Storia
CronologiaVengono approvati gli Ordini Statuti e Costituzioni della Compagnia della Madonna della Pietà, che si occuopa di gestire l'"Hospitale de' poveri, forestieri et pazzi dell'Alma Città di Roma", l'opera pia fondata dal sacerdote Ferrante Ruiz presso Santa caterina dei Funari. La struttura viene trasferito dal monastero delle Vergini Miserabili di Santa caterina, in un edificio presso a piazza Colonna. trasferito nel 1550 in una casa a piazza Colonna
Un incendio distrugge la chiesa di San Paolo della Colomnna.
Chirografo papale che conferisce ai maestri di strade piena autorità di rettificare, allargare e liberare da ingombri strade e piazze, espropriando e demolendo a tal fine, in tutto o in parte, palazzi e case; il decreto inoltre convalidava retroattivamente le demolizioni già intraprese, in particolare in piazza Colonna, in piazza del Collegio Romano, in piazza Venezia, lungo la via del Gesù e lungo il Corso.
Giovanni Romano Ricci apre un laboratorio di alta orologeria, a Via del Corso 210, presso il palazzo Piombino.
Giovanni Romano Ricci apre un laboratorio di alta orologeria, a Via del Corso 210, presso il palazzo Piombino.
La Cassa di Risparmio acquista la proprietà dell'Ospedale di San Giacomo a Piazza Sciarra, con l'intento di demolirla e costruirvi al suo posto la propria nuova sede. Il Caffè Veneziano trasloca a Piazza Colonna 202, nei locali già usati dal Caffè del Giglio.
Alle 5 del mattino inizia l'attacco alla città da parte delle truppe piemontesi. Il cannoneggiamento delle mura inizia a Porta San Giovanni, seguito dai Tre Archi di Porta San Lorenzo e da Porta Maggiore. Dopo cinque ore di cannoneggiamento su un altura (tra le vigne dei Lancellotti e Capizucchi) a via Nomentana, le truppe piemontesi agli ordini del Generale Cadorna riescono ad aprire una breccia nelle mura tra Porta Pia e Porta Salaria, entrando nella città. Nello scontro cadono 49 soldati Italiani e 19 Pontifici. Gli Zuavi prigionieri sono concentrati a Piazza Colonna.
Alessandro Ricci, gestore del nuovo caffè Veneziano a Piazza Colonna, trasferisce l'attività al Caffè Nuovo, al pian terreno di Palazzo Ruspoli al Corso.
I fratelli svizzeri Ronzi e Singer prendono in gestione i locali del nuovo Caffè Venziano a Piazza Colonna. Con la nuova gestione il locale affianca anche pasticceria e ristorazione. In una lettera autografa, annunciano alla clientela la loro decisione di “nobilizzare” un negozio già esistente ai numeri 202 e 203 di Via del Corso, angolo di Piazza Colonna: "Onorevolissimo Signore, i sottoscritti negozianti si fanno onorevole merito portare alla cognizione di questa Capitale, Roma, che col giorno 18 ottobre 1870 vanno a nobilizzare su la via del Corso, presso la piazza Colonna ai numeri 202 e 203, un Negozio già da prima esistito, distinguendolo sotto due aspetti: di Pasticceria, cioè, e di Ristorant, nei termini quivi descritti. Al numero 202 emergerà una completa Pasticceria e Confetteria, all’uso d’Italia, Francia e Germania, con ogni assortimento di Paste, Canditi, Frutta, Cartonaggi, Gelati, Liquori e quant’altro può essere inerente a questo ramo, ricevendosi ordinazioni particolari anche di Rinfreschi, Gabarè montati ed altro. Susseguentemente all’attiguo n. 203 farà seguito un nobile Ristorant, per comodo di chiunque, ed a qualsiasi ora, pei pranzi, Buffet, Dejeuners, Caffè, Gelati all’uso Napoli, con isquisita Cucina Romana, Milanese, e Francese, e con molti vini Esteri, e Nazionali, giusta i desideri degli onorevoli Avventori. Anco sotto questo aspetto si accoglieranno ordinazioni d'ogni genere per servigi fuori del Negozio. I sottoscritti si danno fiducia vedersi considerati nell'accesso degli amorevoli Avventori per essere convalidati nella benevola, pubblica soddisfazione".
In seguito al trasferimento della capitale a Roma, lo Stato italiano emana leggi speciali per espropriare conventi e palazzi nobiliari della città pontificia, per adibirsi ad uso dell'amministrazione centrale dello Stato ed adattandorli a sedi istituzionali. Le scelte sono fatte da una commissione tecnica speciale del Genio Civile, sotto la guida dell'ingegnere Flaminio Cappa.:
Il Quirinale, antica residenza estiva pontificia, è scelto come nuovo Palazzo Reale, simboleggiando il passaggio di sovranità dai Pontefici ai Savoia.
Palazzo Madama, da dicastero pontificio si trasforma in sede del Senato del Regno.
Palazzo Montecitorio, dove i suoi tribunali diventano l'aula della Camera dei Deputati.
Il complesso agostiniano di Campo Marzio e la Biblioteca Angelica ospitano il Ministero della Marina.
Il Convento dei SS. Apostoli e la limitrofe Caserma dei Dragoni alla Pilotta accoglie il Ministero della Guerra.
Palazzo Cornaro, dove i locali della Stamperia Camerale sono assegnati al Ministero dell'Agricoltura, Industria e Commercio.
Palazzo Firenze funge da sede per il Ministero di Grazia, Giustizia e Culti, stabilendosi nell'antico rione Campo Marzio.
L'edificio delle Poste pontificie a Piazza Colonna viene adibito a Ministero dell'Istruzione Pubblica.
