Storia
CronologiaDurante i lavori di costruzione della Casa degli Agostiniani a Largo dell'Impresa, sono scoperti ed estratti i frammenti dell'obelisco della Meridiana di Augusto.
Papa Sisto V incarica Domenico Fontana di scavare l'area presso il monte Accettorio, dove erano stati trovati resti della meridiana di Augusto, con la speranza di trovare i pezzi necessari per ripristinare un obelisco: "il cav. Fontana vi trovò una gran guglia di granito egiziaco e pervenuto alle orecchie di S.S. commise che si scoprisse, con intenzione di drizzarla in qualche luogo, ma il suddetto cavaliere, trovandola maltrattata dal fuoco e datane ragguaglio a S.S. fu risoluto di lasciarla stare".
Vengono scavati i frammenti dell'obelisco della Meridiana di Augusto, spezzato in cinque parti.
Demolizioni per isolare e far spazio al nuovo palazzo del Parlamento italiano. Scompare il Palazzo Palombara a via dell'Impresa.
A Montecitorio, negli sterri per l'ampliamento del Palazzo del Parlamento si è rinvenuto: un frammento di bassorilievo marmoreo, su cui sono conservate le gambe di fisura ignuda, dietro la quale scende il panneggio (m. 0,30 X 0,21); un piccolo frammento marmoreo di figura femminile ignuda, della quale si conserva parte del ventre ed un pezzo di coscia (m. 0,12 X 0,11); una piccola base marmorea con due piedi di persona, che doveva essere seduta in trono, il quale aveva ai lati due sostegni dai piedi di animale (m. 0,07 X 0,11); metà di un piccolo busto marmoreo, acefalo (0,10 X 0,12); una testa marmorea di uomo sbarbato, male conservata (m. 0,20 X 0,20); metà di testa virile marmorea, male conservata (m. 0,25 X 0,18); polso e mezza mano, appartenente a statua marmorea maggiore del vero (m. 0,20 X 0,10): una testa marmorea con elmo, male conservata (m. 0,23 X 0,20) (fig. 6); un frammento di panneggiamento con una mano che stringe un lembo del vestito (m. 0,30 X X 0,20); uno scaglione di colonna di giallo antico (m. 0,54 X 0,30); un rocchio di colonna di granitello (m. 1,20 X 0,50); un frammento marmoreo, su cui si vede parte di una figura virile ignuda e la zampa di un cavallo (m. 0,50 X 0,20); una mensola di travertino (m. 0,44 X 0,35); una scaglia di colonna di verde antico (m. 0,22 X 0,20); un capitello di pilastro a fogliame (m. 0,27 X 0,25); un capitello ionico (m. 0,35 X 0,25); un frammento marmoreo con foglie di acanto in alto rilievo (m. 0,47 X 0,28); due frammenti di cornice con ovoli e dentelli (m. 0,56 X 0,12; 0,20 X 0,15); un frammento di festone marmoreo con foglie e bacche (m 0,25 X 0,20); un coperchio di urna cineraria (m. 0,30 X 0,25 X 0,15); un medio bronzo di Claudio I (Cohen, 47) ed una moneta di billone di Gallieno (978); un bollo di mattone (C.I.L. XV, 1029 a); i seguenti frammenti di iscrizioni su lastra di marmo: 1. (m. 0,46 X 0,30), scorniciata: M MAI | XXXXV... | IVGI BL; ...MICO QVIVIX ANN XII PATRONO ET CON | ...fECIT MARIA TROPHI ...ELLICIO NOI...SO FILIO | ...LIB LIBERTAB... | ...HOC MONIMEN tum... | ...RI NEQ DONAR... | ... cont RA HANC LEGEN... | ... infer RE DEBEBET P N A ... | ... S V M N; 2. (m. 0,45 X 0,28): ...SS IIATORIS... TOR...; 3. (m. 0,12X0,28): ... AVG ...OR VIN...; 4. (m. 0,18X0,12): ...M... | ... O AN... | ...NIVGI F... ; 5. (m. 0,35 X 0,30): ...ESAL...; Sopra in obliquo è graffito il giuoco del filetto; 6. (m. 0,25 X 0,19): ...SCIVMSV...; 7. (m. 0,29 X 0,40): ...NII... | ...PAN...; 8. (m. 0,35 X 0,16): iN PACe... | ...OLE... TR ...; 9. (m. 0,29 0,16): ...NTIOCHO ... D L PROTO LIE... LAMA; 10. (m. 0,65 X 0,50), frammento di architrave a grandi lettere: I C....
