Storia
CronologiaPapa Sisto IV della Rovere emana la bolla "Etsi de cunctarum civitatum" con cui riorganizza l'attività edilizia in Roma. Decretata la chiusura di portici, e la demolizione di balconi e mignani. Decisa la rettificazione delle principali arterie che da Ponte Sant'Angelo si diramano per la città, così dal cosiddetto Canale di Ponte, la via dei Banchi poi via Mercatoria o Floridia o Florea giungeva fino a S. Angelo in Pescheria passando per Campo de' Fiori; la via Papalis raggiungeva il Campidoglio e il Laterano; la via Recta (via dei Coronari) giungeva presso la chiesa della Maddalena fino alla via Flaminia (via del Corso) e la nuova via sul prolungamento della nuova via Sistina (via Tor di Nona e via Monte Brianzo) raggiungeva la Basilica di Santa Maria del Popolo da lui fatta ricostruire. Tra le novità: i Magistri Aedificiorum et Stratarum Urbis e il cardinal Camerlengo possono ora effettuare espropri; E' istituita la taxa per la ruina, un contributo a carico di tutti coloro che dall'esecuzione delle opere pubbliche otterranno un miglioramento nelle loro proprietà.
Presso la peschiera al Portico di Ottavia, viene posta una targa con scritto: "Capita piscium hoc marmoreo schemate longitudine majorum usque ad primas pinnas inclusive conservatoribus danto" (tutte le teste dei pesci superiori alla dimensione della lastra di marmo devono essere consegnate ai Conservatori).
Papa Leone XII, a seguito dell'aumento della popolazione ebraica, concede un espansione del ghetto. Viene incluso lo stabile tra via della Reginella e via di Sant'Ambrogio, l'apertura di un corridoio tra via di Pescheria e via Rua e l'aggiunta di altre tre porte, per un totale di otto. Il portale di Palazzo Costaguti su via della reginella viene murato.
Scavi del Lanciani nel Portico di Ottavia portano all'isolamento del Propileo di Accesso. Scoperta una monumentale base di una statua in bronzo dedicata a Cornelia, madre dei Gracchi (ora conservata nel corridoio del Tabularium ai Musei Capitolini).
Rinnovandosi per cura del Municipio il selciato e la fognatura delle strade, che attraversano l’area dei portici di Ottavia, sono avvenute le seguenti scoperte.
Sulla piazza di s. Angelo in Pescheria è stato scoperto il piedistallo della colonna angolare dei Propilei, simile a quelli già scoperti in antecedenza, ma assai men conservato. Quindi quasi di contro alla porticella laterale della chiesa di s. Angelo, alla profondità di met. 1,40, è stato ricuperato il piedistallo marmoreo della statua sedente di Cornelia, figlia di Scipione Africano maggiore e madre dei Gracchi, descritta da Plinio al cap. 14 del libro XXXIV. Il piedistallo, modinato di gola e listello sotto e sopra, misura met. 1,76 di lunghezza, met. 1,20 di larghezza, met. 0,80 di altezza, e reca inciso nella fronte quest’ elogio a caratteri del secolo d’oro: CORNELIA AFRICANI F GRACCHORVM. Nel listello superiore è incisa, a caratteri del secolo III incipiente la memoria: OPVS TISICRATIS.
Proseguendosi il cavo per la nuova cloaca nell’istessa via, è stato ritrovato un rocchio di colonna scanalata di marmo greco, simile nelle dimensioni e nell’artificio a quelli delle colonne del tempio di Giunone, superstiti nell'interno della casa vicina. Nell'istesso luogo è venuto in luce un tronco di colonna di alabastro listato, lungo met. 3,00, di diametro met. 0,35.
Rodolfo Lanciani.