Palazzo Braschi ospita il Ministero dell'Interno e la Presidenza del Consiglio, beneficiando della vicinanza con le altre sedi di potere.
Il Noviziato dei Gesuiti al Quirinale diventa la sede del Ministero della Real Casa, gestendo l'amministrazione e il protocollo della corte.
Il Convento dei Padri Filippini alla Chiesa Nuova ospita, anche all'interno dell'oratorio del Borromini, i Tribunali civili e penali, le Assise e la Corte d'Appello, centralizzando la funzione giudiziaria della capitale.
Il Convento dei Padri Domenicani alla Minerva, viene inizialmente scelto come sede del Ministero delle Finanze.
In piazza Colonna, alla profondità di met. 0,60 sì scoperse un pezzo di colonna di pavonazzetto, lungo met. 1,00, del diam. di met. 0,30, ed un capitello alto met. 0,49 assai deperito.
Giuseppe Fiorelli.
In piazza Sciarra, alla profondità di met. 0,50 si raccolse un mattone col bollo: R S P OF DOM S I e d'innanzi la chiesa di s. Maria in Via Lata, alla profondità di met. 0,80 fu rinvenuta una statua di marmo bianco, grande al vero, acefala e monca, destinata in una fogna a servire di copertura.
Giuseppe Fiorelli.
Dimostrazioni la sera dell'Attentato al Re Umberto I, in visita a Napoli. La folla si riunisce a Piazza Colonna, al Corso ed al Campidoglio.
Dimostrazioni popolari per il Re Umberto I e la regina Margherita, di ritorno a Roma dopo il viaggio per l'Italia e lo scampato attentato a Napoli.
Grandi folli si radinano lungo il percorso dalla Stazione Termini al Quirinale, Piazza del Popolo e Piazza Colonna, quest'ultima illuminata con luce elettrica.
"L'anfiteatro dell'esedra di Termini, di cui diamo il disegno, al passaggio del real treno, fece un effetto grandioso, imponente. Esso fu progettato dal signor Settimio Giampietri che n' ebbe molte lodi."
La banda musicale delle Guardie Capitoline, appena costituita sotto la direzione del Maestro Alessandro Vessella, esegue il suo primo concerto in Piazza Colonna. In repertorio musiche di autori vari e due composizioni dello stesso Vessella.
La Società Anglo Romana effettua a Piazza Colonna, il primo esperimento di illuminazione pubblica con corrente elettrica. La corrente (monofase a 2000 Volt) proviene dalla Centrale elettrica a vapore realizzata presso le sue Officina a gas a Via dei Cerchi.
Anche a Roma l'elettricità comincia a sostituire il gas nell'illuminazione delle località più centrali.
"Le prime lampade elettriche ad arco voltaico sono state collocate in piazza Monte Citorio e in piazza Colonna. La luce viva e biancastra che esse danno produce de' bellissimi effetti sulla base della colonna Antonina, sul portico di Vejo e sullo scuro e massiccio palazzo Chigi.
Tutta la piazza è molto bene rischiarata, con gran piacere di chi suole andarvi a fare una passeggiata e dei "mercanti di campagna" che hanno l'abitudine di darvisi ritrovo nelle primissime ore di sera.
Le lampade collocate in piazza Colonna sono sormontate da una specie d'ombrello per impedire alla luce di disperdersi in alto. Quei grandi ombrelli sono stati per qualche giorno argomento delle conversazioni dei bighelloni romani: adesso tutti vi hanno assuefatto l'occhio, e l'illuminazione elettrica entrerà presto nelle abitudini della popolazione di Roma, come è già in quella di Milano.
Si sta lavorando per illuminare con lampade simili il Corso, da piazza Colonna a piazza Venezia, e si fanno gli studi per l'illuminazione elettrica della piazza di Termini e di via Nazionale.
Demolizione di Palazzo Piombino. Piazza Colonna estende il confine con la retrostante Piazza delle Rose. La sede del negozio di alta orologeria Hausmann & Co., si trasferisce provvisoriamente a via Bocca di Leone.
La Società Anonima Italiana Omnibus, Tramways e Trasporti, promossa dal comm. Desiderio Baccelli inaugura la tratta che collega piazza Montanara - piazza Mignanelli.
L'anarchico Frattini fa esplode una bomba presso Montecitorio. Vengono ferite sei persone:
"L'avvenimento della settimana è la bomba di Roma. Domenica sera, 18, mentre la piazza Colonna era gremita, scoppiò una bomba sull'angolo tra Montecitorio e il palazzo Chigi, ferendo più o meno gravemente sei persone, fra le quali un coraggioso carabiniere, il Ceccon, che aveva tentato di spegnere la miccia. Se quel carabiniere non avesse fermato la bomba che rotolava pel vicolo verso Piazza Colonna, è certo che le vittime si sarebbero contate a centinaia. "
"Il concerto di piazza Colonna è stato funestato da un fattaccio, come lo chiamano i giornali romani. Se ne parla a lungo nella Rivista politica; qui dirò soltanto che dopo lo scoppio la vastissima farmacia Ottoni, a Montecitorio, aveva l'aspetto di una ambulanza in giorno di battaglia. Parecchi medici erano intenti a dar le prime cure ai feriti che giungevano accompagnati e sorretti da pietosi cittadini. Il doloroso spettacolo destava raccapriccio.
Questo malaugurato incidente toglierà una parte del solito pubblico ai concerti di piazza Colonna dove si va per udir le note dei bombardoni e dei bombardini e non lo scoppio delle bombe. E pensare che questo era l'unico divertimento concesso, nelle serate d'estate, al buon pubblico romano, o, per meglio dire, a quella parte del pubblico romano che non può assentarsi dalla capitale!"