Dante Vaglieri.
A Montecitorio si sono rinvenuti: il piede-sinistro di una statua marmorea, male conservato (m. 0,30 X 0,10); un frammento delle zampe di un uccello rapace, in marmo (m. 0,22 X 0,25).
Dante Vaglieri.
Presso Montecitorio sono tornati in luce altri due cippi di travertino del lato orientale del recinto (v. sopra pag. 528), distanti tra loro m. 4,90, È i, distante il primo dai precedenti m. 5,85. Si rinvennero due colonne: l'una, di gra73 nito rosso (m. 5,84 X 0,58 X 0,64), reca una marca al sommoscapo ed all'imoscapo;l'altra, di granito bigio (m. 5,90 X 0,66 X 0,72); egualmente con marche.
Dante Vaglieri.
Negli sterri por la costruzione del nuovo palazzo della Camera dei Deputati in Montecitorio sono tornati in luce altri bellissimi frammenti architettonici appartenenti ad un monumento di carattere pubblico. (cfr. Notizie, 1907, pag. 525).
Dante Vaglieri.
Dietro il palazzo di Montecitorio, nello sterro per la costruzione della nuova aula nella Camera dei Deputati, è tornato in luce sotto la fontana un bel frammento di bassorilievo di marmo (m. 0,87 X 0,59 X 0,31). Vi si vede parte di una figura di barbaro in mezzo a trofei.
Dante Vaglieri.
A Montecitorio nei lavori per la nuova aula della Camera dei Deputati, è avvenuta la scoperta di un sistema di palafitte.
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In questi medesimi sterri si è rinvenuta una gamba marmorea di una grande statua femminile (alt. m. 0,60).
Dante Vaglieri.
A Montecitorio, nei lavori per la nuova Aula della Camera dei Deputati verso la via della Missione, si trovarono tuttora al posto sei pilastri di travertino appartenenti al recinto esteriore del grandioso monumento scoperto fino; dal 1907 (Notizie 1907, pag. 527). Si trovarono alla distanza di m. 5,40 l'uno dall'altro: A capo allo sterro, ma fuori posto, apparvero due grandi blocchi di marmo, ambedue angolari, uno ad angolo retto e con cornice a dentelli e gocciolatoio; l’altro ad angolo ottuso di 160°, appartenente ad un altro recinto del medesimo monumento.
Quest'ultimo blocco è liscio nelle faccie anteriori; ha poi la particolarità delle due faccie angolari interne levigate e limitate sopra e sotto da una cornice. Il primo misura nei due lati angolari m. 1,25 e 1,15 di lunghezza, e negli attacchi dei filari lineari m. 1,00 da una parte e m. 1,04 dall'altra, colla misura costante di m. 0,74 di altezza. Il secondo ha i lati, dell'angolo saliente, uguali e lunghi m. 0,585, i lati rientranti. pure .uguali e lunghi m. 0,53, gli attacchi coi filari lineari larghi m. 0,67, e conserva la misura costante di m. 0,74 di altezza.
In vicinanza di questi. grandi frammenti architettonici si rinvenne il tronco superiore di una colonnetta a modanature girate a spire, le quali superiormente si risolvono in due caulicoli o fogliami, che contengono due grosse pine. Da una parte e dall'altra, nei punti di coesione delle pine, due rosette molto rilevate. La colonna spiraliforme misurava m. 0,20 di diametro; doveva esser molto alta e necessariamente composta di due pezzi, il fusto propriamente detto la decorazione suaccennata. Infatti, nella parte inferiore vedesi un lungo foro, fatto a trapano, largo mm. 30, e avente lo scopo di fissare questo ornamento per mezzo di un pernio, che io credo di legno, al fusto della colonna.
