuolo bianco sopra una pertica, mentre i combattimenti proseguivano nei dintorni. Occupato il forte, la battaglia proseguì attorno alla scuola elementare di Via Nonantola, a due piccole roccaforti del palazzo dell'ex fascio, nei campi attorno alla Montagnola (casale Ceribelli) e nella casa di Quirino Roscioni, il fornaio della zona.
Avuta ragione dei combattimenti, i tedeschi proseguirono verso il centro di Roma lungo la via Ostiense, sino a porta San Paolo. Complessivamente, alla Montagnola, al forte Ostiense e nelle vicinanze si contarono 53 caduti, di cui 42 militari e 11 civili.
Consacrazione del Cimitero Laurentino.
Le prime indagini archeologiche propedeutiche alla costruzione del nuovo comprensorio Europarco, portano alla scoperta di un tratto di 400 metri della via Laurentina. Gli scavi, diretti dall'archeologa Anna Buccellato, fanno emergere le fondamenta di una mansio, una necropoli e i resti di un ponte di epoca imperiale (nel tratto in cui la consolare scavalcava il vecchio percorso del fosso dell'Acqua Acetosa). I ritrovamenti, situati nel mezzo di una falda acquifera, sono reinterrate a fine scavi. Il basolato imperiale viene ricostruito sul livello della nuova piazza.
In occasione della celebrazione del quarto Giorno del Ricordo, viene inaugurato a via Laurentina, un monumento commemorativo per le vittime dei massacri delle foibe.
Monumenti
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Cappella del Gesù Risorto del Cimitero Laurentino
2010 cappelle
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Monumento alle vittime delle foibe istriane
2008 memoriali
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Palazzo Siemens
1975 edifici
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San Gregorio Barbarigo alle Tre Fontane
1970 chiese
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Palazzo Ex CTIP
1963 palazzi
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Cippo Carsico in memoria dei Caduti Giuliani e Dalmati
1961 memoriali
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Palazzo della SIRM
1958 edifici
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Santa Maria del Terzo Millennio alle Tre Fontane
1957 chiese
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Istituto Highlands
1956 conventi
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Cappella dell'Istituto Highlands
1956 cappelle
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Acquedotto della Cecchignola
1948 acquedotti
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Villaggio Operaio E42
1937 edifici
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San Paolo alle Tre Fontane
1599 chiese
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Santa Maria Scala Coeli alle Tre Fontane
1582 chiese
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Santi Vincenzo e Anastasio alle Tre Fontane
1221 chiese
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Ponte della Via Laurentina sul Fosso dell'Acqua Acetosa
117 ponti
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Ponticello della Via Ostiense
ponti
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Targa in memoria di Quirino Roscioni
targhe
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Casa Littoria del Laurentino
edifici
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Collegio Porta Nevia della Fondazione Rui
conventi
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Santuario della Vergine della Rivelazione alle Tre Fontane
cappelle
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Parco degli Eucalipti
parchi
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Arco di Carlo Magno alle Tre Fontane
torri
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Fontana del Chiostro dell'Abbazia delle Tre Fontane
fontane
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Abbazia delle Tre Fontane
conventi
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Convento dell'Immacolata
conventi
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Istituto Lisa Lerici
ospedali
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Basolato della via laurentina a Viale Ribotta
archeologia
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mansio presso la Via Laurentina
domus
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Castellaccio di Casa Ferrata
castelli
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Vaccheria della tenuta del Castellaccio
casali
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Necropoli di Acqua Acetosa-Laurentina
necropoli
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Insediamento arcaico di Acqua Acetosa Laurentina
archeologia
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Ex Ergife Palace Hotel
edifici
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Chiesaccia
chiese
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Tor Chiesaccia
torri
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Madonna del Rosario a via Laurentina
cappelle
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Villaggio dei selciaroli della Cave Covalca
casali
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Cave di basalto Covalca
cave
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Villa rustica a via Laurentina
domus
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Cimitero Laurentino
cimiteri
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Torretta presso il Fosso di Radicelli
torri
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Cave di Monte Migliore
cave
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Riserva naturale di Decima Malafede
riserve
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Torre di Monte Migliore
torri
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Cascina di Monte Migliore
casali
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Casale Colonna a Monte Migliore
casali
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Tor Tignosa
torri
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Grotta del Fauno alla Solfarata
ipogei
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Museo Manzù di Ardea
musei
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Cimitero nuovo di Ardea
cimiteri