"È un anarchico anche quel tale che la questura di Roma crede abbia lanciato la bomba in Piazza Colonna; secondo le ultime notizie, il dubbio è ormai certezza. Il reo avrebbe confessato: esso si chiama Primo Frattini ed è d'Orvieto. Costui è il vero tipo di quegli spostati che nulla di buono essendo riusciti a fare nel mondo, accusano della loro miseria la Società. Oh! la Société! la Société! esclamava il personaggio di un antico vaudeville francese. Oggi, pur troppo, il vaudeville si è mutato in tragedia!
Primo Frattini ha fatto per breve tempo il soldato ed è stato condannato per insubordinazione; a Orvieto ha avuto un'altra condanna per oltraggio alla forza pubblica. Poi è passato al servizio di una levatrice, da ultimo esercitava la professione del mitingaio e scriveva opuscoli sconclusionati. Privo di qualsivoglia cultura, egli non possedeva che un repertorio di frasi raccolte nelle riunioni dei socialisti e degli anarchici. I suoi correligionari lo rinnegano e dicono di non averlo mai conosciuto, il che pare poco verosimile, trattandosi di un uomo che prendeva la parola in tutte le occasioni solenni.
Comunque sia, bisogna lasciare ai magistrati la cura di scoprire la verità. Intanto però qualche giornale incomincia a sostenere che il Frattini non ha mai avuto la testa a segno. E se l'autorità giudiziaria, come spesso avviene, indugerà un anno o sei mesi a fare il dibattimento, gli avvocati dimostreranno che l'accusato non è che un povero pazzo, e che la Società matrigna ha torto di volerlo tener responsabile delle sue azioni. Il carabiniere Cecon è ancora all'ospedale, ma sta meglio e potrà fra qualche tempo riprendere il suo servizio. Gli daranno probabilmente la medaglia al valor militare. Un giornale della capitale, dopo aver riferito questa notizia, aggiunge che il carabiniere Cecon è nato colla camicia! Sta a vedere che si dovrà dare la medaglia al Frattini, anziché al carabiniere."
Demolizioni a Piazza Colonna. Concorso accademico pel nuovo Palazzo del Parlamento da realizzarsi al loro posto:
"Mi chiedete notizie del Concorso pel nuovo Palazzo del Parlamento? La commissione chiamata a giudicare i progetti presentati da una cinquantina di concorrenti non ha ancora pronunziato la sua sentenza; anzi ha appena incominciato l'esame dei disegni esposti. La maggior parte dei quali, per verità, sarebbe più adatta a un mercato, a un edifizio per qualche fiera enologica, che non ad un palazzo legislativo. Abbondano le cupole, i lucernari, i campanili, e non manca perfino qualche imitazione della torre Eiffel. Si dice il peccato, ma non il nome del peccatore, epperciò lascio anch'io volentieri nella penna i nomi degli architetti che intervennero a questa gara. Noto la cura speciale del maggior numero di essi per riscaldare o rinfrescare, secondo le stagioni, i nostri onorevoli, e noto pure gli sforzi che quasi tutti hanno fatto per collocare la buvette in luogo comodo e facilmente accessibile, il che assicura i destini della patria.
Questo concorso, come sapete, è puramente accademico, giacchè per ora col vento che tira, non c'è alcuna probabilità che si edifichi un nuovo palazzo pel Parlamento. Qualcuno ha detto che i sullodati architetti hanno fatto dei castelli in Ispagna, la qual cosa è conforme al vero. Non era però un castello in Ispagna il palazzo Piombino che il municipio di Roma ha fatto demolire in piazza Colonna.
Ormai di quel goffo e pesante casamento non rimane più traccia; l'area è sgombra e l'aspetto della Colonna Antonina ci guadagna esteticamente un tanto. Ma è chiaro che ora converrà sistemare la piazza. Che cosa sorgerà in luogo del palazzo Piombino? I Francesi hanno un giuoco di società, nel quale si domanda: qu'y mettra-t-on? Ciascuno ci mette quello che vuole e così accade appunto per la sistemazione della piazza Colonna. Chi ci vorrebbe mettere un giardino, chi una fontana monumentale, chi magari una galleria come quella di Milano con annessi baritoni e ballerini a spasso. Le proposte si moltiplicano, e, vista l'incontentabilità umana, sarebbe forse il caso di ricordare il famoso sonetto del Porta sulla manna degli Ebrei. Io, se fossi Domeneddio, non so davvero che cosa metterei in piazza Colonna; forse ci starebbe bene la statua equestre del Sindaco che ha ordinato la demolizione del palazzo Piombino senza darsi pensiero del modo di riempire il vuoto. E vero che nella capitale, quando si tratta di cose municipali, tutto si concentra nel vuoto!
Ed è anche vero che la Roma centrale è stata purtroppo dimenticata fin qui. Ciò che doveva farsi fin dal principio lo si fa ora che le finanze municipali sono esauste. L'area scoperta non dovrà certo rimanere così, ma se una mente pratica avesse regolato fin dal principio il colossale movimento edilizio, l'abbellimento che si voleva dare alla capitale del regno, più che spendere milioni, per esempio, nella passeggiata de' Parioli o in quella del Gianicolo ove non si vede anima viva, si avrebbe a quest'ora e già terminato qualche cosa di più utile e di più decoroso nel centro.
Basta dare uno sguardo alle altre città che han progredito per capire che han cominciato per abbellire e rendere più comoda la parte dove ferve la vita cittadina. Chi concepì l'ingrandimento di Parigi, tanto per dare un esempio, partiva certo da questo concetto. Tutti i gran boulevards con l'ultimo venuto, l'avenue de l'Opéra, sono grandi arterie del cuore parigino, da dove il moto e la vita si spande fino alle piazze di Neuilly e di Montmartre.
