Storia
CronologiaViene aperto un nuovo stabilimento della Birra Peroni a via dei Due Macelli (dove poi sarebbe sorto il Salone Margherita), gestito inizialmente da alcuni soci di Francesco Peroni e dal figlio primogenito Giovanni Peroni.
La produzione della Birra Peroni viene spostata nella zona di Borgo Santo Spirito in un immobile affittato dall'amministrazione del manicomio di Santa Maria della Pietà, mantenendo attivo in via Due Macelli solo un punto vendita.
Edificandosi una casa sull'angolo delle vie dell'Angelo Custode e Due Macelli, spettante a d. Augusto dei principi Ruspoli, sono apparsi alcuni muri di antica costruzione, ed altri dei tempi di mezzo, che sembrano disegnare l'abside di un oratorio, o chiesuola cristiana. Il sottosuolo è completamente inondato dalle acque, che scendono dalla valle Sallustiana, fra il Quirinale ed il Pincio.
Rodolfo Lanciani.
Durante i lavori di costruzione del Palazzo all'angolo tra Via del Tritone e via dei Due Macelli, si scoprono vestigia d'una piccola chiesa od oratorio cristiano.
Manifestazioni di protesta di una folla di operai disoccupati, davanti alla sede del Ministero dell'Interno a Palazzo Braschi, che sfociano in saccheggi e scontri per le strade di Roma:
"Gli operai disoccupati avevano mandato alcuni loro delegati a palazzo Braschi. Il Fortis sottosegretario di Stato ebbe un colloquio con questi delegati la sera del 7 corrente: essi dovevano riferirne ai loro compagni alle 2 pom. del giorno seguente in piazza Cavour, nei prati di Castello.
Circa tremila operai si erano riuniti a quell'ora per sapere quale fosse la risposta del governo. Esaltati dai discorsi fatti mentre aspettavano i delegati, gli operai accolsero malamente il risultato delle pratiche fatte da quei loro colleghi.
Si mossero tutt'insieme gridando ed avviandosi verso il centro della città, dove dai prati di Castello si arriva direttamente in dieci minuti, passando il ponte di Ripetta, costruito da alcuni anni dove era l'antico Porto. Il ponte sbocca nella via di Ripetta della quale è molto più alto: per conseguenza vi sbocca da una parte per mezzo di una rampa, dall'altra per mezzo di una scalinata.
Arrivati in Ripetta e passando di fianco al palazzo Borghese, poi dalla piazza di San Lorenzo in Lucina, i dimostranti potevano trovarsi subito nel Corso e nelle vie principali che vi fanno capo. Infatti presero quella direzione, giacchè il passaggio del ponte fu loro impedito soltanto da un ispettore — il disgraziato Battirelli, vittima del ministro Crispi — e da 40 o 50 guardie di P. S. che egli potè raccogliere lì per lì quando gli fu dato l'ordine di recarsi a quel posto. La truppa arrivò e sbarrò il ponte — come si vede nel nostro disegno — quando i dimostranti già erano passati ed imperversavano nelle vie principali.
A piazza San Lorenzo in Lucina la massa dei dimostranti si disgregò in due o tre gruppi. Il principale si avviò per via Frattina, che sbocca nel Corso dirimpetto alla piazza qui sopra nominata, e va diritta a piazza di Spagna. In via Frattina vi sono molti negozi importanti.
Ebbero tutti le vetrine e i cristalli rotti. Giunto in piazza di Spagna il gruppo principale voltò a destra per via Due Macelli, dove fece gravi danni al "Grande Orfeo". Nella nostra doppia pagina anche questo episodio è reso con molta evidenza: l'edifizio d'aspetto grandioso e disadorno dirimpetto al Cafè Chantant danneggiato, è il Collegio di Propaganda; in fondo si scorge piazza di Spagna e la colonna dell'Immacolata.
Il gruppo principale continuò le sue devastazioni in via del Tritone, poi si avviò verso i quartieri alti portandovi lo spavento e finì per capitare in piazza dell'Esquilino fra due o tre compagnie di fanteria, che lo dispersero arrestando i riottosi alle intimazioni.
Un altro gruppo intanto erasi diretto per il Corso verso Montecitorio dove i deputati si trovavano adunati in seduta. Il piccolo distaccamento di truppa che fa il servizio di guardia, durante le sedute, fu ritirato in un cortile interno, mentre si mandavano a chiamare rinforzi. Il portone principale del palazzo fu chiuso per un quarto d'ora: il questore de Riseis rimase però sulla gradinata esterna al suo posto, potendovi esser necessaria la sua presenza.
Sopraggiunta altra truppa e fatte le intimazioni di legge, i dimostranti si persuasero ad andarsene, dirigendosi di fianco al Pantheon e per piazza della Minerva, verso il nuovo corso Vittorio Emanuele. Piombati sopra il negozio di chincaglierie dei fratelli Finocchi che ha sei grandi porte, unite fra loro da vetrine, nel tratto fra piazza del Gesù ed il teatro Argentina, spezzarono insegne, vetrine e quanti oggetti vi si contenevano.
