Storia
CronologiaI fratelli Francesco e Geronimo Serroberti, speziali di origine perugina, fecero risistemare la loro proprietà formata da due corpi di fabbrica: uno costituito da un palazzetto sito in angolo tra la nuova via Ripetta e vicolo delle Scalette (oggi via Angelo Brunetti) ed il secondo da una casa minore confinante dal lato di via Ripetta. La domus magna diventa la casa dei Serroberti, mentre la casa adiacente fu data in affitto.
Amerigo Capponi, Vice Castellano di Castel Sant’Angelo, acquista la proprietà degli eredi dei Serroberti a via Ripetta ed effettua una serie di ulteriori acquisizioni enfiteutiche al fine di ampliare lo spazio per la costruzione del suo nuovo palazzo.
Amerigo Capponi, al fine di ampliare lo spazio per la costruzione del suo nuovo palazzo, ottiene in enfiteusi, una casa, di proprietà della Confraternita del S.S. Crocifisso in San Marcello, confinante alla sua proprietà sul fronte di via Ripetta.
Viene posta la prima pietra del porto di Ripetta.
Un incendi distrugge la legnara di Ripetta, il deposito principale della legna da ardere.
Papa Pio VII, torna a Roma passando da Porta del Popolo. Il capitano del corpo del Genio Benedetto Piernicolo, realizza a spese della nobiltà romana un arco di trionfo all'imbocco del Tridente. Per tre notti la città resta illuminata.
Le fanciulle ospitate nel Collegio di San Pasquale Baylon vengono trasferite in quello della Divina Provvidenza in via di Ripetta.
Dopo le rimostranze degli accademici di San Luca a causa dell'insufficienza ed inadeguatezza degli spazi loro assegnati al Palazzo della Sapienza, ottengono il trasferimento nel nuovo Palazzo Camerale a via di Ripetta.
L'Accademia di Santa Cecilia si trasferisce da dal palazzo di Piazza San Salvatore in Lauro 13, al nuovo palazzo Camerale a Ripetta.
Incidente al Ponte di Ripetta. A causa dei cavalli imbizzarriti, una carrozza sbatte contro il parapetto del ponte di Ripetta e precipitata su Via di Ripetta:
"Fu un accidente doloroso, del quale Roma si preoccupò per alcuni giorni. Battevano le cinque è tre quarti del 20 di febbraio. Una carrozza a due cavalli, veniva dai Prati di Castello e stava per attraversare il ponte in via Ripetta. In essa c'erano ìl deputato Piccoli, sindaco di Padova, e tre signore.
I cavalli, al rimbombo della carrozza sul tavolato, si spaventarono, tolsero la mano al cocchiere e andarono di furia a battere contro un parapetto: il colpo fu tale che il parapetto si ruppe per cinque metri e cavalli e carrozza andarono a precipitare sulla sot tostante via di Ripetta, I passanti mandarono un grido d'orrore.
Il deputato Piccoli si fratturò una gamba; il cocchiero riportò un colpo terribile alla testa onde, dopo cinque giorni, morì: delle tre signore, una, la meno giovane, ebbe slogato un braccio; e le altre due, tranne contusioni leggiere, rimasero incolumi. Della gente che passava per la via rimasero ferite tre persone, di cui con qualche gravità una sola, una povera sarta incinta. I cavalli rimasero sani: e, cosa incredibile, restò intatta la carrozza."
Manifestazioni di protesta di una folla di operai disoccupati, davanti alla sede del Ministero dell'Interno a Palazzo Braschi, che sfociano in saccheggi e scontri per le strade di Roma:
"Gli operai disoccupati avevano mandato alcuni loro delegati a palazzo Braschi. Il Fortis sottosegretario di Stato ebbe un colloquio con questi delegati la sera del 7 corrente: essi dovevano riferirne ai loro compagni alle 2 pom. del giorno seguente in piazza Cavour, nei prati di Castello.
Circa tremila operai si erano riuniti a quell'ora per sapere quale fosse la risposta del governo. Esaltati dai discorsi fatti mentre aspettavano i delegati, gli operai accolsero malamente il risultato delle pratiche fatte da quei loro colleghi.
Si mossero tutt'insieme gridando ed avviandosi verso il centro della città, dove dai prati di Castello si arriva direttamente in dieci minuti, passando il ponte di Ripetta, costruito da alcuni anni dove era l'antico Porto. Il ponte sbocca nella via di Ripetta della quale è molto più alto: per conseguenza vi sbocca da una parte per mezzo di una rampa, dall'altra per mezzo di una scalinata.
