Storia
CronologiaFra Pietro Soriano, per conto della congregazione dei Fatebenefratelli, fonda un primo nucleo ospedaliero nella ex casa degli Orfanelli in Piazza di Pietra (tra i ruderi del tempio di Adriano).
Per realizzare una piazza di fronte alla dogana di terra, viene demolita la chiesa di Santo Stefano del trullo. L'università degli albergatori tornarono a svolgere le proprie riunioni nella chiesa di Sant'Eustachio.
Papa Innocenzo XII, incarica l'architetto Carlo Fontana di realizzare il palazzo della Dogana di Terra, luogo adibito allo stoccaggio delle merci che giungevano a Roma via terra a piazza di Pietra. Il nuovo edificio realizzato tra i resti del cosidetto tempio di Nettuno, mantiene visibili sul prospetto, le undici colonne supertiti.
Il Palazzo della Dogana di terra a Piazza di Pietra, viene acquisito dalla Camera di commercio di Roma. I lavori di ristrutturazione, per farne la sede della Borsa Valori, vengono affidati a Virginio Vespignani.
A Piazza di Pietra, in un cavo aperto per la costruzione di una fogna, all’imbocco della via de’ Bergamaschi in piazza di Pietra, sono stati rinvenuti questi monumenti. Piedistallo marmoreo di met. 2,07 x 1,90, con gola e listello sotto e sopra, ed altorilievo esprimente la figura di una Provincia; altro piedistallo in tutto simile; frammento del grande cornicione del tempio, lungo met. 2,35, nel quale sono comprese soltanto le modinature superiori al gocciolatore; frammento di architrave alto met. 0,98, intagliato dalle due parti con diverso artificio; grande bassorilievo alto met. 2,07, lungo met. 2,39, racchiuso da cornice intagliata, con rappresentanza di trofei ed emblemi militari; rocchio di colonna scanalata di giallo, del diametro di met. 0,86, lungo met. 1,45; tronco di colonna simile lungo met. 3,70; molti scaglioni e lastre di marmi colorati; frammento d’iscrizione in lastra marmorea: ...S TI F | ANIC... | VS AVC... ; Frammento d'iscrizione simile clauDIVS; Frammento di titolo sepolcrale ...IRENI COIV...
Nella via de’ Bergamaschi, subito appresso ai tronchi di colonne, seguivano alcuni massi di peperino rovesciati, e quindi un piccolo tratto di costruzione in opera quadrata, parimente di peperino, il quale attraversa la strada sotto il numero civico 61.
Rodolfo Lanciani.
Nel corso del mese sono state sospese le ricerche istituite presso lo sbocco della via dei Bergamaschi in piazza di Pietra, in seguito della scoperta fortuita di uno dei rilievi di provincie appartenenti alla decorazione del tempio. I monumenti trovati sono: frammento di titolo sepolcrale cristiano: TRENI COIVC...; frammento d’iscrizione imperiale seritta sopra un piedistallo di marmo: ...CAISAR | ...PONTIF MAX; cinque frammenti di lastrone marmoreo, con queste lettere: OIVS TI F | ... | ...ANICVS | ...VS AVGUSTI | ...S; Tre piedistalli larghi met. 1,92 alti 2,07, con cornice modinata di gola e listello, e rilievo di provincie distinte per varî attributi; tre rilievi con emblemi militari e trofei, i quali si alternano a quelli delle provincie; un frammento del cornicione del tempio; un frammento dell’architrave dei portici, i quali circondavano l’area sacra; due tronchi di colonne di giallo antico scanalati, del diametro di met. 0,86, lunghi assieme met. 6,20.
Rodolfo Lanciani.
Per cura della Camera di commercio sono state eseguite alcune indagini attorno il tempio, il cui peristilio forma il prospetto della dogana di terra in piazza di Pietra. Si è riconosciuto che l'ultima colonna superstite dalla parte del Corso, costituiva realmente l'angolo del peristilio. Nell'interno poi del tempio sono stati trovati, alla profondità di met. 4,00 sotto il piano del cortile, alcuni blocchi di granito orientale, forse appartenenti ad una soglia.
Rodolfo Lanciani.
Eseguendosi alcuni restauri nella vana che attraversa la piazza di Pietra, è stato estratto dal cavo, e trasportato nel cortile. del palazzo dei Conservatori un nuovo simulacro di Provincia.
Il marmo è alto in tutto m. 1,90, e manca della cornice superiore. La cornice inferiore, modinata di zoccolo e gola dritta, è alta m. 0,411: lo specchio scorniciato avente nel mezzo l’alto rilievo della Provincia, è largo m. 1,453 alto m. 1,355. La figura è integra, ad eccezione del braccio destro, il quale doveva reggere l’arnese caratteristico, e che è spezzato al disotto del gomito.
La Provincia è vestita di tunica talare, con balteo che le sostiene il seno. Il manto discende dalla spalla sinistra, sostenuto nel mezzo del corpo dalla mano sinistra, con lodevole partito di pieghe. È notevole la caratteristica delle brache, e delle scarpe, le quali hanno una linguetta lunata che ricopre l’allacciatura.
