Storia
CronologiaCaio Giulio Cesare viene assassinato nella Curia di Pompeo, a seguito di una congiura guidata da «Gaio Cassio, Marco e Decimo Bruto.
Raffaele Sonzogno, direttore del giornale la Capitale, viene ucciso con tredici coltellate mentre si trovava in redazione a via dei Cesarini (attuale largo di torre argentina). L'assassino viene subito identificato come Pio Frezza, detto lo Spaghetto per la sua magrezza, un piccolo delinquente trasteverino.
Il Consiglio Comunale adotta il Piano regolatore redatto dall'ing. Viviani, sostanzialmente identico a quello del 1873 con alcune modifiche.
Vengono redatti i piani esecutivi, da sottoporre all'approvazione governativa per una serie di opere pubbliche considerate assolutamente necessarie, da realizzarsi con il concorso finanziario dello Stato: Palazzo di Giustizia in Prati; Palazzo dell'Accademia delle Scienze; Piazza d’Armi; Caserme in viale delle Milizie (due reggimenti di fanteria) e a Castro Pretorio (reggimento di artiglieria), nuovo Ospedale Militare al Celio; Ministero della Guerra in via XX Settembre; Palazzo delle Belle Arti in via Nazionale; Policlinico (inizialmente previsto dal Comune a Porta Maggiore, ma mai realizzato in quella sede)
Vengono inoltre pianificati: Traforo Umberto I (per collegare piazza di Spagna a via Nazionale); Stazione ferroviaria a Trastevere (più a nord, all'interno delle mura di come venne poi realizzata); Magazzini Generali sulla via Ostiense; Mattatoio a Testaccio; nuovi ponti sul Tevere.
Le principali opere urbanistiche sono: trasformazione dell'area tra la stazione Termini e via Nazionale come nuovo ingresso monumentale (con la realizzazione della fontana delle Naiadi e dell'emiciclo porticato di piazza Esedra); una serie di opere “per la riforma della fognatura della città e per il risanamento del sottosuolo”.
Definiti vari allargamenti: piazza Venezia e piazza di Trevi; via del Corso (parzialmente su Piazza Colonna); via di Monserrato; da Via dei Giubonari a ponte Sisto (non realizzato); Via dei Delfini - Tribuna Campitelli; Piazza Montanara fino a Piazza Campitelli (per liberare la visuale sul Teatro di Marcello).
Definite nuove strade di collegamento: prosecuzione della via Nazionale fino a Ponte Sant'Angelo (con larghezza di 20 metri); Via del Tritone (Piazza Barberini Corso); via Zanardelli (Piazza Navona Prati); Via Arenula Largo Argentina (Via Nazionale Trastevere); Piazza Venezia Fori Colosseo; via Cavour e via Giovanni Lanza (per collgeare il nuovo quartiere Esquilino);
Risanamento igienico-sanitario delle aree insalubri e la destinazione a verde pubblico di oltre 200 ettari (sistemazione del Colle Oppio e Gianicolo); ampliamento di Testaccio; edificazione di una parte di Trastevere (nei pressi di piazza San Cosimato), Colle Aventino e Celio; completo rinnovamento urbano del Ghetto (con demolizioni, rialzamento del suolo e nuove abitazioni).
Viene inoltre programmata la realizzazione di un nuovo quartiere a maglia ortogonale fuori Porta del Popolo: il Flaminio, “di estensione di circa 18 ettari e che potrebbe contenere 9mila abitanti”, con una monumentale strada circondata da parchi che portava da Porta del Popolo a Ponte Milvio, poi lambiva i Parioli e giungeva fino all'Acqua Acetosa, la Passeggiata Flaminia.
Il Principe Boncompagni di Venosa dona un blocco di granito egizio rosa, un tempo base dell'obelisco Sallustiano, al comune di Roma, intenzionato ad innalzare a Piazza Strozzi l'obelisco appena scoperto presso il Convento della Minerva dall'Archeologo Lanciani.
Demolendosi la casa Ferretti, sull'angolo di via Nazionale (già Cesarini) con la piazza delle Stimmate, sono stati ritrovati avanzi di un grande fabbricato, con pareti grosse oltre un metro, di buona e di mediocre cortina. I tegoloni portano i bolli: CN DOMITIVS TFLAVI EVS ARIGNOTVS F.
Nello scavo assai profondo, ma per mala sorte assai angusto, che si eseguisce per la fognatura del nuovo tronco di via Nazionale, fra le chiese del Gesù e di S. Andrea della Valle, si incominciano a scoprire avanzi dei grandi edifizì pubblici del campo Marzio, di quelli cioè che confinavano col Circo Flaminio e coi Portici Pompeiani.
Queste incerte vestigie, scoperte piuttosto per eccitare che non per soddisfare la curiosità degli studiosi, si presentano costruite a bugna di tufi o di peperini , con cornicioni di travertino, e sono esattamente orientate con l'asse di via Cesarini, o meglio con l'asse degli edifici Pompeiani.