A Roma invece per colpa degli antichi, perdonabili perchè non avevano piani regolatori, e per colpa riconosciuta dei moderni, abbiamo invece tutto il contrario.
San Pietro, la più bella piazza del mondo, il Popolo, Santa Maria Maggiore, il Laterano stanno tutti fuori di mano; per vederli occorre traversare strette ed indecenti strade. Piazza Vittorio Emanuele abbellita ora da un giardino veramente bello, l'Indipendenza, la Via Veneto, la più grande delle nuove strade, opere tutte dei moderni, sono anche esse fuori di mano e lontane qualche chilometro dal centro. Cosicchè il cuore di Roma tanto per le opere antiche come per le moderne è rimasto quello ch'era, cioè a dire stretto e meschino, senza nessuno di quei tagli, di quelle aperture grandiose che classificano ora le grandi città.
San Marcello, San Carlo al Corso, il largo Sciarra sono, figuratevi! chiamati piazze, e non rappresentano in paragone nemmeno la metà d'un boulevard, d'una avenue, d'un Corso, d'una street o strasse qualunque.
Or dunque non c'è che da rallegrarsi, come vi dicevo, se il palazzo Piombino è stato atterrato. In arte non rappresentava un bel nulla. Le guide stesse, compresa la Treves-Bolaffio arricchita ora di tutte le novità degli ultimi anni, non lo nominavano. Dunque parce sepulto! Lo slargamento iniziato coll'edificio Bocconi e Marignoli, elegante architettura del Podesti, è sperabile oramai che segua fino alla così detta Piazza Sciarra. Solo allora il vero centro di Roma incomincerà a respirare. Per l'area libera vi ho già detto che i progetti non mancano.
L'amico Fanfulla vorrebbe di quell'area a mille e duecento lire al metro farne un giardinetto per le balie e per gli oziosi che volessero fumare la pipa al sole.
Un altro progetto che ho veduto in lavorazione assomiglia a questo, ma è più monumentale e forse di non disprezzabile effetto. In esso è ripetuta nell'area Piombino un'altra piazza Colonna, compresa anche un'altra colonna dedicata con i suoi bassorilievi alle battaglie del risorgimento italico. La galleria verrebbe nel fondo, prospicente il palazzo Weghedin. Ne sentiremo delle belle come a Firenze per la celebre questione tricuspidale. Intanto, con non poca fatica per provvedermene, vi do i tre progetti che esistono.
Quello dell'ingegnere Mazzanti (neo-consigliere) fu il primo e stabilì, con molta praticità, l'ufficio al quale deve servire ciò che può erigersi su quell'area.
Seguirono il Piacentini ed il De Mauro erigendo anch'essi edifizi al medesimo scopo. Sicchè può dirsi che dalle persone tecniche come dalla cittadinanza si riconosce l'area Piombino come il solo punto per dotare la città d'una galleria o foro — chiamateli come volete, — ossia d'un punto di ritrovo coperto mancante fino ad ora.
Riportando un piccolo schizzo dei tre progetti non è mia idea farvi l'elogio e la critica di alcuno. Saremo in tempo quando saranno aumentati i progetti, o quando l'onorevole Calcedonio Inghilleri, tolta la pesante ed inutile inchiesta, permetterà ai nuovi venuti di filar dritto fino alla fine sugli abbellimenti ed i miglioramenti della città.
Festa del plebiscito:
"A Roma subito dopo il XX settembre si festeggia il 2 ottobre, anniversario del plebiscito, e la seconda festa non è meno importante della prima. La premiazione delle scuole municipali fu quest'anno eseguita nella serra del Palazzo dell'Esposizione perchè il tempo rovinava spesso la funzione maestosa che si faceva nella Piazza del Campidoglio; bandiere dappertutto, musiche in più piazze ed illuminazione straordinaria del corso.
È stabilito poi che in codesta sera abbia termine la musica a Piazza Colonna — quella musica serale ch'è stata il sollievo e la disperazione di tutte le signorine e di tutte le mamme nelle serate calde dell'estate. Immaginate perciò l'affluenza delle belle frequentatrici, i nascosti rimpianti delle popole, i velati dispiaceri dei painetti innamorati.
Da uno studio profondo sulla Piazza Colonna d'estate, ne verrebbero fuori macchiette e bozzetti interessanti...
Ipsilonne."
In occasione del carnevale, sullo spiazzo dove sorgeva il Palazzo Piombino a Piazza Colonna, viene installato il "Padiglione dell'allegria".
Tumulti al Pantheon: pellegrini francesi oltraggiano la tomba del Re, Roma insorge in un plebiscito patriottico.
"Molti gruppi di pellegrini si recavano a visitare il Pantheon. Naturalmente, si soffermavavo davanti alla tomba del Gran Re. E parecchi, specie spagunoli e ungheresi, scrissero il loro nome sul registro dei visitatori. Tutto era proceduto con ordine sino al mezzogiorno. A quell'ora, il veterano di guardia alla tomba reale s'accorse che tre individui appartenenti al gruppo di pellegrini francesì avevano scritto sul registro Vive le pape! Indignato, disse: “Chi ha scritto qui Vive le pape? si facci: conoscere. Nessuno si fece avanti: ma alcuni, in tono di protesta, mormorano parole poco confacenti al sacro recinto. Esasperati, i pochi cittadini presenti, rintuzzarono le parole offensive.
