Storia

Storia Viale Romania, Roma

Tratto dell'antica Salaria vetus, poi parte del Vicolo di San Filippo, insieme a via Emilio de Cavalieri.

Cronologia

12/1908

Sarcofagi marmorei con figure di rilievo scoperti nella località denominata le Tre Madonne.

Presso la via di s. Filippo fuori Porta Salaria in un terreno di proprietà del sig. Pasquale Gasperoni, nella località detta delle Tre Madonne, tra il Museo di Villa Giulia sulla Flaminia ed il viale dei Parioli, facendosi gli sterri per la costruzione di una casa, fu rinvenuto un ammasso di varî rottami, marmorei nella maggior parte, cioè lastre con resti di iscrizioni, qualche coperchio di urna cineraria, ed avanzi di due sarcofagi, uno grande e uno piccolo. Vi si trovarono pure alcuni frammenti di ornati fittili. Di questa scoperta si ebbe notizia solo più tardi.

Del sarcofago più grande, tranne forse qualche pezzo non bene identificabile della parete posteriore o del fondo, e forse ancora qualche pezzo del coperchio, non è rimasta che la faccia principale, alla sua volta rotta in molti pezzi, alcuni dei quali completamente mancanti.

Nel mezzo della facciata, limitata superiormente da cornice (quella inferiore manca), è scolpita una edicola, composta di un arco sostenuto da due colonnette, munite di capitelli e di alte basi sagomate, e fiancheggiato da due maschere. Negli spazi esterni, fra le maschere e le curve dell'arco, trovansi le figure di due piccoli Tritoni. Nell' interno dell'edicola sorge uno zoccolo, su cui poggia un gruppo di due figure: Marte e Venere; o due personaggi rappresentati nelle sembianze di queste divinità. Al di sopra di essi, due piccoli Amorini sorreggono, librantisi in aria, una corona. L'edicoletta è fiancheggiata da due riquadri, decorati a baccellature serpentine, disposte simmetricamente dalle due parti. Su ciascuna delle estremità della facciata un puttino alato, appoggiantesi ad una fiaccola rovesciata.

Il tipo del sarcofago, per il motivo della decorazione a baccellature, è dei più comuni; anche l'edicoletta centrale non è infrequente; l'interno suole essere occupato da composizioni di soggetto vario e talvolta anche da una semplice epigrafe. Qui troviamo riprodotto un gruppo noto nella statuaria, il quale del resto, benchè con qualche variante, si riscontra in altri sarcofagi.

Per quanto si riferisce alle lacune, oltre a tutta la cornice inferiore, come si vede nella riproduzione, mancano: nel centro, in alto, un pezzo della cornice con parte dell'arco; una gran parte della colonna di sinistra dell'edicoletta e del rispettivo capitello, l'avambraccio sinistro della figura muliebre, un grosso tassello della gamba destra di quella maschile. Più grandi lacune si osservano, dalle due parti, negli spazî decorati a baccellature.

In condizioni meno disastrose fu trovato il sarcofago più piccolo. La composizione della faccia anteriore è limitata in basso e in alto da un semplice aggetto del margine, secondo l'uso dei sarcofagi di tipo romano; così pure il coperchio, il cui lato anteriore è decorato da due grandi festoni, uno di alloro e l'altro, sembra, di quercia, sorretti da tre piccoli Amorini. Al disopra dei festoni trovansi rispettivamente una patera e un prefericolo. Due mascheroni angolari terminano la faccia del coperchio.

La composizione della faccia anteriore del sarcofago comprende una scena di Amorini, alcuni alati, altri senza ali. Presso il centro osservasi un gruppo di un puttino che mal si regge sulle gambe, sorretto da un compagno; sembra ubbriaco. A destra di questo gruppo un altro puttino procede verso destra voltandosi indietro; in una mano tiene un'anfora, nell'altra un piccolo bastone. Una scena molto simile a quella che si svolge dietro le sue spalle si osserva pure davanti a lui: anche qui troviamo un Amorino ubbriaco, con una fiaccola nella mano destra, il quale, quasi cascante per terra, a stento è sorretto da un compagno. Un'altra figura simile, rivolta verso sinistra, chiude la scena dalla parte di destra. Questa figura è molto frammentata.

A sinistra del primo gruppo, vediamo un Amorino, che cammina verso di esso portando una cetra e volgendosi indietro a guardare verso un compagno, l'ultimo della parte di sinistra e del quale non resta che la parte superiore del capo e un'ala. Su ciascuna delle facce laterali è rappresentato un grifone.