L'aspetto di quelle turbe tumultuanti scatenate per le vie di Roma non era davvero rassicurante. Si compiacevano di maltrattare o spaventare chiunque incontravano, a piedi o in carrozza, gridando sempre. Fortunatamente avevano armi: si erano bensì provveduti di mezzi di distruzione rovesciando e depredando un carro di legna e portando via i badili ad alcuni spazzini municipali.
Non incontrarono in nessun luogo alcuna seria resistenza, mancando qualunque criterio direttivo nella repressione dei disordini. Si facevano correre carabinieri e guardie di P. S. in carrozzelle o botti nei punti più minacciati, ma vi giungevano quasi sempre quando la bufera era già passata. Tutto ciò continuò fino a dopo le 5 pomeridiane.
A quell'ora, fatti molti arresti e disperse le bande dei tumultuanti, ritornò un po' di calma nella città. Subito sbucarono fuori dai vicoli luridi e lontani gli stracciaroli, a far loro bottino dei rottami di cristalli dei quali in molte strade era addirittura ricoperto il selciato. Per quella sera i teatri e quasi tutti i caffè rimasero chiusi: Roma fu percorsa in tutte le direzioni da numerose pattuglie di truppa."
A via Due Macelli n. 66, viene inaugurato il nuovo Circolo dei giornalisti.
Funerali civili di Silvio Spaventa. Il corteo parte dalla sua Casa a via dei Due Macelli.
"A Silvio Spaventa, del quale anmunziammo la morte nell'ultimo numero, furono rese solenni onoranze funebri a spese dello Stato e la sua salma fu deposta nel cimitero di Roma. Il Consiglio di Stato radunatosi a sezioni riunite deliberò di collocare il busto dell'illustre estinto nell’aula del Consiglio e di promuovere una solenne commemorazione che sarà fatta da Ruggiero Bonghi."
"Tutto il giorno, era stato continuo l'affluire dei visitatori alla camera ardente nella casa ove Silvio Spaventa era spirato, e dove re Umberto aveva mandato una corona di fiori freschi, legata con nastro di seta nera, sul quale leggevasi: "A Silvio Spaventa Umberto I.
Alle 5,20, la bara fu portata dagli amici sul carro e ricoperta di corone. Precedevano un plotone di guardie municipali, un altro di vigili, un battaglione del 70° con musica e bandiere e il concerto comunale.
Il carro era fiancheggiato dagli uscieri del Senato, della Camera, del Consiglio di Stato e dei ministri. I cordoni erano retti: adestra, da Farini, Giolitti, Tabarrini, ecc., a sinistra, da Zanardelli, Genala, generale di S. Marzano, ecc. Seguivano gli altri ministri, i sottosegretari di Stato, 300 fra senatori e deputati e altre rappresentanze dell'esercito, dell'armata, delle società patriotiche. Dopo, le carrozze dei fiori, seguivano altre ventidue carrozze mandate dal Senato, dalla Camera, dai Ministeri.
Il corteo era chiuso da un plotone del 70°. A piazza Termini, il corteo si è sciolto. Molti amici del defunto vollero, per altro, seguire la salma fino a Campo Verano, dove la salma venne seppellita."
A via dei Due Macelli 53 inaugura il Café Chantant.
Attivata la linea a trazione elettrica da San Pietro a via Due Macelli.
Dopo che è stato inaugurato il Traforo del Quirinale, la linea San Pietro - via Due Macelli viene prolungata fino a via Nazionale. La nuova linea, partendo da San Pietro, raggiunge piazza Cola di Rienzo, passa sul ponte Margherita e attraverso piazza del Popolo, via del Babuino, piazza di Spagna, via della Mercede e via Due Macelli giunge al Traforo; immettendosi poi in via Nazionale, fa capolinea alla stazione Termini
Dopo i lavori di ampliamento del Café Chantant, inaugura il nuovo Salone Margherita.
Nell'Albergo Colonna in via Due Macelli 24, viene arrestato, l'anarchico Michele Schirru, in procinto di organizzare un attentato a Mussolini.
La sede dell'Accademia nazionale dei Sartori viene trasferita da piazza San Silvestro ad un locale in via Due Macelli.
La sede dell'Accademia nazionale dei Sartori viene trasferita da via Due Macelli a locale in Largo dei Lombardi.
Monumenti
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Salone Margherita
1898 teatri
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Palazzo Chauvet
1886 palazzi
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Targa del Rione Campo Marzio a Via due Macelli
1744 targhe
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Ex Albergo Colonna
edifici
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Casa istoriata a via dei Due Macelli
edifici istoriati
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Madonna con bambino a via dei due Macelli
edicole sacre
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Palazzo a via dei Due Macelli 66
palazzi
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Targa in memoria di Silvio Spaventa
targhe
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Edicola del palazzo di Propaganda Fide
edicole sacre