Sopraggiunsero due carabinieri ai quali il veterano denunciò la cosa. I carabinieri cercarono di scoprire i tre male inspirati, ma invano. Intanto, molti altri pellegrini e altri cittadini erano sopravvenuti, e a un certo punto, quando i carabinieri mostravansi decisi a condorre alla sezione due pellegrini che più davano sospetto d'essere i colpevoli, i loro compagni si diedero a gridare: Liberté, liberté liberté, s'il vous plait; à l'ambassade, à l'ambassade! I cittadini allora reagirono gridando: In questura, in questura, alle Carceri nuove!
Fu in questo momento cle sopraggiunsero due guardie municipali e due di questura con un funzionario di pubblica sicurezza. A questi, uno dei pellegrini più sospettati, un giovinetto smilzo, biondo, pallido, si rese confesso. I carabinieri lo presero in mezzo e lo trassero fuori dal Pantheon. Nello stesso tempo, si arrestava pure l'altro suo complice; e il terzo; — tutti tre francesi.
Giunti che furono gli arrestati sulla piazza, dalla folla che nel frattempo si era adunata in piazza, parti una fischiata assordante, e alcuni popolani non seppero tenersi dall’infliggere una lezione a pugni agli arrestati, mentre erano fatti salire in botte. Le carrozze volarono via verso la sezione di Monterone, in mezzo ai fischi della folla sempre crescente. Il peggio fu che alcuni dei pellegrini si permisero di censurare gli arresti, e di proferire ingiurie contro il nostro paese, e contro il Re. Il popolo fu loro addosso; e se taluni poterono sottrarsi colla fuga, altri ne presero quante ne hanno potuto sopportare. Il popolo era indignatissimo e da tutti si gridava: Come? noi li rispettiamo, ed essi ce’ insultano?
Per tutta Roma, si produsse un'agitazione straordinaria. Si organizzò, in un lampo, una dimostrazione solenne, con bandiere. Si gridò a più riprese “ Viva l'Italia, Viva il Re!, davanti agli alberghi che ricettavano pellegrini. All'albergo Milano, carabinieri e guardie impedirono a stento che i cittadini , esasperati, entrassero! Per salvarsi, i Pellegrini si rifugiavano entro le porte delle case. In Piazza Colonua, passava un omnibus carico di pellegrini: la folla lo accolse a fischiate; lo inseguì; e voleva prenderlo d'assalto; ma ne fa impedita dalle guardie.
Il Pantheon, che, intanto, era stato chiuso, alle 3 e mezzo fu riaperto al pubblico. Una folla enorme di cittadini di ogni classe, si recò alla tomba di Vittorio Emanuele; molte associazioni vi trassero con bandiere, e alcune di queste vennero legate ai cancelli del tempio. Mille e mille firme, anche di stranieri, fra cui fransi, coprirono i registri all'uopo aperti nel Pantheon.
Fu un plebiscito imponente , che si ripetò la sera, in piazza Colonna, dove si fecero falò dei giornali clericali. A Firenze, Torino, Napoli, Palermo, Genova, Brescia, e in altre città, si fecero dimostrazioni patriotiche. I pellegrini dovettero tutti ripartire da Roma."
Dimostrazioni di protesta per le stragi d'Aiguesmortes:
"Gli assembramenti cominciano in piazza Colonna. Una colonna di dimostrauti sta per infilare la via del Tritone, ma trova un cordone di guardie e di carabinieri, che si opponene al passaggio: i dimostranti sforzarono il cordone, e avanzano con una bandiera calata loro da una finestra, verso il palazzo Rospigliosi, sede dell'ambasciatore francese presso il Vaticano, penetrano nel cortile ma vengono fermati dai carabinieri e dalle guardie.
Da palazzo Rospigliosi, il gruppo s'ingrossa e scende per via Nazionale, ottenendo dal palazzo Odescalchi una bandiera tedesca, e intanto un altro gruppo, al suono dell'inno di Garibaldi, va per fare una dimostrazione ostile davanti al palazzo Farnese, dove risiede l'ambasciatore della repubblica francese.
Questo secondo gruppo diviene subito legione. Fornendosi per via di pietre e sventolando cinque bandiere avute lì per lì, i dimostranti muovono per via del Mascherone che sbocca in piazza Farnese, ma trovano la via sbarrata dai carabinieri e dai soldati. I dimostranti allora si concentrano, e, con impeto, si scagliano contro il cordone militare e irrompono in piazza Farnese, e coi soliti fischi e grida, cominciano a prender di mira coi sassi le finestre del palazzo dell'ambasciatore.
Sotto la gragnuola dei sassi, scrosciano i vetri. È una devastazione completa, cui si vorrebbe dare una coda, atterrando il portone del palazzo, e bruciandolo. Già, con un trave, sette dimostranti si servono come di una catapulta per sfondare la porta. Già si grida: Petrolio Petrolio! Ma smettono vedendo avanzarsi finalmente un rinforzo di carabinieri e di bersaglieri.
Auche in Campo dei Fiori, dove sorge il monumento a Giordano Bruno, gran folla: tumultava, e cercava di irrompere anch'essa; ma non riuscì a sfondare i cordoni militari.
Dimostrazioni ostili furono fatte anche dinanzi al Collegio francese in via Santa Chiara e ad altri edifici francesi.
In via del Mascherone, si fece persino un tentativo di barricate, com'è ricordato nel nostro disegno."
Su proposta dell'Istituto Germanico, viene realizzata un impalcatura lignea accanto alla Colonna Antonina, per permettere la realizzazione di nuovi rilievi e procedere al restauro delle parti danneggiate del monumento.
In piazza Colonna, nel risarcire una fogna presso la fontana, si è trovato, a m. 3 sotto il piano stradale, un frammento di lapide sepolcrale, alto m. 0,30 X 0,35, che conserva i nomi: LET ...Q VALERIVS EROS LIB...
Giuseppe Gatti.