Negli scavi stessi è stato poi rinvenuto un nuovo simulacro di Provincia. È il duodecimo della serie: e siccome il fianco della basilica di Nettuno contava quindici colonne (delle quali undici ancora sono in piedi), mancano tre soli piedistalli per completare il numero da questo lato.
La nuova scultura, è certamente la più bella e la più singolare del gruppo. Rappresenta forse un tipo della Regione Partica. È una giovinetta vestita di corta tunica, con balteo, che dalla spalla destra scende attraverso il seno. Le gambe sono protette da uose di cuoio, fermate da una fila di bottoni. La mano destra sostiene uno stendardo di cavalleria, la sinistra è perita; ma dalle traccie dei puntelli può dedursi, che sostenesse un arco.
Rodolfo Lanciani.
Inaugurazione del nuovo Palazzo della Borsa della Camera di commercio a Piazza di Pietra:
"È impossibile dire tutte le fasi percorse da questo monumento: il certo si è che le colonne servivano sotto il governo pontificio da facciata alla dogana di terra, ed ora liberate nel centro dalle brutte murature che ne impedivano la vista servono a dare un'aria grandiosa alla nuova Camera di commercio ed alla nuova Borsa che vi si sono installate da poco tempo.
Grandi questioni sono sorte, allorchè la commissione archeologica decretò che almeno le quattro colonne del mezzo dovevano essere isolate: la Camera di commercio non voleva privarsi di quegli spazi che le opposizioni murarie tra gli interstizi rendevano servibili. C'è voluta tutta l'energia del ministro Baccelli, amante delle antichità romane, per vincere le ritrosie: tolti i ponti e trasportate altrove le macerie, ognuno ha campo di esaminare la grandezza e magnificenza dell'imperiale edificio."
Il cav. Pietro Narducci ingegnere comunale fece sapere, che le ricerche da lui fatte intorno alla cloaca antica del portico degli Argonauti in piazza di Pietra, gli fecero riconoscere che dopo un abbandono di molti secoli, la detta cloaca fu spurgata e ridotta a funzionare regolarmente sotto il pontificato di Urbano VIII.
Essa è costruita con piedritti rivestiti di cortina a mattoni triangolari, ed è coperta alla cappuccina con mattoni bipedali, marcati con questi bolli: EX PRAED FAVSTINAES AVG OPV DOL EX FIG DOMIT MA IOR OP DOL EX PRAED LVCILL VERI Q F A
Il terzo bollo è stato trascritto a questo modo dal Narducci: O EX PR FAVSTIN AVG OPVS DOL OF DOMIT PVBLIC CONSOR TIS
La cloaca corre parallelamente all’ asse dell’ edificio, tra il fianco del tempio di Nettuno ed il lato nord del portico degli Argonauti. Vi si scorgono gl'imbocchi di tre bracci laterali, i quali dovevano raccogliere e smaltire gli stillicidii del tempio.
Rodolfo Lanciani.
Tremendo scoppio di gas nella Borsa a Roma: "Nel pomeriggio del 31 dicembre, mentre alcuni locali erano ancora affollati per le liquidazioni di fine mese.
Lo scoppio, avvenuto nei locali riserbati allo speciale ufficio telegrafico, fa violentissimo; fu udito fino in piazza di Trevi e in piazza del Pantheon: andarono rotti vetri fino in via di Pietra e in via dei Bergamaschi. A tutta prima si sospettò di una bomba; invece fu accertato trattarsi di una fuga di gas, prodottasi nell'ufficio telegrafico, dove nella mattina erano state fatte riparazioni alla tubazione. Nel locale della Borsa nessuna fiamma a gas era stata ancora accesa in quell'ora.
Nell' ufficio telegrafico il fattorino Zanetti Alfonso accese un fiammifero per fumare una sigaretta e lo scoppio si produsse immediatamente. Tutti i locali della Borsa, andarono terribilmente sconvolti, deplorandosi, principalmente fra i fattorini, ventidue feriti, uno dei quali, certo Guerra, è soggiaciuto due giorni dopo alle lesioni. sero salvi i titoli, i denari, i registri in esse collocati.
Malgrado questo disastro, il 2 gennaio furono tenute le consuete rinnioni di Borsa, mentre erano incominciati i lavori di riattamento."
I finanzieri liguri Cerruti e Becchi, costituiscono la Società Anonima Edilizia Moderna, con sede in piazza Pietra. Viene acquistato un terreno di 31.000 metri quadrati nella nuova zona di espanzione del Quartiere Savoia, con l'intento di costruirvi nuovi edifici e abitazione di prestigio. Architetto di riferimento del progetto è Gino Coppedè.
Monumenti
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Collegio Cerasoli
1729 scuole
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Palazzo della Dogana di Terra
1695 palazzi
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Tempio di Adriano
145 templi
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Fontana del palazzo dell'Arciconfraternita dei bergamaschi
fontane
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Casa settecentesca a piazza di Pietra
edifici
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Santo Stefano del Trullo
chiese
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Casa seicentesca a piazza di Pietra
edifici
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Madonna della Purità a piazza di Pietra
edicole sacre
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Palazzo Ferrini Cini
palazzi