Nella piazza di Pescheria, innanzi ai propilei dei portici di Ottavia, è stato scoperto un sarcofago fittile antico lungo met. 1,50, largo met. 0,36. Appartiene al sepolcreto medioevale della parrocchia di S. Angelo, il quale si estende lungo la via del Teatro di Marcello per oltre a 50 metri. Sono stati raccolti circa 20 met. cubi di ossami. Nell’istesso luogo è stata rinvenuta una base di colonna, priva del plinto.
Rodolfo Lanciani.
Nella via del Teatro di Marcello, la quale percorre la. metà occidentale della fronte dei portici di Ottavia, è stato scoperto il fusto della quinta colonna a partire dall'angolo dei propilei. Giace attraverso la strada, dicontro al n. 30, ed alla profondità di sessanta centimetri. Il fusto, di granito bigio, manca del terzo superiore, e misura nel diametro m. 0,55.
Rodolfo Lanciani.
Nella via dei portici di Ottavia, è stato ritrovato un cippo di travertino, largo m. 0,50 alto m.1,00, con la seguente iscrizione, a grandi e belle lettere: C CVSPIVS TOS C L ONESIMVS II SENECIO OPTVMVS
Rodolfo Lanciani.
Demolendosi nel quartiere del Ghetto un avanzo di torre medievale, nel cui restauro furono adoperati molti frammenti marmorei di antichi edifizi, è stata salvata una testa virile in marmo, barbata; e tre pezzi di un grande epistilio, sui quali si conservano queste parole:
IMO AVG GH ST XX IMP XIII COS
X S C QVI AEDICVLA LA... SVA IMPENSA RESTITVERV VRBIS REC
Il titolo di (opt)imus Aug. non fu attribuito che a Traiano: ed all'impero di lui conviene perfettamente l’anno XX della potestà tribunizia, congiunto alla XII salutazione imperatoria. Ciò si verificò nella seconda metà dell’anno 116 (cf. C.L.I. III, pag. 870); e a questo tempo perciò spetta la dedicazione delle ristabilite édicole dei Lari, di cui resta memoria nei frammenti epigrafici surriferriti.
Giuseppe Gatti e Luigi Borsari.
Per i lavori che il Comune di Roma va compiendo, secondo il piano regolatore della città, nel quartiere del Ghetto, si è incominciato l'isolamento della facciata esterna meridionale del portico di Ottavia. La parte occidentale di essa, che era intieramente nascosta entro la casa posta sull'angolo di via della Pescheria, ora si viene scoprendo, in seguito alla totale demolizione della casa medesima.
Restano tuttora in piedi l'ultima colonna del propileo e il pilastro d'angolo: il frontone è conservato in ogni sua parte.
L'iscrizione incisa nell'epistilio, ora è visibile intieramente; e nel principio dei vv. 1 e 8 si leggono i nomi:
IMP CAES L SEPTIMIVS :SEVERVS PIVS PERTINAXAVG
...TRIB POTEST XI IMP XI COS IIl P P ET
IMP CAES M AVRELIVS ANTONINVS PIVS FELIX AVG
INCENDIO CORRVPTAM RESTituerunt
che i precedenti collettori d'epigrafi non avevano veduto, e che giustamente furono suppliti nel C.I.L. VI, 1034.
Sopra un grande masso rettangolare di marmo (m. 1,95 X 1,45 X.0,55), che certamente appartenne alla costruzione del portico, e fu adoperato in una delle fabbriche moderne, che ora vengono demolite, restano queste poche lettere d'iscrizione monumentale: GVSTI PATR
Le lettere del vs. 2 sono alte m. 0,15, e nella profondità hanno i solchi, nei quali era fermata la riempitura di metallo.