Eseguito un piccolo scavo di fianco alla colonna Antonina fino al piano antico del basamento, che trovasi a m. 3,60 sotto il livello della piazza attuale, si sono rinvenuti, fra la terra di scarico, alcuni piccoli frammenti di marmi scolpiti, fra i quali è degno di ricordo un pezzo di lastrone, alto m. 0,41, largo m. 0,62, su cui sono rappresentati a rilievo tre fasci consolari. Ne manca la parte superiore; e di un quarto simile fascio rimane un avanzo sul margine sinistro della pietra.
Sono stati pure recuperati i seguenti resti epigrafici: a) frammento di titolo sepolcrale, di m. 0,28 X 0,30: D M | CALPVRNIO... | QVI VIXIT ANN ... | ET CALPVRNIA ... | QVAE VIX ANN ... | ...IS D.... Le lettere sono tutte scarpellate, ad eccezione della M nel v. 1, e D nell'ultimo; b) altro simile, di m. 0,20 X 0,17: D .... | FLAV... | CHI...; c) frammento di lastrone, di m. 0,387 X 0,18, con resto d'iscrizione crisiana: ... RIAE M... | ... MAE C ... | ... ANNIS ... La M in fine del v. 1 è rescritta sopra una N abrasa; d) altro frammento d'iscrizione cristiana (m. 0,19 X 0,28): VS | ...IIMATRI...; e) altro simile frammento, di m. 0,26 Xx 0,12: ... IN PACE ...; f) frammento di grossa lastra di marmo bigio, di m. 0,42 X 0,20: aDEODAt...
Giuseppe Gatti.
Nel portico di Palazzo Wedekin apre il Caffè Sommariva.
Feteggiamenti per il Cinquantenario dello Statuto. "Alla mattina, grande rivista al Macao. Alle 14, sfilano le berline di gala colle rappresentanze del Senato e della Camera: vanno al Campidoglio, dove la festa toccherà l'apice della solennità. Grandi orifiamme sventolano in piazza del Quirinale a pennoni che portan gli stemmi delle città italiane e corone d'alloro. La gradinata della chiesa di Ara Coli nereggia d'una folla compatta che, all'apparie dei Sovrani, lancia all'aria un evviva fragoroso.
Nella sala del Campidoglio, un'altra scena. Tutto intorno, pendono le bandiere regalate dai municipii italiani per la liberazione di Roma. Il trono è eretto all'ombra del gonfalone rosso e arancio della città eterna. Folla di senatori, di deputati e di trecento sindaci. Fra gli abiti neri brillano le uniformi militari, ma, caso strano, non vi sono signore.
Il ritorno dei Sovrani al Quirinale fu un'altra scena. Le associazioni popolari erano là, ad attendere i Reali. Le loro cento venti bandiere s'agitavano in festa. Immense le ovazioni ai Sovrani, che comparvero al balcone; il Re, austero, agitando l'elmo, la Regina; sorridente, agitando il fazzoletto bianco.
Alla sera, illuminazione fantastica con quelle grandi palme laminose in Piazza Colonna col Colosseo e col Foro Romano illuminati a bengala."
Nello sterro per la costruzione della nuova fogna dalla via del Tritone a quella del Campo Marzio, presso l'angolo del magazzino Bocconi è stato scoperto, alla profondità di m. 6,50 dal piano stradale, un tratto di antica strada a grandi poligoni di selce; ed in piazza Colonna, dirimpetto all'angolo del palazzo Chigi, è riapparso un simile tratto di pavimento stradale, il quale trovasi a livello più alto, cioè a m. 5,50 sotto il piano della piazza.
In quest'ultimo luogo si è rinvenuto un pezzo di condottura in piombo, che doveva traversare obliquamente la via Flaminia, dirigendosi verso sud-est. Questo pezzo di tubo aquario, che ha il maggiore diametro di m. 0,08 ed è lungo m. 0,50 porta a belle lettere rilevate l'iscrizione: I PHOEBIANI TRIB CHO PR VIG cioè: . Mancano il prenome e il gentilizio del tribuno, che ebbe la cura di sovrainten- dere alla condottura la quale doveva portar l'acqua alla stazione della prima coorte dei vigili.
Questa, com'è noto, era nelle vicinanze dell'odierna via di S. Marcello, e trovavasi sul confine fra la settima e la nona regione. La direzione, che aveva la fistola plumbea ora scoperta, è appunto verso quella parte e conferma l'ubicazione della predetta stazione. È conosciuto un altro simile tubo aquario, col nome di Ti. Claudio Juventino centurione della prima coorte dei vigili (C. I. L. XV, 7245), ma ne è ignota la provenienza.
Frà la terra rimossa nei predetti lavori si è recuperato: un rocchio di colonna di africano, lungo un metro, col diametro di m. 0,47; un piccolo frammento di ca| pitello ed un pezzo di cornice intagliata, in marmo; due pezzi di mattoni coi bolli del secondo secolo, (C. I. L. XV, nn. 373 e 1298) ed i frammenti d'iscrioni sepolerali incise su lastre di marmo.
Giuseppe Gatti.
In piazza Colonna, continuandosi i lavori per la nuova fogna, alla profondità di m. 5,60 dal piano stradale, è tornato in luce un frammento di lastrone marmoreo, alto m. 0,85, su cui è scolpita in altorilievo una figura di donna, con tunica annodata sui fianchi, che tiene il braccio destro piegato sul petto e la mano sinistra appoggiata alla guancia. Manca la parte inferiore, dalle coscie ai piedi: la scultura è di mediocre fattura, e danneggiata. Ivi stesso è stato raccolto, fra terra di scarico, un frammento marmoreo di coperchio di sarcofago, nella grossezza del quale è scritto: LIA FLORA C A DVLCISSIMO FEC
Giuseppe Gatti.