A meno che non si ritrovi qualche brano di iscrizione monumentale, non stimo possibile giudicare della loro pertinenza. Nel sito già occupato dal palazzo Marini, si è trovato un muro costruito con i frantumi di una o più statue colossali. Vi è una testa di squisita fattura, di giovinetto imberbe con capelli corti e ricciuti.
A partire dalla piazza del Gesù fino all'angolo di via de' Ginnasi, si è scoperto (sotto la linea di prospetto delle case abbattute, Colonna, Marini, Ferretti etc.) un muraglione rettilineo, costruito con massi enormi di peperino, la grossezza del quale non è ancora determinata.
A piedi del muraglione v' è un pavimento di travertino, formato con lastre, grosse in media mezzo metro, lunghe m. 1,80, larghe m. 1,00, e solcato da canali di scolo per le acque piovane. Sembra il pavimento di un portico: ma ni'l sito, nel quale avremmo dovuto ritrovare le basi delle colonne, si è trovato invece un muro di tarda costruzione, grosso m. 0,80. La larghezza del portico, o più esattamente del pavimento di travertini, è di 3 metri.
Proseguendo verso ponente, all'altezza dei palazzi Chiassi e Strozzi, si è scoperto un gruppo assai complicato di antichi manufatti, nel quale mi sembra potersi ravvisare l'angolo di un tempio, col peristilio di colonne di travertino, coperte di stucco.
Il diametro delle colonne è di m. 0,79: le basi hanno doppio toro. La fabbrica è circondata da un marciapiede di travertino, largo 3 metri, con profondi canali di scolo, i quali mettono ad una bocca di cloaca.
Sono state ritrovate nello scavo due statuette acefale, a metà del vero. La prima rappresenta Marsia legato all'albero: la seconda una divinità velata.
Dinanzi al portone del palazzo Viscardi, è stato raccolto un grosso tubo di piombo con la seguente iscrizione del secolo IV.
Rodolfo Lanciani.
Costruendosi la fogna della via Nazionale, nel tronco compreso fra la piazza Strozzi e la piazza di S. Andrea della Valle, quasi sull' angolo delle vie di Torre Argentina e della Valle, alla profondità di m. 5,00 si è scoperto il pavimento di una strada larghissima, con la sottoposta cloaca. L'asse della strada è perpendicolare a quello delle prossime fabbriche pompeiane, e parallelo a quello delle fabbriche agrippiane.
Rodolfo Lanciani.
Firmata la convenzione tra l'Istituto romano beni Stabili ed il Governatore di Roma per la riqualificazione della zona dei Cesarini (attuale Largo Argentina). Avvio dei lavori di demolizione che si svolsero in tre tempi: · demolizione dei palazzi Acquari e Rossi che si affacciavano su via di Torre Argentina; demolizione di parte del palazzo Chiassi-Cesarini fino al limite della retrostante chiesa di S. Nicola ai Cesarini; demolizione del fronte prospettante su Corso Vittorio; demolizione dei fronti prospettanti sulle vie Florida e S. Nicola ai Cesarini.
Il Comitato di Storia ed Arte del Governatorato decise di procedere allo sterro generale nell'area in demolizione ai Cesarini, per una valutazione esatta dei resti "degni di essere conservati". Gli scavi sono diretti dall'archeologo Giuseppe Marchetti Longhi.
A seguito di una supplica inviata dall'archeologo Giuseppe Marchetti Longhi, Mussolini dichiara la non edificabilità nell'area di Largo Argentina, riconoscendo l'importanza storica dei ritrovamenti in corso.
Il Duce Mussolini innaugura l'area archeologica di Largo Argentina.
A largo Argentina, viene organizzata una esercitazione notturna antiaerea, simulando che il Teatro Argentina fosse stato compito dagli aerei nemici.
Viene attuato l’isolamento della torre del Papito a largo Argentina.
Avvio dei lavori per lo spostamento del capolinea della linea 8 da Largo di Torre Argentina a Piazza San Marco, nei pressi di piazza Venezia.
Monumenti
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Fontanella dell'Area Sacra di Largo Argentina
1929 fontane
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Teatro Argentina
1732 teatri
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Sante Stimmate di San Francesco
1714 chiese
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Palazzo Baccelli Acquari
1670 palazzi
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San Francesco a piazza dei Calcari
edicole sacre
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Palazzo Nobili Vitelleschi
palazzi
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Torre del Papito
torri
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Tempio D di Largo Argentina
templi
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Tempio B di Largo Argentina
templi
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Tempio C di Largo Argentina
templi
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Tempio A di Largo Argentina
templi
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Porticus Minucia
archeologia
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Uffici degli Acquedotti a Largo Argentina
archeologia
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Palazzo Olgiati Strozzi Besso
palazzi
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San Nicola dei Cesarini
chiese
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Curia Pompeia a Largo Argentina
archeologia
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Palazzo Rossi Giovannoni
palazzi
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Palazzo Cesarini Chiassi
palazzi
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Palazzo Origo
palazzi