Fra i materiali provenienti dalla demolizione di una casa in via Rua, presso gli avanzi del portico di Ottavia, si è avuta una lastra di marmo, di m. 0,90 X 0,46, con la seguente iscrizione sepolcrale:
L IV VENTIVS L L
HETHICVS FECIT SIBI ET
L IVVENTIO L L NIGRO
IVVENTIAE L L LEONTIDI
L IVVENTIO L L MACHAONI
L IVVENTIO L L FELICI
L IVVENTIO L L NICONI POSTERISQ EORVM
Dalla demolizione di una casa adiacente al portico di Ottavia, proviene un torso di piccola statua ignuda, ed un cippo sepolcrale di marmo che reca scritto : DIS MANIBM | VINICI HILARI | LIB LIBERTAEQVE | PATRONO OPTIMO | FECERVNT
Nei lavori per la fogna, che dal ponte Quattro Capi si dirige alla via del Portico di Ottavia, si è messo allo scoperto un largo pavimento, formato di travertino.
Giuseppe Gatti.
II Consiglio Comunale approva un compromesso con l'Università Israelitica, per l'acquisto dell'area dove far sorgere la nuova Sinagoga.
La fontana di Piazza Giudia viene demolita per la costruzione della scuola elice Veneziani. Le colonnine che la recintano, la vasca inferiore ed il peduccio sono depositati nel magazzino di Testaccio, la tazza superiore viene interrata in piazza Cenci Bolognetti.
In via del Portico d'Ottavia, negli sterri per la costruzione del nuovo fabbricato dell'Unione cooperativa capitolina, alla profondità di m. 7 circa sotto il piano moderno della via è stata messa in luce una parte di platea di travertino. Sul limite di questa platea, verso sud-ovest, era incavata nei massi di travertino una cunetta larga nella parte superiore m. 0,36 ed inferiormente m. 0,25. Ogni lastra di travertino è larga m. 1,33 alta m. 0,37 per una lunghezza variabile da m. 1,30 a m. 2,10. La distanza di dette lastre dalla linea delle colonne, che sono ancora infisse nel terreno, è di m. 11,00; della cunetta è stato messo allo scoperto un tratto di m. 30 circa, che corre parallelamente alla linea delle colonne. In uno dei massi sotto la cunetta è ricavato una specie d'imbuto circolare del diam. di m. 0,40, avente nella parte concava cinque fori del diam. di m. 0,07, che probabilmente immettevano l'acqua, incanalata nella cunetta, in un sottostante trombino di fogna.
Durante gli sventramenti per isolare il Teatro di Marcello, diretti dall'architetto Paolo Fidenzoni, smantellavado alcuni edifici, sono scoperti i resti di una casa medievale.
Le forze di occupazione tedesche avviano con una retata nel Ghetto, al rastrellamento dei cittadini romani di religione ebraica. Dal Portico d'Ottavia, mettono poi al setacciano la città. Don Emilio Recchia, parroco della chiesa di Santa Croce a Via Flaminia, nascondono e danno ospitalità a un centinaio di persone appartenenti a cinque famiglie di origini ebraiche. Tra le ore 05:30 e le 14:00, sono tratte in arresto 1259 persone (di cui 689 donne, 363 uomini e 207 tra bambini e bambine), ammassati nel centro di raccolta della Scuola Militare alla lungara, dove vengono rilasciati 36 individui, tra stranieri e componenti di famiglie di sangue misto.
Monumenti
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Palazzo della Cooperativa Unione Capitolina
1908 edifici
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Sinagoga Tempio Maggiore di Roma
1901 luoghi di culto
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Sant'Angelo in Pescheria
1610 chiese
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Palazzo Lorenzo Manilio
1467 palazzi
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Portico di Ottavia
-35 archeologia
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Case dei Vallati
edifici
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Torre del teatro di Marcello
torri
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Targa della Peschiera al Portico d'Ottavia
targhe
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Casatorre dei Grassi o Torre Fornicata
torri
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Palazzo dei Fabi di Pescaria
palazzi-corte
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Cassa LVII della Confraternita di Santa Maria dell'Orto
edifici
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Istituto Quintino Sella
scuole
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Tempio di Nettuno
templi