Apre un nuovo punto vendita dei Biscotti Gentilini a via Volturno 14 e piazza Colonna 362.
Il Presidente della repubblica francese Émile Loubet, arriva in visita a Roma accompagnato dal ministro degli Esteri Delcassé. Viene accolto al Quirinale da re Vittorio Emanuele III di Savoia. Per l'occasione, nell sito del demolito Palazzo Piombino viene realizzato un giardino posticcio.
Alla fine del comizio all'Orto Agricola della mattina, in memoria dell'anarchico Francisco Ferrer Guardia, due o tremila operai catando l'Internazionale percorsero via Torre Argentina, in Piazza della Rotonda e vennero disciolti da varie squadre di guardie, le quali arrestarono alcuni dimostranti. Un gruppo numeroso di giovani tentò giungere a Piazza di Spagna, ma nelle vicinanze dell'Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede fu disperso. Il pomeriggio trascorse senza gravi incidenti. Attratti dalla curiosità, molti cittadini si fermarono a lungo i Piazza Colonna. Avanti il portone di Palazzo Ferraioli, nel cui cortile era il quartier generale della truppa, rimasero ore ed ore numerose persone. Allorquando il Commissario di Pubblica Sicurezza di Trevi, Cav. Ferrari, riteneva necessario sciogliere l'assembramento, le guardie e i carabinieri caricavano la folla. Sul momento riuscivano a sbandarla, ma poi il gruppo dei curiosi si formava di nuovo, e gli agenti eseguivano nuove evoluzioni. Sono durati i piccoli tafferugli specialmente in Piazza Colonna fin quasi le 10 di sera. Poi a calma si è ristabilita intera dappertutto. Sono però rimasti chiusi tutti i teatri, tutti i cinematografi, tutti i ritrovi di pubblici.
La AATM inaugura la linea III da piazza Colonna a piazza Santa Croce in Gerusalemme.
Inaugurazione del Teatro Frattini, padiglione provvisorio realizzato per l'Esposizione Universale, a coprire il vuoto lasciato dalle demolizioni accanto a Piazza COlonna. All'interno si svolgono proiezioni cinematografiche alternate a spettacoli di varietà.
La AATM inaugura la II linea, da piazza Colonna alla stazione Termini (piazza dei Cinquecento).
La AATM inaugura la linea I da piazza Colonna a piazza della Regina.
Nuove demolizioni per la costruzione della Galleria Colonna. Scompare il Palazzo Lanci Bonaccorsi e l'Hotel Central.
Inaugurazione della Galleria di Piazza Colonna.
Durante la prima riunione del Gran Consiglio del fascismo, allo scopo di trasformare le squadre d'azione in un vero e proprio corpo di forza armata, istituiscono la Milizia volontaria per la sicurezza nazionale: "La Camera si è riaperta senza presentare l'imponente aspetto delle altre riprese parlament.iri. Ma in Piazza Montecitot c'è stato però molto movimento non essendo mancata una nota esterna, di viva curiosità. Il solenne debutto, cioè, della Milizia per la sicurezza nazionale. I militi, in tenuta grigio-verde all'alpina e camicia nera, armati di moschetto, formavano col loro schieramento un reticolato che andava dall'estremo limite di Piazza Montecitorio al centro di Piazza Colonna. La folla, ammassata dietro i cordoni. ha seguito con fervoroso interesse tutti i movimenti della caratteristica milizia, sottolineando il passaggio attraverso lo sbarramento dei deputati più noti. Quando fu annunciato l'arrivo del Duce, con tre squilli di tromba, la coorte fascista presentò le armi e gli ufficiali comandanti di plotone salutarono, romanamente, alzando il braccio, mentre la banda intonava con festosità il canto Giovinezza, giovinezza. La prima giornata della ripresa parlamentare si è aperta coll'annuncio del fidanzamento di S. A. R. la principessa Jolanda. Tutti i deputati si sono alzati ad applaudire meno l'unico socialista presente : l'on. Bellotti (gli altri socialisti entrarono alla spiccialata appena finita la manifestazione dinastica). Dopo, Mussolini ha pronunciato un breve discorso metttendo in rilievo lo spirito con cui l'Italia aderisce alla limitazione degli armamenti: e la discussione si chiuse con l'approvazione delle convenzioni stipulate a Washington. All'uscita il Capo del Governo ha passato in rivista le squadre della Milizia Nazionale fra l'entusiasmo della folla ch'era rimasta fuori in attesa."
Cessano i concerti della Banda delle Guardie Capitoline a Piazza Colonna.
Umberto Nobile accolto in trionfo a Roma dopo la trasvolata polare:
"Veramente solenne è stato il ricevimento alla stazione da parte del Ministero dell’Aeronauti e del Governatore di Roma e coll'intervento delle maggiori autorità della capitale.
L'imponente corteo, a capo del quale è l'automobile col generale Nobile e alcune autorità, si snoda attraverso le vie della città affollate da un pubblico plaudente, ac mante, commosso. Una pioggia di fiori cade dall'alto; lo spettacolo è meraviglioso, surge alla grandezza dell’apoteosi.
Si compone il corteo, che tra gli evviva del popolo plaudente e commosso, per; via Nazionale, Piazza Venezia — dove sosta brevemente per un tacito e devoto saluto al Milite ignoto e dopo aver attraversato Corso Umberto, giunge a palazzo Chigi.
Piazza Colonna è gremitissima. L'incontro fra l'on. Mussoli e il generale Nobile, alla presenza di tutti i sottosegretari di Stato, è veramente commovente. Quando il Duce, insieme col Nobile e i suoi cinque compagni, appare al balcone d'angolo di Palazzo Chigi, un immenso clamore si leva dalla folla.