Questa scoltura singolarissima, che deve riferirsi alla classe degli ornamenti per giardini, trova riscontro in altro esemplare più piccolo, ma completo e del pari elegante, esposto oggi nel Museo Nazionale Romano e segnato col numero d'inventario 507. Proviene dall'antico Museo del Palatino.
Angiolo Pasqui.
Progetto di Piano regolatore dell'architetto l'architetto Florestano Di Fausto, secondo lo spirito delle direttive segnate dal Capo del Governo:
"La piazza del Parlamento sarà sistemata con la costruzione di un grande edificio destinato al Ministero degli Esteri per i servizi di propaganda, di cultura e di incremento dell'attività italiana all'estero. Nello stesso edificio troveranno anche adeguata e definitiva sistemazione la notevole biblioteca del Ministero e l'archivio storico. Il progetto dell'arch. Di Fausto si svolge asimmetrico fra via di Campomarzio e via della Missione, culminando su piazza del Parlamento in una alta massa architettonica che sarà centro visuale dal Corso, e che chiuderà così la bella Piazza romana, nel cui fondo le ampie tazze superstiti della Fontana del Bernini (distrutta per dar luogo nel cortile del Palazzo Innocenziano alla nuova Aula del Parlamento) sono state dall'architetto inserite nella composizione dell'edificio con felice e nuova soluzione.
Il nuovo insieme architettonico ha spiccati caratteri di romanità e di ambientazione, e, mentre è soluzione di dettaglio, partecipa anche di un più vasto piano regolatore della città che lo stesso architetto Di Fausto ha annunciato ed espresso nelle sue linee di massima, secondo lo spirito delle direttive segnate dal Capo del Governo nel memorabile discorso pronunciato lo scorso anno in Campidoglio. Disse in tale occasione il Duce: 'Fra cinque anni Roma deve apparire meravigliosa a tutte le genti: vasta, ordinata e potente come ai tempi di Augusto. Il problema di Roma era così con nitida e concisa parola posto all'esame degli studiosi. In verità, con la conservazione delle espressioni caratteristiche della città antica.
Dopo aver affermato come la febbrile ed ansiosa ricerca di orientamento verso qualcosa che segni praticamente e definitivamente - nella configurazione multiforme della città millenaria - la nuova epoca storica che viviamo, sia nata, come tutte le manifestazioni del momento, dalla volontà del Capo del Governo, l'architetto Di Fausto afferma come le parole del Duce debbano essere interpretate nello spirito e non nella lettera. Sembra quindi inesatto al Di Fausto pensare che ove il Capo del Governo accenna al giganteggiare dei monumenti nella necessaria solitudine, abbia egli inteso condannare alla distruzione innumerevoli manifestazioni d'arte e di storia di età antiche e recenti, allo scopo solamente di riportare alla luce o trarre addirittura dalle profondità del suolo mutili avanzi di Roma Imperiale. Giganteggiare nella solitudine, afferma il Di Fausto, vale certo per i tragici monconi della via Appia, per la Tomba di Cecilia Metella sulla sconfinata nostalgia dell'Agro, per le possenti ossature delle Terme e per il mirabile complesso dei Fori Imperiali, fino al Palatino della città quadrata.
Giganteggiare nella solitudine vale certo per le opere che, pure assediate inevitabilmente dalla tumultuante vita moderna, debbono non essere contaminate dalle sovrastrutture deturpanti, sovrapposte o immediate. Ecco infatti l'Augusteo spogliarsi delle sconce casupole cresciutegli d'intorno, ecco il superbo Foro di Augusto riprendere il suo vasto respiro col ricollegarsi agli altri Fori imperiali adiacenti. Si tratta sempre però, afferma il Di Fausto, di opere nelle quali non è completamente distrutta la organicità delle forme e la importanza delle masse, così che esse sono ancora capaci di emozione anche visiva, tale cioè da riportare i nostri spiriti nelle inquiete ferree età anteriori, e non sono solamente invece fredde e mute segnalazioni di interesse esclusivamente storico ed archeologico. La storia essendo insomma il risultato di lotte e di civiltà che si succedono necessariamente e si sovrappongono, sorge evidente e naturale il diritto delle manifestazioni più recenti, più adeguate e più consone anche al nostro spirito di esprimersi, se necessario, anche a danno delle precedenti.