Arrivati in Ripetta e passando di fianco al palazzo Borghese, poi dalla piazza di San Lorenzo in Lucina, i dimostranti potevano trovarsi subito nel Corso e nelle vie principali che vi fanno capo. Infatti presero quella direzione, giacchè il passaggio del ponte fu loro impedito soltanto da un ispettore — il disgraziato Battirelli, vittima del ministro Crispi — e da 40 o 50 guardie di P. S. che egli potè raccogliere lì per lì quando gli fu dato l'ordine di recarsi a quel posto. La truppa arrivò e sbarrò il ponte — come si vede nel nostro disegno — quando i dimostranti già erano passati ed imperversavano nelle vie principali.
A piazza San Lorenzo in Lucina la massa dei dimostranti si disgregò in due o tre gruppi. Il principale si avviò per via Frattina, che sbocca nel Corso dirimpetto alla piazza qui sopra nominata, e va diritta a piazza di Spagna. In via Frattina vi sono molti negozi importanti.
Ebbero tutti le vetrine e i cristalli rotti. Giunto in piazza di Spagna il gruppo principale voltò a destra per via Due Macelli, dove fece gravi danni al "Grande Orfeo". Nella nostra doppia pagina anche questo episodio è reso con molta evidenza: l'edifizio d'aspetto grandioso e disadorno dirimpetto al Cafè Chantant danneggiato, è il Collegio di Propaganda; in fondo si scorge piazza di Spagna e la colonna dell'Immacolata.
Il gruppo principale continuò le sue devastazioni in via del Tritone, poi si avviò verso i quartieri alti portandovi lo spavento e finì per capitare in piazza dell'Esquilino fra due o tre compagnie di fanteria, che lo dispersero arrestando i riottosi alle intimazioni.
Un altro gruppo intanto erasi diretto per il Corso verso Montecitorio dove i deputati si trovavano adunati in seduta. Il piccolo distaccamento di truppa che fa il servizio di guardia, durante le sedute, fu ritirato in un cortile interno, mentre si mandavano a chiamare rinforzi. Il portone principale del palazzo fu chiuso per un quarto d'ora: il questore de Riseis rimase però sulla gradinata esterna al suo posto, potendovi esser necessaria la sua presenza.
Sopraggiunta altra truppa e fatte le intimazioni di legge, i dimostranti si persuasero ad andarsene, dirigendosi di fianco al Pantheon e per piazza della Minerva, verso il nuovo corso Vittorio Emanuele. Piombati sopra il negozio di chincaglierie dei fratelli Finocchi che ha sei grandi porte, unite fra loro da vetrine, nel tratto fra piazza del Gesù ed il teatro Argentina, spezzarono insegne, vetrine e quanti oggetti vi si contenevano.
L'aspetto di quelle turbe tumultuanti scatenate per le vie di Roma non era davvero rassicurante. Si compiacevano di maltrattare o spaventare chiunque incontravano, a piedi o in carrozza, gridando sempre. Fortunatamente avevano armi: si erano bensì provveduti di mezzi di distruzione rovesciando e depredando un carro di legna e portando via i badili ad alcuni spazzini municipali.
Non incontrarono in nessun luogo alcuna seria resistenza, mancando qualunque criterio direttivo nella repressione dei disordini. Si facevano correre carabinieri e guardie di P. S. in carrozzelle o botti nei punti più minacciati, ma vi giungevano quasi sempre quando la bufera era già passata. Tutto ciò continuò fino a dopo le 5 pomeridiane.
A quell'ora, fatti molti arresti e disperse le bande dei tumultuanti, ritornò un po' di calma nella città. Subito sbucarono fuori dai vicoli luridi e lontani gli stracciaroli, a far loro bottino dei rottami di cristalli dei quali in molte strade era addirittura ricoperto il selciato. Per quella sera i teatri e quasi tutti i caffè rimasero chiusi: Roma fu percorsa in tutte le direzioni da numerose pattuglie di truppa."
La SRTO ottiene in concessione le nuove linee tramviarie, piazza Venezia - stazione Termini (attraverso via Cavour) e piazza Venezia - piazza del Popolo (attraverso via Ripetta). Sono inoltre previsti un collegamento della linea di San Giovanni da via Cavour al largo Brancaccio (attraverso via Giovanni Lanza) ed il prolungamento della linea di San Paolo (da piazza Bocca della Verità a Piazza venezia, passando per via di Sant'Eufemia lungo il Foro Romano, sotto il Campidoglio, via della Consolazione, e la via Bonella).