L'on. Mussolini, con un forte discorso, saluta i vincitori del mistero e del rischio, rievocando le ore di trepidazione quando la lio, pregio ed orgoglio d'Italia, per due giorni tacque. «Roma fu triste è parve che un velo di malinconia avvolgesse gli uomini e le cose: ma quando Roma seppe che avevate attitito la mèta fu uno di gioia. Dio vi aveva assistito»
L'on. Mussolini, appare commosso e, dopo avere stretto calorosamente la mano all’ Eroe del Polo, lo abbraccia e lo bacia tra un irrefrenabile impeto di applausi."
Il Caffè Cillario viene fatto sgombrare dai locali a Palazzo Chigi.
A Piazza colonna si svolge le Celebrazione per il X Anniversario dei Fasci di Combattimento. Il segretario del partito fascista Turati tiene un'orazione dal terrazzo del Sindacato della Stampa.
Gli aviatori americani Williams e Yancey, sull'aereo Pathfinder atterrano all'aereoporto romano del Littorio a sera, dopo aver compiuto la traversata dell'Atlantico in 31 ore, partendo l'8 luiglio dal campo di Old Orchard e atterrando il giorno successivo ad Alberica, nella Spagna settentrionale. Il giorno dopo, dopo essere stati ricevuti e complimentati dal Capo del Governo e dal Pontefice in Vaticano, gli Aviatori americani sono festeggiati ufficialmente in Campidoglio e acclamati dal Popolo a piazza Colonna: "Il Governatore, dalla terrazza del Circolo della Stampa, porge, con un nobile discorso, il saluto della Città Eterna agli intrepidi aviatori."
Una folla immensa in piazza Colonna festeggia gli aviatori Williams e Yancey. Sulla balaustra di Palazzo Wedekind vengono esposte le bandiere italiana e americana.
Italo Balbo e gli aviatori della Crociera aerea transatlantica Italia-Brasile, giungono a Roma per celebrare l'impresa. Solenne ricevimento in Campidoglio, dove il Governatore di Roma consegna a Balbo la pergamena che lo consacra cittadino dell'Urbe. Ricevimenti a palazzo Venezia alla presenza del Duce Mussolini, al Palazzo Littorio (Vidoni) e nel Circolo della Stampa, dove il gruppo viene acclamato dai romani stipati in Piazza Colonna.
I trasvolatori atlantici della Crociera aerea del Decennale (Italia-America del Nord) guidati da Italo Balbo, giungono a Roma per essere acclamati. Dopo un udienza reale al Quirinale, svilano lungo via dell'Impero e sotto l'Arco di Costantino, fino allo Stadio Palatino, dove sono premiati dal Duce Mussolini. Rinfresco al palazzo del Littorio. A sera, affaccati dal Palazzo Wedekind vengono acclamati dal Popolo romano.
Discorso alla Camera del Duce Mussolini, contro la politica sanzionista: "Non v’è assedio che possa piegarci, né coalizione, per quanto numerosa, che possa illudersi di distoglierci dalle nostre mete." Il discorso è trasmesso in diretta a piazza Colonna, dove si è raccolta una grande folla.
La Galleria di Roma si trasferisce da Via Veneto a Palazzo Wedekind. Il governatore Giuseppe Bottai visita la prima mostra, Omaggio a sedici artisti italiani (fra gli altri, Boccioni, Carrà, Modigliani, Casorati, de Chirico , Morandi, Ferrazzi, Martini, Severini, Sironi). Dario Sabatello è il nuovo direttore.
La Galleria di Roma si trasferisce da Palazzo Wedekind al Teatro delle Arti, all'interno del Palazzo della Confederazione Professionisti e Artisti. Nella prima mostra espongono Renato Guttuso, Virgilio Guzzi, Luigi Montanarini, Orfeo Tamburi, Alberto Ziveri e Pericle Fazzini.
In piazza Colonna, alla base della colonna di Marco Aurelio, viene installata una grande carta geografica dell'impero a cura del Ministero della Cultura Popolare. Dovrà servire per mostrare le vittorie e le avanzate delle forze dell'Asse.
Violenti scontri a Piazza Colonna, durante il comizio conclusivo della campagna elettorale del MSI.
Il Caffè Ronzi e Singer a piazza Colonna cessa l'attività.
Inaugurazione della rinnovata Galleria di Piazza Colonna dedicata ad Alberto Sordi.
Monumenti
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Galleria di Piazza Colonna
1914 palazzi
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Padiglioni di Piazza Colonna
1891 apparati effimeri
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Palazzo Wedekind
1838 palazzi
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Fontana di palazzo Chigi
1741 fontane
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Oratorio dell'Arciconfraternita dei Santi Bartolomeo ed Alessandro dei Bergamaschi
1733 oratori
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Collegio Cerasoli
1729 scuole
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Santi Bartolomeo ed Alessandro dei Bergamaschi
1728 chiese
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Palazzo Del Bufalo Ferrajoli
1626 palazzi-corte
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San Paolo della Colonna
1596 chiese
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Palazzo Giustini Spada Piombino
1594 palazzi
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Palazzo Chigi Aldobrandini
1580 palazzi-corte
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Fontana di Portasanta a piazza Colonna
1576 fontane
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Festeggiamenti del Carnevale
1466 apparati effimeri
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Colonna di Marco Aurelio
180 archeologia
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Palazzo Lanci Bonaccorsi
palazzi
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Ninfeo di Cerere a palazzo Del Bufalo Niccolini Ferrajoli
fontane
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Hotel Central
palazzi
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Madonna col bambino su Palazzo Chigi
edicole sacre