Non è stato detto anche della necessità di distruggere la Basilica di San Pietro allo scopo di riportare alla luce il settore del Circo Neroniano sul quale gravita la immensa mole Cristiana? Noi, continua il Di Fausto, risalendo il corso dei secoli, affermiamo che nessuno pensa oggi a condannare i Pontefici del Rinascimento per aver essi dato mano alla sommaria demolizione della vetusta Basilica primitiva, il monumento incontrastabilmente più insigne e magnifico della civiltà e della storia cristiana. Era fatale, era forse necessario che sullo stesso suolo sacrato dalle tombe dei martiri e dalle ricordanze secolari, fulgesse mirabile per i secoli a venire l'opera massima della Rinascenza e del Barocco.
Partendo da queste premesse, a risolvere il grande traffico del centro della Capitale il Di Fausto propone anzitutto due attraversamenti fondamentali:
a) Da piazza Sciarra al Circo Agonale, la grande spina fondamentale del triangolo di maggiore intensità di vita: piazza Venezia, largo Goldoni, piazza della Chiesa Nuova con le divergenti piazza Sciarra-piazza di Trevi, piazza Sciarra-piazza della Pilotta, ausiliarie per lo smistamento del traffico ascendente e discendente del nodo Tunnel-Tritone, via Nazionale-Quirinale. b) Da piazza Montecitorio a piazza del Gesù con le ausiliarie per il Campidoglio, per il Teatro di Marcello verso l'Isola Tiberina, risolutive del flusso fra il centro storico e i quartieri popolari di Trastevere e industriali di Testaccio e San Paolo.
Quindi per l'inquadramento generale aggiunge alcune essenziali direttive minori: 1. Da piazza del Pantheon a piazza Campo Marzio con le ausiliarie divergenti per il largo Goldoni e per piazza Nicosia.
Da piazza del Pantheon a piazza Mattei; 2. Da piazza Pasquino a piazza della Minerva; 3. Dal nodo Campo Marzio al Ponte Umberto; 4. Dal largo Zanardelli alla Chiesa Nuova e al Ponte Vittorio Emanuele per via dei Coronari; 5. Dalla Chiesa Nuova al Ponte Gianicolense.
È tuttavia da tener presente che così vasta e profonda visione di definitivo assestamento del centro pulsante della Capitale - segnata oggi dall'architetto Di Fausto solo nelle sue grandi linee - è suscettibile di graduale ed anche parziale realizzazione; è tale, cioè, da consentire ad ogni momento la maggiore armonizzazione delle necessità e delle possibilità. Ma, fin d'ora, è opportuno affermare che, sventrando ed ampliando, bisogna tener conto della necessità fondamentale che i nuovi spazi non riescano dannosi alle opere create in diverso ambiente, e che le nuove prospettive riescano a concludersi nella necessaria ossatura architettonica di equilibrio. È ovvio, d'altronde, che le opere previste saranno convenientemente integrate dalla conseguente opera archeologica per le zone antiche portate in evidenza dalle demolizioni. Restauri, segnalazioni e riesumazioni, interesseranno specialmente la Roma degli Antonini, le Terme di Nerone e di Agrippa, l'Iseo Campense, la Curia e i Giardini Porticati di Pompeo, il Foro Olitorio, il Teatro di Marcello e i Portici di Ottavia, nonché la vasta zona di Campo Marzio."
Monumenti
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Palazzo del Parlamento a Montecitorio
1918 palazzi
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Palazzo Theodoli
1866 palazzi
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Targa di Benedetto XIV a Largo dell'impresa
1748 targhe
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Casa degli Agostiniani di Santa Maria del Popolo
1748 edifici
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Palazzo Palombara
palazzi
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Ustrinum di Maro Aurelio
archeologia
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Palazzo della Banco di Santo Spirito
palazzi