Storia
CronologiaAlla presenza del Re Umberto I, viene inaugurata la strada del viale Parioli, in occasione delle premiazioni della Gara provinciale del tiro a segno.
"La gara provinciale del tiro a segno, ch'ebbe luogo a Roma finì con la distribuzione dei premi dati personalmente da S. M. il Re. Un'elegante e spaziosa tribuna, decorata degli stemmi dei Comuni della Provincia fu eretta dinanzi alla galleria del tiro, e nella parte centrale di questa spiccava, sormontato da un'aquila, il padiglione reale in velluto rosso con trofei di armi.
Il Re, accompagnato dal general Pasi, dal general Abate, dal comandante marchese La Via, dal commendatore Brenda cerimoniere di Corte, fu ricevuto dal Ministro della Guerra, dal segretario generale Marselli, dal Prefetto Gravina, dal comm. Bastianelli rappresentante il Sindaco, da Don Fabrizio Colonna presidente del Tiro a segno, e da Deputati, Consiglieri provinciali e municipali di Roma.
Dopo volto uno sguardo nei palchi, e osservati i doni che erano collocati nella tribuna reale, il Re discese nel recinto ove erano schierati i tiratori premiati nella gara provinciale, e che erano i soli ammessi alla gara.
Dati i segnali, la gara cominciò subito.
Erano 24 bersagli a 200 metri: 62 tiratori concorrenti. Si dovevano sparare 8 colpi.
Sparare mentre il Re e il seguito assistono al tiro non è la cosa più facile del mondo, perchè il tiratore che sa di essere osservato può essere turbato dall'emozione. Tuttavia i fre e i due fioccavano, destando l'ammirazione di tutti.
La conclusione fu che il signor Prosperi di Roma vinse il premio donato da S. M. il Re — statua in bronzo — con 20 punti e 8 imbroccate (cinque tre due due e un uno); il secondo — bandiera d'onore — fu vinto dal signor Pietro Pasqualini di Bracciano con 19 punti e 8 imbroccate, e il terzo — medaglia d'oro — dal signor Lang avv. Filippo di Roma.
Terminata la gara, si venne alla seconda parte della festa, cioè alla esposizione e agli esperimenti dei bersagli elettrici inventati dal signor Marzi, dei quali abbiamo già avuto occasione di parlare.
Sua Maestà volle vedere da vicino i bersagli e i varii meccanismi, domandando un'infinità di spiegazioni al signor Marzi. E con una rapidità prodigiosa i cinque colossi di acciaio vennero condotti alla distanza di duecento metri, e alla presenza del Re si eseguì una piccola poule. I ricevitori marcavano man mano i punti, mentre il Re accompagnava con un: Bravo! i tiratori che facevano dei bei tiri. Il Re non fu parco di elogi per il signor Marzi e volle congratularsi con lui della bella scoperta ed esprimergli la sua soddisfazione per gli esperimenti riusciti così felicemente.
Siamo alla parte terza: il corteggio reale si avvia alla tribuna, e il Re prende posto nel centro del palco, mentre il Prefetto Gravina pronunzia un discorso che ha il merito di essere breve e succoso.
Si principia la chiama dei premiati, fatta dal segretario della direzione provinciale cav. Colucci.
Il Re volle ricevere tutti i sessantadue premiati e per tutti ebbe una parola, un elogio od un incoraggiamento. Si trattenne specialmente coi tiratori di provincia, alcuni dei quali, quelli di Ceccano, Veroli, Anagni, non hanno scarpe ai piedi, ma le ciocie. Il ricevimento durò circa un'ora con gioia di tutti i tiratori che ebbero l'onore di ricevere una stretta di mano dal Sovrano e di parlare con lui. Alcuni non risposero alle sue domande che sì o no, altri risposero un sissignore o un nossignore, a seconda della domanda reale.
Parlando coi tiratori, il Re fu di buon umore e domandò per lo più a tutti se aveano fatto il soldato e in quale reggimento servito. Si ricordò meravigliosamente di tutti quelli che vide in altre occasioni o in altre gare.
Alle sei e un quarto la cerimonia aveva termine, e il Re, salutato dalla folla e dalle bandiere delle ventiquattro Società schierate fuori del palco, e d'ille autorità, se ne tornava al Quirinale, ripassando per la nuova strada del viale Parioli, costruita dalla Banca Tiberina e nello stesso giorno inaugurata.
Ipsilone."
Via Parioli (già Tre Madonne). Nel fare le fondazioni per il villino Boccardo (n. 3), si è scoperta una lastra opistografa (m. 0,36 legge: 0,41). Da un lato si D M M LICINIO M F CRAS SO VETERANO EX CHO III PR VIX ANNIS LXXV M LICINIVS MERCVRIVS LIBERT PATRONO B Me FECIT SIBI ET SVIS LIBERTIS LIBERTABVSQVE POSTERISOVE EORVM IN AG P X IN FP VII e dall'altro: P.ACILIVS VICTOR FECIT SEBIBO SIBI ET (sic) SVIS PARENTIBVS POSI TA AVTEM VRBANA SO ROR HVZVS QVIX BIR (sic) GO ANN XIIII M VIII, D. (sic) XXI ISDEM DIE SOROR (sic) HORVM POSITA NOMINE BITALIS Q VIX ANN X ET DIES LIBERTIS LIBERTABY Q POSTERIS Q EORVM (sic)
Dante Vagliri.
La ATM in via sperimentale, dimezzata la linea doppia 31 nero e 31 rosso, sopprime la 31 nero e face percorrere alla sola 31 rosso l'anello terminale via Po, vie Allegri e Mercadante, viali Rossini e Parioli, piazza Trasimeno, via Po. Il capolinea virtuale sull'anello, inizialmente posto a piazza Trasimeno, è spostato in via Po all'incrocio con via Allegri.
Reale GranPremio Roma di Formula 1 al Circuito di Valle Giulia. Vince Aymo Maggi su Bugatti.
Durante lo svolgimento del Gran Premio di Roma allo Stadio Nazionale, Aldo Pigorini cade dalla sua Moto Guzzi all'altezza del viale Parioli.
Monumenti