A via di Ripetta 19, apre una rivendita di Olio d'Olivo e Vini da Pasto, riferito ai Fratelli Perinelli (targhe ancora presenti).
La linea a cavalli via del Plebiscito - piazza del Popolo (per le vie della Scrofa e di Ripetta) inizia ad essere esercitata con trazione elettrica ad accumulatori.
A via di Ripetta 128-129, viene inaugurato il Cinematografo Nazionale.
Sulla spinta della raccolta di documenti fonografici effettuata da Rodolfo De Angelis, Vittorio Emanuele III decreta la nascita della Discoteca di Stato, che si installa al Palazzo Camerala a via di Ripetta.
Pierino Amori spara cinque colpi di pistola a Alessandro Torlonia, mentre assiste ad una messa nella chiesa di san Girolamo degli Illirici: tre colpi lo raggiungono al torace, riducendolo in fin di vita. L'attentatore era un fattore della tenuta di Monteleone. Era stato accusato del furto di 222 pecore e per questo licenziato, nonostante avesse sostenuto che erano state prese dai tedeschi in ritirata.
Domenico Buccone e la moglie Maddalena Trimani subentrano nella gestione del negozio di Vini Olii a Via di Ripetta 19.
Completati i lavori di riqualificazione del complesso del Fossato di Castel Sant'Angelo e dei giardini della Mole Adriana. Il Sindaco Roberto Gualtieri, presenzia alla cerimonia di fine lavori.
L'operazione, gestita dall'Anas a completamento di piazza Pia, è stato finanziata con 1,3 milioni di euro, ed ha comportato, oltre al rinnovamento degli spazi ver, anche il riposizionamento del “muro Spaccarelli”. L'elemento storico, confine del fossato, è stato così riposizionato nella sua sede originaria, in modo da ripristinare il disegno a cinque stelle del sistema difensivo del castello.
Monumenti
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Fontana del Museo dell'Ara Pacis
1996 fontane
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Palazzo di San Girolamo dei Croati
1936 palazzi
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Palazzo Marescalchi Belli
1929 palazzi
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Ex Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali
1923 edifici
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Targa a Ercole Rosa
1896 memoriali
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Passarella di Ripetta
1878 ponti
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Casa Asperduti Evangelisti
1872 edifici
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Targa di Gregorio XVI sull'Istituto di Belle Arti
1845 targhe
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Palazzo Camerale
1845 edifici
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Palazzo a via di Ripetta 151
1840 edifici
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Palazzo Torlonia a Piazza del Popolo
1823 palazzi
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Anfiteatro Correa
1780 teatri
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Fontana della Botticella di Ripetta
1774 fontane
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Fontana dei Navigatori del Porto di Ripetta
1704 fontane
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Dogana del Porto di Ripetta
1703 edifici
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Ninfeo di Palazzo Soderini Valdambrini
1700 fontane
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Palazzo Soderini Valdambrini
1700 palazzi
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Conservatorio della divina Provvidenza
1674 edifici
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Ospedale di San Rocco
1602 ospedali
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San Girolamo degli Schiavoni
1588 chiese
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Arcispedale di San Giacomo degli Incurabili
1585 ospedali
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Palazzo Borghese
1560 palazzi-corte
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Palazzetto Baschenis
1523 palazzi
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Santa Maria in Porta Paradisi
1520 chiese
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Ustrinum Domus Augustæ
-14 archeologia
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Mausoleo di Augusto
-28 sepolcri
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Palazzo D'Aste
palazzi
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Casa XXVIIII dell'Ospedale di San Girolamo degli Illirici
edifici
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Porto di Ripetta
edifici
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Porto della legna da Ardere
edifici
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Busto della Madonna a via di Ripetta
edicole sacre
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Palazzo rinascimentale a Via Ripetta 38
palazzi-corte
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Cappella del Conservatorio della divina Provvidenza
cappelle
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Palazzo Fonseca a Campo Marzio
palazzi
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Targa in memoria di Eleonora Pimentel Fonseca
targhe
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Palazzo Capponi
palazzi-corte
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Torre di Palazzo Capponi
torri
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Monumento sulla casa natale di Angelo Brunetti detto Ciceruacchio
memoriali
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Casa rinascimentale a via di Ripetta
edifici