Il soggetto non è nuovo; sarcofagi con rappresentazioni affini esistono sì in Roma che in Grecia. Nel Museo delle Terme, per esempio, se ne trova un frammento, la cui composizione figurata era una replica quasi identica a quella del nostro: comprende la figura dell' Amorino con la cetra, il quale nella mano destra (mancante nell'esemplare delle Tre Madonne) tiene una fiaccola riversata, e il gruppo seguente, con la differenza che il puttino ubbriaco ha il braccio sinistro abbassato, e lo spazio che là è occupato da questo braccio, qui è occupato da un'ala del puttino con l'anfora, che nel nuovo esemplare non è alato e del quale nel frammento del Museo delle Terme, oltre alla detta ala, non rimane che uno svolazzo del piccolo mantello.

Nello stesso luogo in cui vennero scoperti i sarcofagi ora descritti tornarono in luce questi frammenti di iscrizioni sepolcrali. 1. Frammento di lastra marmorea con cornice, alt. m. 0,25, largh. mass. m. 0.31, inscritta a belli caratteri: ELPIDEPHORs | cHRYSARIO ET L SE | TINVS FEC ET SIBI Et libertis | liber TAB POSTERISONe eorum; 2. Tre frammenti di una stessa lastra di marmo: D M S COELIVS CALI istus et cOENIA SECVNDINA Fece RVNT SIBIET SVIS LIBERT Liberta Q-POSTer. q. eor.; 3. Piccola lastra marmorea, maucante della parte destra, alt. m. 0,22 X 0,15: DIIS Man. | VLPIA SVCES sa ...| SERVILIO THa ...| LLO COIV gi ...| SVO BENI me ...| RENTI FECit ...| QVI-VIXIT an ...| NIS XXXV me ...| NS Vd...; 4. Lastra marmorea, di m. 0.26 X 0,28, ornata di timpano, nel quale è scolpita una corona con lemnisci: D M IVLIAE PRIMIGENIE AMYLLVS. CAES N COIVGI KARISSIMAE BENE MERENTI FECIT; 5. Frammento di lastra marmorea, alto m. 0,21: ...BI E... | ...ERIA... | ... ISSIE... | ...VIXIT... | ...ZVILE... | ...OMAX; 6. Simile frammento, alto m. 0,18: ...VS... | ...OM... | ...SAN... | ...I OB... | ...TEA... | ...TY; 7-9. Altri piccoli frammenti di lastre marmoree: C STAT... | FILIAE D... ELIAE CALL... | ...VIX ANN Li.. m ENS II... | ... TIVM VI... | ...EV Gli ultimi due sembrano appartenere ad una medesima iscrizione.

G. Cultrera.

Fonte: Notizie degli scavi di antichità

4/1909

Nella via di s. Filippo, presso le « Tre Madonne », fuori Porta Salaria, dove recentemente tornarono in luce sarcofagi ed iscrizioni latine (Notizie, 1908, pag. 459), giaceva in terra, accanto ad un lavatoio una grande lastra marmorea, assai frammentata, che fu acquistata per il Museo Nazionale Romano. Da una parte essa ha bugne rettangolari, entro profondi riquadri sagomati adiacenti gli uni agli altri; dall'altra le due seguenti epigrafi, scritte in senso inverso: a) HERENNIVSI ATOREGREGIVS V VAMEXTRAN FIDELISIN PACEDY INO VCCONSQV. b) NDIVLIVS LIEBRVARIAS. a) Herennius.... / ator egregius.... / uam extra n.... / fidelis in pace d(epositus) V... [nonas o kalendas].... / ino v(iro) c (larissimo) con(sule) o cons(ulibus) qu[i] vixit ann(is) p(lus) m(inus).....; b) ..... nd Iulius / [dep... k]al(endas) februarias. I caratteri paleografici della iscrizione a fanno ritenere che essa sia del quinto secolo: ma non è possibile datarla perchè non pochi sono i consoli i cui nomi terminano in inus: nè è possibile dire se i consoli nominati fossero uno o due, mancando dati per determinare pure approssimativamente la grandezza della lapide.

Angiolo Pasqui.

Fonte: Notizie degli scavi di antichità

4/11/1929

Sono aperti all'esercizio i nuovi impianti tramviari nella zona est del quartiere Parioli. L'anello terminale delle linee 18, 32 e 33 è allargato inserendovi il percorso viale Romania, piazza Bligny, vie Salvini e Morelli, vicolo Emiliani.

28/10/1936

Monumenti

Monumenti a Viale Romania, Roma